Il condizionale nelle frasi indipendenti

Prof. Anna
grammatica,   La lingua italiana,   Verbi

Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, questa settimana vedremo quali sono i casi, e non sono infrequenti, in cui il verbo della proposizione reggente è al condizionale.

Buona lettura!

Prof. Anna

Sappiamo che il condizionale segnala che la realizzazione dell’azione espressa dal verbo è condizionata da altri fatti: verrei al cinema (se avessi tempo). Si usa sia in proposizioni indipendenti sia in quelle subordinate. Oggi vediamo l’uso del condizionale nelle frasi indipendenti.

USO DEL CONDIZIONALE NELLA REGGENTE

Per quanto riguarda ciò che questo modo verbale esprime nelle reggenti, si può usare, sia al presente che al passato, per:

• attenuare una richiesta (condizionale di cortesia): vorrei un caffè;

• prendere le distanze e sottolineare che quello che si sta per dire non è certo (condizionale di dissociazione): secondo le testimonianze il criminale sarebbe scappato subito dopo l’arrivo della polizia;

• esprimere un desiderio o un augurio (condizionale ottativo): sarebbe divertente andarci tutti insieme!;

• nella proposizione principale di un periodo ipotetico (apodosi): al presente: cucinerei io, se fossi capace; o al passato: avrei cucinato io, se fossi stato capace.

CONCORDANZA DEI TEMPI QUANDO NELLA REGGENTE C’È IL CONDIZIONALE

Ma vediamo ora come si comportano i verbi che sono retti dal condizionale, quali tempi e modi sono necessari.

La concordanza dei tempi quando il verbo della reggente è al condizionale (presente o passato), è la stessa che abbiamo quando il verbo è all’indicativo (presente o passato), quindi il condizionale, ai fini della dipendenza, si comporta come l’indicativo per esprimere anteriorità, contemporaneità, posteriorità.

Distinguiamo i casi in cui nella subordinata abbiamo un verbo all’indicativo o un verbo al congiuntivo:

SE LA PROPOSIZIONE SUBORDINATA HA IL VERBO ALL’INDICATIVO

per esprimere contemporaneità:

PRESENTE REGGENTE: affermerei SUBORDINATA AL PRESENTE: che hai ragione
PASSATO REGGENTE: avrei affermato SUBORDINATA ALL’IMPERFETTO: che avevi ragione

 

per esprimere anteriorità:

PRESENTE REGGENTE: affermerei SUBORDINATA ALL’IMPERFETTO: che avevi ragione

AL PASSATO REMOTO: che avesti ragione

AL PASSATO PROSSIMO: che hai avuto ragione

AL TRAPASSATO PROSSIMO: che avevi avuto ragione

PASSATO REGGENTE: avrei affermato SUBORDINATA AL TRAPASSATO PROSSIMO: che avevi avuto ragione

 

per esprimere posteriorità:

PRESENTE REGGENTE: affermerei SUBORDINATA AL FUTURO: che avrai ragione
PASSATO REGGENTE: avrei affermato SUBORDINATA AL CONDIZIONALE PASSATO: che avresti avuto ragione

 

SE LA PROPOSIZIONE SUBORDINATA HA IL VERBO AL CONGIUNTIVO

per esprimere contemporaneità:

PRESENTE REGGENTE: crederei SUBORDINATA AL PRESENTE: che tu abbia ragione
PASSATO REGGENTE: avrei creduto SUBORDINATA ALL’IMPERFETTO: che tu avessi ragione

 

per esprimere anteriorità:

PRESENTE REGGENTE: crederei SUBORDINATA AL PASSATO: che tu abbia avuto ragione

ALL’IMPERFETTO: che tu avessi ragione

AL TRAPASSATO: che tu avessi avuto ragione

PASSATO REGGENTE: avrei creduto SUBORDINATA ALL’IMPERFETTO: che avessi ragione

AL TRAPASSATO: che avessi avuto ragione

 

per esprimere posteriorità:

PRESENTE REGGENTE: crederei SUBORDINATA AL CONDIZIONALE PASSATO: che avresti avuto ragione
PASSATO REGGENTE: avrei creduto SUBORDINATA AL CONDIZIONALE PASSATO: che avresti avuto ragione

 

CONCORDANZA CON I VERBI CHE ESPRIMONO VOLONTÀ O DESIDERIO AL CONDIZIONALE

Le regole sulla concordanza dei tempi appena illustrate non valgono quando nella reggente c’è un verbo che esprime volontà o desiderio (volere, desiderare, preferire ecc.) coniugato al condizionale. In questi casi per indicare un rapporto di contemporaneità o posteriorità si usa il congiuntivo imperfetto e per indicare un rapporto di anteriorità si usa il congiuntivo trapassato:

vorrei che tu venissi con me (contemporaneità e posteriorità);

vorrei che tu fossi venuto con me (anteriorità);

avrei voluto che tu venissi con me (contemporaneità e posteriorità);

avrei voluto che tu fossi venuto con me (anteriorità).

Seleziona la risposta corretta fra quelle disponibili. Se rispondi bene, vedrai lo sfondo diventare di colore verde.

  1. Scegli la frase corretta per esprimere contemporaneità: preferirei che
    • loro studino di più.
    • loro studiassero di più.
  2. Scegli la frase corretta per esprimere anteriorità: supporrei che
    • abbia torto.
    • avesse torto.
  3. Scegli la frase corretta per esprimere posteriorità: avrei giurato che
    • saresti arrivato in ritardo.
    • arriverai in ritardo.
  4. Scegli la frase corretta per esprimere anteriorità: avremmo voluto che
    • le cose andassero meglio.
    • le cose fossero andate meglio.
  5. Scegli la frase corretta per esprimere contemporaneità: avrebbe affermato che
    • non sapeva niente di quello che era successo.
    • non sa niente di quello che era successo.
  6. Scegli la forma corretta per esprimere posteriorità: desidererebbe che
    • tu le parlassi chiaramente.
    • tu le avresti parlato chiaramente.
  7. Scegli la forma corretta per esprimere anteriorità: direi che
    • avevano torto.
    • avessero torto.
  8. Scegli la frase corretta per esprimere anteriorità: vorrei che
    • tu leggessi la mia lettera.
    • tu avessi letto la mia lettera.
  9. Scegli la frase corretta per esprimere posteriorità: avrebbe preferito che
    • loro la accompagnassero a casa.
    • loro la avrebbero accompagnata a casa.
  10. Scegli la frasi corretta per esprimere contemporaneità: penserei che
    • sia giusto fare come dici tu.
    • è giusto fare come dici tu.

Per la lezione

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Commenti [42]

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  1. andree scrive:

    Cara Professoressa Anna,
    Grazie per l’ ottima lezione!
    Ho fatto l’esercizio nel suo “intero” come segue.
    Potrebbe per favore correggerlo. In anticipo grazie e cordiali saluti.
    1
    a sarebbe falso
    b contemporaneità
    2
    a contemporaneità
    b anteriorità

    3
    a posteriorità
    b sarebbe falso
    4
    a contemporaneità (o posteriorità)
    b anteriorità
    5
    a contemporaneità
    b sarebbe falso
    6
    a posteriorità e/o contemporaneità
    b sarebbe falso
    7
    a anteriorità
    b sarebbe falso
    8
    a contemporaneità o posteriorità
    b anteriorità
    9
    a posteriorità:
    b sarebbe falso
    10
    a contemporaneità
    b sarebbe falso

    • Zanichelli Avatar

      Caro Andree, molto bravo! Le tue risposte sono tutte corrette.
      Un saluto e a presto
      Prof. Anna

  2. Maria scrive:

    Cara professoressa: questa lezione è tropo importante per apprenderla solamente in una lezione. Penso che sia tropo difficile e che ci bisognerebbero molti esercizi di pratica.

  3. kdela scrive:

    Cara Prof. Anna
    un bellissima lezione.Ho stampato le pagine,poi le leggero’ e poi provero’ a fare l’esercizio.
    Grazie dal cuore,
    kdela

    • kdela scrive:

      una bellissima lezione- un errore della tastiera
      scusa

  4. Anita scrive:

    Cara Prof.ssa Anna,
    Ha voluto alcuni giorni prima ho capito il mio solo errore della 5º frase, anche ho lasciato questa lezione per un giorno, ma oggi ne ho studiato meglio, poi di punto in bianco ne capisco e non ho commesso un errore di più. Negli prossimi giorni studiarò certamente il lezione bene ripetutamente, perché vorrei rimenarlo bene nella mia memoria, perché ne trovo interessante e importante; questo lezione ha una ricca variabilità che trovo anche divertente.
    Con saluti cordiali dal Olanda
    Anita

  5. dario scrive:

    Carissima prof.ssa ANNA, un mio amico ha scritto la frase “Se DOVESSETE uscire stamattina presto, portatevi un coltello per tagliare la nebbia”. Io l’ho corretto dicendogli che avrebbe dovuto usare il congiuntivo DOVESTE e lui mi ha detto che è una forma dialettale toscana e che va bene, anche se desueto, usarlo anche in italiano. E’ vero?

    • Zanichelli Avatar

      Caro Dario, è una forma che non conosco e non ho mai sentito, ma in italiano la forma corretta è quella che proponi tu.
      Un saluto
      Prof. Anna

  6. Mi scusi, Prof.ssa Anna, non molto fa che ho iniziato a imparare l’italiano e, com’é solito, ho dei dubbi. C’é alcuna differenza semantica tra la espresione ” fu introdotto nel 1767″ e “venne introdotro nel 1767”? inoltre, come si chiama questo fenomeno (?) ?

  7. Anita scrive:

    Cara Prof.ssa Anna,
    Perchè trovo questo lezione molto importante e interessante, l’ho letto alcune volte e tutte le risposte sono venuto in verde, che mi piaccia. Anche vorrei continuare studiarlo negli prossimi giorni, perché mi godo questo lezione.
    Recentamente mi viene anche i spiegati delle parole su chio clicco due volte, che mi piaccia anche leggerli in italiano e con i centri commerciali illuminati in sfera Natale sono anche felice e mi godo questo. Saluti dal mio cuore da un Olanda bellissima
    Anita

    • Zanichelli Avatar

      Brava Anita, complimenti per l’ottimo risultato!
      A presto
      Prof. Anna

  8. Patricia scrive:

    Mi e` piaciuto molto questo test. Le lezioni anche erano molto informativa.

  9. Buona sera Professoressa,

    Sono uno studente in Belgio e abbiamo finito il libro Nuovo magari C1/C2 (scuola di sera,quinto anno). Lei può indicarmi comé ripetere tutta la grammatica in un modo abbastanza avanzata per favore. E molto interessante fare esercizi con correzzione immediata. Posso iscrivermi anche nel sito per favore?

    Cari saluti

    • Zanichelli Avatar

      Caro Carl, benvenuto su Intercultura blog! Per ripetere la grammatica ed esercitarti, puoi cercare gli argomenti che ti interessano nel blog, inserendo l’oggetto della ricerca in alto nella pagina del blog, oppure sfogliando le categorie di argomento nel menù a tendina a sinistra della pagina, in questo modo potrai leggere gli articoli e valutare la conoscenza dei vari argomenti facendo i test. Per iscriverti alla newsletter basta iserire il tuo indirizzo e-mail e riceverai ogni settimana una notifica quando un nuovo articolo viene pubblicato sul blog.
      Se hai dubbi o domande, non esitare a scrivermi.
      A presto
      Prof. Anna

  10. Giorgio scrive:

    Cara Professoressa Anna grazie tanto:)

  11. Salve cara Professoressa Anna, per favore ho un domanda su questa frase:
    Giolio, mi faresti il favore di arrivare puntuale?
    Questa frase esprime : un’ordine o una richiesta in termini cortesi e grazie.

    • Zanichelli Avatar

      Cara Sara, la frase esprime una richiesta in maniera gentile.
      Un saluto
      Prof. Anna

  12. TIDIANE scrive:

    Buon giorno Prof Anna, sono senegalese naturalizzato italiano, sono molto intressato alla grammatica italiana e devo ammettere che il suo sito mi sta sempre d’aiuto a risolvere vari dubbi grammaticali….. vorrei chiederle, se non è possibile avere, perché non lo vedo tra gli esempi sopra fatti , un rapporto temporale di posteriorità tra una reggente al condizionale presente e una dipendente al futuro semplice? Esempio: crederei che avrai ragione. A me sembra possibile! Poi la frase (crederei che avresti avuto ragione) se il rapporto temporale è di posteriorità sarebbe realizzabile l’azione espressa nella dipendente? Grazie

    • Zanichelli Avatar

      Caro Tidiane, per esprimere posteriorità in dipedenza da un condizionale presente (che non sia un verbo di volontà o desiderio) il fururo semplice non è corretto, è necessario usare il condizionale passato. Non so se ho capito bene la tua ultima domanda, ma sì, l’azione espressa dalla dipendente è realizzabile, ma poiché dipenda da un condizionale, la realizzabilità è legata ad una condizione.
      A presto
      Prof. Anna

      • TIDIANE scrive:

        Buongiorno prof.Anna, non mi è ancora chiaro il concetto : se l’esempio che Lei ha fatto ( affermerei che avrai ragione ) è corretto e vedendo che il verbo del condizionale non esprime né volontà né desiderio, perché è sbagliato ( crederei che avrai ragione )? dove sta la differenza?
        Certo, se il verbo esprimesse volontà o desiderio sarebbe , esempio (vorrei che avessi ragione ). Grazie per l’impegno!

        • Zanichelli Avatar

          Caro Tidiane, la differenza è che le regole sulla concordanza dei tempi sono diverse per i verbi che vogliono il congiuntivo (credere) e quelli invece che reggono l’indicativo (affermare), quindi, come riportato nello schema, se vogliamo esprimere posteriorità in dipendenza da “crederei” dobbiamo usare il condizionale passato, mentre in dipendenza da “affermerei” dobbiamo usare il futuro semplice. Spero di aver chiarito il tuo dubbio.
          A presto
          Prof. Anna

          • TIDIANE scrive:

            Tante grazie frofessore! adesso ho capito bene.

  13. TIDIANE scrive:

    Salve prof Anna, rispetto a quanto mi ha spiegato l’altra volta sul rapporto di contemporaneità, anteriorità e posteriorità con una reggente al condizionale, ho trovato su un sito di grammatica una versione, un pò diversa, che mi sta mettendo in confusione. Potrebbe gentilmente analizzare questi esempi e dirmi se siano accettabili tutte e due o uno sia errato. Grazie condizionale presente
    Esempio: Io crederei contemporanea imperfetto congiuntivo: che sapessi
    anteriore trapassato congiuntivo: che avessi saputo
    posteriore imperfetto congiuntivo: che sapessi
    Condizionale passato
    Esempio: Io avrei creduto contemporanea imperfetto congiuntivo: che sapessi
    trapassato congiuntivo: che avessi saputo
    anteriore trapassato congiuntivo: che avessi saputo
    posteriore trapassato congiuntivo: che avessi saputo

    • Zanichelli Avatar

      Caro Tidiane, con verbo al condizionale presente, nella suborsinata per esprimere contemporaneità mi risulta solo il congiuntivo presente, mentre il congiuntivo imperfetto o trapassato si usano per esprimere anteriorità e per la posteriorità si usa il condizionale passato. Le soluzioni che mi scrivi invece sono corrette se il verbo della reggente coniugato al condizionale (presente o passato) è un verbo di volontà o desiderio (non “credere”), in questi casi per indicare il rapporto di contemporaneità o posteriorità si usa l’imperfetto congiuntivo, per indicare anteriorità si usa il congiuntivo trapassato, puoi trovare queste indicazioni anche alla fine di questo articolo.
      Un saluto
      Prof. Anna

      • Anton scrive:

        Buongiorno, cara professoressa Anna!
        Mi chiamo Anton, sono russo e già da quasi 5 anni che studio l’italiano, è la mia passione più grande.

        Sufficiente poco fa ho fatto fronte ad un problema che riguarda la concordanza dei tempi, cioè il caso in cui nella proposizione principale abbiamo “il condizionale passato” mentre in quella subordinata dobbiamo metterci “il congiuntivo” per esprimere il rapporto di anteriorità.
        E proprio qui mi viene dubbio perchè nella “grammatica italiana” pubblicata sul sito Treccani e sul quello nostro ho letto che per esprimere i rapporti di anteriorità tra due proposizioni (quelle principale e subordinata) dove nella parte principale si mette “condizionale passato”, in quella subordinata possiamo metterci sia “congiuntivo imperfetto” che “quello trapassato”.

        Per esempio:

        1. Avrei creduto che tu avessi ragione (cond. passato => congiuntivo imperfetto);
        2. Avrei creduto che tu avessi avuto ragione (cond. passato => congiuntivo trapassato).

        3. Oppure dall’esempio pubblicato qui, sul nostro sito:

        → per esprimere anteriorità:
        PASSATO REGGENTE: avrei creduto SUBORDINATA ALL’IMPERFETTO: che tu avessi ragione.

        Nel secondo esempio si vede chiaramente che i rapporti fra due proposizioni sono quelli di anteriorità, mentre nel primo caso non si capisce quali sono quei rapporti, perchè l’utilizzo del congiuntivo imperfetto nella proposizione subordinata potrebbe significare anche il rapporto di contemporaneità, come si spiega qui nell’articolo:

        → per esprimere contemporaneità:
        PASSATO REGGENTE: avrei creduto SUBORDINATA ALL’IMPERFETTO: che tu avessi ragione

        Per cui non riesco a capire qual’è la differenza tra due frasi:

        → per esprimere anteriorità:
        PASSATO REGGENTE: avrei creduto SUBORDINATA ALL’IMPERFETTO: che tu avessi ragione.

        → per esprimere contemporaneità:
        PASSATO REGGENTE: avrei creduto SUBORDINATA ALL’IMPERFETTO: che tu avessi ragione.

        Se nella prima frase dopo il verbo reggente (in condizionale passato) segue “congiuntivo trapassato” vedrò che i rapporti fra loro sono proprio quelli di anteriorità, ma come posso distinguere la sfumatura temporale in quelle due se all’estero sono uguali?

        Spero di ricevere una risposta da Sua parte.
        Grazie in anticipo!

        Saluti,
        Anton

      • Anton scrive:

        Buongiorno, cara professoressa Anna!
        Mi chiamo Anton, è già da quasi 5 anni che studio l’italiano, è la mia passione più grande.

        Sufficiente poco fa ho fatto fronte ad un problema che riguarda la concordanza dei tempi, cioè il caso in cui nella proposizione principale abbiamo “il condizionale passato” mentre in quella subordinata dobbiamo metterci “il congiuntivo” per esprimere il rapporto di anteriorità.
        E proprio qui mi viene dubbio perchè nella “grammatica italiana” pubblicata sul sito Treccani e su questo sito ho letto che per esprimere i rapporti di anteriorità tra due proposizioni (quelle principale e subordinata) dove nella parte principale si mette “condizionale passato”, in quella subordinata possiamo metterci sia “congiuntivo imperfetto” che “quello trapassato”.

        Per esempio:

        1. Avrei creduto che tu avessi ragione (cond. passato => congiuntivo imperfetto);
        2. Avrei creduto che tu avessi avuto ragione (cond. passato => congiuntivo trapassato).

        3. Oppure come nel esempio proposto da Lei:

        → per esprimere anteriorità:
        PASSATO REGGENTE: avrei creduto SUBORDINATA ALL’IMPERFETTO: che tu avessi ragione.

        Nel secondo esempio si vede chiaramente che i rapporti fra due proposizioni sono quelli di anteriorità, mentre nel primo caso non si capisce quali sono quei rapporti, perchè l’utilizzo del congiuntivo imperfetto nella proposizione subordinata potrebbe significare anche il rapporto di contemporaneità, come si spiega qui:

        → per esprimere contemporaneità:
        PASSATO REGGENTE: avrei creduto SUBORDINATA ALL’IMPERFETTO: che tu avessi ragione

        Per cui non riesco a capire qual’è la differenza tra due frasi:

        → per esprimere anteriorità:
        PASSATO REGGENTE: avrei creduto SUBORDINATA ALL’IMPERFETTO: che tu avessi ragione.

        → per esprimere contemporaneità:
        PASSATO REGGENTE: avrei creduto SUBORDINATA ALL’IMPERFETTO: che tu avessi ragione.

        Se nella prima frase dopo il verbo reggente (in condizionale passato) segue “congiuntivo trapassato” vedrò che i rapporti fra loro sono proprio quelli di anteriorità, ma come posso distinguere la sfumatura temporale in quelle due se all’estero sono uguali?

        Spero di ricevere una risposta da Sua parte.
        Grazie in anticipo!

        Saluti,
        Anton

        • Zanichelli Avatar

          Caro Anton, esistono entrambe le possibilità per esprimere anteriorità in dipendenza dal condizionale passato (congiuntivo imperfetto e trapassato), possiamo capire se si tratta di un rapporto di contemporaneità o anteriorità dal contesto e dagli eventuali indicatori temporali.
          Un saluto
          Prof. Anna

          • Anton scrive:

            Grazie mille della Sua risposta professore!
            Ormai è stata lei a riuscire a scogliere tutti i miei dubbi!

            Saluti,
            Anton

  14. Gent.ma Prof. Anna,
    com’è possibile formare una frase così composta: 3^ pers. sing. condizionale passato verbo essere
    e 3^ pers. sing. congiuntivo imperfetto verbo mangiare?
    Grazie
    Elisabetta

    • Zanichelli Avatar

      Cara Elisabetta: “mi aveva promesso che sarebbe stato puntuale”, “credevo che Marco non mangiasse carne”.
      Un saluto
      Prof. Anna

  15. Cara Professoressa Anna,

    Ho un dubbio sulla seguente frase: ” Prediceva quello che SAREBBE STATO SCRITTO l’indomani sul giornale” Non si puo’ dire invece: ” Prediceva quello che SAREBBE SCRITTO l’indomani sul giornale”? Gradirei un chiarimento. Mille grazie.

  16. Biagio scrive:

    Grazie per la lezione. Prof.ssa Anna, mi scioglierebbe questo dubbio?
    Preferirei che le regalassero qualcosa che userebbe volentieri…
    Preferirei che le regalassero qualcosa che usasse volentieri…
    Grazie buona giornata

    • Zanichelli Avatar

      Caro Biagio, userei l’indicativo presente: “qualcosa che usa volentieri”.
      Un saluto
      Prof. Anna

  17. Loris scrive:

    Commetto errori se scrivo questa frase?:
    Preferirei avere paura, ma per tutta la vita dichiarerei sempre la verità.

    Mille grazie per la sua risposta

    • Zanichelli Avatar

      Caro Loris, non riesco a capire bene il senso del periodo che mi scrivi, in che senso “ma per tutta la vita dichiarerei sempre la verità”, che collegamento ha con “preferirei avere paura”. Prova a spiegarmi meglio in modo che io possa risponderti in maniera più precisa.
      A presto
      Prof. Anna

      • Loris scrive:

        Si tratta di un ricordo passato con previsione per il futuro. La frase completa è:
        Ma io non ho mai imparato quella lezione. Preferirei aver paura, ma per tutta la mia vita dichiarerei sempre la verità.

        • Zanichelli Avatar

          Caro Loris, quello che non capisco è l’uso del condizionale “dichiarerei” e nemmeno il nesso tra le due frasi (“preferirei aver paura” e “ma per tutta la mia vita dichiarerei sempre la verità”).
          Prof. Ana

  18. Loris scrive:

    Altro dubbio:
    Mi diede un pezzo di formaggio e vomitai talmente tanto che se fossi sopravvissuto avrei pensato di essere immortale.
    O è giusto:
    Mi diede un pezzo di formaggio e vomitai talmente tanto che se sarei sopravvissuto avrei pensato di essere immortale.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Loris, il primo periodo è quello corretto.
      Un saluto
      Prof. Anna