La frase complessa: le oggettive oblique

Prof. Anna
grammatica,   Sintassi,   Verbi

Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, avete mai sentito parlare delle oggettive oblique o oggettive improprie? Vediamo insieme di cosa si tratta.

Buona lettura!

Prof. Anna

Le proposizioni oggettive hanno funzione di oggetto diretto della principale, rispondono alla domanda che cosa?, chi? e dipendono da un verbo transitivo: capisco (che cosa?) che sei stanco.

Ci sono proposizioni che fungono da oggetto del predicato della reggente pur rispondendo alle domande di che cosa?, a che cosa (e non che cosa?). Queste proposizioni sono chiamate oggettive oblique e sono introdotte da verbi o espressioni che, pur non essendo transitivi, sono di questi equivalenti (sono transitivi dal punto di vista logico):

prometto (che cosa?) che verrò (oggettiva vera e propria);

sono convinto (di che cosa?) che verrai (oggettiva obliqua).

Le oggettive oblique possono dipendere:

• da verbi intransitivi pronominali: accorgersi, illudersi, accontentarsi, assicurarsi, convincersi, congratularsi, degnarsi, persuadersi, rallegrarsi, rammaricarsi, scusarsi, sforzarsi, vergognarsi, lamentarsi, ricordarsi ecc.: mi sono ricordato (di che cosa?) di telefonarti (oggettiva obliqua);

• da alcuni verbi non pronominali: dubitare, pensare ecc.: dubito di poter venire;

• da alcune espressioni: essere a conoscenza, rendersi conto, essere sicuro (certo, convinto, in dubbio), fare finta, avere paura, avere la certezza (la convinzione, la speranza, il dubbio), avere vergogna, fare attenzione ecc.: ha fatto attenzione a non offendere nessuno.

Le oggettive oblique esplicite sono introdotte dagli elementi tipici delle oggettive vere e proprie: che, come, quanto, se, del fatto che:  mi rendo conto (di che cosa?) che (del fatto che) ho sbagliato; sono consapevole (di che cosa?) del fatto che dovrò impegnarmi molto.

Le oggettive oblique implicite possono essere introdotte da di + infinito: mi scuso di essere stato scortese o da a + infinito: ha sofferto a vedere quello spettacolo.

Lo o ne?

Le oggettive vere e proprie possono essere richiamate dal pronome diretto lo, che le sostituisce: “capisco che è stanco”  “Lo capisco anch’io” (capisco qualcosa).

Le oggettive oblique sono spesso richiamate dalla particella ne: “mi sono accorto che ho sbagliato” “Me ne sono accorto anch’io” (mi accorgo di qualcosa).

Seleziona la risposta corretta fra quelle disponibili. Se rispondi bene, vedrai lo sfondo diventare di colore verde.

  1. Scegli la frase corretta: "sospetto che sia colpevole"
    • "Ne sospetto anch'io"
    • "Lo sospetto anch'io"
  2. Scegli la frase corretta: "siete sicuri che funzionerà?"
    • "No, non ne siamo sicuri"
    • "No, non lo siamo sicuri"
  3. Scegli la frase corretta: "Maria mi ha confessato che lo spettacolo non le è piaciuto"
    • "Quando te lo ha confessato?"
    • "Quando te ne ha confessato?"
  4. Scegli la frase corretta:
    • Ho sbagliato e lo sono consapevole.
    • Ho sbagliato e ne sono consapevole.
  5. Scegli la frase corretta:
    • "Non ti permetto di parlarmi così, non te lo permetterò mai"
    • "Non ti permetto di parlarmi così, non te ne permetterò mai"
  6. Scegli la frase corretta: "non ti vergogni di quello che hai fatto?"
    • Sì, me lo vergogno.
    • Sì, me ne vergogno.
  7. Scegli la frase corretta: "ti sei pentito di averlo lasciato?"
    • "No, non me ne sono pentito".
    • "No, non me lo sono pentito".
  8. Scegli la frase corretta:
    • Francesca mi ama, non lo dubito.
    • Francesca mi ama, non ne dubito.
  9. Scegli la frase corretta:
    • La colpa è sua, ma non se lo rende conto.
    • La colpa è sua, ma non se ne rende conto.
  10. Scegli la frase corretta:
    • Tutti i tavoli sono perfettamente apparecchiati, me ne sono assicurato personalemente.
    • Tutti i tavoli sono perfettamente apparecchiati, me lo sono assicurato personalemente.

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Commenti [10]

Rispondi a Prof. Anna Annulla risposta

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  1. kdela scrive:

    Grazie.
    Mi sembra un bel argomento ma un po’ difficile.Posso capire, comprendere la differenza dei due tipi di frasi e le regole grammaticali per ognuno(per ogni tipo), pero’ a dire la verita’:se io dovessi formulare le due prime frasi dell’esempio, non potrei farlo,nonostante che io possa capire la differenza tra esse.
    Si puo’ dire che “la oggettiva obliqua” e’ un po’ come qualcosa di ipotetico?che non e’ qualcosa di una certezza?-
    Sarei grata per il tuo chiarimento
    kdela

    • Zanichelli Avatar

      Cara Kdela, l’oggettiva obliqua non è ipotetica, è una frase retta da verbi che, per loro natura, invece di reggere la domanda “che cosa?”, reggono la domanda “di che cosa” per introdurre un complemento oggetto, ad esempio l’espressione “sono convinto” regge “di che cosa?”: “sono convinto di poter venire”, e quindi, quando andrò a sostituire l’oggettiva obliqua, dovrò usare “ne”: “ne sono convinto” (=sono convinto di questo, di poter fare questo).
      Spero di aver chiarito il tuo dubbio.
      A presto
      Prof. Anna

      • kdela scrive:

        Benissimo.
        Grazie Mille

  2. andree scrive:

    Cara Prof. Anna,
    mai sentito, lezione molto interessante.
    possiamo dire che quella è la ciliegia sulle prime lezioni relative alla proposizione oggettiva?
    Piano piano ci avviciniamo all’analisa logica. delle frasi. Sarà una sfida!
    Grazie

  3. kdela scrive:

    Una correzione: “un bell’argomento”.
    Scusa

  4. Rino scrive:

    10/10, ma non…

  5. Maria scrive:

    Cara Anna:
    Non capisco perchè la numero otto richiama il ne. Quando traduco la frase al inglese, penso che usero lo dubito. Per carita mi puo spiegare?

    • Zanichelli Avatar

      Cara Maria, la costruzione è: “dubitare di qualcosa” e non “dubitare qualcosa”, quindi è necessario usare “ne”.
      A presto

      Prof. Anna

  6. E’ stato un bel esercizio. Tante grazie Prof. Anna. María Cristina Bardi

  7. María scrive:

    Quanto brava che sei professoressa Anna! Ti amo!!!