La lingua dei giornalismo

Prof. Anna
forme narrative,   Lessico,   Sintassi

Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, la lingua dei giornalismo è caratterizzata da uno stile e da un lessico particolari. Vediamoli insieme.

Buona lettura!

Prof. Anna

STILE GIORNALISTICO

La lingua usata dai giornalisti ha come scopo principale quello di essere comprensibile al grande pubblico, per questo motivo la scrittura deve essere semplice e chiara, evitando periodi troppo complessi e l’uso di troppi aggettivi e avverbi.

Spesso per velocizzare il ritmo o, soprattutto nei titoli, per usare meno spazio, il verbo principale viene omesso; questo tipo di formulazione può essere adatta a un articolo di cronaca, ma non ad articoli di fondo o di costume o a un reportage.

Per soddisfare appieno la curiosità del lettore l’informazione deve essere il più possibile completa, per fare questo ci sono sei domande principali a cui tutti gli articoli devono dare una risposta: chi? (who?); quando? (when?); dove? (where?); perché? (why?) ; cosa? (what?) ; come? (how?).

Una delle parti più importanti di un articolo è l’attacco (chiamato anche lead), cioè la parte iniziale che deve catturare l’attenzione del lettore e che fornisce gli elementi principali della notizia, ovvero rispondere alle sei domande principali.

PAROLE DEL GIORNALISMO

Chi lavora in questo settore utilizza un lessico specialistico. Capita spesso anche a noi di imbatterci in queste parole ma non sempre ne conosciamo il significato.

Vediamone alcune:

  • testata → la parte superiore della prima pagina di un giornale o di altra pubblicazione periodica, comprendente il titolo e le altre indicazioni necessarie, come contrassegno del periodico stesso; si usa anche per indicare il giornale stesso o la stessa trasmissione televisiva o radiofonica (è una testata indipendente; una testata ad alta tiratura);
  • quotidiano → giornale che viene pubblicato ogni giorno;
  • tabloid → quotidiano di formato ridotto, circa la metà dei quotidiani tradizionali, che presenta le notizie in forma concisa con il supporto di molto materiale fotografico;
  • inserto → in un giornale, quotidiano o periodico, fascicolo dedicato a un argomento specifico, stampato a parte e inserito periodicamente come supplemento (l’inserto del lunedì, l’inserto sulla salute);
  • tiratura → il numero complessivo delle copie stampate (la tiratura di un grande giornale supera le centinaia di migliaia di copie);
  • cronaca → rubrica giornalistica sugli eventi nazionali e internazionali di maggior interesse, resoconto giornalistico di argomento circoscritto. La cronaca nera si occupa di delitti, furti e crimini in generale; la cronaca bianca è la parte di cronaca che si occupa dei problemi politico-sociali della città; la cronaca rosa riguarda la vita privata dei personaggi famosi, specialmente con riferimento alle vicende sentimentali; la cronaca cittadina è relativa ai fatti e ai problemi della città in cui viene pubblicato un determinato giornale;
  • servizio → articolo, filmato, reportage fotografico su un fatto di cronaca, di attualità, di mondanità di un certo rilievo (servizio di moda, servizio di cronaca nera);
  • inchiesta →  indagine ampia e approfondita nei riguardi di un fatto importante (svolgere un’inchiesta);
  • reportage → servizio giornalistico realizzato da un cronista (redattore addetto ai servizi di cronaca di un giornale), da un corrispondente (incaricato di un giornale, di un’emittente televisiva o radiofonica che invia regolarmente alla sede centrale notizie, articoli o servizi dal luogo in cui risiede o si è appositamente recato) o da un inviato speciale (giornalista mandato in una località perché riferisca su avvenimenti di grande importanza), reportage di guerra;
  • editoriale → articolo su un argomento di attualità, firmato solitamente dal direttore,
    che si trova in prima pagina, in alto nella colonna di sinistra, rappresenta la posizione
    della redazione su quell’argomento;
  • articolo di fondo (fondo) → articolo che apre il giornale dedicato a un importante avvenimento del giorno e affidato a un giornalista affermato;
  • apertura →  è la notizia di prima pagina, la principale o, nei tg, la prima notizia;
  • rassegna stampa → raccolta di articoli di diverse testate su uno stesso argomento;
  • comunicato stampa → comunicazione ufficiale diramata alle sedi dei giornali da enti, istituzioni, partiti politici perché venga pubblicata;
  • agenzia di stampa →  organizzazione che fornisce a giornali, a privati, a enti pubblici, per lo più in abbonamento, notizie di carattere politico, commerciale e simili;
  • refuso → errore di stampa o di battitura;
  • firma → il nome dell’autore di un articolo. Può indicare anche
    un giornalista molto affermato (questo articolo è di una delle più prestigiose firme della stampa italiana).

Ve ne vengono in mente altre? Scrivetele nei commenti.

Altri articoli su questo argomento:   https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2011/11/17/il-linguaggio-giornalistico/

Seleziona la risposta corretta fra le opzioni disponibili. Al termine premi il pulsante "Correggi esercizio": vedrai le risposte giuste evidenziate in verde e quelle sbagliate in rosso.

 1- Il numero complessivo di copie stampate si chiama . 2- La cronaca che si occupa di delitti, furti e crimini in generale è . 3- L'articolo che apre il giornale dedicato a un importante avvenimento del giorno e affidato a un giornalista affermato è detto . 4- Un errore di stampa o battitura è un . 5- La parte iniziale di un articolo che fornisce gli elementi principali della notizia si chiama . 6- Un quotidiano in formato ridotto è detto . 7- Un giornalista mandato in una località perché riferisca su avvenimenti importati è . 8- Un giornale che viene pubblicato tutti giorni è 9- Un giornalista molto affermato può essere detto . 10- Una raccolta di articoli di diverse testate su uno stesso argomento si chiama .

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Commenti [7]

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  1. Ana scrive:

    Buongiorno Prof. Anna
    Sono molto felice di ritornare a le aule
    Como stai?

    • Zanichelli Avatar

      Ciao Ana, ben trovata! Io sto bene, grazie. E tu?

  2. Rino scrive:

    Da autorevoli personaggi (professionisti) spesso mi capita di sentire pronunciare il verbo penzo anziché penso:
    Gentilissima Prof. sbaglio?
    Grazie un cordiale saluto.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Rino, la forma corretta è “pensare”.
      A presto
      Prof. Anna

  3. Rino scrive:

    Prof. anche oggi 8/10
    Asino 4,6.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Rino, mi sembra un buon risultato.
      Un saluto
      Prof. Anna

  4. Sabine scrive:

    Grazie per aver proposto questo tema molto interessante e utile!