Test di ripasso – uso del congiuntivo

Prof. Anna
congiuntivo,   grammatica,   La lingua italiana,   test,   Verbi

Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, bentrovati! Spero che abbiate passato un’ottima estate, ora rieccoci qui insieme pronti a studiare, ripassare e migliorare l’italiano.

Cominciamo questo nuovo anno sul blog ripassando l’uso di alcuni modi verbali, questo primo esercizio è dedicato a un argomento sempre un po’ complicato: l’uso del congiuntivo.

Nell’esercizio che segue dovrete coniugare in maniera corretta il verbo tra parentesi, scegliendo il modo e il tempo verbale più appropriato.

Vi invito inoltre a suggerirmi quali sono gli argomenti che vi farebbe più piacere ripassare in futuro.

Buon test!

Prof. Anna

 

Completa il testo inserendo le parole mancanti negli spazi vuoti. Al termine premi il pulsante "Correggi esercizio" per controllare se hai risposto correttamente.

1- Preferisco che tu oggi (andare) a scuola in bicicletta. 2- Preferirei che tu adesso (ascoltare) quello che ti dico. 3- Tutti sappiamo che la Terra (girare) intorno al Sole. 4- E' facile che Paolo ieri (dimenticarsi) del nostro appuntamento. 5- Sono certo che Maria domani (venire) alla mia festa. 6- Bisogna che voi (riposarsi) almeno un po' prima di partire. 7- Credevo che Lucia (vedere già) questo film il mese scorso. 8- Penso che Irina in passato non (leggere mai) questo libro. 9- Puoi guidare la mia macchina, basta che tu (stare) attento. 10- Ti assicuro che ieri Alex (fare) del suo meglio. 11- Sono contento che i miei amici ieri sera (divertirsi) . 12- Vorrei che tu (smetterla) di prendermi in giro. 13- Tuo fratello è il ragazzo più intelligente che io (conoscere) . 14- Vi ricordo che oggi (essere) il compleanno della mamma. 15- Temo che ieri Marta non (superare) .

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Commenti [139]

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  1. Annick scrive:

    Molto buono l’esercizio!Devo fare un ripasso totale del congiuntivo! Cosa mi ricommandate? Grazie!(piccolo errore nella frase 9; GUIDARE e non GIUDARE)

    • Zanichelli Avatar

      Cara Annik, grazie per la segnalazione, l’errore è già stato corretto.
      Un saluto
      Prof. Anna

  2. Peccato! Non ho potuto imprimere una pagina da sola. Ho dovuto imprimere tutte e cinque.(E non l’ho fatto, certamente!)

  3. Rino scrive:

    Perfetto!

  4. Regina scrive:

    Sempre, sempre difficilissimo. La metà delle domande erano sbagliate!

  5. profg scrive:

    Salve prof- potrebbe spiegare perché nella numero 4 la risposta non può essere ‘abbia dimenticato’?

    Grazie!

    • Zanichelli Avatar

      Cara Profg, la risposa non può essere “abbia dimenticato” perché la forma verbale da coniugare indicata tra parentesi non è “dimenticare” ma è “dimenticarsi” quindi la risposta corretta è “si sia dimenticato”.
      Un saluto
      Prof. Anna

  6. Norma scrive:

    Non posso capire come ho potuto fare tantissimi errori.Dovrò studiare seriamente la coniugazione.
    Grazie

    • Zanichelli Avatar

      Cara Norma, vedrai che la prossima volta andrà meglio, questi test hanno proprio lo scopo di farci capire cosa abbiamo bisogno di ripassare e approfondire.
      A presto
      Prof. Anna

  7. Regina scrive:

    Cara professore Anna,

    Lei ha domandato altri argomenti da suggerirLa. Per me sarebbe molto utili degli esercizi sulla concordanza dei tempi con il congiuntivo. Veramente molto difficile. Se potrebbe darci altri esercizi? Grazie tante.

    • Zanichelli Avatar

      Cara Regina, grazie del suggerimento.
      A presto
      Prof. Anna

  8. Anita scrive:

    Cara Prof.ssa Anna,
    È assoluto nessecario ripassare questo tema, perché ho commesso troppo errore (7). Solo non so, dove si trova la lesione. Vorrei rimanerla permanente nella memoria del mio IPad, perché se lo farlo, l’imparerò meglio credo io.
    Con saluti cordiali a tutti,
    Anita

  9. Anita scrive:

    Cara Prof.ssa Anna,
    Per le sue lezione consigliate da Lei, ho creato una cartella aparta per trovarle presto perché voglio impararne ripetutamente perciò lo trovo assolutamente nessecario per rimanerne bene nella memoria mia. Se risposto le domande, le commesso quasi tutte corrette, ma dopo un periodo lungo, le uso sbaglio e in questo modo spero di evitare l’errore che ho fatto nei miei commenti recenti ed in questo modo dovrà venire tutti ai sui posti secondo me. Per scrivere la verità ed anche per essercirmi, direi che io trovi incapribile che io non mai abbia visto questa importante è interessante lezione. Spero che l’ho scritto correttamente. Vado a impararne con entusiasmo per il motivo che trovo importantissimo ed anche interessante per dimostrarLei che ho già iniziato già.
    Con saluti cordiali dall’ Olanda
    Anita

  10. Cara Prof Anna
    Ho un unico dubbio. Il numero 13 – “Tuo fratello é il ragazzo più intelligente che io (conoscere)”.
    La risposta stata posta “conosca” non mi sembra giusta. Perchè?
    Penso che si il testo, invece, cominciasse con la palavra “Forse, Magari, etc”, sarei convinto che il congiuntivo “conosca” fosse usato. Cosi:
    “Forse, il tuo fratello é il ragazzo più intelligente che io conosca.”
    Ma, nella situazione(testo) del test, dove non ha dubbio (forse, magari). C’è invece una certezza, “il fratello” è giá conosciuto!
    L’indicativo (conosco) sarebbe meglio applicato, secondo me. Voglio un commento vostro, per piacere.
    Grazie. A presto.
    Antonio

    • Zanichelli Avatar

      Caro Antonio, quando nella frase precedente a una proposizione relativa c’è un superlativo relativo, la frase relativa avrà il congiuntivo: “tuo fratello è il ragazzo più intelligente (superlativo relativo) che io conosca (frase relativa con congiuntivo)”, per ripassare questo argomento di consiglio di leggere: http://www.zanichellibenvenuti.it/wordpress/?p=4895
      A presto
      Prof. Anna

  11. Anita scrive:

    Cata Prof.ssa Anna,
    Dopo aver studiato veramente bene la lezione che mi ha consigliato, mi piace enorme raccontarLei che non abbia commesso un’errore. Ma intuitivamente sento che io debba studiarla ripetutamente al fino il momento che so da dirne mentre sto dormendo. Questa è un’espressione l’olandese che ho traveduto direttamente in’italiano. E non so, oppure è detto anche in italiano, ma ne provo, perché ho deciso non spesso di cercare in dicionario e usare la mia intuizione. Mi sono accorto che risciò seguire di più che sia detto in tv senza usare i sottotitoli dell teletext. Credo che il filet de pollo ripieno con il pesto ruccola mi anche ha servito. In ogni caso, mi ha gusto ottimo. Con saluti cordiali dall’Ollanda
    Anita

    • Zanichelli Avatar

      Cara Anita, questa volta, invece che farti ripassare un argomento, riscriverò il tuo commento correttamente così tu potrai confrontare il testo corretto con quello che hai scritto tu e capire cosa hai sbagliato: “Cara Prof.ssa Anna, dopo aver studiato veramente bene la lezione che mi ha consigliato, mi piace enormemente raccontarle che non ho commesso nessun errore, ma intuitivamente credo di doverla studiare ripetutamente fino a quando non riuscirò a ripeterla anche mentre sto dormendo, questa è un espressione che abbiamo in oladese e che ho tradotto direttamente in italiano senza sapere se in italiano si dice, ma ci ho provato perché ho deciso di non consultare spesso il dizionario ma di usare la mia intuizione. Mi sono accorta che riesco a seguire sempre di più quello che viene detto in tv senza usare i sottotitoli. Credo che il filetto di pollo ripieno di pesto di rucola mi abbia aiutato, in ogni caso aveva un ottimo sapore. Cordiali saluti dall’Olanda”. Se c’è qualche errore che non capisci o vuoi dei chiarimenti o delle spiegazioni scrivimi pure.
      Un saluto e a presto
      Prof. Anna

  12. Cara Prof Ana
    Grazie! Ho guardato il Link consigliato da voi (congiuntivo/superlativo).
    Un saluto e a presto
    Antonio

  13. Anita scrive:

    Cara Prof.ssa Anna,
    Perciò ho un’influenza nella testa mia, e sono uscita dalla casa mia troppo presto, ho un malaise generale nella testa mia e aspetto il mio recupero. Avevo voluto correggere i miei errori, ma farerò quando mi sento meglio. Lei ringrazio per questa sorpresa. Mi piace di farli. Saluti cordiali dall’Olanda e spero a presto
    Anita

    • Zanichelli Avatar

      Cara Anita, mi raccomando riposati e pensa solo a rimetterti in forma.
      Un saluto
      Prof. Anna

  14. Anita scrive:

    Cara Prof.ssa Anna,
    Ecco le mie correzione, che Lei ma ha chiesto nel suo commento no. 18:
    Cara Prof.ssa Anna
    Dopo aver studiato la lezione molto bene, che mi abbia consigliato, mi piace tanto raccontarLei, che abbia commesso nessun’errore, ma sento che debba studiarla fino al momento che so di usare queste regole mentre sto dormendo. ( spero di aver espresso mi meglio). Questa è una espressione in ollandese, che abbia tradotto direttamente in’italiano, senza di sapere, oppure l’è detto anche in’italiano, ma l’ho provato, perché ho deciso usare il vocabolario meno possibile per usare la mia intuizione spesso possibile. Mi sono accorta di riuscire seguire meglio che sia detto sul tv, senza leggere i teletex-sottotitoli. Credo, che il filetto di pollo, pieno con pesto di ruccola mi abbia aiutato. In ogni caso, mi l’ha giusto veramente bene.
    Cordiali saluti dall’Olanda
    Anita?.
    Spero di averla corretto i miei errori abbastanza bene, ma credo che siano ancora alcuni. Anche penso, che la parola “enorme”, si usa se vuole espirere per essempio un dimensione, oppure una quantità. (Questo elefante ha un dimensione enorme, oppure ha un enorme dimensione, oppure sono enorme grande). E con l’uso il verbo piacere, mi piace tanto, invece, mi piace enorme(mente) e “ti voglio tanto bene. Mi piace tanto, che mi ha fatto correggere stesso, perché anche questo proprio è imparando.
    Con saluti cordiali dall’Olanda
    Anita

    • Zanichelli Avatar

      Cara Anita, se confronti il tuo testo con il testo corretto che ti ho scritto vedrai che c’è ancora qualche errore, ma va sicuramente meglio. L’aggettivo “enorme” significa “molto grande” quidi “questo elefante è enorme”, l’avverbio è “enormemente” quindi “mi piace enormemente” ma è più comune “mi piace tanto”.
      A presto
      Prof. Anna

  15. Cara Prof. Anna:
    Ho cambiato la mia e-mail. Per caritá potreste inviarmi le lezioni a mi nuovo mail?
    Grazie tanti.
    Marta

    • Zanichelli Avatar

      Cara Marta, puoi iscriverti con il tuo nuovo indirizzo seguendo le indicazioni in basso a destra nella pagina del blog.
      A presto
      Prof. Anna

  16. Anita scrive:

    Cara Prof.ssa Anna,
    Mi piace tanto, che L’abbia chiarito la parola “enorme” ed anche la parola “tanto”, perché mi le sono chiare ora. L’ho sentito usare sul tv, ma purtroppo n’è andata troppo veloce per me e così era già vagamente nella memoria mia, Anche mi piace leggere da Lei, né il mio Italiano sta migliorando lentamente. Anche ho studiato la lezione su questa tema ed a posteriori mi chiedo, che sarebbe la differenza fra la parola “insieme” ed “assieme”, perché penso, che la frase “Marielle ed io sono state insieme/ assieme a Anvers in Belgio”, sono usato entrembi corrette.
    Con cari saluti dall’Olanda
    Anita.

    • Zanichelli Avatar

      Cara Anita, infatti entrambe le frasi sono corrette; attenzione, si dice “usare in tv”,”vedere in tv” e la frase corretta è “Mariella e io siamo state assieme ad Anversa in Belgio”.
      Un saluto e a presto
      Prof. Anna

  17. Anita scrive:

    Cara Prof,ssa Anna,
    La mia ultima frase nel mio scorso commento, mi fa vergognare di muorire, perché vedo, che abbia dovuto scrivere che Mariella ed io siano state insieme/assieme a Anvers in Belgio nel contesto che stia scritto la. Ma anche mi piace di aver’ scoperto l’errore mio, direttamente dopo che l’abbia inviato, mentre che non sto ancora così bene, come vorrei, ma lentamente mi va già meglio e avevo voluto che ne andasse un po presto, ma i l’incontrario e la verità e accettola, ma mi sento già meglio di un settimana fa. Solo ho ancora mal di gola e un po la febbre. Anche userò la parola influenza, come Lei ha corretto. Anche Lei parla l’inglese bene, come faccio, ma se ne parla con gli australiani, si deve abituare al modo parlanola, perché abbreviano molto le parole, come ho fatto con la flu, invece l’influenza. Anche per essempio: la parola “umido”, dicono “hum” e ho dovuto pensare un periodo lungo, come significarebbe e l’ho chiesto e i miei perenti australiani mi hanno chiarito tutti perché sono stati due mese in’Olanda. Se parlano insieme senza me e ne sento, non capisco niente mentre ho studiato l’inglese per 10 anni. N’era stata un esperienza grande ed anche confusionata.
    Anche questo mi ricordavo immediamente e volevo anche condividere con voi tutti.
    Con saluti cordiali dallOlanda di nuova
    Anita

  18. Anita scrive:

    Cara Prof.ssa Anna,
    Ho letto un parte sulla parola “sacco” in vocabolario “Treccani” e in Italiano, come anche in ollandese le hanno veramente molti significati e credo che si possa ridere su questa parola. Ho dovuto ridere sulla parola “sacco patate”, perché conosciamo anche quando scriviamo qualcuno per stupido, oppure ” una persona non intelligenta. Così fu successo circa vent’anni fa, che mia madre avesse chiesto la commessa per un sacco (una tasca) grande. ( anche conosciuto in ollandese per (“stupido grande”), Disse la commessa:”dietro l’ho visti e tornerò subito”. Ma abbia durato almeno dieci minuti, quando tornasse con la tasca di plastica e prima io seppi, abbia detto la commessa:” tutti il tempo che Lei sia stata dietro, ho pensato che Lei tornerebbe con il suo capo”. Abiamo riso da muorire. Sempre sembra oppure un angolo siede sulle spalle mie e grida queste cose nel mio orecchio. Così spontaneamente mi l’accadano e anche questo volevo convivere con voi tutti.
    Ho ancora una storia umoristica su questo oggetto, ma è solo per adulti e quando ho trovato le parole perbene, ne racconterò e lascio a Lei, oppure sia adatto per pubblicarla o non. Mi sembra il migliore. Che gliene pare?
    Spero di essere stata divertente di nuova, vi tutti saluto dalla cuore mio
    Anita dall”Olanda

    • Zanichelli Avatar

      Cara Anita, la tua storia è veramente divertente, la condivido volentieri con tutti i lettori, anche in italiano si può usare “sacco di patate” per descivere una persona pigra. Fai sempre attenzione alle concordanze, per esempio “una persona intelligente” e “vi saluto tutti dal mio cuore”.
      A presto
      Prof. Anna

  19. Anita scrive:

    Cara Prof.ssa Anna,
    Mi piace tanto, che sto imparando le parole e gli impressioni giusti da voi e volentieri ne dimostrerò sulla sua volta e fra nel tempo devo scriverli nella memoria del mio iPad, perché non vorrei dimenticarli. Per questo la mia gioia è troppo grande. Il mio piede sinistro va pezzo per pezzo meglio. Volevo dire lentamente e ho usato la mia intuizione. Ho una domanda: la parola”presso”, che Lei ha scritto in un’altra lezione, come è usata correttamente; in contesto della distanza come vicino o più in vicino, per essempio, “presso la mia casa, è venuto un negozio per biciclette. Questo negozio si trova sulla distanza di 30 metri dalla casa mia. Ma l’autostrada è in vicino della mia casa. È sulla distanza di 1,2 chilometri dalla casa mia. Ho scritto, com’è nel mio pensando. Mi piace raccontare anche le cose humoriste sulla tema per adulti, ma con questo preferisco usare le parole per bene e l’è troverò certamente. Quando vedo miei parenti tedeschi, ridiamo oggi ancora da muorire sul mio padre. Nel frattempo posso fare questa storia pubblicato, perché porme già vent’anni in un pigiama di rovere, oppure fosse emigrato in Signore, se vuole avergli in sua compagnia, ma ancora devo credere, oppure sia vero.Ha, ha, ha, ha 😉 Un lungo periodo ho dubbiato, oppure avessi scelto per diventare una commediante, oppure una fotografa ed ora ho le dubbie di nuova, quando penso agli scherzi che faro così spontaneamente.
    Ora vi saluto tutti dal mio cuore
    Anita

    • Zanichelli Avatar

      Cara Anita, “presso” come avverbio significa “nelle vicinanze, vicino a, accanto a”, la frase corretta sarebbe “ha aperto un negozio per biciclette presso casa mia”; non ho capito bene la storia che hai raccontato, prova a riscrivermela usando altre parole. Comunque non è mai troppo tardi per intraprendere una nuova professione!
      A presto
      Prof. Anna

  20. Anita scrive:

    Cara Prof.ssa Anna,
    Appena dopo aver inviato il mio scorso commento, ho scoperto, che avessi dovuto scrivere che abbia i miei dubbi, invece di avere le dubbie. Di nuovo mi vergogno, perché volentieri dimostro che il suo lavoro non è per nulla. Miei saluti dalla cuore mio di nuovo a voi
    Anita

    • Zanichelli Avatar

      Cara Anita, è molto importante accorgersi dei propri errori, brava!
      Un saluto
      Prof. Anna

  21. kdela scrive:

    Buongiorno – Buonasera

    come ho detto, ho gia’ scoperto questo ottimo sito che mi aiuta nello studio e nell’esercitazione del congiuntivo.
    Allora le frasi 7 e 8: nella frase 8- e’ piu’ chiaro, per me, perche’ si deve usare il congiuntivo passato, pero’ nella frase 7–
    capisco che quando il tempo della frase principale e’ in imperfetto- si deve usare il congiuntivo imperfetto nella seconda frase, ma la significa sia uguale, penso..
    neanche non c’e’ una contemporaneita’- “credevo che ..avesse gia’ visto..il mese scorso”-avrei potuto pensare che anche questa frase(numero 7)- sara’ con il congiuntivo passato.
    Se, per favore, puo’ spiegarmi – La ringrazio moltissimo.

    Grazie

    kdela

    • Zanichelli Avatar

      Cara Kdela, in entrambi i casi abbiamo un rapporto di anteriorità tra reggente e subordinata che è suggerito da -il mese scorso- e -in passato-: nella frase 7 la reggente è all’imperfetto e la subordinata al congiuntivo trapassato (avesse visto), nella frase 8 la reggente è al presente e la subordinata al congiuntivo passato (abbia letto). Spero di aver chiarito il tuo dubbio.
      A presto
      Prof. Anna

  22. Anita scrive:

    Cara Prof.ssa Anna,
    Mi sono accorto più spesso che mi fosse accorto i mie errori e l’ho coretti immediamente, dopo aver inviata e sono orologia da.
    Spero di spiegarLei ora chiaramente che ho mentito con:”presso la mia casa e vicino la mia casa. Vorrei sapere la differenza fra le entrambe cose. Sulla distanza di circa 20 metri è venuto un negozio delle biciclette e sulla distanza di 1.2 chIlometro c’è la autostrada e da leggere dalla lezione su questa tema, credo, ma non sono sicura sulle seguente: Presso la mia casa è venuto un negozio per biciclette (distanza di ca 20 metri), mentre anche vicino la mia casa c’è l’autostrada(1,2 chilometro). Spero di l’aver spiegata bene. In questo modo ho imparato anche la lingua tedesca dopo l’anni scuolastici nella pratica in Germania fra le genta laggiù ed a volte abbiamo quasi sporcato i nostri abilgamenti. Ed ora le gente laggiù non credono mi che vengo dall’ Olanda quando le dico. Secondo loro dico nonsenso. Poi lascio perderlo per la facilità.
    Cari saluti dal mio cuore a vi tutti
    Anita dal’Olanda

    • Zanichelli Avatar

      Cara Anita, “presso” significa “vicino a”, quindi hanno lo spesso significato: “presso casa mia” = “vicino a casa mia”.
      A presto
      Prof. Anna

  23. kdela scrive:

    Grazie mille la Prof. Anna

    allora siccome le due frasi sono al passato- l’unica differenza e’ come “tecnico”?-
    quando c’e’ l’imperfetto “credevo”- si mette il ‘congiuntivo trapassato’
    e quando la frase e’ al presente- si mette il ‘congiuntivo passato’
    (quando si deve mettere il congiuntivo -come alle questi due frasi)?

    In ogni caso.. sto continuando a studiare il congiuntivo
    da questo ottimo sito e le suoi spiegazioni

    un saluto
    kdela ( ;

    • Zanichelli Avatar

      Cara Kdela, è come di tu se si vuole esprimere un rapporto di anteriorità tra reggente e subordinata.
      Un saluto
      Prof. Anna

  24. Benritrovata Prof. Anna, solo oggi ho visto il msg in cui mi ha avvisato del nuovo sito, e presto tornerò a porle domande sul congiuntivo…Oggi mi limito a salutarla e a chiederle se d’ora in avanti bisogna porre le domade solamente qui o anche nell’altro sito. Cordiali saluti e buona giornata.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Stefano, benvenuto sul nostro nuovo sito, da ora in poi puoi scrivermi qui.
      A presto
      Prof. Anna

  25. Salve Prof. Anna, potrebbe correggermi, eventualmente, queste 2 frasi? Possibile che ogni volta che mi alzavo avessi sempre mal di schiena? Possibile che ogni volta che mi alzo io debba avere mal di schiena? A me sembrano corrette, però ho dei dubbi. Grazie e buonasera.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Stefano, le frasi sono corrette.
      A presto
      Prof. Anna

  26. Buona sera gentilissima Prof. Anna, sempre grazie per le sue risposte preziose ed esaurienti. Oggi sarò più rapido che mai: tecnicamente, qual’è la frase più corretta tra le seguenti? vorrei/volevo sapere se domani potrebbe, potesse, poteva passare a prendermi? tralasciando che forse la più corretta è volevo sapere se domani potrà passare a prendermi. Un saluto e alle prs domande.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Stefano, la frase introdotta da “se” è un’interrogativa indiretta, questo tipo di proposizioni possono avere l’indicativo, il congiuntivo per sottolineare il valore dubitativo della frase o il condizionale, per sottolineare che quanto espresso nell’interrogativa è soggetto a condizione, nella frase che mi scrivi io userei l’indicativo: “vorrei sapere se domani può passarmi a prendere”, “volevo sapere se domani può passarmi a prendere”; ti consiglio questo articolo sulla scelta del modo verbale nelle interrogative indirette: http://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2015/11/05/la-frase-complessa-le-interrogative-indirette-seconda-parte/. Attenzione: si scrive “qual è”.
      A presto
      Prof. Anna

      • Buonasera Prof .Anna, molte grazie per la risposta e anche per la correzione di qual è…Forse dovrei rivolgermi solo a lei, anzichè fare domande anche su Answers, dove tanti mi confondono, ma va bene così… Sarebbe possibile sapere se questa frase è corretta? Sei sicuro che non ci sia nessuno che abitasse qui tanti anni fa? E, in generale, dopo niente e nessuno ci va sempre il congiuntivo o solo in determinati casi? Grazie e arrivederci e buona serata..

        • Zanichelli Avatar

          Caro Stefano, se un pronome indefinito negativo (per esempio: niente, nessuno) è seguito da una frase relativa (come in questo caso), la frase relativa avrà il congiuntivo; sarebbe però più corretto scrivere: “sei sicuro che non ci sia nessuno che abbia abitato qui tanti anni fa?”.
          A presto
          Prof. Anna

  27. carmen scrive:

    Sono molto contenta con questa “scuola”, benchè a volte troppo difficile per me.
    Tante grazie.

    Mi piacerebbe imparare di giardini, fiori, e tutto questo

    • Zanichelli Avatar

      Cara Carmen, benvenuta su Intercultura blog! Se hai dubbi o domande non esitare a scrivermi.
      Un saluto e a presto
      Prof. Anna

  28. Giuseppe scrive:

    Buon giorno professoressa.
    E’ più corretto scrivere:
    “Per quanto concerne la matematica ricreativa,ritengo che quelli scritti da Martin Gardner, bastano e soverchiano”.
    Oppure:
    “Per quanto concerne la matematica ricreativa,ritengo che quelli scritti da Martin Gardner, bastino e soverchino.

    e ancora:
    “Per quanto concerne la matematica ricreativa,ritengo che quelli scritti da Martin Gardner, bastano e avanzano”.
    oppure:
    “Per quanto concerne la matematica ricreativa,ritengo che quelli scritti da Martin Gardner, bastino e avanzino”.

    Resta sottinteso che sto parlando dei libri scritti dal noto divulgatore americano.

    E tra “soverchiare” e “avanzare” qual è più attinente?

    Grazie per l’attenzione. Cordialmente.Giuseppe

    • Zanichelli Avatar

      Caro Giuseppe, dopo il verbo “ritenere” è corretto usare il congiuntivo; meglio usare “avanzare”: “bastino e avanzino”, non è corretta invece la virgola prima di questi due verbi, perché il soggetto “quelli” dai predicati.
      Un saluto
      Prof. Anna

  29. Buonasera Prof Anna, ben ritrovata. Sarebe possibile sapere se è corretto dire ho bisogno di qualcuno che si mostri per quello che è e non di qualcuno come te che rimanga nell’ombra? Grazie e buona serata.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Stefano, il primo congiuntivo è corretto, mentre userei l’indicativo nella seconda parte “e non di qualcuno come te che rimane nell’ombra” poichè presenti un fatto oggettivo.
      Un saluto
      Prof. Anna

  30. Marcella scrive:

    Ottima esercitazione. …nessun errore

    • Zanichelli Avatar

      Brava Marcella, ottimo risultato!
      A presto
      Prof. Anna

  31. Buongiorno Prof Anna, sarebbe possibile sapere se sono corrette queste frasi con il congiuntivo generato da una causa fittizia? L’azienda ha chiuso non xké sia mancato lavoro ma xké ci sono stati altri problemi; non mi sono arrabbiato xké mi abbiano escluso ma xké mi hanno preso in giro; non mi ero presentato non xké fossi svogliato ma xké non mi sentivo all’altezzza; non mi sono arrabbiato xké mi avevano escluso ma xké mi avevano preso in giro. Nell’ultima frase i verbi non concordano e vorrei sapere se è comunque proponibile. Saluti e alla prossima.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Stefano, la prima frase è corretta, le altre corrette: “non mi sono arrabbiato perché mi hanno escluso, ma perché mi hanno preso in giro” oppure “non mi sono arrabbiato perché mi avevano esluso, ma perché mi avevano preso in giro” ed è corretta la frase “non mi ero presentato, non perché fossi svogliato, ma perché non mi sentivo allìaltezza”, in conclusione il congiuntivo è necessario per esprimere causa fittizia se introdotto da “non perché”.
      Un saluto
      Prof. Anna

  32. Buonasera Prof. Anna, ben ritrovata, dopo tanto tempo. Sarebbe possibile sapere se con è capitato che si deve usare congiuntivo imperfetto o passato? Lo chiedo perché tempo fa mi disse che con ho pensato che si deve dire ad es. ho pensato che fosse in ritardo. é capitato che fosse in ritardo o che sia atato in ritardo o possono andare bene entrambi e qualora si potesse usare anche il congiuntivo passato come mai in questo casi si e nell’altro no? A presto e grazie.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Stefano, secondo le regole sulla concordanza dei tempi, se la subordinata è contemporanea alla reggente e quest’ultima è al passato (ho pensato, è capitato) il verbo della subordinata sarà coniugato al congiuntivo imperfetto: ho pensato che fosse in ritardo, è capitato che fosse in ritardo, non sarebbe corretto usare il congiuntivo passato. Per ripassare le regole sulla concordanza dei tempi, ti consiglio questi articoli: http://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2012/10/18/la-concordanza-dei-tempi-con-il-congiuntivo-1/; http://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2012/10/31/la-concordanza-dei-tempi-con-il-congiuntivo-2/.
      A presto
      Prof. Anna

      • Buonasera Prof. Anna e grazie per la risposta, sempre solerte e puntuale. Stasera vorrei chiarire melgio un concetto che fatico a capire, ovvero l’utilizzo del congiuntivo in casi di frasi riferite a fatti molto remoti. Tempo fa mi disse che riferito a un evento molto remoto è meglio dire ad es. non ricordo quano abbia fatto quella cosa e sono d’accordo. Solo che non sempre viene spontaneo dire così. Spesso risolvo tutto facilmente utilizzando il passato remoto: non ricordo in quella lontana occasione come giocò la squadra; non ricordo come misero a posto quella situazione scabrosa. Insomma, intendo che se mi riferisco a qualcosa accaduto oltre 20 anni fa, se non voglio usare il passato remoto, mi viene poco spontaneo dire non ricordo come in quella lontanissima occasione abbiano risolto la situazione. Dire non ricordo come mettessero a posto quella situazione è totalmente errato o è passabile? la ringrazio per l’attenzione e la saluto.

        • Oppure non ricordo come avessero messo a posto la situazione? saluti

        • Zanichelli Avatar

          Caro Stefano, le frasi che mi scrivi rette da “non ricordo” e introdotte da “quando” o “come” sono interrogative indirette, queste frasi possono avere sia l’indicativo sia il congiuntivo, quindi è corretto sia usare il passato remoto indicativo sia il passato congiuntivo, il congiuntivo imperfetto si può usare se l’azione ha valore durativo mentre il congiuntivo trapassato si usa solo in dipendenza da un verbo al passato, in questo caso invece è al presente (non ricordo), nella frase che mi scrivi è preferibile il congiuntivo passato.
          Un saluto
          Prof. Anna

          • Molte grazie per la risposta molto chiara ed esaustiva, e potrebbe farmi un es.con utilizzo del congiuntivo imperfetto con l’azione che ha valore durativo? La saluto e le auguro buona serata.

          • Zanichelli Avatar

            Caro Stefano, per esempio: “credo che da piccolo andasse male a scuola”.
            Un saluto
            Prof. Anna

      • Salve Prof. Anna, per quanto riguarda subordinata contemporanea alla reggente (ieri ho pensato che fosse in ritardo), ok. Per quanto riguarda invece subordinata anteriore alla reggente, vale la stessa regola? Ieri sera ho pensato che alla mattina non fosse andato a scuola. Però con è capitato che ho ancora qualche dubbio, perché in fondo esprimo dei fatti accaduti. In passato è capitato che queste due persone non mi ascoltassero, oppure non mi avessero ascoltato, se intendo subordinata anteriore a reggente, sono corrette? E in questi casi usare il presente con le subordinate è totalmente scorretto? Sento tanti che dicono è capitato che abbia sentito certe cose, quindi sbagliano, evidentemente, vista la regola. Ultima cosa: se dico invece mi è o era capitato di uscire con una o qualcuna che non mi ha o aveva capito è corretto perché l’infinito annulla il congiuntivo? Spero di essermi spiegato decentemente. grazie e a presto.

        • Zanichelli Avatar

          Caro Stefano, per esprimere anteriorità in dipendenza da un verbo al passato ci vuole il congiuntivo trapassato (ieri sera ho pensato che non fosse andato a scuola), nella frase “è capitato che queste due persone non mi ascoltassero” le due frasi sono contemporanee, per esprimere anteriorità si dovrà dire “è capitato che queste due persone non mi avessero ascoltato”; usare l’indicativo nella relativa introdotta da “che” è corretto.
          Un saluto
          Prof. Anna

  33. Buonasera Prof. Anna, molte grazie per le risposte precedenti e stasera vorrei proporle due frasi simili che mi creano qualche dubbio: mi chiedo se sappia che effetto sta o stia facendo il fumo che respira? Mi chiedo se sappia l’effetto che sta o stia facendo il fumo che respira?
    Mi chiesi se sapesse l’effetto che stesse o stava facendo il fumo che respirava; mi chiesi se sapesse che effetto stesse o stava facendo il fumo che respirava? Grazie per l’attenzione e buona serata.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Stefano, le frasi introdotte da -se- sono interrogative indirette quindi sono corretti sia l’indicativo sia il congiutivo, mentre quelle introdotte da -che- sono relative che in questo caso non necessitano del congiuntivo.
      Un saluto
      Prof. Anna

      • Saluti Prof. Anna, credo di avere le idee più chiare dopo tutte le sue spiegazioni minuziose. Anche se di rado utilizzo certe modalità di espressione, mi sono ormai fissato su certi particolari inerenti all’utilizzo del congiuntivo, anche se mi rendo conto che spesso giro sempre su certe cose….Riguardo alle interrogative indirette credo di aver ormai recepito e mi sto abituando a utilizzare sempre il cong.passato anche riferito a casi iper remoti. Ed a utilizzarlo solo nei due casi che mi ha consigliato: credo che andasse male a scuola oppure non ricordo se scherzasse o se fosse serio. I dubbii di oggi riguardano queste 2 frasi: avevo fatto tutto questo affinchè fosse convinto che non lo avevo o avessi preso in giro? Avevo fatto tutto questo affinché potesse pensare che tutto quello che avevo fatto finalmente lo avevo o avessi fatto per un preciso motivo? In questi 2 casi esprimo un’ipotesi per cui credo sia doveroso il congiuntivo, però le 2 frasi potrebbero anche essere interpretate non come un’ipotesi. Mi affido ai suoi consigli. Un saluto e alla prossima.

        • Zanichelli Avatar

          Caro Stefano, per quanto riguarda la prima frase puoi usare l’indicativo (che non lo avevo preso in giro) perché la frase è retta da “essere convinto”, anche nel secondo caso è corretto l’indicativo (lo avevo fatto) se il verbo “pensare” (potesse pensare) significa “essere convinto”.
          Un saluto
          Prof. Anna

          • Buongiorno Prof.Anna, grazie per le risposte. Se però invece di dire affinchè fosse convinto e potesse pensare dicessi affinchè ipotizzasse e potesse ipotizzare, devo usare poi il congiuntivo e chiaramente dovrei togliere il finalmente? Volevo poi sapere se con non ho mai capito perché si può usare anche il congiuntivo passato e non solo l’imperfetto o trapassato. Non ho mai capito perché l’azienda abbia chiuso; non ho mai capito perché lo chiamino così. Non so se bisogna ragionare come nei casi di ho pensato che e è capitato che. Il fatto è che nel secondo caso la situazione è anche attuale, nel senso che mi riferisco a una persona che chiamavano e chiamano tutt’ora in un certo modo. Grazie e alla prossima.

          • Zanichelli Avatar

            Caro Stefano, la tua ipotesi è corretta, perquanto riguarda “non ho mai capito” si tratta di una reggente al passato, quindi se la dipendente è anteriore e vogliamo usare il congiuntivo diremo “non ho mai capito perché l’azienda avesse chiuso”, se invece la reggente è al presente, possiamo usare il congiuntivo passato “non capisco perché l’azienda abbia chiuso”, si usa il presente in dipendenza di un passato (non ho mai capito perché lo chiamino o chiamano così) se i fatti sono realizzati nel presente rispetto al momento in cui si parla o si scrive.
            Un saluto
            Prof. Anna

          • Buonasera Prof. Anna, grazie ancora per i consigli perchè ogni volta imparo qualche particolare, piccolo o fondamentale che sia. E che non può che migliorare il mio modo di esprimermi. Vorrei che, eventualmente, mi correggesse anche la forma generae in cui mi esprimo, aldilà delle frasi che propongo. Stasera le sottopongo due rapide questioni: qualche delucidazione sul verbo intuire, che se non erro dovrebbe richiedere il congiuntivo. Come mai, sento spesso dire avevo intuito che qualcosa non andasse, avevo intuito cosa avesse in mente. E poi si dice avevo intutito che c’era qualcosa che non andava. Infine, mi sarebbe utile che mi facesse qualche esempio di congiuntivo presente e passato abbinati al condizionale, che di norma richiede il cong. imperfetto. Mi viene in mente in questo modo non dovrebbero pensare che io sia in combutta con gli altri. Però c’è ii verbo pensare all’infinito e quindi è un caso poco convincente e a me interesserebbero eventualicasi senza infinito. La saluto e le auguro buona serata-

          • Zanichelli Avatar

            Caro Stefano, il verbo “intuire” che significa “capire in modo immediato, accorgersi” non richiede necessariamente il congiuntivo, ma non è un errore usarlo se si vuole dare per esempio una sfumatura più soggettiva all’intuizione stessa. Per quanto riguarda le reggenze del condizionale, ti consiglio questo articolo sul condizionale nelle frasi indipendenti: http://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2016/12/01/il-condizionale-nelle-frasi-indipendenti/.
            Un saluto
            Prof. Anna

  34. Buonasera Prof. Anna, un caro saluto ed è sempre un piacere scriverle e poter fare affidamento sui suoi consigli. Oggi vorrei sapere se penso bene a riguardo di questa frase: non hai mai pensato (reggente) che potesse essere (dipendente contemporanea alla reggente) che avessero mentito (subordinata anteriore alla reggente). Vorrei che eventualmente mi correggesse specificando il tipo di subotrdinata, grazie e buona serata.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Stefano, i tempi verbali sono corretti, ma il periodo risulta un po’ macchinoso e complicato, sarebbe più chiaro e semplice dire “non hai mai pensato che mentissero (se vuoi contemporaneità) o che avessero mentito (se vuoi anteriorità)?”.
      Un saluto
      Prof. Anna

  35. Mi scusi dimenticavo: gradirei sapere se è sensata la stessa frase con la secodna dipendete posteriore alla reggente: in quella situazione non hai mai pensato che potesse essere che si sarebbero messi d’accordo? O forse meglio che avrebbero potuto mettersi d’accordo: saluti e a presto.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Stefano, come detto nel commento precedente, ti consiglio di semplificare e scrivere: “non hai mai pensato che si sarebbro messi d’accordo?”.
      A presto
      Prof. Anna

      • Buongiorno Prof: Anna, se capisco una cosa che poi nella realtà si rivela errata, è corretto dire avevo capito che si trattasse di una semplice revisione e non di un totale rifacimento? In pratica sarebbe come dire, almeno credo, credevo si trattasse etc. etc. Buona giornata e alla prs.

        • Zanichelli Avatar

          Caro Stefano, è corretto.
          Un saluto
          Prof. Anna

          • Buonasera Prof. Anna e ben ritrovata: stasera vorrei tornare sul discorso relativo alle frasi che iniziano con è capitato che. Non mi è ancora chiaro se si deve usare sempre e solo il congiuntivo imperfetto o trapassato o se si può usare, in taluni cas,i anche il cong. passato, specie magari nei casi rivolti a questioni molto recenti: è capitato poco fa che lui abbia mentito. Un saluto.

          • Zanichelli Avatar

            Caro Stefano, in presenza di una reggente col verbo al passato (è capitato) che regge il congiuntivo, per esprimere contemporaneità è necessario il congiuntivo imperfetto, per esprimere anteriorità è necessario il congiuntivo trapassato. Non si usa il congiuntivo passato.
            Un saluto
            Prof. Anna

  36. Buonasera Prof. Anna e grazie ancora per i consigli. Quindi non va mai usato il cong. passato e ora finalmente l’ho capito. Potrebbe per favore correggermi queste frasi?:Spesso era capitato che avessero parlato di quanto era o fosse successo; in quel periodo a volte rimpiangevo quanto fossi stupido a non ascoltare quello che mi dicevano; ogni tanto rimpiangevo quanto fossi stato stupido a non aver ascoltato quello che mi aveva raccomandato; in quella occasione spesso mi maledivo per quanto fossi insensibile. in quel periodo spesso avevo rimpianto quanto mi avessero detto la ringrazio e le auguro buona serata.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Stefano, il verbo “rimpiangere” si riferisce a qualcosa accaduto nel passato, precedente all’atto stesso del rimpiangere, anche dal punto di vista del significato eliminerei “quanto fossi stato stupido” perché non è questo che rimpiangi, ma rimpiangi “di non aver ascoltato quello che mi aveva raccomandato”, oppure puoi cambiare l’ordine delle frasi, dicendo “in quel periodo a volte pensavo a quanto fossi ( o ero) stato stupido e rimpiangevo di non aver ascoltato quello che mi avevano raccomandato”. Non capisco il senso della frase “spesso avevo rimpianto quanto mi avessero detto”. Nelle ultime due frasi puoi usare l’indicativo.
      Un saluto
      Prof. Anna

      • Buonasera Prof. Anna, con spesso avevo rimpianto quanto mi avessero detto, intendo dire che spesso avevo rimpiando dei consigli ricevuti in precedenza a quando ho rimpianto. Se invece mi riferissi a consigli ricevuti e rimpianti contemporanei a quando rimpiangevo direi spesso in quel periodo rimpiangevo quanto mi dicessero. Non deve fare tanto caso al senso delle frasi, anche se cerco di renderle più logiche possibili, perché mi interessa solamente migliorare i verbi e i tempi. In questa frase come in altre mi pare di aver dato retta ai suoi consigli quando mi dice di usare determinati verbi a seconda se voglio una subordinata anteriore eo contemporanea alla reggente. Non ho capito perché dovrei eliminare quanto fossi stato stupido e perché non sarebbe questo che rimpiango, dato che invece è questo che rimpiango. Infatti poi lei mi ha posto la frase in un’altra maniera ma sempre con subordinata anteriore alla reggente. Insomma nella frase a volte rimpiangevo,in un caso ho messo subordinata contemporanea alla reggente, per cui rimpiangevo quanto fossi stupido a non ascoltare quello che mi dicevano in quel periodo, mentre nelle frase seguente mi riferisco ad un periodo molto antecedente e quindi credo si debba dire a volte in quel periodo rimpiangevo quanto mi avevano detto l’anno precedente. Spero di essere minimamente chiaro, ma non è semplice. Di base vorrei sapere se il verbo rimpiangere, come stato d’animo, può accettare il congiutivo e infatti ancxhe lei lo ha utilizzato in un caso dove mi ha messo tra parentesi che potrei usare pure l’indicativo imperfetto. Mi affido sempre alla sua competenza, e magari se potesse scrivermi le frasi che ho proposto, nel modo in cui le direbbe lei, aggiungendo pure se ci può stare come alternativa il congiuntivo, mi farebbe un favore. Un cordiale saluto e buona serata.

        • Zanichelli Avatar

          Caro Stefano, con il verbo “rimpiangere” non è necessario il congiuntivo, puoi tranquillamente dire “in quel periodo rimpiangevo quello che mi dicevano”, per l’anteriorità “in quel periodo rimpiagevo quanto mi avevano detto”.
          Un saluto
          Prof. Anna

          • Buonasera Prof. Anna, quindi dovrei dire rimpiangevo quanto ero stupido, se intendo la subordinata contemporanea alla reggente, e rimpiangevo quanto ero stato stupido se intendo subordinata anteriore alla reggente, oppure in questo caso devo dire solo rimpiangevo quanto ero stupido? Comunque se il congiuntivo si può utilizzare anche x esprimere uno stato d’animo, come mai col verbo rimpiangere, che mi pare esprima uno stato d’animo bello forte, non si dovrebbe utilizzare? Vorrei poi capire come mai in taluni casi le frasi non sono proponibili in tutti e 3 i modi, ovvero anteriorità contemporaneità e posteriorità. un saluto e alla prossima-

          • Zanichelli Avatar

            Caro Stefano, scusa se non sono stata chiara, in questo caso il congiuntivo non è necessario perché si tratta di una relativa (introdotte da: “quello che” e “quanto”), mentre se avessimo una frase introdotta dalla congiunzione “che” (rimpiango che) allora sarebbe necessario usare il congiuntivo. Non capisco a quali casi ti riferisci. Pui farmi un esempio?
            Un saluto
            Prof. Anna

  37. Buona sera Prof. Anna, di nulla si deve scusare, ci mancherebbe!! dalla sua risposta ora mi è tutto più chiaro: il verbo rimpiangere, che esprime un chiaro stato d’animo, richiede il cong.con il che (rimpiangevo che non mi avessero creduto), mentre se è abbinato ad una relativa sid eve usare l’indicativo, mi corregga se ho inteso male. per quanto concerne il fatto che non tutte le frasi siano proponibili nei 3 tempi, ora me ne viene in mente una sola, che non è chiaramente priponibile a posteriori, ma ce ne sono altre che meriterebbero un approfodnimento particolare: volevo che andasse; volevo che fosse andato e volevo che sarebbe andato che non è proponibile.
    Già che ci sono, ne approfitto per chiederle consigli sulle frasi che iniziano con se avessi la certezza che…Se avessi la certezza che studiando riuscissi o riuscirei a capire, mi metterei a farlo. se avessi la certezza che questa strada mi portasse o potrebbe portare o porterebbe dove dico io, la percorrerei; se avessi la certezza che vedermi le potrebbe o potesse giovare, non esiterei a raggiungerla Forse vano bene entrambi i modi?. Buona serata e a presto.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Stefano, dopo “avere la certezza” non è necessario il congiuntivo (a meno che la frase non sia negativa o interrogativa), quindi puoi usare il condizionale, ma anche l’indicativo, per esempio futuro: “se avessi la certezza che studiando riuscirò a capire…”.
      Un saluto
      Prof. Anna

      • Buonasera Prof. Anna e colgo occasione per augurarle Buona Pasqua. Meglio quindi evitare il congiuntivo dopo se avessi la certezza che, e in effetti il condizionale o l’indicativo mi paiono effettivamente più logici. Potrebbe farmi qualche esempio in cui va usato il cong. con frase negativa o interrogativa? Infine, volevo chiederle se, in questo sito o da qualche altra parte, c’è una sezione in cui si possa interagire con lei in tempo reale. Per quanto mi riguarda sarebbe ancora più piacevole parlare con lei e più facile fare capire quello che intendo, sennò nessun problema. Un saluto e a presto.

  38. Ben ritrovata Prof. Anna, sarebbe possibile sapere se questa frase è più logica col congiuntivo o indicativo? Mi era già capitato di sentire che diceva/dicesse cavolate.
    Vorrei poi che mi confermasse o smentisse che in certi casi, con le frasi che iniziano al passato prossimo, è corretto solo l’utilizzo del cong. imperfetto e trapassato, e in quali casi eventuali è concesso il cong. passato Ho pensato che arrivasse, è capitato che mi avesse telefonato, è successo che avesse bisogno di me…Buonasera e grazie.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Stefano, nella prima frase puoi usare l’indicativo. In dipendenza da un verbo al passato per esprimere contemporaneità si usa il congiuntivo imperfetto (e non il congiuntivo passato) e per esprimere anteriorità il conguntivo trapassato.
      Un saluto
      Prof. Anna

  39. Susy scrive:

    Salve prof Anna il Blog è molto utile per chi non conosce bene l’italiano e lei è molto disponibile, per questo la ringrazio.
    In italiano sto migliorando anche se ci sono delle piccole cose che ancora non mi sono chiare e questo non mi aiuta molto ad aprirmi a parlare con le altre persone. Qui sotto elencherò le frasi che spesso mi mettono in difficoltà …spero che mi possa aiutare a risolverle. La ringrazio in anticipo. Susy

    1 Era una mazza di baseball / mazza da baseball?
    2 E credo che se un giorno avesse deciso di ammazzarsi avrebbe/avesse trovato difficoltà anche a farsi il nodo a un cappio.

    3 Finalmente c’era qualcosa su cui avevo vinto/su cui potevo dire di aver vinto.

    4 Questo era uno dei tanto motivi per cui/perché lo detestavo

    5 Mia madre sarebbe voluta morire/ avrebbe voluto morire.

    6 Di spalle avrei scommesso tutto che fosse un uomo ( è corretta la frase? )

    7 Alle sue iridi/ ai suoi iridi

    8 Ripartiva spedita rischiando per un pelo di andare/ ad andare a finire in un muro.

    9 Guardai la porta con un fare smarrito ( è corretto?)

    10 Per poi discuterne al telefono/ a telefono.

    11 Io non so nemmeno come si facciano quelle cose/ si fanno.

    12 Erano domande a cui nessuno avrebbe potuto rispondere. ( È corretta? ).

    13 Provai ad alleggerire l’aria/ di alleggerire?

    14 Aneddoto vissuto di lì a poco / da poco tempo.

    15 ( riferendosi a una donna):
    Non riuscivo a tenergli/ tenerle ferme le spalle.

    16 Uno squarcio da dove/ dalla quale era uscita l’acqua.

    17 Sentii la mano di Mario appoggiarmisi sulla spalla/ appoggiarsi sulla mia spalla.

    18 Non si era accanto a farmi più nessuna domanda/ di farmi

    19 Ero evasa / Avevo evaso

    20 Il lupo l’avrebbe fatto visita per mangiarglisi la mano. ( corretta? )

    21 Mi chiedo se fosse/ sarebbe venuto al mio funerale. Sì che fosse/ sarebbe venuto.

    22 Le cose si erano fermate al loro posto/ al posto loro.

    23 Da dove potesse/ poteva essere caduto?

    24 Il cuore batteva, quasi a volergli scoppiare da sotto il maglione / quasi volesse scoppiarglisi sotto il maglione.

    25 Non sapevo quanto ancora sarei riuscita a resistere/ riuscissi a resistere lontana da lui.

    26 La vista sembrò spegnermisi. ( corretto? )

    27 conficcati nell’estremità/ all’estremità del palmo.

    28 Il dono della quale possedevo / di cui ero munita.

    29 Era così limpida che potevo specchiarmici. ( corretto? )

    30 ( riferendosi a una donna): Allungai la mano spostandole/ spostandogli i capelli dalla faccia.
    Lasciandole / dogli cadere i capelli sulla schiena.

    31 L’incubo dalla quale ero da poco uscita. (È corretto?)

    32 Come te lo sei fatto questa volta? ( corretta? ).

    33 I risparmi che mi avevo/ mi ero portata.

    34 chissà quanto/ quando ancora fosse/ sarebbe durato quel disappunto.

    35 Non avrebbe aspettato ad uccidere / a uccidere. Ad aprirsi / a aprirsi?

    36 Fuori più niente esisteva/ niente più esisteva.

    37 Un grosso riflettore sotto cui/ sotto il quale lui si esibiva.

    38 C’era una finestra nella quale/ dalla quale entravano i rami.

    40 Rivolse uno sguardo sui cespugli dove /da dove le foglie stormivano.

    41 Sì riferiva al momento dove/ in cui mi aveva detto che mi aveva / avrebbe sempre amato.

    42 L’unica cosa che fui capace di fare/ di cui fui capace di fare è / fu scappare.

    43 Anche se era/ fosse lo stesso per tutti quegli anni.

    44 Senza alcuna ascia ne / né arma.

    45 Le sue braccia mi si avvinghiarono al collo ( Corretta?)

    46 Tentai invano di / ad aprire gli occhi.

    • Zanichelli Avatar

      Cara Susy, ecco le tue frasi corrette:
      1- Era una mazza mazza da baseball?
      2- E credo che se un giorno avesse deciso di ammazzarsi avrebbe trovato difficoltà anche a farsi il nodo a un cappio.
      3- Finalmente c’era qualcosa che avevo vinto/che potevo dire di aver vinto.
      4- Questo era uno dei tanti motivi per cui lo detestavo.
      5- Mia madre sarebbe voluta morire/ avrebbe voluto morire.
      6- Di spalle avrei scommesso tutto che fosse un uomo ( è corretta la frase? )
      7- Alle sue iridi.
      8- Ripartiva spedita rischiando per un pelo di andare a finire contro un muro.
      9- Guardai la porta con un fare smarrito.
      10- Per poi discuterne al telefono.
      11- Io non so nemmeno come si facciano quelle cose/ si fanno (corrette entrambe).
      12- Erano domande a cui nessuno avrebbe potuto rispondere.
      13- Provai ad alleggerire l’aria.
      14- Aneddoto vissuto da poco tempo.
      15- ( riferendosi a una donna): Non riuscivo tenerle ferme le spalle.
      16- Uno squarcio da dove era uscita l’acqua.
      17- Sentii la mano di Mario appoggiarmisi sulla spalla/ appoggiarsi sulla mia spalla (corrette entrambe).
      18- Non si era accanto (non capisco “non si era accanto”, non è corretto, cosa volevi dire?) a farmi più nessuna domanda/ di farmi.
      19- Ero evasa.
      20- Il lupo le avrebbe fatto visita per mangiarle la mano.
      21- Mi chiedo se sarebbe venuto al mio funerale. Sì che sarebbe venuto.
      22- Le cose si erano fermate al loro posto.
      23- Da dove poteva essere caduto?
      24- Il cuore batteva, quasi come se volesse scoppiargli sotto il maglione.
      25- Non sapevo quanto ancora sarei riuscita a resistere lontana da lui.
      26- La vista sembrò spegnermisi.
      27- Conficcati nell’estremità/ all’estremità del palmo (corrette entrambe).
      28- Il dono che possedevo.
      29- Era così limpida che potevo specchiarmici.
      30- ( riferendosi a una donna): Allungai la mano spostandole i capelli dalla faccia.
      Lasciandole cadere i capelli sulla schiena.
      31- L’incubo dal quale ero da poco uscita.
      32- Come te lo sei fatto questa volta?
      33- I risparmi che mi ero portata.
      34- Chissà quanto sarebbe durato quel disappunto.
      35- Non avrebbe aspettato ad uccidere / a uccidere (corrette entrambe). Ad aprirsi?
      36- Fuori più niente esisteva/ niente più esisteva (corrette entrambe).
      37-Un grosso riflettore sotto cui/ sotto il quale lui si esibiva (corrette entrambe).
      38- C’era una finestra dalla quale entravano i rami.
      40- Rivolse uno sguardo sui cespugli dove le foglie stormivano.
      41- Si riferiva al momento in cui mi aveva detto che mi aveva / avrebbe sempre amato (corrette entrambe: la prima si riferisce al passato la seconda al futuro).
      42- L’unica cosa che fui capace di fare/ di cui fui capace di fare è / fu scappare.
      43- Anche se fosse stato lo stesso per tutti quegli anni.
      44- Senza alcuna ascia né arma.
      45- Le sue braccia mi si avvinghiarono al collo.
      46- Tentai invano di aprire gli occhi.
      Ti consiglio questi articoli per ripassare alcuni argomenti su cui ho notato che hai dei dubbi: http://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2012/11/22/luso-delle-preposizioni-prima-di-un-verbo-allinfinito/; http://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2012/03/15/il-periodo-ipotetico-della-realta-e-il-periodo-ipotetico-della-possibilita/; http://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2012/03/29/il-periodo-ipotetico-dellirrealta/; http://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2015/11/05/la-frase-complessa-le-interrogative-indirette-seconda-parte/;http://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2015/11/05/la-frase-complessa-le-interrogative-indirette-seconda-parte/; http://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2011/04/28/pronomi-relativi/.
      Un saluto
      Prof. Anna

      • Susy scrive:

        Tante grazie prof Anna..se non ci fosse/ sarebbe lei non so come farei.
        La frase n di 18 volevo scrivere non si era ACCINTO a farmi… comunque grazie ancora.

        Nella 21 non capisco perché non si deve usare il congiuntivo
        “Mi chiedevo se sarebbe venuto.”
        Dopo il SE non c’è bisogno del congiuntivo? Soprattutto se c’è un dubbio?
        Spero di imparare un giorno.
        Saluti..Susy

  40. Iacopo scrive:

    Salve , vorrei sapere se le mie frasi sono corrette e che differenza c’è tra le due :

    ”Credo che il signore si sbagli ” e ” Credo che si sbagli , signore ” …
    Sbaglio o entrambe le frasi sono dipendenti ?

    • Iacopo scrive:

      In più , se nelle frasi avessi messo ”sbaglia” al posto di ” sbagli” sarebbe stato errore , vero ? … le forme del congiuntivo presente e , in questo caso particolare , i verbi in ARE hanno come vocale caratteristica la i… E’ giusto il mio ragionamento ?

      • Iacopo scrive:

        E ‘giusto scrivere “Credo che (io) mi sbagli” oppure è meglio scrivere ” Credo di sbagliarmi”… Penso che la prima non sia errata, forse è meno usata come forma… Scusi di nuovo per questi dubbi aggiuntivi, ma per me è vitale importanza… Grazie e buona serata

        • Iacopo scrive:

          Penso di aver capito. Per quanto riguarda le prime frasi, se la principale esprime incertezza od opinione ( “Credo che il signore si sbagli”, il verbo credere (credo) esprime opinione ed è la principale ), allora la dipendente vuole necessariamente il congiuntivo ( “Credo che si signore si sbagli “, la subordinata è : “che si sbagli, signore”). Stesso ragionamento per la seconda frase, cioè : ” Credo che si sbagli, signore”… È tutto giusto?

          • Zanichelli Avatar

            Caro Iacopo, le tue ipotesi sono corrette.
            A presto
            Prof. Anna

        • Zanichelli Avatar

          Caro Iacopo, la prima frase non è sbagliata, ma quando c’è identità di soggetto tra reggente (io credo) e subordinata (io mi sbagli) si preferisce usare la forma implicita (di+infinito).
          Un saluto
          Prof. Anna

      • Zanichelli Avatar

        Caro Iacopo, la tua ipotesi è corretta.
        A presto
        Prof. Anna

    • Zanichelli Avatar

      Caro Iacopo, entrambi i periodi sono corretti e formati da due frasi, una principale (credo) e una dipendente (che il signore si sbagli; che si sbagli, signore), nel primo caso il soggetto della dipendente è “il signore”, nel secondo caso ci si rivolge direttamente all’interlocutore (c’è infatti il vocativo “signore” alla fine della frase) utilizzando un registro formale: “credo che (Lei) si sbagli, signore”.
      Un saluto
      Prof. Anna

  41. Noemi scrive:

    Molto carino sopratutto per me che devo lavorare con il congiuntivo!!!!!!!

  42. Buonasera Prof Anna e ben ritrovata, dopo quasi un anno dal mio ultimo ingresso….
    Vorrei chiederle se sarebbe possibile avere le idee più chiare riguardo queste frasi: ho sempre preferito lavorare con persone che non avessero avuto esperienze particolari;
    ho sempre preferito regali che si potessero toccare con mano;
    ho sempre preferito una persona che mi sostenesse sistematicamente;
    ho sempre preferito lavorare con persone che avessero le idee chiare.
    Uscendo dal contesto ipotesi-desiderio e riferendomi a fatti concreti le frasi diventano: ho sempre preferito lavorare con persone come alcune in particolare in una certa esperienza che avevano le idee chiare; ho sempre preferito una persona come un mio amico di vecchia data che mi sosteneva sistematicamente; ho sempre preferito i regali di mio zio che si potevano toccare con mano; ho sempre preferito lavorare con persone come i miei cugini che non avevano avuto esperienze particolari. Troppo complicato a mio modo di vedere ed elaborato tutto questo discorso e vorrei capire in maniera semplice e sintetica come ci si deve comportare in questi casi.Non sarebbe meglio usare sempre o il congiuntivo o l’indicativo? Grazie e arrivederci.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Stefano, bentrovato!
      Nei periodi che mi scrivi puoi tranquillamente usare l’indicativo: “ho sempre preferito lavorare con persone che hanno le idee chiare”, “ho sempre preferito regali che si possono toccare con mano”.
      Un saluto
      Prof. Anna

  43. Renato scrive:

    ” È come se Maria perdesse suo marito , che magari la ( lei ) lasciasse o che addirittura lui scappasse di casa , ecco , secondo te , lei non dovrebbe rifarsi una nuova vita ? ”

    In primis , vorrei sapere se la frase sia esatta o meno … In secondo luogo, volevo sapere che valore hanno i due ” che ” , se hanno un valenza ” relativa ” ( pronome , che , il quale ) oppure di congiunzione ? Grazie mille !

    • Zanichelli Avatar

      Caro Renato, riformulerei il periodo in questo modo: “se Maria perdesse suo marito, che (relativo) magari potrebbe lasciarla o scappare di casa, non dovrebbe rifarsi una nuova vita?”.
      Un saluto
      Prof. Anna

  44. Susy scrive:

    Cara prof.Anna ho dei dubbi.Nelle prime due frasi la parola ” a sua volta” l’ho usata correttamente?

    Le cime più alte si tuffavano nelle nuvole, che a loro volta erano/venivano penetrare da fortissimiiii raggi di luce.

    L’ombra del molo si replicava nel lago, a sua volta quella di un ragazzo seduto.

    Tra un po avrei perso la consapevolezza che stessi/ stavo sognando.

    Potevo sperare ancora in una possibilità, credere in una spiegazione logica per quello che mi era successo.

    Parlavo con Jack e adesso mi aspettavo anche che mi rispondesse/rispondeva.

    Non riuscivo a capire se fosse stato/ era piu spaventoso trovare lui ad aspettarmi o mia madre.

    Vuoi che cammini/ cammino per la casa coi paraocchi?

    • Zanichelli Avatar

      Cara Susi, ecco le tue frasi corrette: le cime più alte si tuffavano nelle nuvole, che a loro volta erano/venivano (sono corrette entrambe le possibilità) penetrate da fortissimi raggi di luce; l’ombra del molo si replicava nel lago, a sua volta quella di un ragazzo seduto (qui manca un verbo, non si capisce quello che vuoi dire); tra un po’ avrei perso la consapevolezza che stavo sognando;
      potevo sperare ancora in una possibilità, credere in una spiegazione logica per quello che mi era successo; parlavo con Jack e adesso mi aspettavo anche che mi rispondesse; non riuscivo a capire se fosse stato (corretto, esprime anteriorità)/ era (corretto, esprime contemporaneità) più spaventoso trovare lui ad aspettarmi o mia madre; vuoi che cammini per la casa coi paraocchi?.
      Un saluto
      Prof. Anna

      • Susy scrive:

        Grazie per la sua disponibilità.
        Ripeto la seconda frase:
        L’ombra del molo si replicava nel lago, a sua volta (nel lago rifletteva) quella (cioè l’ombra) di un ragazzo.
        Spero di essere stata più chiara.

        • Zanichelli Avatar

          Cara Susy, il periodo senza la frase tra parentesi non è chiaro, quindi è meglio scrivere: “l’ombra del molo si replicava nel lago, a sua volta nel lago si rifletteva l’ombra di un ragazzo”.
          Un saluto
          Prof. Anna

  45. Thomas scrive:

    Chiunque fosse/ era veramente thomas, aveva ragione.
    Qualunque fosse/ fosse stata la verità…
    A quest’ora saresti/eri già arrivata se non avessi/ avresti perso tempo.
    Se sarei stata /fossi stata sicura che dopo tutto quello che era successo sarei tornata a casa lo stesso…
    È se questo non è il sogno che stai facendo ma lo fosse quella che chiami realtà?
    Nel posto in cui mi trovavo non c’era niente che mi appartenesse/apparteneva.

    Credevo di assomigliargli/ assomigliarci (ero scappata da lui finendo poi di assomigliarci).

    Mi riempiva di coraggio e di un sommo piacere di liberazione.

    Non ne voleva proprio sapere di andarsene.
    Oppure,probabilmente, non avrei trovato niente.

    Non ne volevo più sapere(di quella storia), per il semplice motivo che avevo cominciato a provare dei sentimenti verso Anna o soltanto perché ero un codardo.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Thomas, ecco le frsai corrette: chiunque fosse veramente Thomas, aveva ragione; qualunque fosse (corretta nel presente)/ fosse stata (corretta nel passato) la verità …; a quest’ora saresti già arrivata se non avessi perso tempo; se fossi stata sicura che dopo tutto quello che era successo sarei tornata a casa lo stesso…; e se questo non è il sogno che stai facendo ma lo fosse quella che chiami realtà?; nel posto in cui mi trovavo non c’era niente che mi appartenesse/apparteneva (entrambe corrette); credevo di assomigliargli (ero scappata da lui finendo poi per assomigliargli); mi riempiva di coraggio e di un sommo piacere di liberazione; non ne voleva proprio sapere di andarsene; oppure, probabilmente, non avrei trovato niente; non ne volevo più sapere (di quella storia), per il semplice motivo che avevo cominciato a provare dei sentimenti verso Anna o soltanto perché ero un codardo.
      Un saluto
      Prof. Anna

      • Thomas scrive:

        Grazie per l’ennesimo aiuto, prof.Anna. Le sono veramente grato.
        Buona giornata.

  46. Juan scrive:

    Buonasera, ho trovato questa frase in internet, secondo lei è corretta?

    volevo sapere perchè non avessi ricevuto ancora il rimborso

    grazie mille

    • Zanichelli Avatar

      Caro Juan, in questo caso è meglio usare l’indicativo: “volevo sapere perchè non ho (oppure “hai”) ricevuto ancora il rimborso”.
      Un saluto
      Prof. Anna

    • Juan scrive:

      È un errore grave?

      • Juan scrive:

        Anche queste due frasi non sono perfettamente corrette?

        1) Volevo sapere perchè stesse scavando in giardino
        2) Volevo sapere perchè non avesse risposto alle mie precedenti lettere
        3) Volevo sapere perchè quei bambini non avessero l’acqua

        Ho trovato queste frasi in questo sito internet context reverso.net

        • Zanichelli Avatar

          Caro Juan, anche in questo caso si tratta di interrogative indirette con il verbo al congiuntivo.
          A presto
          Prof. Anna

      • Zanichelli Avatar

        Caro Juan, non è un errore, le interrogative indirette possono avere il verbo sia all’indicativo sia al congiuntivo. Per approfondire questo argomento ti consiglio il seguente articolo: http://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2015/11/05/la-frase-complessa-le-interrogative-indirette-seconda-parte/,
        Un saluto
        Prof. Anna

  47. Giovanni scrive:

    Salve professoressa.

    Potrebbe dirmi, cortesemente, se l’uso del congiuntivo è corretto nella frase che segue.

    “Non ho detto che non mi PIACCIANO quelle persone. Ho soltanto detto che sono poco ingenue”.

    Grazie,
    Giovanni

    • Giovanni scrive:

      Errata corrige: “… un po’ ingenue”.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Giovanni, meglio dire “non dico che non mi piacciano”.
      Un saluto
      Prof.Anna

  48. Mary scrive:

    Cara prof.Anna ho ripreso a studiare. È stata un’estate intensissima…spero che abbia passato anche lei una piacevole estate.
    La saluto con affetto e le lascio la mia marea di dubbi:

    Pregai il cielo che fosse/ era soltanto una bugia. Una falsa con il solo scopo di farmi del male.

    Mi alzai più velocemente che potessi.

    Prega che cambino idea.

    Però non cspii se si riferisse a me o alle due visitratrici se non avessero scelto di salire in macchina.

    Affrontato la vita con più vigore di quanto avessi osato farlo prima.

    Non avevo conosciuto nessun ragazzo che potesse somigliare a lui.

    Volevo farti credere che non ci fossero speranze.

    Avevo subito capito che era/ fosse il dottore che mi aveva salvato la vita.

    Non mi ha lasciato che ti aiutassi.

    Se mi avesse detto che mi amava sarei rimasta più contenta.

    Si era addormentata prima che arrivasse il dolce, una torta che a nessuno andava di mangiare.

    Una risposta che nemmeno lui mi sarebbe riuscito a dare.

    Perché non mi ero mai curata di sapere come fosse / era morto mio padre?

    Nonostante la confusione che ci fosse quel giorno o che c’era…

    Mi sorprese il fatto che fosse stato lui a prendere l’iniziativa di parlare.

    Dovevo fare tutto molto in fretta, prima dell’arrivo di mia mamma.

    • Zanichelli Avatar

      Cara Mary, ecco le tue frasi corrette.
      Pregai il cielo che fosse soltanto una bugia. Una notizia falsa che aveva il solo scopo di farmi del male.
      Mi alzai più velocemente che potevo. Prega che cambino idea. Però non capii se si riferiva a me o alle due visitratrici, che non avevano scelto di salire in macchina (non so se la mia intrepretazione è giusta, non mi è chiaro il significato di questo periodo). Ho affrontato la vita con più vigore di quanto avessi osato fare prima. Non avevo conosciuto nessun ragazzo che potesse somigliare a lui. Volevo farti credere che non ci fossero speranze.
      Avevo subito capito che era il dottore che mi aveva salvato la vita. Non ha lasciato che ti aiutassi. Se mi avesse detto che mi amava sarei stata più contenta. Si era addormentata prima che arrivasse il dolce, una torta che a nessuno andava di mangiare. Una risposta che nemmeno lui mi sarebbe riuscito a dare. Perché non mi ero mai curata di sapere come fosse / era morto mio padre (corrette entrambe le possibilità)?
      Nonostante la confusione che c’era quel giorno. Mi sorprese il fatto che fosse stato lui a prendere l’iniziativa di parlare. Dovevo fare tutto molto in fretta, prima dell’arrivo di mia mamma.
      Un saluto
      Prof. Anna

      • Mary scrive:

        Sì la sua interpretazione è giusta.
        Solo nella frase: ho affrontato la vita con più vigore di quanto avessi osato FARE PRIMA… il congiuntivo va bene anche se inizio la frase con Avrei affrontato?

        • Zanichelli Avatar

          Cara Mary, sì, sarebbe corretto.
          Un saluto
          Prof. Anna

  49. Mary scrive:

    Cara prof Anna le ho appena scritto…ma non so perché il mio messaggio sembra scomparso.
    Spero in un suo riscontro.
    Saluti
    Mary

  50. Fatima scrive:

    Solo due errori. Spero di migliorare.

    • Zanichelli Avatar

      Cara Fatima, è un ottimo risultato!
      A presto
      Prof. Anna

  51. Jack scrive:

    Penso che sia un buon esercizio per ripassare la grammatica.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Jack, benvenuto su Intercultura blog, se hai dubbi o domande, non esitare a scrivermi.
      Un saluto e a presto
      Prof. Anna