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                    [post_content] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, il complemento di moto da luogo risponde alla domanda da dove?. Vediamo insieme come si usa.

Buona lettura!

Prof. Anna

Alla domanda dove? risponde il complemento di stato in luogo: https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2021/02/04/i-complementi-di-luogo-stato-in-luogo/; alla domanda verso dove? risponde il complemento di moto a luogo: https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2021/03/04/i-complementi-di-luogo-moto-a-luogo/ e alla domanda da dove? il complemento di moto da luogo.

COSA ESPRIME

Il complemento di moto da luogo indica il luogo reale o figurato da cui ci si muove o da cui proviene un'azione.

COME SI FORMA

Dipende da verbi o sostantivi di moto, come partire, partenza, venire, uscire, uscita, ritornare, ritorno, fuggire, fuga, ritorno, rientro, esodo e simili (che si riconducano a un'idea di distacco).

È introdotto in genere dalla preposizione da. 

A volte anche dalla preposizione di, in particolare:

ALCUNI APPROFONDIMENTI

Nell'esercizio seguente scegliete l'elemento che introduce il complemento di moto da luogo (da, di, ne), fate attenzione anche alla scelta tra preposizione semplice o articolata.
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                    [post_excerpt] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, il complemento di moto da luogo risponde alla domanda "da dove?". Vediamo insieme come si usa. 
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                    [post_content] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, tra pochi giorni è Pasqua, quindi oggi celebriamo uno dei simboli di questa festività: l'uovo.

Buona lettura e buona Pasqua!

Prof. Anna

L'UOVO: IL SIMBOLO

Le uova sono presenti in quasi tutte le civiltà antiche come simbolo sacro di vita e di rinascita. Nel Cristianesimo l'uovo simboleggia la resurrezione di Gesù. Durante la Pasqua i primi cristiani dipingevano le uova di rosso, in ricordo del sangue di Cristo, mentre l'usanza di scambiarsi uova decorate si sviluppò nel Medioevo. Ancora oggi l'uovo ha un ruolo importante durante tutto il periodo delle festività: le uova vengono benedette e distribuite ai fedeli, spesso vengono anche dipinte con vari colori e, successivamente, si è diffusa l'usanza la tradizione dell'uovo di cioccolato con all'interno un piccolo dono, sembra che questo dolce sia stato inventato dai maestri cioccolatai torinesi nel Settecento e noi non possiamo fare altro che ringraziarli!

L'UOVO: L'ALIMENTO

L'uovo è uno degli alimenti più semplici, versatili e completi che la natura ci abbia donato. È formato dal guscio, dal tuorlo o rosso d'uovo e dall'albume o chiara d'uovo. Si può cucinare in moltissimi modi, voi quanti ne conoscete?  Vediamoli insieme:

Qual è il vostro preferito?

L'UOVO: LA PAROLA

La parola uovo deriva dal latino parlato ŏvu(m), variante del latino classico ōvum, che a sua volta deriva probabilmente dalla radice indeuropea *awi- uccello. In italiano ha un plurale irregolare: un uovo, due uova. Vediamo alcune espressioni in cui la parola uovo è usata in senso figurato:


Contengono questa parola anche:

Fonti:

lo Zingarelli 2021. Vocabolario della lingua italiana, Zanichelli Editore, Bologna 2020

Dizionario Analogico della Lingua Italiana, Zanichelli Editore, Bologna 2011

Wikipedia

Immagine:

https://3.bp.blogspot.com/-kiNECDyHUBM/WoCcvv9QsEI/AAAAAAAABQg/Guw-sfasGtEjhPk4eYmUv6-4R8gj0xDWwCEwYBhgL/s1600/uova.jpg

 

 
                    [post_title] => È nato prima l'uovo (di Pasqua) o la gallina? Espressioni con la parola uovo
                    [post_excerpt] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, tra pochi giorni è Pasqua, quindi oggi celebriamo uno dei simboli di questa festività: l'uovo.
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Per ripassare questo argomento, potete leggere il seguente articolo: https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2021/03/18/uso-dellarticolo-determinativo-con-i-nomi-propri/

e poi fare l'esercizio che segue.
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                    [post_content] => Il prossimo esercizio è sul complemento di moto a luogo e in particolare sulle preposizioni che lo introducono.

Per un rapido ripasso leggete qui: https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2021/03/04/i-complementi-di-luogo-moto-a-luogo/

 
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Buon test! ;)

Prof. Anna

Con il prossimo esercizio ripassiamo il femminile dei nomi di professione.

Ecco l'articolo da leggere prima di fare il test: https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2021/02/25/il-femminile-dei-nomi-di-professione/

 
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                    [post_content] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blogsi può usare l'articolo determinativo davanti ai nomi propri? 

Buona lettura!

Prof. Anna

Siamo abituati a usare gli articoli determinativi con i nomi comuni: il libro è aperto; la bellezza è ovunque; l'uragano sta arrivando, ma in alcuni casi li troviamo anche davanti ai nomi propri, vediamo quando è possibile.

NOMI DI PERSONA

Con i prenomi generalmente non si usa l'articolo: Livia è partita; Matteo ha chiamato. 

Ci sono però delle eccezioni:

COGNOMI

Se il cognome:

L'articolo si usa inoltre con il plurale dei cognomi, per indicare tutti gli appartenenti alla famiglia: i Malatesta furono una celebre famiglia riminese e con i cognomi, i soprannomi e gli pseudonimi di personaggi illustri: il Caravaggio, il Petrarca, il Macchiavelli. Sempre più spesso è preferita la forma senza articolo: Caravaggio, Petrarca, Macchiavelli.

Nota bene: l'articolo non va mai usato davanti alla successione nome + cognome: il Tasso ma non *il Torquato Tasso. Qualsiasi nome proprio di persona riceve l'articolo se accompagnato da un nome, da un aggettivo o da un'altra determinazione: Mattarella ha pronunciato un discorso alla nazione; il Presidente Mattarella ha pronunciato un discorso alla nazione.

NOMI GEOGRAFICI

Non sono preceduti da articolo i nomi di:

Sono preceduti dall'articolo i nomi di:

Nota bene: con i nomi di stati e di regioni preceduti dalle preposizioni in (nei complementi di luogo) e di (nel complemento di specificazione) l'articolo si omette, ovvero viene usata le preposizione semplice e non quella articolata: vivo in Umbria, vado in Brasile, la regina d'Inghilterra.
                    [post_title] => Uso dell'articolo determinativo con i nomi propri
                    [post_excerpt] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, si può usare l'articolo determinativo davanti ai nomi propri? 
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                    [post_content] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, le abitudini degli italiani cambiano anche in cucina e lo testimoniano alcune parole entrate nell'uso negli ultimi anni. Vediamole insieme.

Buona lettura!

Prof. Anna

La lingua riflette i cambiamenti che avvengono all'interno di una società e le abitudini degli italiani sono cambiate anche in cucina.

Nuove forme di convivialità si sono diffuse: l'aperitivo, costituito da una bevanda solitamente alcolica accompagnata da stuzzichini, si trasforma sempre più spesso in apericena, durante il quale vengono offerte piccole porzioni di piatti differenti, che possono sostituire una cena, oppure ci si può incontrare il sabato sera per una pizzata tra amici, cioè un pasto a base di pizza.

I pasti vengono consumati di frequente fuori casa, di conseguenza l'offerta gastronomica è aumentata e si è diversificata: abbiamo imparato a conoscere e ad amare pietanze e piatti tipici di altri paesi, anche molto lontani.

Nel 2020 sono entrati nello Zingarelli molti termini della cucina orientale come il ramen (sostantivo maschile invariabile): tipo di tagliatelle di farina di grano, specialità della cucina giapponese, comunemente, la pietanza in cui le stesse sono servite in brodo, spesso insaporite con miso o salsa di soia e guarnite con pezzi di carne o verdure; gli edamame (sostantivo maschile invariabile, usato specialmente al plurale): semi di soia immaturi, di elevate proprietà nutritive, cotti nel proprio baccello e usati per insalate o zuppe nella gastronomia cinese, giapponese e nell'alimentazione vegana; molto amati dai bambini sono i dorayaki (sostantivo maschile invariabile): dolcetti giapponesi composti da una coppia di piccole frittelle piatte, dolci, farcite con confetture o con creme, a volte anche salate. Altre parole sono presenti già da alcuni anni nel vocabolario: gli amanti di questo tipo di cucina conoscono sicuramente i noodle (sostantivo maschile invariabile, usato specialmente al plurale), pasta alimentare a base di farina di grano tenero, simile a tagliatelle molto sottili o i wonton (sostantivo maschile invariabile), fagottini di pasta farciti di carne, pesce o verdura e serviti fritti, cotti al vapore o in brodo; dall'America Latina arrivano invece le empanada (sostantivo femminile usato specialmente al plurale, il plurale è o invariabile o empanade o, in spagnolo, empanadas) che sono una sorta di panzerotti farciti con carne o altri ripieni vari, e cotti al forno.

Anche molte pietanze della tradizione italiana hanno varcato i confini regionali diventando così parte della lingua.

Nel 2020 hanno fatto la loro apparizione nel vocabolario i culurgiones (sostantivo maschile plurale): fagottini di pasta fresca tipici della cucina sarda, il cui ripieno varia a seconda delle aree dell'isola; la pinsa (sostantivo femminile): focaccia simile alla pizza ma bassa, di forma ovale o rettangolare, a base di farina di riso, soia e frumento, lievito madre e olio evo, specialità della cucina romana; la tenerina: torta bassa a base di cioccolato fondente, uova, burro e farina, con crosticina croccante e interno morbido e cremoso; specialità ferrarese; e se vi trovate in Emilia, per acquistare tagliatelle, tortellini e pasta fresca in generale dovete andare da una sfoglina (sostantivo femminile, maschile in -o), cioè da chi per mestiere fa la sfoglia per la pasta all'uovo.

Tipici della Sardegna (e già presenti sul vocabolario da qualche anno) sono anche il pane carasau: tipo di pane a forma di disco molto sottile e croccante, adatto a essere conservato a lungo e la burridapiatto sardo a base di filetti di pesce gattuccio (o palombo, razza, ecc.) che vengono fatti bollire in acqua salata e lasciati marinare in una salsa d'olio, aceto e pesto di noci e fegatini dello stesso pesce.

Vi è già venuta fame? Tenete un posticino per i casoncelli: ravioli con ripieno di carne e spezie varie, conditi con burro, salvia, pancetta e formaggio, specialità della cucina bresciana e bergamasca e per gli strangozzi: pasta lunga a sezione quadrata, a base di farina di grano duro e acqua, specialità della cucina umbra e marchigiana.

L'interesse per il cibo è aumentato anche in seguito al proliferare di programmi televisivi che parlano di cucina e di gastronomia.

I cuochi sono i nuovi protagonisti della TV e parole che fino a poco tempo fa venivano pronunciate solo nelle cucine dei ristoranti fanno ormai parte della lingua comune.

Vorremmo tutti saper impiattare (cioè disporre con cura una vivanda nel piatto) come i grandi chef o usare come si deve un coppapasta (parola entrata nel 2020 che indica un utensile da cucina costituito da una formina tagliente, generalmente tonda o quadrata, utilizzata per tagliare la pasta o come contenitore per impiattare); per fare un dolce  non si può più fare a meno della planetaria (impastatrice planetaria: un elettrodomestico per impastare, il cui braccio ruota contemporaneamente su sé stesso e intorno a un centro esterno, com'è per il moto dei pianeti).

E se siete appassionati di cucina, ma non avete voglia di cucinare, potete sempre fare il gastronauta, ovvero il navigatore gastronomico, che viaggia alla ricerca di ristoranti, enoteche, prodotti tipici, specialità gastronomiche raffinate e genuine. Ma il cibo non è solo piacere, è prima di tutto nutrimento e la continua ricerca degli alimenti che fanno bene (anzi benissimo) alla salute ha fatto sì che la parola supercibo (un alimento che presenta un alto concentrato di diverse proprietà benefiche per l'organismo) sia entrata nell'uso e nel 2020 nel vocabolario. 

 

E voi:

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Buona lettura!
Prof. Anna

COSA ESPRIME

Il complemento di stato in luogo risponde alla domanda dove?https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2021/02/04/i-complementi-di-luogo-stato-in-luogo/ , il complemento di moto a luogo risponde alle domande verso dove? verso quale luogo? verso quale direzione?; indica il luogo reale o figurato verso cui ci si muove o verso cui è diretta un'azione.

COME SI FORMA

Dipende nella gran parte dei casi da un verbo che esprime un movimento verso un luogo (andare, venire, salire, partire, correre ecc.): vado a Bologna; ma può dipendere anche da sostantivi di significato analogo come partenza, arrivo, salita, discesa ecc. o da sostantivi che indicano un mezzo di trasporto: l'aereo per Milano; il traghetto per la Sardegna.

È introdotto dalle preposizioni: a (corro a casa); in (entro in macchina); da (vado da Marco); su (salgo sull'aereo); per (parto per il mare); tra (andare tra la gente), verso (vado verso casa) davanti a pronomi personali si aggiunge di (vengo verso di te); sopra, sotto, dentro, fuori, o dalle locuzioni preposizionali in direzione di, alla volta di, dalla parte di

ALCUNI APPROFONDIMENTI

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Buona lettura!

Prof. Anna

Negli ultimi anni la presenza femminile in mestieri e professioni un tempo riservate agli uomini ha creato le necessità di trovare la corrispondente forma femminile, creando spesso dubbi e imbarazzo.

Se mi riferisco a una donna è meglio usare sindaca o va bene anche sindaco? Si dice avvocata o avvocatessa? Ci sono ancora sensibilità e posizioni diverse e discordanti su questa questione e gli usi sono tuttora oscillanti. I nomi di professione al femminile spesso creano diffidenza, una domanda ricorrente è: sono grammaticalmente corretti? Proviamo a rispondere.

FORMAZIONE DEI FEMMINILI

Il femminile dei nomi di professione si forma applicando le regole già in uso in italiano:

USO DEI FEMMINILI

Alcuni consigli:

 

 

 
                    [post_title] => Il femminile dei nomi di professione
                    [post_excerpt] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, il tema del femminile dei nomi che indicano le professioni suscita alcuni interrogativi: come si formano? sono corretti dal punto di vista grammaticale? perché non tutti li usano? Cerchiamo di fare un po' di chiarezza.
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Verificatelo con il prossimo esercizio e, se volete prima fare un rapido ripasso, ecco l'articolo: https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2021/02/04/i-complementi-di-luogo-stato-in-luogo/ 

 
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Buona lettura!

Prof. Anna

Alla domanda dove? risponde il complemento di stato in luogo: https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2021/02/04/i-complementi-di-luogo-stato-in-luogo/; alla domanda verso dove? risponde il complemento di moto a luogo: https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2021/03/04/i-complementi-di-luogo-moto-a-luogo/ e alla domanda da dove? il complemento di moto da luogo.

COSA ESPRIME

Il complemento di moto da luogo indica il luogo reale o figurato da cui ci si muove o da cui proviene un'azione.

COME SI FORMA

Dipende da verbi o sostantivi di moto, come partire, partenza, venire, uscire, uscita, ritornare, ritorno, fuggire, fuga, ritorno, rientro, esodo e simili (che si riconducano a un'idea di distacco).

È introdotto in genere dalla preposizione da. 

A volte anche dalla preposizione di, in particolare:

ALCUNI APPROFONDIMENTI

Nell'esercizio seguente scegliete l'elemento che introduce il complemento di moto da luogo (da, di, ne), fate attenzione anche alla scelta tra preposizione semplice o articolata.
            [post_title] => I complementi di luogo: moto da luogo
            [post_excerpt] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, il complemento di moto da luogo risponde alla domanda "da dove?". Vediamo insieme come si usa. 
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