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Come avete passato le vacanze estive? Di solito preferite andare al mare, visitare città d'arte e musei o dedicarvi allo shopping?

Oggi scopriremo come trascorrono le vacanze in Italia i turisti stranieri, quali sono le attività che preferiscono a seconda della loro nazione di provenienza.

Una ricerca di Confimprese descrive l'Italia vista con gli occhi degli stranieri che l'hanno visitata negli ultimi due anni e questo interessante articolo tratto da la Repubblica.it ci racconta  i risultati di questa indagine. Quanti sono i turisti stranieri che si concedono un soggiorno in Italia? Cosa  amano di questo paese e cosa invece criticano?

Buona lettura!

Prof. Anna

L'Italia conquista i turisti stranieri: ecco perché è il "Belpaese"

I turisti che visitano l'Italia non hanno dubbi: è bella e trascorrerci le vacanze è un'esperienza che vale la pena di vivere.

[...]

Arte, cibo, moda, musei e shopping sono i punti di forza. Anche se, va ammesso, non mancano alcuni rilievi critici, in particolare se si tratta di trasporti e infrastrutture; per gli stranieri (francesi e giapponesi in testa), e in particolare il loro portafoglio, è un po' elevato il costo dei servizi, in particolare sulla rete autostradale. Ma quasi tutti, alla fine, nel Belpaese ci tornerebbero e consiglierebbero ai loro parenti e amici di farvi visita.


[...]

Roma, Venezia, Firenze, Milano e Napoli sono in effetti le mete "classiche" per la stragrande maggioranza (83%) dei viaggiatori stranieri, "ma non scherzano nemmeno mare, montagna e laghi con la Toscana in testa per località minori visitate sia al mare che all'interno", annota la ricerca.

I viaggi lungo la Penisola sono stati organizzati in 65 casi su 100 via web, segno dei tempi che cambiano: se una volta il Grand Tour dell'aristocrazia europea si faceva in carrozza, oggi gli stranieri in visita al Belpaese sono contenti della puntualità del volo e della pulizia che trovano in aeroporto, ma lamentano le code al controllo passaporti e le attese per il ritiro bagagli. Negativi i giudizi sulla conoscenza delle lingue e i prezzi (volo, mezzi di collegamento con le città), mentre l'Alta Velocità ferroviaria o gli Intercity intercettano il favore del pubblico. Male, invece, il trasporto regionale. Per i viaggiatori su gomma, pollice in alto al personale delle aree di servizi (gentile), al comfort durante le soste e al cibo, ma uno su tre è insoddisfatto dei prezzi del carburante, dei pedaggi autostradali e della pulizia dei servizi igienici.

La ricerca di Confimprese  - riguardante Francia, Inghilterra, Germania, Russia, Cina, Giappone e Usa - rileva che i più critici sono i giapponesi: "Sulla parte infrastrutturale bocciano i costi eccessivi dei biglietti dei treni, la cortesia del personale di bordo e la sicurezza su aerei e treni. Spendono 180 euro al giorno, viaggio escluso, per il loro soggiorno in Italia e non disdegnano anche località ambite tra cui Capri, Ischia e Toscana, ma risparmiano sull'hotel, tanto che il 45% alloggia nei 3 stelle. I francesi, che nel nostro Paese arrivano perlopiù in auto (39%), criticano nel 35% dei casi la pulizia, la segnaletica e, nel caso di utilizzo dei mezzi pubblici, hanno da dire anche sul costo del biglietto. Spendono 84 euro al giorno, viaggio escluso, per un soggiorno mordi e fuggi, di 2 o 3 giorni soprattutto in hotel a 3 stelle (37%)".

La Dolce Vita affascina gli americani, che su tutto apprezzano le bellezze paesaggistiche e il cibo. Con i cinesi, sono per altro quelli "che spendono di più con un budget di 265 euro al giorno, viaggio escluso, e si dimostrano soddisfatti di visitare anche città come Bologna, Siena o Torino; il 38% soggiorna in hotel a 5 stelle e non si nega un soggiorno alle terme (16%) o una serata a un festival (18%). Spendono più degli altri per l'acquisto di opere d'arte sia in galleria sia attraverso le aste".

Ecco, poi, gli altri profili: gli inglesi cercano clima e cibo e rimangono in Italia da 4 a 7 giorni con un budget di 97 euro al giorno; nel ranking delle città più visitate Roma è in pole, seguita da Venezia, ma anche la Toscana non scherza nelle preferenze degli anglosassoni: il 24% va al mare e il 28% in collina. E si trattano anche bene, visto che il 37% sceglie hotel a 4 stelle. I tedeschi sono affascinati (per il 71%) dal paesaggio, ma non trascurano certo musei e monumenti (64%). Tra le loro mete predilette, anche per la comodità di collegamento, il Lago di Garda e il mare della Toscana. Spendono 100 euro al giorno, mentre i russi "non disdegnano soluzioni lussuose sia negli alberghi sia nello shopping, nonostante un budget medio di 118 euro al giorno". Dalla Cina, infine, arrivano i maggiori affezionati delle boutique di moda: amano lo shopping. "I sudditi del celeste impero, con un budget di 328 euro al giorno viaggio escluso, superiore agli americani, non si fanno mancare nulla: dagli alberghi a 4 e 5 stelle scelti dal 75% di loro all'acquisto di abbigliamento e accessori di lusso (38%) e di opere d'arte (29%). Amano non solo le vie dello shopping in centro città (77%), ma anche i centri commerciali. Nel ranking di chi ha visitato maggiormente Milano, la città della moda per eccellenza, figurano proprio i cinesi che non a caso hanno anche visitato Expo 2015 più degli altri. Certo, dopo il capoluogo meneghino, non potevano mancare a Roma (57%) e a Firenze (46%)".

Aricolo tratto da http://www.repubblica.it/economia/2016/04/14/news/l_italia_conquista_i_turisti_stranieri_ecco_perche_e_il_belpaese-137569172/

Se ci sono parole che non conoscete, vi consiglio di usare il dizionario online: cliccando due volte sulla parola sconosciuta si aprirà una piccola finestra, cliccando una volta su questa finestra apparirà il significato.

Approfondiamo ora il significato delle espressioni evidenziate nel testo.

Vediamole insieme:

• punto di forza → significa pregio, elemento vincente; mentre il punto dolente è il difetto, l'elemento debole;

• Belpaese → questa espressione nasce dai versi di due tra i più importanti poeti italiani, Dante e Petrarca, che la usano per riferirsi all'Italia. Oggi Belpaese (o Bel Paese) è l’espressione con cui comunemente è conosciuta l’Italia;

• viaggiatori su gomma → con questa espressione ci si riferisce a coloro che viaggiano su un mezzo munito di pneumatici (gomme) come automobili, motociclette o camion;

• pollice in alto → espressione che deriva dal gesto di alzare il pollice della mano per esprimere un giudizio positivo su qualcosa, per dire che qualcosa va bene;

• personale di bordo → l'insieme delle persone che lavorano all'interno di un mezzo di trasporto (treno, nave, aereo);

• hanno da direavere da dire su qualcosa significa criticare, esprimere un giudizio negativo;

• mordi e fuggi → si dice di un'azione, un'esperienza, compiuta con estrema rapidità, in modo frettoloso;

• la Dolce Vita → con questa espressione ci si riferisce a uno stile di vita caratteristico degli italiani. Vivere con spensieratezza, non avere mai troppa fretta e apprezzare i piaceri della vita sono gli aspetti principali di questa attidudine di vita;

• essere in pole (position) → è un'espressione che viene dal mondo della Formula 1, la pole position è la posizione più avanzata, occupata da un concorrente, nello schieramento di partenza della gara, quindi essere in pole (position) significa essere al primo posto.

• celeste impero → questa espressione, con cui si indica la Cina, deriva dall'appellativo figlio del cielo che si dava talvolta all'imperatore.

 

LETTURA E COMPRENSIONE

Provate ora a rispondere alle seguenti domande:

1- Quali sono i punti deboli dell'Italia secondo i turisti stranieri che l'hanno visitata?

2- Quali sono le mete classiche del turismo in Italia?

3- Secondo i turisti stranieri, gli italiani conoscono bene le lingue?

4- Secondo questa indagine, chi sono i turisti più critici?

5- Chi, invece, spende di più?

6- Da dove provengono i turisti che maggiormente amano lo shopping?

7- Siete mai stati in vacanza in Italia?

8- Se ci siete stati, quali sono secondo voi i punti di forza e i punti deboli di questo Paese nell'accogliere i turisti?

 
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                    [post_content] => Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, questo è l'ultimo articolo prima della pausa estiva, vorrei lasciarvi con un passo tratto dal romanzo L'isola di Arturo della scrittrice Elsa Morante, un passo che descrive i colori, i profumi e i paesaggi dell'isola di Procida, in cui il romanzo è ambientato, evocando tutta la bellezza delle isole mediterranee. Potrebbe essere, se avete un buon livello di comprensione, anche un'ottima lettura per l'estate.

Durante il periodo estivo potrete comunque inviarmi le vostre domande e i vostri commenti.

Anche quest'anno vi ringrazio per la vostra partecipazione, grazie a voi il blog diventa ogni giorno luogo di scambio e di arricchimento.

Auguro a tutti una magnifica estate e ci ritroveremo a settembre con nuovi argomenti e approfondimenti.

Buone vacanze!

Prof. Anna

Prima di leggere il passo del romanzo conosciamo un po' meglio l'autrice.

Elsa Morante (Roma, 18 agosto 1912 – Roma, 25 novembre 1985) è stata una scrittrice, saggista, poetessa e traduttrice italiana. È considerata da alcuni critici una tra le più importanti autrici di romanzi del secondo dopoguerra.

I genitori naturali sono la maestra elementare di confessione ebraica Irma Poggibonsi e l’impiegato postale Francesco Lo Monaco, ma la piccola, come i suoi fratelli, viene riconosciuta alla nascita dal marito della madre, Augusto Morante. La formazione si interrompe con il diploma liceale, dato che la scarsità di mezzi economici le impedisce la frequenza dell'Università, dove si era iscritta a Lettere.

Nel 1936 incontra lo scrittore Alberto Moravia, che diventerà suo marito nel 1941. La coppia frequenta l'ambiente artistico romano e le personalità di riferimento per la produzione letteraria dell’epoca; con gli anni del conflitto mondiale, date le tendenze antifasciste di Moravia, la coppia deve fuggire dalle autorità della capitale in un paesino di montagna della Ciociaria, nel 1944 la Morante tornerà a Roma. Il romanzo L'isola di Arturo vede la stampa in Italia nel 1957, il libro racconta l'adolescenza di Arturo che vive nell'isola Procida, in provincia di Napoli, dove trascorre quasi tutto il suo tempo da solo, insieme alla cagna Immacolatella, mentre suo padre, Wilhelm Gerace, è spesso assente per via di un lavoro tanto misterioso quanto, lui crede, avventuroso. L'isola racchiude tutto il suo mondo, e tutti gli altri posti esistono per lui solo nella dimensione della leggenda. Passa il suo tempo a leggere storie sugli “eccellenti condottieri”, a studiare l'altlante per progettare i suoi viaggi futuri e a fare fantasie sulla figura del padre che crede il più grande eroe della storia. Tutto ciò che è legato al padre Wilhelm per lui è sacro. Il romanzo gode di una risposta molto positiva da parte del pubblico, conquistando anche il Premio Strega.

Morante e Moravia si separarono nel 1961, senza però mai divorziare. Nel 1974 la scrittrice pubblica La Storia, grande affresco dell'Italia della guerra e della ricostruzione. Muore d’infarto il 25 novembre 1985.

Leggiamo insieme un passo tratto dal romanzo L'isola di Arturo.

Vi ricordo che, se ci sono parole che non conoscete, potete consultare il dizionario online basta cliccare due volte sulla parola e si aprirà una piccola finestra, cliccando una volta su questa finestra apparirà il significato.

Le isole del nostro arcipelago, laggiù, sul mare napoletano, sono tutte belle. Le loro terre sono per gran parte di origine vulcanica; e, specialmente in vicinanza degli antichi crateri, vi nascono migliaia di fiori spontanei, di cui non rividi mai più i simili sul continente. In primavera, le colline si coprono di ginestre: riconosci il loro odore selvatico e carezzevole, appena ti avvicini ai nostri porti, viaggiando sul mare nel mese di giugno.
 Su per le colline verso la campagna, la mia isola ha straducce solitarie chiuse fra muri antichi, oltre i quali si stendono frutteti e vigneti che sembrano giardini imperiali. Ha varie spiagge dalla sabbia chiara e delicata, e altre rive più piccole, coperte di ciottoli e conchiglie, e nascoste fra grandi scogliere. Fra quelle rocce torreggianti, che sovrastano l'acqua, fanno il nido i gabbiani e le tortore selvatiche, di cui, specialmente al mattino presto, s'odono le voci, ora lamentose, ora allegre.
 Là, nei giorni quieti, il mare è tenero e fresco, e si posa sulla riva come una rugiada.
 Ah, io non chiederei d'essere un gabbiano, né un delfino; mi accontenterei d'essere uno scorfano, ch'è il pesce più brutto del mare, pur di trovarmi laggiù, a scherzare in quell'acqua.

Ora provate a rispondere alle seguenti domande:

1- Dove e quando è nata Elsa Morante?

2- Chi è suo marito?

3- Perché la coppia deve lasciare Roma?

4- In che anno viene pubblicato L'isola di Arturo?

5- Dove è ambientato il romanzo?

6- Dove si trova  l'isola di Procida?

7- Qual è il titolo di un altro importante romanzo della Morante?

8- Di che cosa parla il passo che avete appena letto?

9- Che cosa vorrebbe essere Arturo nelle ultime righe del testo? E perché?

10- Siete mai stati in un posto simile a quest'isola?

 

 
                    [post_title] => L'isola di Arturo di Elsa Morante
                    [post_excerpt] => Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, vi auguro buone vacanze condividendo con voi questo suggestivo passaggio tratto dal romanzo L'isola di Arturo di Elsa Morante.
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                    [post_content] => Con l’arrivo dell’estate, anche l’Aula di Lingue si prende una vacanza. Zanichelli e la Redazione augurano a tutti di passare una bella estate e di poter mettere in pratica le lingue in viaggi, incontri, letture. Il blog della prof. Anna, Planet English, Mundo Hispano, Espace Français e Deutsche Welt restano a disposizione per un ripasso, una curiosità o i compiti delle vacanze.

Torneremo con nuovi contenuti e suggerimenti per imparare l'italiano come seconda lingua, l'inglese, il francese, lo spagnolo e il tedesco dall'inizio dell'anno scolastico 2016-2017.
                    [post_title] => L'Aula di Lingue va in vacanza
                    [post_excerpt] => Con l’arrivo dell’estate, anche l’Aula di Lingue si prende una vacanza. Torneremo a settembre
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                    [post_content] => Ricordate alcune espressioni e modi di dire formati con la parola "mezzo"? Scopritelo facendo il prossimo esercizio. Per ripassare questo argomento potete leggere il seguente articolo: http://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2016/06/16/espressioni-con-la-parola-mezzo/
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                    [post_excerpt] => Ricordate alcune espressioni e modi di dire formati con la parola "mezzo"? Scopritelo col prossimo esercizio.
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                    [post_content] => Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, questa settimana ripasseremo gli argomenti trattati di recente sul blog, è un'ottima occasione per mettersi alla prova e valutare il proprio livello di conoscenza di quessti argomenti.

Buon test!

Prof. Anna

Il prossimo esercizio è sulle locuzioni prepositive, per ripassare questo argomento vi consiglio di leggere questo articolo: http://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2016/06/09/le-locuzioni-prepositive/
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                    [post_excerpt] => Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, questa settimana ripasseremo gli argomenti trattati di recente sul blog, il primo esercizio è sulle locuzioni prepositive.
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                    [post_content] => Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, spesso mi viene chiesto se espressioni come mi mangio una pizza siano corrette. Questa settimana vorrei condividere con voi un articolo dell'Accademia della Crusca che risponde a questa domanda, è anche un'occasione per farvi conoscere (sempre che non la conosciate già) questa antica e importante istituzione.

Buona lettura!

Prof. Anna

L'Accademia della Crusca  (spesso anche solo la Crusca) è un'istituzione italiana che raccoglie studiosi ed esperti di linguistica e filologia della lingua italiana. Rappresenta una delle più prestigiose istituzioni linguistiche d'Italia e del mondo.

Nata a Firenze ad opera di Leonardo Salviati, l'Accademia si costituì ufficialmente il 25 marzo 1585. La Crusca è la più antica accademia linguistica del mondo, nei suoi oltre quattro secoli di attività si è sempre distinta per l'impegno a mantenere "pura" la lingua italiana originale, pubblicando nel 1612 la prima edizione del Vocabolario degli Accademici della Crusca.

Oggi l'Accademia della Crusca si propone principalmente di acquisire e diffondere, nella società italiana e in particolare nella scuola, la conoscenza storica della nostra lingua e la coscienza critica della sua evoluzione attuale. É un punto di riferimento fondamentale per chi è interessato a conoscere la lingua italiana e capirne lo sviluppo.

Leggiamo insieme l'articolo che la Crusca dedica all'uso rafforzativo dei pronomi atoni.

Mangiarsi una pizza, fumarsi una sigaretta, ascoltarsi una canzone…

In generale, l’uso di accompagnare a verbi transitivi pronomi personali atoni, non necessari ai fini della compiutezza sintattico-grammaticale dell’enunciato né del suo significato (mangiamoci una pizza, fatti una vacanza, me ne vado a passeggio, ecc.), esprime un particolare coinvolgimento del soggetto nell’evento descritto dal verbo. Si tratta pertanto di usi pronominali intensivi, a cui si ricorre per soddisfare un’esigenza che nel sistema della grammatica italiana non è rappresentata da una funzionalità verbale specifica. Nel latino pre-letterario e nel greco antico esisteva per questo scopo la cosiddetta "diàtesi media", ossia un sistema di coniugazione verbale, "intermedio" fra forma attiva e passiva, che consentiva di esprimere una particolare partecipazione del soggetto all’azione verbale. Rispetto alla forma attiva, che descrive un processo che parte dal soggetto e termina in genere "fuori" di esso, nella forma "media" lo stesso evento resta interno al soggetto o ricade comunque nell’ambito dei suoi interessi (come, per esempio, nei verbi dispiacersi, nutrirsi e servirsi (di qualcosa)). Nell’italiano, la funzione "media" traspare anzitutto in una serie di verbi pronominali in cui l’utilizzo del pronome è obbligatorio (i cosiddetti "intransitivi pronominali": annoiarsi, vergognarsi, pentirsi, risentirsi, accorgersi, ricordarsi, adirarsi). Si manifesta inoltre nell’utilizzo ridondante dei pronomi intensivi o "affettivi" di cui si sta appunto parlando, in espressioni del tipo mangiarsi una torta, godersi lo spettacolo, ecc. Ciò che caratterizza questi usi è: 1) la prospettiva intermedia fra l'attivo e il passivo: queste forme esprimono, a seconda dei casi, un'azione che la persona del soggetto esercita per sé o su sé stesso, il personale e sentito coinvolgimento negli effetti dell’azione svolta (il soggetto è allo stesso tempo origine e destinatario dell’evento: annoiarsi, mangiarsi una pizza); 2) la variazione morfologica in virtù della quale i verbi transitivi così utilizzati vengono trattati come verbi pronominali a tutti gli effetti, come è chiaro dal cambiamento dell’ausiliare nella coniugazione dei tempi composti (ho fatto una passeggiata, ma mi sono fatto una passeggiata). [...] Giudizio sulla correttezza/opportunità Per quanto riguarda il giudizio richiesto sulla correttezza, è necessario premettere che si tratta di un uso proprio del registro familiare e colloquiale, diffuso soprattutto nell’italiano centro-meridionale, generalmente ammesso nel parlato ma inopportuno negli scritti più formali e sorvegliati. [...] In generale, il giudizio sulla correttezza di questi usi non può prescindere dal contesto comunicativo e testuale in cui ricorrono, che può ammettere o richiedere l’espressione dell’affettività e, in testi letterari, l’immediatezza narrativa e la mimèsi del parlato. Ma in alcuni casi questi usi pronominali sono da ritenere certamente non accettabili. Per esempio, è oggi da considerare errore il mantenimento dell’ausiliare avere in presenza del pronome, che pure si sente, specie in area centromeridionale per condizionamento dialettale, come in questo esempiodi parlato, da un video che ho trovato in rete: «Io m’ho bevuto tutta l’acqua». [...] Massimo Bellina (http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/mangiarsi-pizza-fumarsi-sigaretta-ascoltarsi) [post_title] => Uso rafforzativo dei pronomi atoni: ne parla l'Accademia della Crusca [post_excerpt] => Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, espressioni come "mi mangio una pizza" sono corrette? Vediamo insieme come risponde a questa domanda l'Accademia della Crusca. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => uso-rafforzativo-dei-pronomi-atoni-ne-parla-laccademia-della-crusca [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2016-07-14 14:59:09 [post_modified_gmt] => 2016-07-14 12:59:09 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://aulalingue.scuola.zanichelli.it/?post_type=benvenuti&p=10858 [menu_order] => 0 [post_type] => benvenuti [post_mime_type] => [comment_count] => 43 [filter] => raw ) [6] => WP_Post Object ( [ID] => 10845 [post_author] => 3 [post_date] => 2016-06-23 12:33:39 [post_date_gmt] => 2016-06-23 10:33:39 [post_content] => Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, oggi ripasseremo insieme alcune importanti regole ortografiche. L'ortografia è quell'insieme di regole che serve a scrivere correttamente le parole, conoscere queste regole è fondamentale per non commettere errori di scrittura. Buona lettura! Prof. Anna In italiano ci sono alcuni suoni che possono non essere facili da rappresentare graficamente e che quindi ci portano a commettere errori ortografici. Vediamo insieme le principali indicazioni per non incorrere nei più comuni errori ortografici. • ce/cie → quando la lettera c si incontra con la lettera e ha di per sé un suono dolce e perciò non necessita della i. Tuttavia troviamo -cie in alcuni casi: 1 - nelle parole che l'hanno mantenuta nel corso delle trasformazioni subite, 2-in parole con suffisso - iere, -iera, -iente, -ienza. Alcuni esempi: ce: cena, acero; cie: specie, superficie, società, socievole, cielo, cieco, pasticciere (ma anche: pasticcere), crociera, efficiente, sufficiente, insufficiente, deficiente, efficienza, deficienza; • cie-gie→ troviamo -cie o -gie nel plurale delle parole che finiscono in -cia o -gia, quando la c e la g sono precedute da vocale, per esempio: nella parola camicia (ca-mi-cia) la c è preceduta dalla vocale i quindi il plurale sarà camicie. Alcuni esempi: ciliegie, socie, valigie, farmacie, bugie, analogie; • scie → troviamo scie nelle parole in cui l'accento cade sulla i: scìa, scìe, e nelle seguenti parole: usciere, scienza, coscienza (e i suoi derivati); • li/gli: → troviamo li nei seguenti casi: ⇒ sempre a inizio di parola: lieve, lievito, lievitare, lieto (fanno eccezione i composti del pronome gli: glielo, gliene ecc.); ⇒ quando l'accento cade sulla i: balìa; ⇒ in alcune parole che riprendono la grafia che deriva dal latino: Italia, concilio, milione, esilio, Sicilia; ⇒ quando il suono della l è doppio: allievo, spalliera, allietare; ⇒ nei nomi propri: Amelia, Emilio, Giulio, Cecilia (fanno eccezione: Guglielmo, Gigliola); → troviamo gli in tutti gli altri casi: consiglio, foglia, aglio ecc.; • ni/gn/gni: → si usa ni in alcune parole di grafia latina: genio, colonia, scrutinio; → si usa gn in tutti gli altri casi: ragno, bagno, degno, ognuno ecc.; → si usa gni se l'accento cade sulla i: compagnìa; • h: il grafema muto h viene usato nei seguenti casi: → come simbolo grafico per indicare un suono duro gh+e / gh+i: ghiro, gheriglio; → in quattro forme dell'indicativo presente del verbo avere: ho, hai, ha, hanno; → nelle interiezioni: oh!, ehi!. ahimè!; → in parole di origine straniera: hotel, hacker, habitat; • cu/qu/cqu: → si usa cu quando è seguito da consonante: cumulo, curva; → si ha cu o qu senza regole quando sono seguiti da vocale, in caso di dubbio è necessario consultare il dizionario: cuore, proficuo, innocuo, equestre, conquista, quale ecc.; → il raddoppiamento di cu/qu è cqu: acqua (e i suoi derivati), acquisto, (fanno eccezione soqquadro, taccuino); • z-zz → la lettera z di solito non si raddoppia davanti alle desinenze -ione, -ia, -ie, -io, tranne che nella coniugazione verbale e nelle parole derivate: addizione, eccezione, spezie, equinozio, profezia, ammazziamo, pazzìa.   [post_title] => Alcune regole ortografiche [post_excerpt] => Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, oggi ripassiamo insieme alcune importanti regole di ortografia. 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Buona lettura! Prof. Anna Vediamo dunque alcune delle espressioni più frequenti che contengono questa parola: • mezza pensione → tipo di trattamento alberghiero che comprende l'alloggio, la prima colazione e un pasto:  "abbiamo prenotato in hotel con mezza pensione"; • mezza stagione → il periodo primaverile e quello autunnale: "non ci sono più le mezze stagioni"; • (essere) di mezza età → età della vita umana compresa fra la giovinezza e la vecchiaia: "una donna di mezza età", "un uomo di mezza età"; • senza mezzi termini → significa "francamente, apertamente": "parlare senza mezzi termini", "mi ha detto senza mezzi termini che la nostra storia era finita"; • mezzo mondo → moltissima gente: "alla festa di Lucia c'era mezzo mondo"; • mezzo uomo → persona inetta, di carattere debole, sottomessa, poco volitiva: "non sprecare tempo con lui, è un mezzo uomo: non sa quello che vuole e come ottenerlo"; • fare a mezzo → significa "dividersi una cosa", si usa in registri informali e familiari: "per pranzo ho portato un panino, se vuoi facciamo a mezzo"; • via di mezzo → soluzione intermedia, di compromesso: "dopo molte discussioni finalmente io e Marco abbiamo trovato una via di mezzo"; • andare di mezzo → essere coinvolto in una situazione poco piacevole, subire le conseguenze: "questi sono affari vostri, io non voglio andarci di mezzo!"; • mettere in mezzo qualcuno → coinvolgerlo in una situazione rischiosa, comprometterlo: "io non so niente, mi hanno messo in mezzo a questa situazione, ma sono innocente!"; mettersi in mezzo → intromettersi:  "non metterti in mezzo, non sono problemi tuoi!"; • levare di mezzo qualcuno o qualcosa → allontanare a forza qualcuno, togliere qualcosa: "non sei il benvenuto qui, levati di mezzo!"; • essere mezzo morto → essere molto provato, malridotto: "era mezzo morto dalla paura"; [post_title] => Espressioni con la parola "mezzo" [post_excerpt] => Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, oggi vedremo insieme il significato di alcune espressioni formate con la parola "mezzo", ne conoscete già qualcuna? 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Prof. Anna Le locuzioni prepositive sono espressioni fisse formate da più parole, che equivalogono a una preposizione. Le locuzioni prepositive possono essere formate da: → locuzione avverbiale + preposizione, vediamone alcune: verbo o avverbio accompagnato da preposizione: [post_title] => Le locuzioni prepositive [post_excerpt] => Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, cosa sono le locuzioni prepositive? Qual è il loro significato? Scopriamolo insieme. 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Per ripassare questo argomento vi consiglio il seguente articolo: http://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2016/05/26/uso-della-preposizione-per/ [post_title] => Test 43 - Uso della preposizione "per" - [post_excerpt] => Sapete usare correttamente la preposizione "per". Verificatelo col prossimo esercizio. 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Una ricerca di Confimprese descrive l'Italia vista con gli occhi degli stranieri che l'hanno visitata negli ultimi due anni e questo interessante articolo tratto da la Repubblica.it ci racconta  i risultati di questa indagine. Quanti sono i turisti stranieri che si concedono un soggiorno in Italia? Cosa  amano di questo paese e cosa invece criticano? Buona lettura! Prof. Anna L'Italia conquista i turisti stranieri: ecco perché è il "Belpaese" I turisti che visitano l'Italia non hanno dubbi: è bella e trascorrerci le vacanze è un'esperienza che vale la pena di vivere. [...] Arte, cibo, moda, musei e shopping sono i punti di forza. Anche se, va ammesso, non mancano alcuni rilievi critici, in particolare se si tratta di trasporti e infrastrutture; per gli stranieri (francesi e giapponesi in testa), e in particolare il loro portafoglio, è un po' elevato il costo dei servizi, in particolare sulla rete autostradale. Ma quasi tutti, alla fine, nel Belpaese ci tornerebbero e consiglierebbero ai loro parenti e amici di farvi visita. [...] Roma, Venezia, Firenze, Milano e Napoli sono in effetti le mete "classiche" per la stragrande maggioranza (83%) dei viaggiatori stranieri, "ma non scherzano nemmeno mare, montagna e laghi con la Toscana in testa per località minori visitate sia al mare che all'interno", annota la ricerca. I viaggi lungo la Penisola sono stati organizzati in 65 casi su 100 via web, segno dei tempi che cambiano: se una volta il Grand Tour dell'aristocrazia europea si faceva in carrozza, oggi gli stranieri in visita al Belpaese sono contenti della puntualità del volo e della pulizia che trovano in aeroporto, ma lamentano le code al controllo passaporti e le attese per il ritiro bagagli. Negativi i giudizi sulla conoscenza delle lingue e i prezzi (volo, mezzi di collegamento con le città), mentre l'Alta Velocità ferroviaria o gli Intercity intercettano il favore del pubblico. Male, invece, il trasporto regionale. Per i viaggiatori su gomma, pollice in alto al personale delle aree di servizi (gentile), al comfort durante le soste e al cibo, ma uno su tre è insoddisfatto dei prezzi del carburante, dei pedaggi autostradali e della pulizia dei servizi igienici. La ricerca di Confimprese  - riguardante Francia, Inghilterra, Germania, Russia, Cina, Giappone e Usa - rileva che i più critici sono i giapponesi: "Sulla parte infrastrutturale bocciano i costi eccessivi dei biglietti dei treni, la cortesia del personale di bordo e la sicurezza su aerei e treni. Spendono 180 euro al giorno, viaggio escluso, per il loro soggiorno in Italia e non disdegnano anche località ambite tra cui Capri, Ischia e Toscana, ma risparmiano sull'hotel, tanto che il 45% alloggia nei 3 stelle. I francesi, che nel nostro Paese arrivano perlopiù in auto (39%), criticano nel 35% dei casi la pulizia, la segnaletica e, nel caso di utilizzo dei mezzi pubblici, hanno da dire anche sul costo del biglietto. Spendono 84 euro al giorno, viaggio escluso, per un soggiorno mordi e fuggi, di 2 o 3 giorni soprattutto in hotel a 3 stelle (37%)". La Dolce Vita affascina gli americani, che su tutto apprezzano le bellezze paesaggistiche e il cibo. Con i cinesi, sono per altro quelli "che spendono di più con un budget di 265 euro al giorno, viaggio escluso, e si dimostrano soddisfatti di visitare anche città come Bologna, Siena o Torino; il 38% soggiorna in hotel a 5 stelle e non si nega un soggiorno alle terme (16%) o una serata a un festival (18%). Spendono più degli altri per l'acquisto di opere d'arte sia in galleria sia attraverso le aste". Ecco, poi, gli altri profili: gli inglesi cercano clima e cibo e rimangono in Italia da 4 a 7 giorni con un budget di 97 euro al giorno; nel ranking delle città più visitate Roma è in pole, seguita da Venezia, ma anche la Toscana non scherza nelle preferenze degli anglosassoni: il 24% va al mare e il 28% in collina. E si trattano anche bene, visto che il 37% sceglie hotel a 4 stelle. I tedeschi sono affascinati (per il 71%) dal paesaggio, ma non trascurano certo musei e monumenti (64%). Tra le loro mete predilette, anche per la comodità di collegamento, il Lago di Garda e il mare della Toscana. Spendono 100 euro al giorno, mentre i russi "non disdegnano soluzioni lussuose sia negli alberghi sia nello shopping, nonostante un budget medio di 118 euro al giorno". Dalla Cina, infine, arrivano i maggiori affezionati delle boutique di moda: amano lo shopping. "I sudditi del celeste impero, con un budget di 328 euro al giorno viaggio escluso, superiore agli americani, non si fanno mancare nulla: dagli alberghi a 4 e 5 stelle scelti dal 75% di loro all'acquisto di abbigliamento e accessori di lusso (38%) e di opere d'arte (29%). Amano non solo le vie dello shopping in centro città (77%), ma anche i centri commerciali. Nel ranking di chi ha visitato maggiormente Milano, la città della moda per eccellenza, figurano proprio i cinesi che non a caso hanno anche visitato Expo 2015 più degli altri. Certo, dopo il capoluogo meneghino, non potevano mancare a Roma (57%) e a Firenze (46%)". Aricolo tratto da http://www.repubblica.it/economia/2016/04/14/news/l_italia_conquista_i_turisti_stranieri_ecco_perche_e_il_belpaese-137569172/ Se ci sono parole che non conoscete, vi consiglio di usare il dizionario online: cliccando due volte sulla parola sconosciuta si aprirà una piccola finestra, cliccando una volta su questa finestra apparirà il significato. Approfondiamo ora il significato delle espressioni evidenziate nel testo. Vediamole insieme: • punto di forza → significa pregio, elemento vincente; mentre il punto dolente è il difetto, l'elemento debole; • Belpaese → questa espressione nasce dai versi di due tra i più importanti poeti italiani, Dante e Petrarca, che la usano per riferirsi all'Italia. Oggi Belpaese (o Bel Paese) è l’espressione con cui comunemente è conosciuta l’Italia; • viaggiatori su gomma → con questa espressione ci si riferisce a coloro che viaggiano su un mezzo munito di pneumatici (gomme) come automobili, motociclette o camion; • pollice in alto → espressione che deriva dal gesto di alzare il pollice della mano per esprimere un giudizio positivo su qualcosa, per dire che qualcosa va bene; • personale di bordo → l'insieme delle persone che lavorano all'interno di un mezzo di trasporto (treno, nave, aereo); • hanno da direavere da dire su qualcosa significa criticare, esprimere un giudizio negativo; • mordi e fuggi → si dice di un'azione, un'esperienza, compiuta con estrema rapidità, in modo frettoloso; • la Dolce Vita → con questa espressione ci si riferisce a uno stile di vita caratteristico degli italiani. Vivere con spensieratezza, non avere mai troppa fretta e apprezzare i piaceri della vita sono gli aspetti principali di questa attidudine di vita; • essere in pole (position) → è un'espressione che viene dal mondo della Formula 1, la pole position è la posizione più avanzata, occupata da un concorrente, nello schieramento di partenza della gara, quindi essere in pole (position) significa essere al primo posto. • celeste impero → questa espressione, con cui si indica la Cina, deriva dall'appellativo figlio del cielo che si dava talvolta all'imperatore.   LETTURA E COMPRENSIONE Provate ora a rispondere alle seguenti domande: 1- Quali sono i punti deboli dell'Italia secondo i turisti stranieri che l'hanno visitata? 2- Quali sono le mete classiche del turismo in Italia? 3- Secondo i turisti stranieri, gli italiani conoscono bene le lingue? 4- Secondo questa indagine, chi sono i turisti più critici? 5- Chi, invece, spende di più? 6- Da dove provengono i turisti che maggiormente amano lo shopping? 7- Siete mai stati in vacanza in Italia? 8- Se ci siete stati, quali sono secondo voi i punti di forza e i punti deboli di questo Paese nell'accogliere i turisti?   [post_title] => Turisti stranieri in Italia [post_excerpt] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, bentrovati! 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