I verbi idiomatici 2

Prof. Anna
La lingua italiana,   Lessico,   Verbi

Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, oggi continuiamo il nostro studio dei verbi idiomatici; come abbiamo già detto, questi verbi sono usati molto spesso nella lingua parlata, sono di solito formati dal verbo e uno o due pronomi o particelle pronominali che fanno assumere al verbo un significato diverso da quello originale.

Buona lettura!

Prof. Anna

Vediamone insieme alcuni:

SENTIRSELA: è formato dal verbo "sentire" + i pronomi "SI" e "LA".

Significato → essere disposto a fare qualcosa; avere la forza o il coraggio di fare qualcosa: te la senti di guidare?; non me la sento di andare a casa da sola;

Coniugazione presente: io me la sento; tu te la senti; lui-lei se la sente; noi ce la sentiamo; voi ve la sentite; loro se la sentono; passato prossimo: io me la sono sentita; tu te la sei sentita; lui-lei se la è sentita; noi ce la siamo sentita ecc.

ENTRARCI: è formato dal verbo "entrare" + la particella "CI".

Significato → 1- con valore intensivo significa: "trovare posto, avere spazio sufficiente per stare in qualcosa", per esempio: in questa macchina c’entrano cinque persone; 2– questo significato ci interessa di più, in senso figurato significa: "avere parte, attinenza, relazione con qualcosa, essere coinvolto in qualcosa", per esempio: io non c’entro! → io non sono coinvolto in questo fatto; il tuo discorso non c’entra niente con quello che stavamo dicendo → il tuo discorso non ha attinenza con quello che stavamo dicendo; che c’entra questo con quello che è accaduto? → che relazione ha questo con quello che è accaduto?

Coniugazionepresente: io c’entro; tu c’entri; lui-lei c’entra; noi c’entriamo; voi c’entrate; loro c’entrano; con il significato 2, per esprimere il passato, usiamo il tempo imperfetto: io c’entravo; tu c’entravi, lui-lei c’entrava ecc.

VEDERSELA: è formato dal verbo "vedere" + i pronomi "SI" e "LA" .

Significato → occuparsi personalmente di qualcosa, per esempio: non ti preoccupare, per la prenotazione me la vedo io (me ne occupo io); veditela tu! → arrangiati da solo!; vedersela con qualcuno: affrontare qualcuno: con il capo te la vedi tu!; vedersela brutta: trovarsi in una situazione pericolosa, correre un rischio, un pericolo: ieri mentre tornavamo a casa ce la siamo vista brutta: una macchina stava per investirci.

Coniugazionepresente: io me la vedo; tu te la vedi; lui-lei se la vede; noi ce la vediamo; voi ve la vedete; loro se la vedono; passato prossimo: io me la sono vista; tu te la sei vista; lui-lei se la è vista; noi ce la siamo vista.

PASSARNE: è formato dal verbo "passare" + la particella "NE".

Significato → avere molte esperienze dolorose, per esempio: quante ne ha passate, poveraccio! → quante esperienze dolorose ha vissuto, poveraccio!

Coniugazionepresente: io ne passo; ti ne passi; lui-lei ne passa ecc.; passato prossimo: io ne ho passate; tu ne hai passate; lui-lei ne ha passate, noi ne abbiamo passate ecc.

PASSARLA LISCIA: è formato dal verbo "passare" + il pronome "LA" + l’aggettivo "liscia" sempre al femminile.

Significato → evitare una punizione, una conseguenza spiacevole, per esempio: non credo che la passerà liscia dopo quello che ha fatto.

Coniugazionepresente: io la passo liscia; tu la passi liscia; lui-lei la passa liscia ecc.; passato prossimo: io l’ho passata liscia; tu l’hai passata liscia, lui-lei l’ha passata liscia; noi l’abbiamo passata liscia ecc.

PASSARSELA: è formato dal verbo "passare"+ i pronomi "SI" e "LA".

Significato → vivere, essere in derminate condizioni, anche con particolare riferimento alle condizioni economiche: come te la passi? → come va?; passarsela bene: trovarsi in condizioni buone; passarsela male: trovarsi in cattive condizioni, per esempio: è partito per le vacanze e dice che se la sta passando bene.

Coniugazionepresente: io me la passo; tu te la passi; lui-lei se la passa; noi ce la passiamo; voi ve la passate; loro se la passano; passato prossimo: io me la sono passata; tu te la sei passata; lui-lei se la è passata; noi ce la siamo passata ecc.

Seleziona la risposta corretta fra quelle disponibili. Se rispondi bene, vedrai lo sfondo diventare di colore verde.

  1. Scegli la frase corretta:
    • Laura se la passa liscia: ha appena perso il lavoro.
    • Laura se la passa male: ha appena perso il lavoro.
  2. Scegli la frase corretta:
    • Marco è ancora malato, quindi non se la vede di uscire stasera.
    • Marco è ancora malato, quindi non se la sente di uscire stasera.
  3. Scegli la frase corretta:
    • Sono stato io a rompere quel vaso, i miei amici non c'entrano niente.
    • Sono stato io a rompere quel vaso, i miei amici non ne passano niente.
  4. Scegli la frase corretta:
    • Ragazzi, come ne passate?
    • Ragazzi, come ve la passate?
  5. Scegli la frase corretta:
    • Non ho voglia di aiutarti questa volta, veditela da solo!
    • Non ho voglia di aiutarti questa volta, sentitela da solo!
  6. Scegli la frase corretta:
    • Avete combinato un bel guaio, non la passerete liscia questa volta!
    • Avete combinato un bel guaio, non non la passerete bene questa volta!
  7. Scegli la frase corretta:
    • Se non rispetti le regole, te la dovrai vedere con me!
    • Se non rispetti le regole, te la dovrai passare con me!
  8. Scegli la frase corretta:
    • Mentre tornavano la macchina ha cominciato a sbandare e loro se la sono passata brutta.
    • Mentre tornavano la macchina ha cominciato a sbandare e loro se la sono vista brutta.
  9. Scegli la frase corretta:
    • Mi dispice per quel ragazzo, ne ha già passate tante nella sua vita!
    • Mi dispiace per quel ragazzo, le ha già passate tante nella sua vita!
  10. Scegli la frase corretta:
    • Quando Marta era giovane, se la passava bene.
    • Quando Marta era giovane, se la vedeva bene.

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Commenti [35]

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  1. Grazie di questi esercizi.

  2. Dalva scrive:

    Carissima prof.ssa Anna,
    La ringrazio per questa bella lezione d’italiano.
    Imparare l’italiano con Lei è e serà sempre un
    onore per me.
    Grazie infinite.
    Dalva

    • Zanichelli Avatar

      Cara Dalva, ti ringrazio molto per il tuo gentile commento.
      Un saluto e a presto
      Prof. Anna

  3. Marcos scrive:

    Buongiorno, professoressa,

    Ho un dubbio riguardo la coniugazione dei verbi della 3a. coniugazione, ma dove protrei postare questa mia domanda ? grazie.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Marcos, puoi scrivere dove vuoi.
      Prof. Anna

  4. yisha scrive:

    Gentile Prof.Anna
    questo mi serve proprio tanto perche’ avevo degli dubbi di questi verbi da tanto tempo,e mo’ capisco molto meglio.le ringrazio tanto..
    un saluto

  5. Ilga scrive:

    Salve Prof. Anna,
    volevo chiederLe un po’ di spiegazioni su un argomento. Che cosa significa il pronome LA nelle frasi tipo: Come la pensi? Posso spiegarla. Io la vedo così ecc.
    Perché non si usa qui il pronome LO? Come potrei spegare il suo uso ai miei studenti? è un po’ simile a “Com’è andata?” dietro di cui si nasconde il significato di “la cosa”, “la situazione”?

    Grazie in anticipo,
    Ilga

    • Zanichelli Avatar

      Cara Ilga, quello che scrivi è esatto: LA in questi casi significa proprio “questa cosa, questa situazione”.
      A presto
      Prof. Anna

  6. angela scrive:

    buongiorno prof. anna sono angela e sono italiana, ho frequentato la scuola elementare obbligatorio ho 64 anni,o difficolta`a coniugare le parole per esempio a ha e e`o ,ho non riesco a mettere se ci vuole l`hacca se dove ci vuole l`accento se mi puo`aiutare grazie

    • Zanichelli Avatar

      Cara Angela, la coniugazione del verbo AVERE è:
      io ho, tu hai, lui-lei ha, noi abbiamo, voi avete, loro hanno:
      Quindi se devi usare il verbo AVERE alla terza persona singolare, dovrai mettere l’acca: lei ha una sorella; mentre invece se devi usaRe la preposizione A, non serve l’acca: io vado a scuola; così se devi usare il verbo AVERE alla prima persona singolare, dovrai mettere l’acca: io ho fame; mentre se devi usare la congiunzione O, non serve l’acca: vuoi la pasta o il riso?.
      La coniugazione del verbo ESSERE è:
      io sono, tu sei, lui-lei è, noi siamo, voi siete, loro sono.
      Quindi se devi usare la terza persona singolare del verbo ESSERE dovrai mettere l’accento: lui è stanco; mentre se devi usare la congiunzione E, non serve l’accento: ho comprato la frutta e la verdura. Spero di aver chiarito i tuoi dubbi.
      Un saluto e a presto
      Prof. Anna

  7. Romina scrive:

    E sbagliato dire che il verbo essere e della seconda coniugazione ?

    • Zanichelli Avatar

      Cara Romina, non è sbagliato.
      A presto
      Prof. Anna

  8. Deborah scrive:

    Buonasera prof.Anna, come sta?
    Ho bisogno del suo aiuto per risolvere un dubbio sulla seguente frase:
    ” Sto cercando questo libro, spero che qualcuno ce l’abbia”.
    Quel “ce” è corretto così o va apostrofato? Grazie.

    • Zanichelli Avatar

      Cara Deborah, “ci” quando è seguita da un altro pronome diventa “ce”, quindi la frase è corretta e “ce” non va apostrofato.
      A presto
      Prof. Anna

  9. Fatima scrive:

    salve,prof. Anna!!! mi chiamo Fatima e ho una domanda per Lei. circa un mese fa ho sentito una canzone in italiano che mi è piaciuta molto, però li’ c’era un verbo che non ho capito. il testo è così:
    … ma se sta piangendo, lei (la mamma)se lo trastulla (il bimbo). Io non capisco che verbo è “trastullarselo”, se si può dire “trastullare” (lei lo trastulla) e cosa vuol dire questa “se”??? ho gia fatto a parecchie persone questa domanda ma nessuno mi ha saputo rispondere in modo che io capisca la risposta. non è un verbo pronominale, vero?? non so che verbo è. spero che mi potrà aiutare…
    grazie in anticipo!!!

    • Zanichelli Avatar

      Cara Fatima, “trastullarsi” è la forma pronominale del verbo “trastullare”; “lei (la mamma)se lo trastulla” significa “la mamma gioca con lui- lo fa divertire”.
      Un saluto
      Prof. Anna

  10. rino scrive:

    Ottimo:
    10 risposte esatte su 10

  11. Anita scrive:

    Cara Prof.ssa Anna,
    Anche su questa lezione ho studiato e non ho commesso li un’errore, che mi piace. Mi ricordo ancore due altri verbi idiomatici: 1 andarsene 2 fregarsene; So che andarsene vuole dire: “lontanarsi da un luogazione in fretta con emozione positiva oppure negativa. Ma dal verbo fregarsene solo che abbia da fare con essere o non essere interessata in una cosa o persona, ma in seguente non sono sicura. Credo che entrabi verbi si deve coniugare in stesso modo per esempio: me ne vado, te ne vai, se ne va etc. e l’altro: me ne frego te ne fregi se ne frega etc..
    Lei ringrazio dalla cuore mio in anticipio per la sua spiegazione con saluti cordiali dal Olanda
    Anita

    • Zanichelli Avatar

      Cara Anita, le tue ipotesi sono corrette: “fregarsene” si usa solo in un lingiaggio molto colloquiale e significa “non essere interessato a qualcosa”, la coniugazione è corretta.
      A presto
      Prof. Anna

  12. Rino scrive:

    Ma se l’è sentita sarebbe un errore?
    Grazie.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Rino, la frase è corretta.
      Un saluto
      Prof. Anna

  13. Elton scrive:

    Ciao!
    Puoi spiegarci anche il verbo Pensarci: “Ci penso io”.
    Grazie per il tuo lavoro.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Elton, “pensarci” non è un verbo idiomatico, ma semplicemente “pensare” + la particella “ci” e significa “pensare a questa cosa”.
      Un saluto
      Prof. Anna

  14. laura scrive:

    Buongiorno prof.ssa Anna,
    volevo sapere se nella frase non se la sentono ci vuole l’h.
    Grazie.. b.giornata.

    • Zanichelli Avatar

      Cara Laura, la frase è corretta come l’hai scritta (senza -h-): “non se la sentono”.
      A presto
      Prof. Anna

  15. Ema scrive:

    un po complicato…

  16. Bruno scrive:

    40% dell’italiano sono lo stessissimo dal portoghese brasiliano, ipsis literis. Queste 20% similarisaimi. Quindi gli altri 40% ci uccide!

  17. Manu scrive:

    Ciao Anna,

    Grazie mille per questo, ci ho messo molto tempo con queste espressioni, se non le dispiace,puo’ spiegare la differenza tra lo sento, ci sento, ci vedo, lo vedo,

    Grazie
    Manu

    • Zanichelli Avatar

      Cara Manu, nelle espressioni in cui viene usato il pronome personale diretto “lo” quest’ultimo funge da complemento oggetto e quindi il significato è “sento questa cosa (maschile singolare)” e “vedo questa cosa (maschile singolare)”, mentre nelle espressioni con la particella “ci” quest’ultima ha solo un valore rafforzativo e in un certo senso è superflua, infatti le espressioni significano semplicemente “sento” e “vedo”, per esempio hanno lo stesso significato le frasi “in questo periodo non vedo bene” e “in questo periodo non ci vedo bene”.
      Un saluto
      Prof. Anna

  18. Molte grazie professora, Sono una studentessa straniera di la lingua italiana chi ha trovato una grande auita in cuesto blog,. La ringrazio.

    • Zanichelli Avatar

      Cara Sandra, benvenuta! Se hai dubbi o domande, non esitare a scrivermi su questo blog.
      A presto
      Prof. Anna

  19. Sergio scrive:

    “Non me la sono sentita di….”
    “Non me la sono sentito di….”
    Mi sembra di aver capito che si debba dire “sentita” e non “sentito”. Perché??
    Grazie Sergio

    • Zanichelli Avatar

      Caro Sergio, la forma verbale è “sentirsela” e quindi è corretto dire “non me la sono sentita di”.
      Un saluto
      Prof. Anna

  20. José scrive:

    Gentile prof. Anna,
    Leggendo dei articoli di cucina ho visto due espressioni simili: “Quanti sono…?” e “Quanti ci sono…?”, per esempio: “Quanti grammi di burro sono in un cucchiaio?” e “Quanti grammi di burro ci sono nella ricetta?”. Qual è la differenza tra queste espressioni? Quando si usa ognuna di esse?
    La ringrazio anticipatamente per le sue risposte.
    Cordiali saluti

    • Zanichelli Avatar

      Caro José, “ci sono” in questo caso significa “sono presenti” quindi “quanti grammi di burro ci sono nella ricetta?” significa “quanti grammi di burro sono presenti nella ricetta?”, mentre “quanti sono” significa “qual è a quantità”, ad esempio la frase “quanti sono i biscotti nel vassoio?” (qual è la quantità dei biscotti nel vassoio?”.
      Un saluto

      Prof. Anna