WP_Query Object
(
    [query] => Array
        (
            [post_type] => benvenuti
            [post__not_in] => Array
                (
                    [0] => 19784
                )

            [post_status] => publish
            [orderby] => date
            [order] => DESC
            [monthnum] => 0
            [year] => 0
            [paged] => 0
        )

    [query_vars] => Array
        (
            [post_type] => benvenuti
            [post__not_in] => Array
                (
                    [0] => 19784
                )

            [post_status] => publish
            [orderby] => date
            [order] => DESC
            [monthnum] => 0
            [year] => 0
            [paged] => 0
            [error] => 
            [m] => 
            [p] => 0
            [post_parent] => 
            [subpost] => 
            [subpost_id] => 
            [attachment] => 
            [attachment_id] => 0
            [name] => 
            [pagename] => 
            [page_id] => 0
            [second] => 
            [minute] => 
            [hour] => 
            [day] => 0
            [w] => 0
            [category_name] => 
            [tag] => 
            [cat] => 
            [tag_id] => 
            [author] => 
            [author_name] => 
            [feed] => 
            [tb] => 
            [meta_key] => 
            [meta_value] => 
            [preview] => 
            [s] => 
            [sentence] => 
            [title] => 
            [fields] => 
            [menu_order] => 
            [embed] => 
            [category__in] => Array
                (
                )

            [category__not_in] => Array
                (
                )

            [category__and] => Array
                (
                )

            [post__in] => Array
                (
                )

            [post_name__in] => Array
                (
                )

            [tag__in] => Array
                (
                )

            [tag__not_in] => Array
                (
                )

            [tag__and] => Array
                (
                )

            [tag_slug__in] => Array
                (
                )

            [tag_slug__and] => Array
                (
                )

            [post_parent__in] => Array
                (
                )

            [post_parent__not_in] => Array
                (
                )

            [author__in] => Array
                (
                )

            [author__not_in] => Array
                (
                )

            [ignore_sticky_posts] => 
            [suppress_filters] => 
            [cache_results] => 1
            [update_post_term_cache] => 1
            [lazy_load_term_meta] => 1
            [update_post_meta_cache] => 1
            [posts_per_page] => 10
            [nopaging] => 
            [comments_per_page] => 200
            [no_found_rows] => 
        )

    [tax_query] => WP_Tax_Query Object
        (
            [queries] => Array
                (
                )

            [relation] => AND
            [table_aliases:protected] => Array
                (
                )

            [queried_terms] => Array
                (
                )

            [primary_table] => ali_posts
            [primary_id_column] => ID
        )

    [meta_query] => WP_Meta_Query Object
        (
            [queries] => Array
                (
                )

            [relation] => 
            [meta_table] => 
            [meta_id_column] => 
            [primary_table] => 
            [primary_id_column] => 
            [table_aliases:protected] => Array
                (
                )

            [clauses:protected] => Array
                (
                )

            [has_or_relation:protected] => 
        )

    [date_query] => 
    [request] => SELECT SQL_CALC_FOUND_ROWS  ali_posts.ID FROM ali_posts  WHERE 1=1  AND ali_posts.ID NOT IN (19784) AND ali_posts.post_type = 'benvenuti' AND ((ali_posts.post_status = 'publish'))  ORDER BY ali_posts.post_date DESC LIMIT 0, 10
    [posts] => Array
        (
            [0] => WP_Post Object
                (
                    [ID] => 19759
                    [post_author] => 3
                    [post_date] => 2021-12-23 11:27:10
                    [post_date_gmt] => 2021-12-23 10:27:10
                    [post_content] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, come da tradizione, per salutarci prima delle feste natalizie, condivido con voi una canzone, una poesia, un racconto. Oggi leggiamo insieme un racconto di Italo Calvino.

Buone feste a tutti!

Prof. Anna

Italo Calvino (15 ottobre 1923 - 19 settembre 1985) è stato uno dei più importanti narratori italiani del secondo Novecento.

Il racconto che leggeremo oggi, I figli di Babbo Natale, è il racconto di chiusura della raccolta Marcovaldo ovvero Le stagioni in città, pubblicata nel 1963. Protagonista di tutti i racconti è Marcovaldo, un operaio con problemi economici, ingenuo e sensibile, un po' buffo e malinconico che vive in una grande e grigia città.

In questo racconto Marcovaldo deve travestirsi da Babbo Natale per conto della Sbav, la società per cui lavora, e distribuire regali in città; insieme a lui c’è Michelino, il figlio piccolo, che lo accompagna col desiderio trovare un bambino povero e fargli un regalo. Calvino mette in luce con ironia il lato più consumistico e paradossale dello spirito Natalizio.

Leggiamo la prima parte del racconto.

Non c’è epoca dell’anno più gentile e buona, per il mondo dell’industria e del commercio, che il Natale e le settimane precedenti. Sale dalle vie il tremulo suono delle zampogne; e le società anonime, fino a ieri freddamente intente a calcolare fatturato e dividendi, aprono il cuore agli affetti e al sorriso. L’unico pensiero dei Consigli d’amministrazione adesso è quello di dare gioia al prossimo, mandando doni accompagnati da messaggi d’augurio sia a ditte consorelle che a privati; ogni ditta si sente in dovere di comprare un grande stock di prodotti da una seconda ditta per fare i suoi regali alle altre ditte; le quali ditte a loro volta comprano da una ditta altri stock di regali per le altre; le finestre aziendali restano illuminate fino a tardi, specialmente quelle del magazzino, dove il personale continua le ore straordinarie a imballare pacchi e casse; al di là dei vetri appannati, sui marciapiedi ricoperti da una crosta di gelo s’inoltrano gli zampognari, discesi da buie misteriose montagne, sostano ai crocicchi del centro, un po’ abbagliati dalle troppe luci, dalle vetrine troppo adorne, e a capo chino dànno fiato ai loro strumenti; a quel suono tra gli uomini d’affari le grevi contese d’interessi si placano e lasciano il posto ad una nuova gara: a chi presenta nel modo più grazioso il dono più cospicuo e originale.
Alla Sbav quell’anno l’Ufficio Relazioni Pubbliche propose che alle persone di maggior riguardo le strenne fossero recapitate a domicilio da un uomo vestito da Babbo Natale.
L’idea suscitò l’approvazione unanime dei dirigenti. Fu comprata un’acconciatura da Babbo Natale completa: barba bianca, berretto e pastrano rossi bordati di pelliccia, stivaloni. Si cominciò a provare a quale dei fattorini andava meglio, ma uno era troppo basso di statura e la barba gli toccava per terra, uno era troppo robusto e non gli entrava il cappotto, un altro troppo giovane, un altro invece troppo vecchio e non valeva la pena di truccarlo.
Mentre il capo dell’Ufficio Personale faceva chiamare altri possibili Babbi Natali dai vari reparti, i dirigenti radunati cercavano di sviluppare l’idea: l’Ufficio Relazioni Umane voleva che anche il pacco-strenna alle maestranze fosse consegnato da Babbo Natale in una cerimonia collettiva; l’Ufficio Commerciale voleva fargli fare anche un giro dei negozi; l’Ufficio Pubblicità si preoccupava che facesse risaltare il nome della ditta, magari reggendo appesi a un filo quattro palloncini con le lettere S, B, A, V.
Tutti erano presi dall’atmosfera alacre e cordiale che si espandeva per la città festosa e produttiva; nulla è più bello che sentire scorrere intorno il flusso dei beni materiali e insieme del bene che ognuno vuole agli altri; e questo, questo soprattutto – come ci ricorda il suono, firulí firulí, delle zampogne -, è ciò che conta.
In magazzino, il bene – materiale e spirituale – passava per le mani di Marcovaldo in quanto merce da caricare e scaricare. E non solo caricando e scaricando egli prendeva parte alla festa generale, ma anche pensando che in fondo a quel labirinto di centinaia di migliaia di pacchi lo attendeva un pacco solo suo, preparatogli dall’Ufficio Relazioni Umane; e ancora di più facendo il conto di quanto gli spettava a fine mese tra ” tredicesima mensilità ” e ”ore straordinarie “. Con quei soldi, avrebbe potuto correre anche lui per i negozi, a comprare comprare comprare per regalare regalare regalare, come imponevano i più sinceri sentimenti suoi e gli interessi generali dell’industria e del commercio.

Per leggere il resto del racconto: http://www.letturegiovani.it/semprenatale/Natale/grandi_autori/I%20FIGLI%20DI%20BABBO%20NATALE.htm

Di seguito il significato delle parole in azzurrino nel testo, è interessante notare che molte di queste riguardano i soldi, il lavoro, il guadagno:

Nell'esercizio che segue è necessario scegliere tra queste parole.

Immagine: http://www.applicazioni.me/tuttodisegni/files/2011/12/buone-feste2.jpg
                    [post_title] => I figli di Babbo Natale di Italo Calvino
                    [post_excerpt] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, come da tradizione, per salutarci prima delle feste natalizie, condivido con voi una canzone, una poesia, un racconto. Oggi leggiamo insieme un racconto di Italo Calvino. Buone feste a tutti!
                    [post_status] => publish
                    [comment_status] => open
                    [ping_status] => open
                    [post_password] => 
                    [post_name] => i-figli-di-babbo-natale-di-italo-calvino
                    [to_ping] => 
                    [pinged] => 
                    [post_modified] => 2022-01-13 11:11:08
                    [post_modified_gmt] => 2022-01-13 10:11:08
                    [post_content_filtered] => 
                    [post_parent] => 0
                    [guid] => https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/?post_type=benvenuti&p=19759
                    [menu_order] => 0
                    [post_type] => benvenuti
                    [post_mime_type] => 
                    [comment_count] => 0
                    [filter] => raw
                )

            [1] => WP_Post Object
                (
                    [ID] => 19726
                    [post_author] => 3
                    [post_date] => 2021-12-16 11:22:04
                    [post_date_gmt] => 2021-12-16 10:22:04
                    [post_content] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, simili alle oggettive, ma non del tutto uguali, le proposizioni dichiarative si distinguono per funzione e struttura. Vediamole insieme.

Buona lettura!

Prof. Anna

Nelle scorse settimane abbiamo parlato dell'attributo (https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2021/10/07/lattributo/https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2021/10/14/la-posizione-dellattributo/) e dell'apposizione (https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2021/11/11/lapposizione/), oggi prendiamo in esame un tipo di proposizione che ha una funzione simile all'attributo e all'apposizione.

Prendiamo come esempio queste frasi:

In entrambi questi esempi, la proposizione subordinata serve a completare la reggente chiarendo, illustrando, precisando il significato di un elemento che la compone (come l'attributo e l'apposizione): sia esso un nome, certezza nell'esempio 1, oppure un pronome dimostrativo, questo nell'esempio 2.  A differenza delle oggettive o delle soggettive non sono espansioni del verbo, ma di un elemento nominale della principale.

Una proposizione si dice dichiarativa (o enunciativa, o attributiva, o appositiva) quando completa il significato della reggente specificando i limiti di significato, che altrimenti sarebbe generico, di un nome o un pronome dimostrativo della reggente.

Le dichiarative possono essere implicite o esplicite.

Quando sono esplicite:

Quando sono implicite hanno il verbo all'infinito preceduto o non preceduto dalla preposizione di: ha il pregio di non arrabbiarsi mai; non accetto una tale accusa: avere agito in maniera disonesta.

Cosa distingue una dichiarativa da una soggettiva o da un'oggettiva? Le soggettive e le oggettive forniscono alla reggente un contributo indispensabile per completare il significato e la struttura sintattica; il contributo delle dichiarative invece è indispensabile solo al completamento del significato, perché per quanto riguarda l'aspetto sintattico la proposizione reggente è già completa di per sé.

 
                    [post_title] => La frase complessa: la proposizione dichiarativa (o attributiva)
                    [post_excerpt] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, simili alle oggettive, ma non del tutto uguali, le proposizioni dichiarative si distinguono per funzione e struttura. Vediamole insieme.
                    [post_status] => publish
                    [comment_status] => open
                    [ping_status] => open
                    [post_password] => 
                    [post_name] => la-frase-complessa-la-proposizione-dichiarativa-o-attributiva
                    [to_ping] => 
                    [pinged] => 
                    [post_modified] => 2022-01-13 11:11:27
                    [post_modified_gmt] => 2022-01-13 10:11:27
                    [post_content_filtered] => 
                    [post_parent] => 0
                    [guid] => https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/?post_type=benvenuti&p=19726
                    [menu_order] => 0
                    [post_type] => benvenuti
                    [post_mime_type] => 
                    [comment_count] => 0
                    [filter] => raw
                )

            [2] => WP_Post Object
                (
                    [ID] => 19705
                    [post_author] => 3
                    [post_date] => 2021-12-09 11:17:29
                    [post_date_gmt] => 2021-12-09 10:17:29
                    [post_content] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, come e quando si usano i numeri romani? Vediamolo insieme.

Buona lettura!
Prof. Anna

COSA SONO I NUMERI ROMANI?

Il sistema di numerazione romano è composto da alcune lettere dell'alfabeto che corrispondono a numeri; questi simboli combinati tra di loro danno luogo ad altri numeri.

Vediamo i simboli fondamentali, dai quali si possono ricavare tutti gli altri numeri:

COME SI COMPONGONO I NUMERI ROMANI?

Per comporre i numeri si usano l'addizione e la sottrazione:

→ i segni posti a destra dei maggiori si sommano, ad esempio:
i segni posti a sinistra dei maggiori si sottraggono, ad esempio:

QUANDO SI USANO?

I numeri romani si usano sempre per indicare aggettivi numerali ordinali (→ https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2011/01/13/i-numerali/) nei seguenti casi:

QUANDO NON SI USANO

 
                    [post_title] => I numeri romani
                    [post_excerpt] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, come e quando si usano i numeri romani? Vediamolo insieme.
                    [post_status] => publish
                    [comment_status] => open
                    [ping_status] => open
                    [post_password] => 
                    [post_name] => i-numeri-romani
                    [to_ping] => 
                    [pinged] => 
                    [post_modified] => 2022-01-18 11:08:26
                    [post_modified_gmt] => 2022-01-18 10:08:26
                    [post_content_filtered] => 
                    [post_parent] => 0
                    [guid] => https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/?post_type=benvenuti&p=19705
                    [menu_order] => 0
                    [post_type] => benvenuti
                    [post_mime_type] => 
                    [comment_count] => 1
                    [filter] => raw
                )

            [3] => WP_Post Object
                (
                    [ID] => 19690
                    [post_author] => 3
                    [post_date] => 2021-12-02 11:46:19
                    [post_date_gmt] => 2021-12-02 10:46:19
                    [post_content] => A cosa serve e quando si usa il trattino?

Per un ripasso prima di affrontare il test, potete leggere questo articolo: https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2021/11/25/quando-si-usa-il-trattino/

e in caso di dubbi consultate il dizionario.

 
                    [post_title] => Test 80 - Uso del trattino
                    [post_excerpt] => 
                    [post_status] => publish
                    [comment_status] => open
                    [ping_status] => open
                    [post_password] => 
                    [post_name] => test-80-uso-del-trattino
                    [to_ping] => 
                    [pinged] => 
                    [post_modified] => 2021-12-02 11:46:19
                    [post_modified_gmt] => 2021-12-02 10:46:19
                    [post_content_filtered] => 
                    [post_parent] => 0
                    [guid] => https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/?post_type=benvenuti&p=19690
                    [menu_order] => 0
                    [post_type] => benvenuti
                    [post_mime_type] => 
                    [comment_count] => 0
                    [filter] => raw
                )

            [4] => WP_Post Object
                (
                    [ID] => 19663
                    [post_author] => 3
                    [post_date] => 2021-12-02 11:46:11
                    [post_date_gmt] => 2021-12-02 10:46:11
                    [post_content] => Mancare qualcosa, mancare di qualcosa, mancare a qualcuno: il verbo mancare ha diversi significati e diverse costruzioni. Scegli quelli più adatti alle frasi del prossimo esercizio.

Per ripassarli: https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2021/11/18/i-significati-del-verbo-mancare/

 

 
                    [post_title] => Test 80- I significati del verbo "mancare"
                    [post_excerpt] => 
                    [post_status] => publish
                    [comment_status] => open
                    [ping_status] => open
                    [post_password] => 
                    [post_name] => test-80-i-significati-del-verbo-mancare
                    [to_ping] => 
                    [pinged] => 
                    [post_modified] => 2021-12-02 11:46:11
                    [post_modified_gmt] => 2021-12-02 10:46:11
                    [post_content_filtered] => 
                    [post_parent] => 0
                    [guid] => https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/?post_type=benvenuti&p=19663
                    [menu_order] => 0
                    [post_type] => benvenuti
                    [post_mime_type] => 
                    [comment_count] => 0
                    [filter] => raw
                )

            [5] => WP_Post Object
                (
                    [ID] => 19661
                    [post_author] => 3
                    [post_date] => 2021-12-02 11:46:02
                    [post_date_gmt] => 2021-12-02 10:46:02
                    [post_content] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, anche questo mese è arriva il momento dei test: tre argomenti da ripassare, tre argomenti su cui esercitarsi.

In bocca la lupo!
Prof. Anna

L'attributo e l'apposizione  servono a determinare meglio un nome, ma come distinguerli? In linea di massima uno è un aggettivo, l'altra è un nome. Esercitiamoci con l'esercizio che segue.

Per un ripasso approfondito:

https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2021/10/07/lattributo/

https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2021/10/14/la-posizione-dellattributo/

https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2021/11/11/lapposizione/

 

 
                    [post_title] => Test 80 - Attributo o apposizione?
                    [post_excerpt] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, anche questo mese è arriva il momento dei test: tre argomenti da ripassare, tre argomenti su cui esercitarsi.
                    [post_status] => publish
                    [comment_status] => open
                    [ping_status] => open
                    [post_password] => 
                    [post_name] => test-80-attributo-o-apposizione
                    [to_ping] => 
                    [pinged] => 
                    [post_modified] => 2021-12-09 11:19:05
                    [post_modified_gmt] => 2021-12-09 10:19:05
                    [post_content_filtered] => 
                    [post_parent] => 0
                    [guid] => https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/?post_type=benvenuti&p=19661
                    [menu_order] => 0
                    [post_type] => benvenuti
                    [post_mime_type] => 
                    [comment_count] => 5
                    [filter] => raw
                )

            [6] => WP_Post Object
                (
                    [ID] => 19599
                    [post_author] => 3
                    [post_date] => 2021-11-25 09:42:39
                    [post_date_gmt] => 2021-11-25 08:42:39
                    [post_content] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, che funzioni ha il trattino e quando va usato? Proviamo a fare chiarezza.

Buona lettura!
Prof. Anna

Distinguiamo prima di tutto due tipi di trattini: il trattino lungo ( — ) e il trattino breve (-).

TRATTINO LUNGO ( o lineetta)

Il trattino lungo può essere usato:

TRATTINO BREVE

Il trattino breve in particolare si usa:

Fonti:

Serianni, La Grammatica Italiana, Italiano comune e lingua letteraria, UTET, 1989;

Trifone, Palermo, Grammatica italiana di base, Zanichelli, 2020;

https://accademiadellacrusca.it/it/consulenza/il-trattino-quando-usarlo/249

 
                    [post_title] => Quando si usa il trattino?
                    [post_excerpt] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, che funzioni ha il trattino e quando va usato? Proviamo a fare chiarezza.
                    [post_status] => publish
                    [comment_status] => open
                    [ping_status] => open
                    [post_password] => 
                    [post_name] => quando-si-usa-il-trattino
                    [to_ping] => 
                    [pinged] => 
                    [post_modified] => 2021-12-16 11:24:19
                    [post_modified_gmt] => 2021-12-16 10:24:19
                    [post_content_filtered] => 
                    [post_parent] => 0
                    [guid] => https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/?post_type=benvenuti&p=19599
                    [menu_order] => 0
                    [post_type] => benvenuti
                    [post_mime_type] => 
                    [comment_count] => 0
                    [filter] => raw
                )

            [7] => WP_Post Object
                (
                    [ID] => 19567
                    [post_author] => 3
                    [post_date] => 2021-11-18 11:51:10
                    [post_date_gmt] => 2021-11-18 10:51:10
                    [post_content] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, mancare a qualcuno, mancare di qualcosa, mancare a qualcosa. Qual è il significato del verbo mancare in queste frasi? Scopriamolo insieme.

Buona lettura!

Prof. Anna

In queste frasi il verbo mancare ha diverse costruzioni: in alcuni casi c'è una semplice costruzione formata da il soggetto e il predicato (pochi minuti mancano) in altri regge un complemento oggetto (hai mancato il colpo) o un complemento introdotto da una preposizione (manca di sale). Può essere transitivo (hai mancato il colpo) o intransitivo (mi manca la mia ragazza); quando è usato intransitivamente può significare:

→ non esserci; fare difetto, essere insufficiente (ausiliare essere), il soggetto è chi o cosa manca: ci manca il tempo (il tempo è il soggetto: il tempo manca a noi); le mancano i denti (i denti mancano a lei);

→ essere necessario al raggiungimento di un dato termine spaziale o temporale; restare (ausiliare essere), il termine spaziale o temporale è introdotto dalla preposizione a: manca un'ora all'inizio della partita; quanto ci manca? (= quanto tempo è ancora necessario); 

Alcune espressioni:
+ di: essere privo di qualcosa (ausiliare avere): non manco di nulla (ho tutto il necessario);

→ diminuire, estinguersi (ausiliare essere): mi mancano le forze;
+ da: essere lontano, essere assente (ausiliare essere): sono anni che manca da casa; + a: mancare all'appello (= non esserci ancora): manca solo lui all’appello;+ di seguito da un verbo all'infinito: omettere, tralasciare (ausiliare avere): non mancherò di farglielo sapere, usato come risposta: "Ringrazia i tuoi per la cena" "Non mancherò" (= lo farò);
+ a: venir meno; sottrarsi (ausiliare avere): mancare alla promessa;

→ essere in errore, in colpa, in difetto (ausiliare avere): in che cosa ho mancato?;+ a: essere oggetto di desiderio, di rimpianto, di nostalgia (ausiliare essere): vi manca la sua compagnia? (a voi manca la sua compagnia?); mi manchi moltissimo (a me manchi moltissimo).

Quando è usato transitivamente significa:

→ fallire: ha mancato il colpo per poco; nel linguaggio sportivo, specialmente nel calcio, non riuscire a segnare un punto, un gol: non ha mai mancato il gol; mancare la palla, non riuscire a colpirla, a prenderla;

→ lasciarsi sfuggire: avete mancato una buona occasione.
                    [post_title] => I significati del verbo "mancare"
                    [post_excerpt] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, "mancare a qualcuno", "mancare di qualcosa", "mancare a qualcosa". Qual è il significato del verbo mancare in queste frasi? Scopriamolo insieme.
                    [post_status] => publish
                    [comment_status] => open
                    [ping_status] => open
                    [post_password] => 
                    [post_name] => i-significati-del-verbo-mancare
                    [to_ping] => 
                    [pinged] => 
                    [post_modified] => 2021-12-06 14:52:16
                    [post_modified_gmt] => 2021-12-06 13:52:16
                    [post_content_filtered] => 
                    [post_parent] => 0
                    [guid] => https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/?post_type=benvenuti&p=19567
                    [menu_order] => 0
                    [post_type] => benvenuti
                    [post_mime_type] => 
                    [comment_count] => 5
                    [filter] => raw
                )

            [8] => WP_Post Object
                (
                    [ID] => 19511
                    [post_author] => 3
                    [post_date] => 2021-11-11 11:29:27
                    [post_date_gmt] => 2021-11-11 10:29:27
                    [post_content] => Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, dubbi con l'analisi logica? Cerchiamo di risolverli aggiungendo un altro tassello al nostro studio degli elementi della frase. Oggi parliamo dell'apposizione.

Buona lettura!

Prof. Anna

L'apposizione è un nome che serve a determinare meglio un altro nome e attribuirgli una qualità particolare, ha quindi la stessa funzione dell'attributo che è però costituito da un aggettivo: https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2021/10/07/lattributo/

L'apposizione può essere:

Come l'attributo, l'apposizione può riferirsi al soggetto: il dottor Landi abita qui accanto; all'oggetto: ho incontrato Fabio, l'amico di Roberta; da un complemento indiretto: sei mai stato sul fiume Gange?.

COLLOCAZIONE

L'apposizione semplice può precedere il nome a cui si riferisce, come nei casi dei nomi di professione (il dottor Rossi), delle forme appellative di cortesia signor / signora (la signora Tinti), dei nomi come fiume, lago, monte, quando precedono un nome geografico (il monte Amiata) oppure l'apposizione può seguire (ho chiamato Antonio, l'idraulico) il nome a cui si riferisce. Scegliere l'una o l'altra posizione dipende dal rilievo che si vuole dare all'informazione che essa arreca; ad esempio l'apposizione collocata dopo il nome, magari tra due virgole, avrà una funzione restrittiva più caratterizzante: Luca, il chitarrista del nostro gruppo, è in ritardo.

L'apposizione complessa il più delle volte è collocata dopo il nome: Giulio Cesare, grande console romano, fu assassinato.

ALCUNE PRECISAZIONI

                    [post_title] => L'apposizione
                    [post_excerpt] => Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, dubbi con l'analisi logica? Cerchiamo di risolverli aggiungendo un altro tassello al nostro studio degli elementi della frase. Oggi parliamo dell'apposizione.
                    [post_status] => publish
                    [comment_status] => open
                    [ping_status] => open
                    [post_password] => 
                    [post_name] => lapposizione
                    [to_ping] => 
                    [pinged] => 
                    [post_modified] => 2021-12-06 14:52:27
                    [post_modified_gmt] => 2021-12-06 13:52:27
                    [post_content_filtered] => 
                    [post_parent] => 0
                    [guid] => https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/?post_type=benvenuti&p=19511
                    [menu_order] => 0
                    [post_type] => benvenuti
                    [post_mime_type] => 
                    [comment_count] => 2
                    [filter] => raw
                )

            [9] => WP_Post Object
                (
                    [ID] => 19494
                    [post_author] => 3
                    [post_date] => 2021-11-04 10:38:54
                    [post_date_gmt] => 2021-11-04 09:38:54
                    [post_content] => Mai o già? 

Nel prossimo esercizio dovrete scegliere tra questi due avverbi.

Ripassateli qui: https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2021/09/30/uso-di-mai-e-gia/

 
                    [post_title] => Test 79 - Uso di mai e già
                    [post_excerpt] => 
                    [post_status] => publish
                    [comment_status] => open
                    [ping_status] => open
                    [post_password] => 
                    [post_name] => test-79-uso-di-mai-e-gia
                    [to_ping] => 
                    [pinged] => 
                    [post_modified] => 2021-11-04 10:38:54
                    [post_modified_gmt] => 2021-11-04 09:38:54
                    [post_content_filtered] => 
                    [post_parent] => 0
                    [guid] => https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/?post_type=benvenuti&p=19494
                    [menu_order] => 0
                    [post_type] => benvenuti
                    [post_mime_type] => 
                    [comment_count] => 2
                    [filter] => raw
                )

        )

    [post_count] => 10
    [current_post] => -1
    [in_the_loop] => 
    [post] => WP_Post Object
        (
            [ID] => 19759
            [post_author] => 3
            [post_date] => 2021-12-23 11:27:10
            [post_date_gmt] => 2021-12-23 10:27:10
            [post_content] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, come da tradizione, per salutarci prima delle feste natalizie, condivido con voi una canzone, una poesia, un racconto. Oggi leggiamo insieme un racconto di Italo Calvino.

Buone feste a tutti!

Prof. Anna

Italo Calvino (15 ottobre 1923 - 19 settembre 1985) è stato uno dei più importanti narratori italiani del secondo Novecento.

Il racconto che leggeremo oggi, I figli di Babbo Natale, è il racconto di chiusura della raccolta Marcovaldo ovvero Le stagioni in città, pubblicata nel 1963. Protagonista di tutti i racconti è Marcovaldo, un operaio con problemi economici, ingenuo e sensibile, un po' buffo e malinconico che vive in una grande e grigia città.

In questo racconto Marcovaldo deve travestirsi da Babbo Natale per conto della Sbav, la società per cui lavora, e distribuire regali in città; insieme a lui c’è Michelino, il figlio piccolo, che lo accompagna col desiderio trovare un bambino povero e fargli un regalo. Calvino mette in luce con ironia il lato più consumistico e paradossale dello spirito Natalizio.

Leggiamo la prima parte del racconto.

Non c’è epoca dell’anno più gentile e buona, per il mondo dell’industria e del commercio, che il Natale e le settimane precedenti. Sale dalle vie il tremulo suono delle zampogne; e le società anonime, fino a ieri freddamente intente a calcolare fatturato e dividendi, aprono il cuore agli affetti e al sorriso. L’unico pensiero dei Consigli d’amministrazione adesso è quello di dare gioia al prossimo, mandando doni accompagnati da messaggi d’augurio sia a ditte consorelle che a privati; ogni ditta si sente in dovere di comprare un grande stock di prodotti da una seconda ditta per fare i suoi regali alle altre ditte; le quali ditte a loro volta comprano da una ditta altri stock di regali per le altre; le finestre aziendali restano illuminate fino a tardi, specialmente quelle del magazzino, dove il personale continua le ore straordinarie a imballare pacchi e casse; al di là dei vetri appannati, sui marciapiedi ricoperti da una crosta di gelo s’inoltrano gli zampognari, discesi da buie misteriose montagne, sostano ai crocicchi del centro, un po’ abbagliati dalle troppe luci, dalle vetrine troppo adorne, e a capo chino dànno fiato ai loro strumenti; a quel suono tra gli uomini d’affari le grevi contese d’interessi si placano e lasciano il posto ad una nuova gara: a chi presenta nel modo più grazioso il dono più cospicuo e originale.
Alla Sbav quell’anno l’Ufficio Relazioni Pubbliche propose che alle persone di maggior riguardo le strenne fossero recapitate a domicilio da un uomo vestito da Babbo Natale.
L’idea suscitò l’approvazione unanime dei dirigenti. Fu comprata un’acconciatura da Babbo Natale completa: barba bianca, berretto e pastrano rossi bordati di pelliccia, stivaloni. Si cominciò a provare a quale dei fattorini andava meglio, ma uno era troppo basso di statura e la barba gli toccava per terra, uno era troppo robusto e non gli entrava il cappotto, un altro troppo giovane, un altro invece troppo vecchio e non valeva la pena di truccarlo.
Mentre il capo dell’Ufficio Personale faceva chiamare altri possibili Babbi Natali dai vari reparti, i dirigenti radunati cercavano di sviluppare l’idea: l’Ufficio Relazioni Umane voleva che anche il pacco-strenna alle maestranze fosse consegnato da Babbo Natale in una cerimonia collettiva; l’Ufficio Commerciale voleva fargli fare anche un giro dei negozi; l’Ufficio Pubblicità si preoccupava che facesse risaltare il nome della ditta, magari reggendo appesi a un filo quattro palloncini con le lettere S, B, A, V.
Tutti erano presi dall’atmosfera alacre e cordiale che si espandeva per la città festosa e produttiva; nulla è più bello che sentire scorrere intorno il flusso dei beni materiali e insieme del bene che ognuno vuole agli altri; e questo, questo soprattutto – come ci ricorda il suono, firulí firulí, delle zampogne -, è ciò che conta.
In magazzino, il bene – materiale e spirituale – passava per le mani di Marcovaldo in quanto merce da caricare e scaricare. E non solo caricando e scaricando egli prendeva parte alla festa generale, ma anche pensando che in fondo a quel labirinto di centinaia di migliaia di pacchi lo attendeva un pacco solo suo, preparatogli dall’Ufficio Relazioni Umane; e ancora di più facendo il conto di quanto gli spettava a fine mese tra ” tredicesima mensilità ” e ”ore straordinarie “. Con quei soldi, avrebbe potuto correre anche lui per i negozi, a comprare comprare comprare per regalare regalare regalare, come imponevano i più sinceri sentimenti suoi e gli interessi generali dell’industria e del commercio.

Per leggere il resto del racconto: http://www.letturegiovani.it/semprenatale/Natale/grandi_autori/I%20FIGLI%20DI%20BABBO%20NATALE.htm

Di seguito il significato delle parole in azzurrino nel testo, è interessante notare che molte di queste riguardano i soldi, il lavoro, il guadagno:

Nell'esercizio che segue è necessario scegliere tra queste parole.

Immagine: http://www.applicazioni.me/tuttodisegni/files/2011/12/buone-feste2.jpg
            [post_title] => I figli di Babbo Natale di Italo Calvino
            [post_excerpt] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, come da tradizione, per salutarci prima delle feste natalizie, condivido con voi una canzone, una poesia, un racconto. Oggi leggiamo insieme un racconto di Italo Calvino. Buone feste a tutti!
            [post_status] => publish
            [comment_status] => open
            [ping_status] => open
            [post_password] => 
            [post_name] => i-figli-di-babbo-natale-di-italo-calvino
            [to_ping] => 
            [pinged] => 
            [post_modified] => 2022-01-13 11:11:08
            [post_modified_gmt] => 2022-01-13 10:11:08
            [post_content_filtered] => 
            [post_parent] => 0
            [guid] => https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/?post_type=benvenuti&p=19759
            [menu_order] => 0
            [post_type] => benvenuti
            [post_mime_type] => 
            [comment_count] => 0
            [filter] => raw
        )

    [comment_count] => 0
    [current_comment] => -1
    [found_posts] => 778
    [max_num_pages] => 78
    [max_num_comment_pages] => 0
    [is_single] => 
    [is_preview] => 
    [is_page] => 
    [is_archive] => 1
    [is_date] => 
    [is_year] => 
    [is_month] => 
    [is_day] => 
    [is_time] => 
    [is_author] => 
    [is_category] => 
    [is_tag] => 
    [is_tax] => 
    [is_search] => 
    [is_feed] => 
    [is_comment_feed] => 
    [is_trackback] => 
    [is_home] => 
    [is_privacy_policy] => 
    [is_404] => 
    [is_embed] => 
    [is_paged] => 
    [is_admin] => 
    [is_attachment] => 
    [is_singular] => 
    [is_robots] => 
    [is_favicon] => 
    [is_posts_page] => 
    [is_post_type_archive] => 1
    [query_vars_hash:WP_Query:private] => 64bd17131d389d27ac423dbcaec1dba5
    [query_vars_changed:WP_Query:private] => 
    [thumbnails_cached] => 
    [stopwords:WP_Query:private] => 
    [compat_fields:WP_Query:private] => Array
        (
            [0] => query_vars_hash
            [1] => query_vars_changed
        )

    [compat_methods:WP_Query:private] => Array
        (
            [0] => init_query_flags
            [1] => parse_tax_query
        )

)
Archivi: Benvenuti - Intercultura blog | Zanichelli Aula di lingue
In Evidenza