Il passato prossimo

Prof. Anna
grammatica,   La lingua italiana,   Verbi

Cari lettori e lettrici di Intercultura blog, oggi studieremo come si forma e quando si usa il passato prossimo. Questo tempo verbale è molto usato dagli italiani sia nella lingua scritta che in quella orale.

Buona lettura!

Prof. Anna

Il passato prossimo indica eventi, esperienze e fatti conclusi nel passato i cui effetti perdurano nel presente.

FORMAZIONE DEL PASSATO PROSSIMO

Il passato prossimo è formato da due elementi: l’ausiliare: il verbo essere o avere (al presente indicativo) + participio passato del verbo.

Formazione del participio passato

Il participio passato si forma togliendo al verbo la desinenza dell’infinito (are; ere; ire) e aggiungendo la desinenza del participio passato:

AREATO  (cambiare ⇒cambiato)

EREUTO (vendere ⇒venduto)

IREITO  (partire ⇒partito)

Ora osserva la tabella:

PASSATO PROSSIMO DEI VERBI:

CAMBIARE – VENDERE – PARTIRE

Soggetto Ausiliare Participio passato Ausiliare Participio passato Ausiliare Participio passato
io
ho cambiato ho venduto  sono  partito – a
tu hai cambiato hai venduto  sei  partito – a
lui – lei ha cambiato ha venduto  è  partito – a
noi abbiamo cambiato abbiamo venduto  siamo  partiti – e
voi avete cambiato avete venduto  siete  partiti – e
loro hanno cambiato hanno venduto  sono  partiti – e

 

PASSATO PROSSIMO DEI VERBI ESSERE E AVERE

Soggetto Ausiliare Participio passato Ausiliare Participio passato
io sono stato – a ho avuto
tu sei stato – a hai avuto
lui – lei è stato – a ha avuto
noi siamo stati – e abbiamo avuto
voi siete stati – e avete avuto
loro sono stati – e hanno avuto

Come potete vedere dalle tabelle, con l’ausiliare avere il participio passato non cambia.

L’ausiliare avere si usa con i verbi transitivi, ovvero con quei verbi che rispondono alla domanda: chi? che cosa?

Qualche esempio:

Ho mangiato (cosa?) una mela.

Abbiamo incontrato (chi?) Lucia.

L’ausiliare essere si usa con i verbi intransitivi, ovvero con i verbi che non rispondono alla domanda: chi? che cosa?

Per esempio: sono uscito presto stamattina.

L’ausiliare essere si usa con:

i verbi di movimento: partire; uscire; tornare etc.

i verbi riflessivi: alzarsi; svegliarsi; lavarsi etc. (mi sono alzato; ti sei svegliato)

i verbi di stato: stare; rimanere; restare etc.

i verbi che indicano un cambiamento: diventare; nascere; morire etc.

Con l’ausiliare essere il participio passato concorda con il genere (maschile-femminile) e il numero (singolare-plurale) del soggetto:

 Marta è andata al mare; Luca è andato al mare; Marta e Natalia sono andate al mare; Luca e Alex sono andati al mare.

USO DEL PASSATO PROSSIMO

Sia il passato prossimo che il passato remoto indicano un’azione conclusa nel passato.

 

Ma qual è la differenza tra i due tempi?

Consideriamo le seguenti frasi:

Da giovane vissi due anni in Inghilterra.

Da giovane ho vissuto due anni in Inghilterra.

Nella prima frase il verbo è al passato remoto e dunque vogliamo esprimere che il fatto è percepito come distante dall’esperienza presente; nella seconda frase l’uso del passato prossimo indica che l’evento è percepito come vicino a noi, o perchè ne conserviamo un ricordo piacevole o perchè i suoi effetti perdurano nel presente. Quindi ciò che determina la scelta tra passato remoto e passato prossimo è la distanza psicologica e non quella cronologica dell’evento narrato.

Per quanto riguarda la lingua orale, in Italia ci sono delle differenze regionali, ovvero nell’Italia Settentrionale prevale l’uso del passato prossimo, mentre nell’Italia Meridionale prevale l’uso del passato remoto.

 

 

Seleziona la risposta corretta fra quelle disponibili. Se rispondi bene, vedrai lo sfondo diventare di colore verde.

  1. Scegli la frase senza errori.
    • La segretaria ha arrivata a scuola alle otto.
    • La segretaria è arrivata a scuola alle otto.
    • La segretaria è arrivato a scuola alle otto.
  2. Scegli la frase senza errori.
    • Il professore è spiegato una nuova lezione.
    • Il professore ha spiegato una nuova lezione.
    • Il professore ha spieguto una nuova lezione.
  3. Scegli la frase senza errori.
    • Laura e Gianni si hanno sposati ieri.
    • Laura e Gianni si sono sposate ieri.
    • Laura e Gianni si sono sposati ieri.
  4. Scegli la frase senza errori.
    • Abbiamo entrati in classe in ritardo.
    • Siamo entrati in classe in ritardo.
    • Siamo entrato in classe in ritardo.
  5. Scegli la frase senza errori.
    • I miei amici mi hanno aiutato a studiare per l'esame.
    • I miei amici mi hanno aiutati a studiare per l'esame.
    • I miei amici mi sono aiutati a studiare per l'esame.
  6. Scegli la frase senza errori.
    • Mia sorella ha diventato una scrittrice.
    • Mia sorella è diventata una scrittrice.
    • Mia sorella è diventato una scrittrice.
  7. Scegli la frase senza errori.
    • Io e Marco siamo viaggiato tante volte insieme.
    • Io e Marco siamo viaggiati tante volte insieme.
    • Io e Marco abbiamo viaggiato tante volte insieme.
  8. Scegli la frase senza errori.
    • A che ora siete tornati a casa ieri sera?
    • A che ora siete tornato a casa ieri sera?
    • A che ora avete tornato a casa ieri sera?
  9. Scegli la frase senza errori.
    • Sei capito la lezione di ieri?
    • Hai capita la lezione di ieri?
    • Hai capito la lezione di ieri?
  10. Scegli la frase senza errori.
    • Fatima e Maria sono usciti insieme ieri sera.
    • Fatima e Maria sono uscite insieme ieri sera.
    • Fatima e Maria hanno uscito insieme ieri sera.

Per la lezione

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Commenti [82]

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  1. Scusate se vado un po’ contro corrente, ma quanto viene detto nell’ultimo paragrafo, sull’uso del passato prossimo, va decisamente contro tutto quanto trovo scritto nelle grammatiche italiane. Non riesco da nessuna parte a trovare una giustificazione psicologica al passato prossimo in situazioni cronologicamente molto datate, a parte questa. Cordialmente,
    prof. Bruno Bongini

    • Zanichelli Avatar

      Gentile Prof. Bongini, nell’ultimo paragrafo ho cercato di spiegare come la differenza tra passato prossimo e passato remoto si basi anche su criteri di rilevanza rispetto al presente; ovvero psicologicamente l’evento può essere sentito come vicino (passato prossimo) o lontano (passato remoto) e dunque nello scegliere i due tempi non ci si potrà basare solo su criteri cronologici, conta invece la distanza psicologica percepita (P. Trifone, M. Palermo “Grammatica italiana di base”), anche se il più delle volte gli avvenimenti riferiti a tempi vicini finiscono per essere espressi con il passato prossimo, in quanto vengono vissuti con maggiore intensità psicologica rispetto ad altri avvenuti in tempi più distanti e viceversa. Tuttavia ciò non può costituire una regola generale, ovvero la scelta di un tempo rispetto all’altro non può dipendere da criteri puramente temporali, per cui un evento verificatosi in tempi lontani può essere considerato come più attuale rispetto ad uno accaduto in tempi relativamente vicini.
      Per esempio: 1- “da giovane lessi molto” e 2- “da giovane ho letto molto” ; in queste due frasi il processo descritto è lo stesso, ma cambia la prospettiva del parlante, l’atteggiamento con il quale il passato viene percepito. La frase 1 inserisce l’azione entro coordinate temporali nette, marcandone la compiutezza, lo stacco rispetto al presente; la frase 2 collega il fatto di “aver letto” con un implicito risultato attuale. ( L. Serianni “La grammatica italiana”)
      Cordiali saluti
      Prof. Anna

  2. Io sono Colombiana, adesso studio la lingua Italiana e me piaccerebbe imparar bene.
    Grazie

    • Zanichelli Avatar

      Benvenuta sul nostro Blog!
      Un saluto
      Prof. Anna

  3. Cate54 scrive:

    Mamma mia che stupida che sono! 🙂
    Sono stata un po’ distratta nel scrivere invasa
    invece di inversa, anche se ho riletto il testo
    almeno tre volte e non me ne sono accorta 🙂
    Ma va be’, succede a volte a noi stranieri
    di sbagliare la parola
    Ma tu mi hai capito lo stesso. Grazie!
    Vorrei ancora sapere dopo “perché?” com’é
    la costruzione della frase?

    Perché studia italiano Anna? oppure
    Perché Anna studia italiano?

    Perché non é venuto Carlo?
    Perché Carlo non é venuto?

    Perché non mangia Carlo?
    Perché Carlo non mangia?

    E poi altre domande, qual é giusto?
    Dov’é pizza San Marco?
    Dov’é la piazza San Marco?

    Si scrive con la maiuscola o con la minuscola?
    la basilica di San Pietro
    la Basilica di San Pietro

    Per ora solo queste domande.
    Buona giornata!
    Cate54
    (Rileggo un altra volta 🙂

    • Zanichelli Avatar

      Cara Cate, non ti preoccupare, l’importante è che ci siamo capite! Comunque la costruzione è la stessa anche con “perchè”, quindi il soggetto è sempre alla fine della frase: perchè studia italiano Anna?
      Anche con altri pronomi interrogativi come “quanto, dove, come, etc.” la costruzione inversa vuole sempre il soggetto alla fine della frase, per esempio: dove studia italiano Anna?
      Per quanto riguarda le altre domande: la frase corretta è: “dov’è piazza San Marco?” e “basilica” si scrive con la lettera minuscola.
      un saluto
      Prof. Anna

  4. Cate54 scrive:

    Grazie Anna!!
    Ho anche altre piccole domande.
    Qual é giusto?

    Carlo é ingegnere.
    Carlo é un ingegnere.

    Carlo é ingegnere italiano.
    Carlo é un ingegnere italiano.

    E poi sempre queste maiuscole e minuscole 🙁

    il Ponte Vecchio oppure il ponte Vecchio?
    il Palazzo Vecchio o il palazzo Vecchio?

    Grazie dell’aiuto!

    Per noi ungheresi é un po’ difficile la grammatica italiana
    perché é molto diversa dalla nostra.
    Ma prima o poi riusciró a capirla 🙂
    Tanti saluti!
    Cate54

    • Zanichelli Avatar

      Cara Cate, vedrai che studiando con regolarità riuscirai a capire bene la grammatica e a parlare un buon italiano, comunque le frasi corrette sono: Carlo è un ingegnere; Carlo è un ingegnere italiano; Ponte Vecchio; Palazzo Vecchio.
      A presto
      Prof. Anna

  5. ALI HOSNI scrive:

    BUONGIORNO SONO ALI DELLA TUNISIA ; VOGLIO APPRENDERE LA LINGUA ITALIANA , PERCHE HO BESOGNO DI LAVORARE IN UNA SOCITA ITALIANA A LA TUNISIA ,

    • Zanichelli Avatar

      Caro Ali benvenuto sul nostro blog! Se hai delle domande non esitare a scriverci.
      Un saluto
      Prof. Anna

  6. Andie scrive:

    Prof. Anna,

    Non riesco a capire che cosa è un verbo transitivo e intransitivo.
    In queste due frasi:

    La ragazza corre. -> La ragazza ha corso.
    La ragazza corre fuori della chiesa. -> La ragazza è corsa fuori della chiesa

    Perche si usa essere ed avere?
    grazie

    • Zanichelli Avatar

      Caro Andie, i verbi transitivi sono quei verbi che reggono un complemento oggetto e cioè possono rispondere alla domanda “chi?”, “che cosa?”, per esempio “mangiare”: mangio un panino (complemento oggetto); i verbi intransitivi sono quei verbi che non reggono un complemento oggetto come “andare”. Sappiamo che usiamo l’ausiliare “avere” con i verbi transitivi e “essere” con la maggio parte degli intransitivi, i riflessivi, gli impersonali, ma in italiano esisitono verbi che tollerano entrambi gli ausiliari, per esempio “vivere” (ho vissuto-sono vissuto), altri richiedono ausiliari diversi a seconda del significato, come “correre”, quando è usato intransitivamente e quando è indicata la direzione o la destinazione dichiarata e sottintesa, lo scopo o la finalità che il soggetto vuole raggiungere vuole l’ausiliare “essere” (sono corso a casa); quando è usato transitivamente (ha corso un bel rischio) o quando non c’è scopo, ma solo movimento fino a se stesso o è messa in evidenza l’azione vuole “avere” (Mario ha corso tutto il pomeriggio).
      A presto
      Prof. Anna

  7. giorgio scrive:

    Anna,
    sto facendo lezioni di Italiano per principianti qui in Patagonia e sto cercando di spiegare quando si usa l´ausiliare avere/essere nel passato prossimo appunto…

    Purtroppo non trovo esercizi utli per i ragazzi.

    Aspetto un aiuto!

    grazie!

    Giorgio

    • Zanichelli Avatar

      Caro Giorgio, non so che materiali stai usando e se hai a disposizioni libri di testo, comunque internet può essere un’ottima risorsa oppure se hai bisogno di esercizi specifici e il più possibile adatti alla tua classe la cosa migliore è crearli da solo, so che richiede più tempo ma vedrai che il materiale prodotto potrà sempre tornarti utile.
      Un saluto
      Prof. Anna

  8. gianni scrive:

    Salve Anna,
    ho una domanda per quanto riguarda l’uso del passato prossimo e dell’imperfetto con le gongiunzioni “mentre” e “quando”. Sarebbe possibile sostituire nella seguente frase la congiunzione “mentre” con “quando”?
    “Mentre tornavo dal lavoro ho incontrato una vecchia compagna di scuola.”
    Dunque sabrebbe possibile dire: “Quando tornavo dal lavoro ho incontrato una vecchia compagna di scuola.”
    Grazie in anticipo e un buon fine settimana.
    gianni

    • Zanichelli Avatar

      Caro Gianni, è meglio usare “mentre” perché introduce in maniera più chiara l’azione in svolgimento espressa dall’imperfetto.
      Un saluto
      Prof. Anna

  9. Questi commenti in italiano sono molto interessanti anche per chi sa l’italiano……È anche un modo per verificare se si conosce bene la lingua…. Io, per esempio, non riesco a vedere una differenza nell’uso del passato prossimo e del passato remoto…. La differenza è solo una: il passato prossimo è usato dalle persone meno colte, mentre il passato remoto è usato dalle persone piú colte , che leggono di piú e che lo incontrano nella litteratura… meraviglioso!.. Saluti Anna.

  10. Vi ringrazio… e mi piacerebbe molto di continuare ad avere contatti… Amo l”italia… Vivo in Brasile, in San Paolo e vorrei proprio mantenere contatto con delle persone che hanno una certa cultura da poter scambiare….Anna

  11. Scusatemi, vivo a San Paolo e non in. Aiuto…. ho bisogno della professoressa Anna…

  12. Diego scrive:

    Buongiorno. Ho un dubbio …
    Si dice : ” La lettera che ho inviato” oppure “La lettera che ho inviata” ?
    Grazie.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Diego, si dice “la lettera che ho inviato”.
      Un saluto
      Prof. Anna

  13. FEDERICA scrive:

    buongiorno! sto aiutando dei ragazzi stranieri a imparare l’italiano. mi chiedono la differenza tra già e ormai. mi può aiutare?

    • Zanichelli Avatar

      Cara Federica, “ormai” significa “a questo punto” e spesso esprime rinuncia o rassegnazione per l’inevitabilità di qualcosa, si riferisce a qualcosa che non può accadere- non può cambiare- non accade più: ormai non c’è più niente da fare (non può cambiare); ormai non verrano più (non può più accadere); sono mesi ormai che non la vedo (non accade più); “già” si riferisce a qualcosa che è giunto prima del previsto; è accaduto prima di un’altra cosa; è accaduto altre volte in precedenza; dura da un po’ di tempo; sinonimo di ormai: sei già qui? (prima del previsto); quando siamo arrivati, il negozio era già chiuso (è accaduto prima del mio arrivare); io ti ho già visto da qualche altra parte (è già successo in passato), sono già due anni che vivo lì (dura da un po’ di tempo), il film dovrebbe essere già finito (sinonimo di ormai).
      Un saluto
      Prof. Anna

  14. Riccardo scrive:

    Questo blog è un’ottima risorsa per chi studia l’italiano. Lo consiglio sempre ai miei studenti. Detto questo, leggendo il post sull’uso dell’ausiliare essere, giustamente fate notare che si accompagna (quasi sempre) a verbi intransitivi e riflessivi. Vedo però che qui come su altri libri e fonti, si continua ad insegnare la regoletta dell’ausiliare essere con i verbi di movimento, che confonde le idee agli studenti. Verbi molto comuni come viaggiare, camminare, correre, raggiungere, pedalare, etc. hanno l’ausiliare avere. La verità è che esistono molti verbi intransitivi con ausiliare avere e tra quelli di movimento o di stato ce ne sono parecchi. Grazie!

    • Matias scrive:

      Anch’io mi porgo la stessa domanda e vorrei sapere perché nei libri continuano ad inserire quella regola per studenti stranieri. Infatti, essendo ormai difficile per loro studiare la nuova struttura, indicano delle regole che non sono mica delle regole in stricto sensus. Comunque, per quanto riguarda i verbi intransitivi che portano come ausiliare ‘avere’ ho letto da qualche parte che si potrebbe pensare che l’oggetto prodotto dell’azione rende i verbi in ‘transitivi’.
      Es. Ho viaggiato. (Ho fatto un viaggio)
      Ho camminato. (Ho fatto una camminata)

  15. bossard scrive:

    é coretto il mio Italiano ??

    • Zanichelli Avatar

      Caro Bossard, si scrive: “corretto” e “italiano” non vuole la lettera maiuscola.
      A presto
      Prof. Anna

  16. bossard scrive:

    quale commento ??

  17. STEFANIA scrive:

    FRASE 1. L’anno scorso andai in Sardegna e mi trovai malissimo.
    FRASE 2. L’anno scorso sono andato in Sardegna e mi sono trovato malissimo.

    Perchè la grammatica italiana predilige l’uso del passato prossimo? Se voglio allontanare l’esperienza negativa posso utilizzare il passato remoto?

    Grazie!

    • Zanichelli Avatar

      Cara Stefania, è corretto anche usare il passato remoto, la scelta tra i due passati dipende dall’atteggiamento con cui l’azione viene percepita e vissuta e quindi è personale.
      A presto
      Prof. Anna

  18. brian scrive:

    Grazie Mile professora1

  19. Emilio scrive:

    Grazie mile!

  20. Emilia scrive:

    Buon giorno, vorrei chiedere la spiegazione di in quali casi e come si cambia la finale del participio passato quando viene usato con l’ausiliane avere, es.:
    I libri che mi hai prestato, io li ho prestati a mia amica.
    La proposta che mi hai fatto, io l’ho fatta anche ad altri.
    Sarei grata. Un saluto.

  21. souzana scrive:

    Io sono Maricchina, adesso studio la lingua Italiana volglio l’imparar bene.
    Grazie Prof. Anna per aiute

    • Zanichelli Avatar

      Cara Souzanna, benvenuta su Intercultura blog!
      A presto
      Prof. Anna

  22. Noelia scrive:

    Ciao sono Noelia, esercizi molto interessanti.
    Ci vediamo

    • Zanichelli Avatar

      Cara Noelia, benvenuta su Intercultura blog!
      A presto
      Prof. Anna

  23. Valentina scrive:

    Buongiorno Anna,
    ho anch’io un dubbio ed è sul verbo giocare. Questo verbo può essere usato transitivamente o intransitivamente, due esempi sono “mi gioco tutto”, che risponde alla domanda ‘che cosa?’ e “gioco a nascondino”, che invece non risponde a tal domanda. Come mai con questo verbo al passato prossimo uso l’ausiliare essere per l’uso transitivo e l’ausiliare avere con l’uso intransitivo? Si dice infatti “mi sono giocato tutto” e “ho giocato a nascondino”. Devo semplicemente considerarla un’altra eccezione o c’è un’altra spiegazione? Perché mi sembrerebbe altrimenti che di eccezioni ce ne siano un po’ troppe rispetto alla regola e spiegarle a persone straniere diventa un po’ complicato.

    • Zanichelli Avatar

      Cara Valentina, il verbo “giocare” può essere sia intransitivo con il significato di “dedicarsi ad attività piacevoli” (giocare a nascondino), sia transitivo col significao di “mettere in tavola o impegnare in un gioco” (giocare una carta) o “affrontare una partita” (giocare una partita) in entrambi questi casi l’ausiliare è “avere”, nell’esempio che tu proponi “mi gioco tutto” “giocarsi” è una forma pronominale di “giocare” ed è per questo che l’ausiliare è “essere”.
      A presto
      Prof. Anna

  24. Grazia scrive:

    Gentile Prof. Anna

    insegno l`italiano ad adulti in Germania e il Suo sito mi é sempre stato molto d`aiuto. Ora peró ho un piccolo problema: Lei spiega qui sopra che l`ausiliare avere risponde alle domande chi? o che cosa? fin qui tutto ok. L`ausiliare essere, come scrive lei, non risponde a queste domande. Peró nell`esercizio “mia sorella é diventata una scrittrice” o “La segretaria é arrivata a scuola alle otto”. In queste frasi peró si potrebbe anche chiedere chi? Es. Chi é diventata una scrittrice? Mia sorella.
    In cosa sbaglio? Le sarei molto grata di una risposta.
    Arrivederci.

    • Zanichelli Avatar

      Cara Grazia, nella prima frase “mia sorella è diventata una scrittrice” abbiamo il verbo “diventare” che vuole “essere” come ausiliare, infatti, come è scritto nell’articolo corrispondente, i verbi che indicano cambiamento (diventare, nascere, morire, ecc.) vogliono “essere” come ausiliare così come i verbi di movimento, per esempio “arrivare” (la segretaria è arrivata a scuola). Al di là di questo il tuo ragiomento non è corretto perché per esempio nella prima frase “mia sorella” è il soggetto e non il complemento oggetto, invece il fatto di rispondere alle domande “chi?” “che cosa” si riferisce al complemento oggetto, per esempio: ho visto Marco (ho visto chi? Marco-complemento oggetto-). Spero di aver chiarito il tuo dubbio.
      A presto
      Prof. Anna

  25. antonio scrive:

    Molto bene redattati e facili da capire per chi impara l’italiano

  26. Guido scrive:

    Gentile professoressa,vorrei chiederle se é giusto scrivere ”L’ultima volta che abbiamo vinto é stato l’anno scorso” oppure ”l’ultima volta che abbiamo vinto é stata l’anno scorso”.
    Un secondo caso che vorrei sottoporle é il seguente:
    ”La matita é stata un regalo utile o la matita é stato un regalo utile”.

    Se potesse aiutarmi le sarei molto grato.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Guido, con il verbo “essere” in funzione di copula è possibile l’accordo sia con il soggetto sia con il nome del predicato, quindi tutte le frasi sono corrette.
      Un saluto
      Prof. Anna

  27. Grazie Anna per le tue preziose informazioni.
    Però mi farebbe piacere se oltre a queste indicazioni, chi si preoccupa della pubblicazione verificasse i testi per correggere le inesattezze di battitura evitando successive confusioni a coloro che stanno apprendendo la nostra meravigliosa lingua.
    (tipo: l’ausiare credo non esista in italiano e non è solamente questa parola incorretta).
    Cortesemente, provvedi per la revisione del testo perché se presento la pagina web ai miei studenti di italiano per aiutarli nel loro apprendimento, mi farebbe piacere la incontrassero corretta.
    I contenuti comunque sono di alto livello, complimenti.
    Un cordiale saluto

    Luigi

    ps. non credo sia di buona auspicio la pubblicazione della presente notifica, mi puoi comunque contattare al mio indirizzo email per informarmi delle correzioni, grazie.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Luigi, grazie per il tuo suggerimento.
      A presto
      Prof. Anna

  28. Rita scrive:

    Leggo: “L’ausiliare essere si usa con:?i verbi di movimento: partire; uscire; tornare etc.”
    Ma anche il verbo “camminare” è di movimento, eppure vuole il verbo avere come ausiliare.

  29. mi piaciuto molto

  30. wilman scrive:

    questa pagina è molto interessante

  31. Cara Prof. Anna:
    Ho studiato italiano quando ero giovane. Adesso posso leggere gli esercizi chi sono molti inrteressanti. Grazie mile!

  32. Gentile Prof. Anna, ho un dubbio a proposito di un modo di dire al passato prossimo: molte persone, per esprimere il fatto di avere esaurito le proprie argomentazioni dicono “Ho detto”, che a me pare scorretto nella nostra lingua perché mi mancherebbe il complemento. Mi piacerebbe sapere se effettivamente questo modo di dire, penso traslato dal francese, sia acquisito nel linguaggio moderno, posto che non sia invece un modo arcaico di esprimersi.
    La ringrazio.

    • Zanichelli Avatar

      Cara Stefaniedda, non conosco questo modo di dire o forse non ho capito bene, potresti farmi un esempio contestualizzandolo in una frase?
      A presto
      Prof. Anna

  33. salve voglio imparare molto bene la lingua italiana per favore 🙂

  34. buonasera ^_^ quando abbiamo usato le preposizioni semplici e articolata ???
    Grazie mille :*

    • Zanichelli Avatar

      Cara Mira, di solito usiamo le preposizioni articolate quando il nome è seguito da un aggettivo o da un complemento di specificazione, per esempio -vado in ufficio-; -vado nell’ufficio del mio collega-;-sono in casa-; -sono nella casa nuova; questa regola però non è sempre valida, per l’uso delle preposizioni spesso non ci sono regole precise, è importante e utile quindi imparare a usarle a seconda dei casi, per questo è uno degli aspetti più complicati della lingua italiana.
      A presto
      Prof. Anna

  35. É stato molto chiaro nelle sue spiegazioni, tante grazie!!!!!

  36. Ilaria scrive:

    Buongiorno!
    Ho un dubbio da parecchio tempo e solo lei può aiutarmi a risolverlo! Ogni volta che utilizzo il verbo essere poi coniugo il verbo al femminile (sono una donna) mentre con il verbo avere utilizzo il maschile.
    Es: “Una zanzara mi ha puntO” -“Sono stata puntA”, dovrei forse utilizzare il femminile anche con il verbo avere? es: “Una zanzara mi ha punta”.
    Grazie in anticipo per il Suo aiuto!
    Ilaria

    • Zanichelli Avatar

      Cara Ilaria, quando l’ausiliare è “essere” il participio passato deve concordare (sono stata punta), quando l’ausiliare è “avere” e c’è un pronome diretto non di terza persona (mi, ti, ci, vi) l’accordo è facoltativo, quindi è corretto dire sia “mi ha punta” che “mi ha punto”, per approfondire questo argomento ti consiglio questo articolo: http://www.zanichellibenvenuti.it/wordpress/?p=3388
      A presto
      Prof. Anna

  37. amadou scrive:

    Mi chiamo Amadou e vengo dal mali
    Sono in Italia da otto mesi
    Studio in una scuola per stranieri
    ho bisogno parlare bene italiano
    ma non capisco bene costruzione frase e passato passato prossimo e terza persone .mi.ti.si .ci.vi
    bisogno di quel cono che aiuto me
    Per capire quello che ho scritto
    Saluto tanti

  38. Ciao! Tutto ok?
    Professore Ana ,
    Ho cominciato a studiare l’italiano una volta alla settimana con un insegnante , e gli altri giorni della settimana di studio da solo .
    Sono Brasiliano , e mi piace la cultura italiana .
    In una delle mie ricerche su internet ho trovato il vostro blog , ho fatto questo testo in un traduttore , ma spero un giorno di lettura , scrivere e capire molto bene la lingua italiana .
    Se volete inviare me alcuni suggerimenti , sarò grato ( juracylene31@outlook.com )
    Cordiali saluti ,
    Juracylene

    • Zanichelli Avatar

      Caro Juracylene, benvenuto su Intercultura blog!
      A presto
      Prof. Anna

  39. Amina scrive:

    Professoressa Anna,

    Non capisco perché si usa l’ausiliare essere in queste frasi:

    “Avrei visto il film ma era già cominciato”.

    “Sarei uscito ma è cominciato a piovere.”

    Grazie mille

    • Zanichelli Avatar

      Cara Amina, il verbo “cominciare” può essere transitivo (può avere un complemento oggetto) con ausilaire “avere” e intransitivo con ausiliare “essere” (non ha complemento oggetto) e in questo caso significa “avere inizio”; mentre per i verbi che indicano fenomeni metereologici sono possibili entrambi gli ausiliari.
      Un saluto
      Prof. Anna

  40. Amina scrive:

    Grazie, professoressa Anna!
    Un saluto
    Amina

  41. katy scrive:

    mi piace questo

  42. tatina scrive:

    Buongiorno Prof,
    con i verbi di movimento si usa l’ausiliare essere. Come mai con camminare, correre, saltare, nuotare…(e altri) uso avere? HO camminato, HO corso, HO saltato, HO nuotato…..

    Grazie

    • Zanichelli Avatar

      Cara Tatina, la regola che tu citi è in raltà un’indicazione generale che non è valida per tutti i verbi di movimento, “correre” quando è usato transitivamente vuole “avere” (ho corso un pericolo) quando è usato intransitivamente vuole “essere” (sono corso fuori di casa), stessa cosa per “saltare” (ho saltato un ostacolo, sono saltato giù dall’albero).
      Un saluto
      Prof. Anna

  43. lila scrive:

    un saluto…. grazie per la risposta mi ha servito bene

  44. Prof. Anna
    Vorrei sapere se si deve ripetere l’ausiliare quando si parla di molte activittà completata una dopo l’altra.
    Ad esempio è giusto dire: ieri sera ho fatto molti lavori: Ho lavato la macchina, pulito la casa, preparato la cena e letto due libri…
    Grazie

    • Zanichelli Avatar

      Cara Rita, puoi non ripetere l’ausiliare, se è lo stesso.
      Un saluto
      Prof. Anna

  45. Flora scrive:

    Buongiorno, prof.Anna, potrei sapere il perchè verbo camminare ( che secondo me è un verbo di movimento) vuole il verbo ausiliare avere? Quali altri verbi potrebbero trarmi in inganno? Grazie.

  46. Amina scrive:

    Cara professoressa Anna,

    Io non capisco quando devo usare l’ausiliare essere o avere con i verbi “cambiare” e mancare”. Potrebbe chiarire il mio dubbio e farmi degli esempi?
    Grazie mille

    • Zanichelli Avatar

      Cara Amina, “cambiare” vuole l’ausialiare “avere” quando è transitivo, vuole invece “essere” quando è intransitivo, nello specifico “cambiare” è transitivo con il significato di “mettere una cosa o una persona al posto di un’altra dello stesso tipo, oppure scambiare, barattare o dare l’equivalente di una determinata moneta un moneta di altra specie”: “ho cambiato casa”, ho cambiato idea”, è intransitivo col significato di “diventare diverso, mutare”: “sei cambiato molto in questi anni”; “mancare” invece ha molti significati e può avere l’ausiliare “avere” anche se è intransitivo, ti consiglio di consultare un buon dizionario, lì troverai tutti i suoi significati e per ogni significato se vuole “essere” e “avere”; se poi hai ancora dubbi non esitare a scrivermi.
      A presto
      Prof. Anna

      • Amina scrive:

        Grazie mille, professoressa Anna! Ottima spiegazione!
        Un saluto Amina

  47. Amina scrive:

    Cara professoressa Anna,

    Per formare il passato prossimo usiamo gli ausiliari essere o avere.

    Tuttavia, ho osservato questa struttura e non la capisco:

    “La porta è aperta”. ; “La porta è chiusa”. “Sono seduta”. (Si parla di presente?)

    Grazie

    Amina

    • Zanichelli Avatar

      Cara Amina, in questo caso si tratta di participi passati con funzione di aggettivi.
      Un saluto
      Prof. Anna

  48. Amina scrive:

    Cara professoressa Anna,

    Per formare il passato prossimo dobbiam usare l’ausiliare essere o avere.

    Tuttavia, non capisco le frasi:

    La porta è aperta. La porta è chiusa

    Quale sarebbe la funzione degli ausiliari? Sono frasi al presente, non è vero?

    Grazie

    Amina