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                    [post_content] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, in queste ultime settimane abbiamo imparato a conoscere parole legate alla malattia e al virus, ad esempio epidemia, pandemia, quarantena, focolaio. Ce ne sono altre però che si riferiscono ai rapporti tra le persone e a un nuovo modo di relazionarsi. Queste parole sono altrettanto potenti. Vediamole insieme.

Buona lettura!

Prof. Anna

La maggior parte dei provvedimenti che sono stati presi per evitare il contagio riguardano il nostro modo di relazionarci con gli altri: siamo stati invitati a limitare i rapporti e, giocoforza, siamo spinti a trovare nuove modalità per rimanere in contatto con i nostri cari e i nostri amici.

Nelle ultime settimane i giornali, la radio e la tv usano parole che riguardano le relazioni umane. Quali sono? Approfondiamo insieme il loro significato e i loro usi.

La prima parola è proprio relazione che in primo luogo significa:

Sfumature di significato

Che differenza c'è tra le parole relazione; rapporto; ragguaglio; resoconto? 

Un'ampia esposizione, scritta od orale, con cui si riferisce ad altri su un determinato argomento si chiama relazione. Rapporto ha lo stesso significato, ma è utilizzato soprattutto in riferimento a fatti o situazioni che comportano mancanze oppure costituiscono incidenti; trova per questo uso frequente in contesti militari. Ragguaglio è invece un'informazione precisa e dettagliata volta ad aggiornare altre persone su un argomento o una situazione. Un suo sinonimo è resoconto, che tuttavia rimanda al concetto di rendiconto, di relazione consuntiva.

In questi giorni la maggior parte delle nostre relazioni si svolgono a distanza:

E stiamo vivendo in isolamentoparola che indica:

Sfumature di significato

Che differenza c'è tra le parole emarginazione; segregazione; isolamento?

Emarginazione è la condizione propria di chi vive ai margini della società, cioè non partecipa alla vita sociale, ne viene escluso; questa condizione è in genere associata all'estrema povertà o alla devianza. La segregazione è la conseguenza di un atto coercitivo del potere che esclude dal godimento di diritti una parte della popolazione in base a dei pregiudizi di ordine sociale, religioso o razziale. Isolamento è lo stato di chi per sua libera decisione vive appartato, partecipando molto limitatamente alla vita della collettività, indipendentemente da condizioni sociali o economiche particolari.

È necessario evitare la folla, cioè una:

Sfumature di significato

Che differenza c'è tra le parole: folla; calca; ressa; carnaio?

Un gran numero di persone riunito insieme costituisce una folla. Se l'assembramento è particolarmente fitto e le persone strette le une alle altre si ha una calca. Con ressa si definisce una folla che si muove in maniera disordinata, spingendo e urtando. Se l'insieme numeroso e fitto di persone è semivestito, come una folla di bagnanti su una spiaggia, abbiamo un carnaio, termine che ha una decisa valenza spregiativa.

Una delle parole più usate in questo periodo è assembramento. Ma cosa significa esattamente?

L'assembramento è un'adunata di persone, specialmente in luogo aperto, per dimostrazioni o spettacoli (fare, proibire, sciogliere un assembramento).

In questo triste scenario, che sembra allontanarci gli uni dagli altri, fa capolino una parola che invece ci avvicina; una vicinanza che non è necessariamente fisica, ma è altrettanto confortante, che ci fa sentire uniti anche nella distanza, questa parola è solidarietà.

La solidarietà è:

Sfumature di significato

Che differenza c'è tra le parole solidarietà - fratellanza - carità?

Solidarietà è il sentimento di chi si sente legato ai suoi simili da un vincolo di natura morale che lo induce a prestare loro aiuto in caso di necessità, a sentirsi partecipe della loro condizione. Questo sentimento può essere definito anche fratellanza, termine che pone tuttavia l'accento più sul legame di fraternità che lega gli uomini fra loro che non, come solidarietà, sul sostegno materiale e morale che ne può conseguire. Questi stessi sentimenti, considerati in una prospettiva cristiana, si inscrivono nel concetto di carità, che descrive l'amore a cui ogni uomo è tenuto nei confronti del suo prossimo come riflesso e conseguenza dell'amore di Dio.

Definizioni tratte da: lo Zingarelli 2020, Zanichelli Editore

Se vi vengono in mente altre parole, condividetele con noi!
                    [post_title] => Parole e relazioni ai tempi del Covid-19
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                    [post_content] => Ci vuole l'indicativo o il congiuntivo? Quante volte abbiamo avuto questo dubbio! 

Nel prossimo esercizio scegliete il modo verbale più adatto tra questi due, il tempo è generalmente il presente a meno che non ci siano indicatori temporali o verbi reggenti che richiedano il passato. Per un ripasso prima di affrontare il testo, potete leggere questo articolo: https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2014/07/03/la-frase-complessa-le-proposizioni-oggettive-indicativo-o-congiuntivo/
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                    [post_content] => La soggettiva implicita presenta l'infinito con o senza la preposizione di, in molti casi sono possibili entrambe le costruzioni.

Nel terzo e ultimo esercizio dovrete scegliere se usare o meno la preposizione di per introdurre la soggettiva implicita o se sono possibili entrambe le costruzioni.

Per ripassare questo argomento, leggete il seguente articolo: https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2015/03/05/la-frase-complessa-le-proposizioni-soggettive/
                    [post_title] => Test di ripasso - uso della preposizione "di" nelle soggettive implicite
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                    [post_content] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, vi va di mettervi alla prova con alcuni esercizi? Il primo è sulla coniugazione dei verbi irregolari e difettivi, il secondo sull'uso del congiuntivo e l'ultimo sull'uso della preposizione di nelle soggettive implicite.

Fatemi sapere com'è andata.  ;-)

Buon test!

Prof. Anna

In questo primo esercizio dovrete inserire la forma verbale corretta, se il verbo è difettivo della forma richieste scrivete "non esiste"; si tratta di verbi non del tutto regolari, per ripassarne la coniugazione, potete leggere questi articoli:

 

 
                    [post_title] => Test di ripasso - coniugazione dei verbi: gli errori più comuni
                    [post_excerpt] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, vi va di mettervi alla prova con alcuni esercizi? Il primo è sulla coniugazione dei verbi irregolari e difettivi, il secondo sull'uso del congiuntivo e l'ultimo sull'uso della preposizione "di" nelle soggettive implicite.
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                    [post_content] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, quante volte avete sentito usare pure all'interno di una frase? Questa parolina ha diversi usi e significati, vediamoli insieme.

Buona lettura!

Prof. Anna

La parola pure ha più di una funzione grammaticale, può essere una congiunzione e in questo caso significa:

Può essere un avverbio e in questo caso significa:

La locuzione pur di introduce una proposizione finale o condizionale implicita con il verbo all'infinito, significa al solo fine di, con l’unico obiettivo di e indica qualcosa che si vuole fare a tutti i costi, anche se richiede grande sforzo, impegno e sacrificio: farei di tutto pur di piacerle  (= farei di tutto al solo scopo di piacerle).

Pure può subire troncamento in pur, in particolare se seguito da un gerundio (pur essendo), da di + infinito (pur di fare), da senza + infinito (pur senza essere) e in alcune locuzioni come pur che, pur che sia, pur di, pur tuttavia; le stesse locuzioni, in alcuni casi, danno origine a nuove parole: purché, purchessia, purtuttavia.
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                    [post_excerpt] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, quante volte avete sentito usare "pure" all'interno di una frase? Questa parolina ha diversi usi e significati, vediamoli insieme.
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                    [post_content] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, oggi riprendiamo il nostro approfondimento sui diversi tipi di proposizioni. Vediamo in particolare le proposizioni concessive.

Buona lettura!

Prof. Anna

Le proposizioni concessive esprimono un rapporto di causalità non rispettato.

Facciamo un esempio, nella frase: benché io sia stanco, continuerò a studiare il rapporto tra reggente e concessiva è opposto a quello esistente tra reggente e causale: poiché sono stanco, smetto di studiare.

Le concessive possono essere esplicite o implicite.

Le concessive esplicite sono introdotte da:

In questi casi il modo verbale usato è il congiuntivo: sebbene sia ricco, non spende un soldo; malgrado non lo meritasse, ha vinto la gara. L'indicativo è tollerato in registri molto colloquiali, è sempre possibile invece l'indicativo futuro per contrassegnare una un'azione posteriore rispetto alla reggente. Il condizionale è usato per sottolineare il valore eventuale: farò un solo esempio, benché se ne potrebbero fare molti altri.

In questi casi il verbo può essere all'indicativo: lavora anche se è malato; con tutto che ha mangiato poco, non ha digerito; al congiuntivo imperfetto o trapassato: lavorerebbe anche se fosse malato; il condizionale si usa per esprimere un'eventualità: non mi inventerò una scusa, anche se sarebbe più facile.

Le concessive implicite possono essere costruite:

Esistono altri costrutti di valore concessivo, che vedremo però in un secondo momento.
                    [post_title] => La frase complessa: le proposizioni concessive
                    [post_excerpt] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, oggi riprendiamo il nostro approfondimento sui diversi tipi di proposizioni. Vediamo in particolare le proposizioni concessive.
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                    [post_content] => Care lettrici e cari lettori, nel prossimo esercizio dovrete scegliere se inserire il verbo essere o il verbo avere. Siete pronti? State tranquilli, potete ripassare l'uso di essere e stare leggendo questo articolo: https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2020/02/13/essere-o-stare/

Buon test!
Prof. Anna

 
                    [post_title] => Test 68 - Essere o stare?
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                    [post_content] => Nel prossimo esercizio dovete scrivere il verbo alterato adatto alla definizione fornita.

Per ripassare questo argomento, leggete il seguente articolo: https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2020/02/20/la-formazione-delle-parole-lalterazione-dei-verbi/

 
                    [post_title] => Test 68 - La formazione delle parole: l'alterazione dei verbi
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                    [post_content] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, quando i complementi sono introdotti dalle medesime preposizioni è facile confondersi. Mettetevi alla prova con questo esercizio!

Buon test!
Prof. Anna

Alcune settimane fa abbiamo studiato il complemento di limitazionehttps://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2020/02/06/il-complemento-di-limitazione/ e precedentemente il complemento di modohttps://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2014/11/13/i-complementi-indiretti-complemento-di-modo-e-complemento-di-materia/.

Nel prossimo esercizio dovrete distinguere l'uno dall'altro.
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                    [post_excerpt] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, quando i complementi sono introdotti dalle medesime preposizioni è facile confondersi. Mettetevi alla prova con questo esercizio!
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Buona lettura!

Prof. Anna

Che differenza c'è tra i verbi cantare e canticchiare, o tra mangiare e mangiucchiare?

L'alterazione dei verbi produce altrettanti verbi che indicano un particolare aspetto del verbo di partenza, conferendo una serie di sfumature: ripetizione, intermittenza, assenza di continuità, saltuarietà, attenuazione.

I verbi alterati appartengono tutti alla prima coniugazione indipendentemente dalla coniugazione del verbo oggetto di alterazione.

I principali suffissi usati per l’alterazione di verbi sono:

⇒ -ettare; -ottare: indicano attenuazione:

⇒ -icchiare; -acchiare; -ucchiare: indicano intermittenza, mancanza di continuità o intensità, con possibili sfumature negative:

⇒ -ellare; -erellare; -arellare indicano intermittenza, mancanza di continuità o intensità:

Provate a formare delle frasi utilizzando questi verbi, se volete, poi, me le potete inviare per avere un riscontro.

 
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            [post_content] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, in queste ultime settimane abbiamo imparato a conoscere parole legate alla malattia e al virus, ad esempio epidemia, pandemia, quarantena, focolaio. Ce ne sono altre però che si riferiscono ai rapporti tra le persone e a un nuovo modo di relazionarsi. Queste parole sono altrettanto potenti. Vediamole insieme.

Buona lettura!

Prof. Anna

La maggior parte dei provvedimenti che sono stati presi per evitare il contagio riguardano il nostro modo di relazionarci con gli altri: siamo stati invitati a limitare i rapporti e, giocoforza, siamo spinti a trovare nuove modalità per rimanere in contatto con i nostri cari e i nostri amici.

Nelle ultime settimane i giornali, la radio e la tv usano parole che riguardano le relazioni umane. Quali sono? Approfondiamo insieme il loro significato e i loro usi.

La prima parola è proprio relazione che in primo luogo significa:

Sfumature di significato

Che differenza c'è tra le parole relazione; rapporto; ragguaglio; resoconto? 

Un'ampia esposizione, scritta od orale, con cui si riferisce ad altri su un determinato argomento si chiama relazione. Rapporto ha lo stesso significato, ma è utilizzato soprattutto in riferimento a fatti o situazioni che comportano mancanze oppure costituiscono incidenti; trova per questo uso frequente in contesti militari. Ragguaglio è invece un'informazione precisa e dettagliata volta ad aggiornare altre persone su un argomento o una situazione. Un suo sinonimo è resoconto, che tuttavia rimanda al concetto di rendiconto, di relazione consuntiva.

In questi giorni la maggior parte delle nostre relazioni si svolgono a distanza:

E stiamo vivendo in isolamentoparola che indica:

Sfumature di significato

Che differenza c'è tra le parole emarginazione; segregazione; isolamento?

Emarginazione è la condizione propria di chi vive ai margini della società, cioè non partecipa alla vita sociale, ne viene escluso; questa condizione è in genere associata all'estrema povertà o alla devianza. La segregazione è la conseguenza di un atto coercitivo del potere che esclude dal godimento di diritti una parte della popolazione in base a dei pregiudizi di ordine sociale, religioso o razziale. Isolamento è lo stato di chi per sua libera decisione vive appartato, partecipando molto limitatamente alla vita della collettività, indipendentemente da condizioni sociali o economiche particolari.

È necessario evitare la folla, cioè una:

Sfumature di significato

Che differenza c'è tra le parole: folla; calca; ressa; carnaio?

Un gran numero di persone riunito insieme costituisce una folla. Se l'assembramento è particolarmente fitto e le persone strette le une alle altre si ha una calca. Con ressa si definisce una folla che si muove in maniera disordinata, spingendo e urtando. Se l'insieme numeroso e fitto di persone è semivestito, come una folla di bagnanti su una spiaggia, abbiamo un carnaio, termine che ha una decisa valenza spregiativa.

Una delle parole più usate in questo periodo è assembramento. Ma cosa significa esattamente?

L'assembramento è un'adunata di persone, specialmente in luogo aperto, per dimostrazioni o spettacoli (fare, proibire, sciogliere un assembramento).

In questo triste scenario, che sembra allontanarci gli uni dagli altri, fa capolino una parola che invece ci avvicina; una vicinanza che non è necessariamente fisica, ma è altrettanto confortante, che ci fa sentire uniti anche nella distanza, questa parola è solidarietà.

La solidarietà è:

Sfumature di significato

Che differenza c'è tra le parole solidarietà - fratellanza - carità?

Solidarietà è il sentimento di chi si sente legato ai suoi simili da un vincolo di natura morale che lo induce a prestare loro aiuto in caso di necessità, a sentirsi partecipe della loro condizione. Questo sentimento può essere definito anche fratellanza, termine che pone tuttavia l'accento più sul legame di fraternità che lega gli uomini fra loro che non, come solidarietà, sul sostegno materiale e morale che ne può conseguire. Questi stessi sentimenti, considerati in una prospettiva cristiana, si inscrivono nel concetto di carità, che descrive l'amore a cui ogni uomo è tenuto nei confronti del suo prossimo come riflesso e conseguenza dell'amore di Dio.

Definizioni tratte da: lo Zingarelli 2020, Zanichelli Editore

Se vi vengono in mente altre parole, condividetele con noi!
            [post_title] => Parole e relazioni ai tempi del Covid-19
            [post_excerpt] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, in queste ultime settimane abbiamo imparato a conoscere parole legate alla malattia e al virus, ad esempio "epidemia", "pandemia", "quarantena", "focolaio". Ce ne sono altre però che si riferiscono ai rapporti tra le persone e a un nuovo modo di relazionarsi. Queste parole sono altrettanto potenti. Vediamole insieme.
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