Sull’uso di “salve” e altre formule di saluto

Prof. Anna
La lingua italiana,   Lessico,   Saluti

Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, salve a tutti, buongiorno, ciao. Qual è il modo migliore di salutare? Le formule di saluto sono varie ma ognuna ha il proprio contesto d’uso. Approfondiamo insieme questo argomento.

Buona lettura!

Prof. Anna

Saper scegliere la formula di saluto più adatta alla situazione in cui ci troviamo è il primo passo per iniziare una buona comunicazione. Le diverse formule di saluto rispondono a diversi gradi di formalità, a diversi contesti o momenti della giornata.

Vediamo insieme quali sono e quando si usano.

FORMULE DI SALUTO

ciao ⇒ è il saluto più diffuso, si usa come saluto amichevole e confidenziale incontrando o lasciando qualcuno in qualunque momento del giorno o della notte; negli ultimi anni si è diffusa la forma ciaone che nella lingua colloquiale è utilizzata per salutare in maniera sarcastica chi si sta separando da qualcuno o da un gruppo. Se volete approfondire la storia e le origini della parola ciao, potete leggere questo articolo: https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2018/09/20/la-parola-ciao-compie-200-anni-storia-del-saluto-piu-conosciuto-del-mondo/;

buongiorno, buondì, buonasera e buonanotte ⇒  sono saluti formali che possono essere usati sia in apertura, sia in chiusura di conversazione, possono essere rivolti al singolo o a un gruppo. Buongiorno si usa nella prima parte della giornata, mentre buonasera nella seconda parte, il confine temporale tra le due forme è molto incerto e cambia a seconda delle regioni d’Italia o semplicemente dell’uso individuale, solitamente però si passa dal buongiorno al buonasera dopo pranzo o nel primo pomeriggio. Buondì equivale a buongiorno, ma si rivolge a persone con le quali si ha una certa confidenza; buonanotte è il saluto di commiato della tarda sera, si usa in particolare prima di andare a dormire; è frequente l’uso scherzoso di buonanotte per indicare la conclusione di una faccenda o l’impossibilità di rimediare a qualche inconveniente (col significato di “non c’è più niente da fare”, “quel che è fatto è fatto”, “non pensiamoci più”). Di buongiorno, buonasera e buonanotte sono usate anche le forme ridotte (giorno!, sera!, notte!), sono formule meno formali;

arrivederci e arrivederla ⇒ formule di congedo molto diffuse, rivolte a persone che si rivedranno presto o che ci si augura di rivedere, la prima è mediamente formale e può essere rivolta a un singolo o a un gruppo, la seconda è molto formale e può essere rivolta solo a un singolo, possono essere usate anche quando non si stia materialmente vedendo l’interlocutore, per esempio in chiusura di una telefonata; entrambe sono valide in qualunque momento del giorno o della notte;

buona giornata, buona serata ⇒ queste espressioni sono usate come formule di congedo;

di nuovo ⇒  si usa quando si incontra nuovamente qualcuno che si è appena salutato o semplicemente si replica il saluto di commiato;

addio ⇒  è utilizzato nello standard solo come saluto enfatico, prima di una separazione definitiva (per una partenza o per un litigio). Sopravvive in Toscana nel senso di arrivederci;

a presto ⇒ si usa come formula di commiato, come arrivederci.

L’USO DI SALVE NELL’ITALIANO CONTEMPORANEO

Salve deriva direttamente dal latino, dove era un dei saluti più usuali e significava letteralmente “sta’ bene”, ne abbiamo testimonianza anche nell’italiano antico. È un saluto usato sia in apertura sia in chiusura di conversazione e in qualunque momento del giorno o della notte. Nell’italiano contemporaneo salve è usato sempre più frequentemente, soprattutto nei saluti a estranei. A cosa è dovuto questo successo? Salve è una forma di saluto media, né troppo formale né troppo informale e in italiano manca una forma di livello medio, ci sono saluti di formalità medio-alta (buon giorno, arrivederci) e il saluto informale per eccellenza (ciao); salve è utile in tutte quelle situazioni non ufficiali in cui siamo incerti su quale livello di formalità adottare, come nel linguaggio delle mail, dove capita che il destinatario sia sconosciuto e sconosciuto è anche il momento della giornata in cui la mail verrà letta, in queste circostanze salve sembra a molti la scelta più adeguata.

 

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  1. Il saluto "arrivederci" può essere rivolto solo a un singolo
    • vero
    • falso
  2. "Buongiorno" e "buonasera" sono saluti formali
    • vero
    • falso
  3. "Di nuovo" si usa quando si replica il saluto di commiato
    • vero
    • falso
  4. "Addio" si usa in tutta Italia nel senso di "arrivederci"
    • vero
    • falso
  5. Il confine temporale tra l'uso di "buongiorno" e "buonasera" è molto incerto e cambia a seconda delle regioni d’Italia o semplicemente dell’uso individuale
    • vero
    • falso
  6. "Salve" si usa solo nella prima parte della giornata
    • vero
    • falso
  7. "Salve" è un saluto molto informale
    • vero
    • falso
  8. "Buona giornata" e "buona serata" si usano come formule di saluto nel momento dell’incontro
    • vero
    • falso
  9. "Buondì" equivale a "buongiorno"
    • vero
    • falso
  10. "Arrivederla" è una formula di saluto molto formale e può essere rivolta solo a un singolo
    • vero
    • falso

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Commenti [3]

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  1. Maria scrive:

    Per noi argentini questo saluto somiglia molto alla fonetica del nostro”chau”, usato soltanto come “ci vediamo” dentro del registro informale. Per tanto per gli studenti è molto capibile il suo uso.

    • Zanichelli Avatar

      Cara Maria, grazie per il tuo contributo.
      A presto
      Prof. Anna

  2. Ciao Prof. Anna!
    È stata veramente di grande approfondamento. Grazie, a presto.