L'interiezione

Prof. Anna
La lingua italiana,   Lessico

Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, a volte, per comunicare, non abbiamo bisogno solo di parole, ma anche di espressioni che hanno la capacità di esprimere in maniera diretta una reazione improvvisa dell’animo, ed è per questo che utilizziamo l’interiezione.

Vediamo insieme di che cosa si tratta.

Buona lettura!

Prof. Anna

L’interiezione è una parte invaribile del discorso, usata per esprimere un’emozione (gioia, dolore, sorpresa, sdegno, paura) o per formulare un ordine, un saluto, un richiamo.

A differenza delle altre parti del discorso, l’interiezione non ha legami sintattici con le parole che la precedono e la seguono.

Grazie alla loro immediatezza comunicativa le interiezioni sono tipiche della lingua parlata, dove possono assumere, a seconda dell’intonazione e del contesto nel quale vengono utilizzate, molteplici significati, per lo stesso motivo l’uso delle interiezioni si addice di più ad un contesto in cui siamo liberi di esprimere la nostra soggettività, mentre è meglio ridurne l’uso in contesti formali.

 

Distinguiamo tra interiezioni proprie, improprie e locuzioni interiettive.

  Le interiezioni proprie: si chiamano così perchè hanno soltanto questa funzione, molto spesso contengono la lettera h in posizione finale o in mezzo, che serve a evitare confusioni con altre congiunzioni (per esempio e, eh): ah!, eh!, oh!, ahi!, ehi!, ohi!, mah!, urrà!, ahimè!, ohimè!, ecc..

 Le interiezioni improprie: sono dette improprie perchè in origine hanno altre funzioni (sostantivi, aggettivi, avverbi, verbi) e sono secondariamente usate con valore di interiezione, per esempio: basta! bene! bravo! coraggio! giusto! peccato! presto! via! viva! zitto!, queste espressioni agiscono sul destinatario del messaggio, altre servono per attivare la comunicazione: come?, senti!, pronto?.

Le locuzioni interiettive: sono chiamate così perchè sono formate da gruppi di parole o da vere e proprie frasi: Dio mio!, santo cielo!, ora basta!, poveri noi!, per carità!, si figuri!, mi faccia il piacere!, neanche per sogno!.

Come si può notare dagli esempi, le interiezioni sono spesso seguite dal punto eslamativo o dal punto interrogativo, per accentuare l’espressione di meraviglia, di stupore o di incredulità.

SIGNIFICATO DELLE PRINCIPALI INTERIEZIONI PROPRIE E IMPROPRIE

ah → esprime dolore: ah, che disastro!, o sorpresa: ah, sei tu!; se ripetuta (ah! ah!) riproduce il suono di una risata;

ahi → esprime dolore fisico o spirituale: ahi, mi sono punto con uno spillo! ahi, ahi, che brutta situazione!;

 

bah → esprime perplessità, dubbio, incertezza: bah, non so cosa dirti!, può anche esprimere disgusto: bah, che schifo queste caramelle!;

beh? → si usa per domandare perchè hai detto o fatto qualcosa;

boh → esprime incertezza, significa "non lo so": "Di che cosa parla quel film?" "Boh!";

eh → può esprimere un rimprovero o disapprovazione: eh no, così non va bene! o meraviglia: eh, che bella casa!

ehi → si usa per richiamare l’attenzione: ehi, c’è nessuno in casa?, o con tono di rimprovero: ehi, come ti permetti?;

ehm → può indicare esitazione o imbarazzo: "Ti vedo preoccupato, cos’è successo?" "Ehm, preferirei non parlarne"; oppure serve per richiamare l’attenzione: ehm, mi scusi come si arriva in stazione?;

mah → esprime incertezza: "Ti va di andare al cinema?" "Mah, non so"; può anche esprimere amarezza o rassegnazione: mah! Non so più come comportarmi con lui!;

magari → esprime la volontà che qualcosa avvenga: "Il prossimo fine settimana potremmo andare al mare?" "Magari!";

mhmm → esprime dubbio, perplessità o esitazione "Potremmo andare al parco più tardi?" "Mhmm, non mi sembra il caso, sta per piovere", può anche esprimere soddisfazione per aver mangiato o all’idea di mangiare qualcosa di buono: "Ti piacciono le lasagne?" "Mhmm!";

oh → esprime meravigia, gioia: oh, questa è proprio una bella sorpresa!, oppure dolore, sdegno: oh, che brutta storia!, può anche servire da richiamo: oh! stai attento!;

peccato → esprime dispiacere, rammarico: "Non siamo riusciti a vedere quel film che ci avevi consigliato" "Peccato!";

to’ → si dice porgendo qualcosa a qualcuno: to’, prendi questa borsa!, o per esprimere meraviglia: to’, guarda chi si rivede!;

uffa → esprime noia, impazienza, fastidio: uffa, quando finisce la lezione?;

uhm → esprime incertezza, dubbio, perplessità: uhm, la tua idea non mi convince!

Le interiezioni improprie possono esprimere un ordine (basta!, zitto!), un’esortazione (su!, coraggio!), un giudizio di apprezzamento o di biasimo (bravo!, vergogna!), un’imprecazione (accidenti!, maledizione!), un’espressione di cortesia (auguri!, congaturazioni!).

Per capire un’interiezione è molto importante conoscere il contesto comunicativo nel quale viene espressa, perchè, come avrete notato, una singola interiezione può avere significati diversi a seconda dell’intonazione con cui viene pronunciata e dal contesto in cui è inserita.

 

 

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Commenti [48]

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  1. Lucia scrive:

    Molto interessante l’articolo sull’interiezione. Me l’ha inviato una mia amica. Saluti

  2. Maria scrive:

    Ho trovato molte delle queste expressione gia nella lettura ma adesso e piu ciaro! Grazie Prof. Anna

    • Zanichelli Avatar

      Cara Maria, sono contenta che queste espressioni ora siano più chiare per te.
      A presto
      Prof. Anna

  3. Isi scrive:

    Questo sito e molt utile. L’ho trovato per caso. Mi fa piacere leggere e imparare.

    • Zanichelli Avatar

      Cara Isi, benvenuta su Intercultura blog!
      A presto
      Prof. Anna

  4. Carissima e Gentilissima Professoressa Anna;

    La ringrazio di cuore per questo interessantissimo articolo, e` molto utile per me per poter spiegare ai miei studenti queste espressioni.

    Distinti saluti.
    Mazen DJAMOUS
    Aleppo – Syria

    • Zanichelli Avatar

      Grazie a te per il tuo intervento, un saluto a te e al tuo meraviglioso paese.
      A presto
      Prof. Anna

  5. Caro maestro, i messaggio sono molto importanti per me, perche io amo la lingua italiana… baci

  6. alejandra scrive:

    potete dirmi come scrivere in italiano, la expresione spagnola da ridere “ja, ja” o “je je”. Ad esempio: “esto me hace reir, ja ja”, “questo mi fa ridere…. ?”
    Grazie
    ale

    • Zanichelli Avatar

      Cara Alejandra, in italiano si scrive: “ah ah ah”, in questo caso l’acca viene leggermente aspirata.
      A presto
      Prof. Anna

  7. Anna scrive:

    La Prof. Anna non delude!:) Mi sa che questo sito sarà un vero e proprio punto di riferimento per me. E’ sempre bello poter trovare le informazioni giuste e precise, grazie di cuore. A proposito, mica ci sta qualcosa sugli suoni del mondo animale? Pare una sciocchezza, ma cambiano a seconda della lingua. Non si potrebbe fare una voce specifica su un tale argomento? Grazie.

    • Zanichelli Avatar

      Cara Anna, grazie per il tuo commento, terrò in consderazione la tua richiesta.
      Un saluto
      Prof. Anna

  8. Complimenti.
    by Simone

  9. Pascale scrive:

    Molto interessante per una straniera. Così la mia lingua diverrà sempre più “italiana”.

  10. antonello scrive:

    salve prof.ANNA

    LEGGENDO QUI, LA RISATA RISULTA SCRITTA COSI (AH! AH!)

    MA SE SCRIVO COSI’ (ESSENDO UNA RISATA CONTINUA e lunga) E’ CORRETTA O SBAGLIATA?

    ESEMPIO: ahahah

    • Zanichelli Avatar

      Caro Antonello, è corretto.
      Un saluto
      Prof. Anna

  11. antonello scrive:

    QUINDI SE UNA RISATA E’ LUNGA E CONTINUA VANNO BENE E SONO CORRETTI IN ENTRAMBI I MODI?:

    AHAHAHAHAH
    AH AH AH AH AH

    perchè in nessun dizionario trovo la forma AHAHAHAH tutta attaccata

  12. cristina scrive:

    buonasera,
    ho un quesito da lungo tempo riguardo una interiezione. nella fattispecie la interiezione “eh”.
    vengo al punto. quando nel parlare comune diciamo frasi tipo:
    “sei stata bocciata, eh?”
    credo che la forma giusta sia eh (con l’acca); molte persone credo la maggioranza) invece usano è (verbo)

    fatto salvo che a mio parere è (verbo) non c’azzecca per niente…è giusto invece scrivere “eh”?

    grazie e buona serata a tutti

    • Zanichelli Avatar

      Cara Cristina, in questo caos usare il verbo “essere” non è corretto, è corretto scrivere “eh”.
      A presto
      Prof. Anna

  13. CRISTINA scrive:

    salve, ho un dubbio su come si scrive una interiezione, anche se non lo è propriamente: uhè che fai? o ué, che fai?
    grazie, Cristina

    • Zanichelli Avatar

      Car cristina, la scriverei con -h-.
      A presto
      Prof. Anna

  14. maria scrive:

    sto iniziando a scrivere racconti, romanzi per concorsi mi hanno detto che ho possibilità di poterli pubblicare ma non so dove mettere la punteggiatura esatta la sbaglio sempre

  15. maria scrive:

    Mi correggo: …

  16. Buongiorno e innanzitutto grazie per questo interessantissimo articolo.
    Devo però notare che, mentre nel corpo dell’articolo si riporta la risata come AH AH AH, nella nota n. 9 per rispondere ad Alejandra si riporta al contrario HA HA HA.
    Io propendo per la forma HA, più attinente al suono emesso, ma mi farebbe piacere avere una nota conclusiva in merito.
    Grazie mille ed ancora complimenti

    • Zanichelli Avatar

      Caro Fiorenzo, nel commento c’è infatti un errore, è meglio mettere l’acca in posizione finale per evitare di confondersi con altre parole (in questo caso il verbo avere).
      Un saluto
      Prof. Anna

      • Pat scrive:

        Ma una risata onomatopeica, si capisce benissimo in un contesto..Difficile confondere con un verbo.
        Mi verrebbe da dire: Al prossimo che scrive “ah ah ah ah”, rispondo “Stayin alive, stayin alive!”.

  17. Carlo scrive:

    Prof. Anna, nella risata hahaha, scritta di continuo o meno, mi pare che non può esserci alcuna confusione con la terza persona del verbo avere anche perché non avrebbe senso la ripetizione del medesimo, a meno che non lo si voglia equiparare al famoso est est est che riguardava la locanda dove c’era il buon vino. Mi chiedo come andrebbe differenziata glottologicamente la risata dal grido di dolore. Grazie per l’eventuale risposta.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Carlo, di solito il grido di dolore è espresso con: “ah” non ripetuto; ma ovviamente il significato dell’interiezione si deduce dal contesto.
      Un saluto
      Prof. Anna

  18. Trissino scrive:

    Buongiorno,

    leggo nel suo articolo “l’interiezione non ha legami sintattici con le parole che la precedono e la seguono”.
    La domanda e’: secondo lei, si potrebbe affermare che le interiezioni, in alcuni casi, possono reggere un complemento? Per esempio: “Accidenti alla pioggia battente”?
    Avrei un’altra domanda:
    l’interiezione to’ puo’ avere l’acca? Nella favola di Rodari “La strada che non andava in nessun posto” ho visto scritto “toh”. L’aggiunta dell’acca, secondo lei, potrebbe essere elemento distintivo per ditinguere il “to'” che si dice porgendo qualcosa a qualcuno, e il “toh” che si dice per esprimere meraviglia?

    Grazie mille,
    Cordiali saluti

    • Zanichelli Avatar

      Caro Trissino, le interiezioni sono di norma autosufficienti, solo in alcuni casi possono reggere un complemento, come appunto nel caso di “accidenti alla pioggia!” o per esempio “addio a tutti!”; è possibile trovare -toh- al posto di -to’- ma è meno frequente ed entrambe le forme si usano indistintamente sia accompagnando il gesto di porgere qualcosa a qualcuno sia per indicare generica sorpresa.
      Un saluto
      Prof. Anna

  19. Trissino scrive:

    Buongiorno,

    leggo nel suo articolo “l’interiezione non ha legami sintattici con le parole che la precedono e la seguono”.
    La domanda e’: secondo lei, si potrebbe affermare che le interiezioni, in alcuni casi, possono reggere un complemento? Per esempio: “Accidenti alla pioggia battente”?
    Avrei un’altra domanda:
    l’interiezione to’ puo’ avere l’acca? Nella favola di Rodari “La strada che non andava in nessun posto” ho visto scritto “toh”. L’aggiunta dell’acca, secondo lei, potrebbe essere elemento distintivo per ditinguere il “to'” che si dice porgendo qualcosa a qualcuno, e il “toh” che si dice per esprimere meraviglia?

    Grazie mille,
    Cordiali saluti

  20. Toufik scrive:

    ciao professoressa voglio sapere il significato delle espressioni ” è inutile ,ma come! ,come no :lo dice ame ,ma sa e veramente” grazie.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Toufik, provo a spiegarti il significato di quello che mi scrivi: “è inutile, ma come!”, l’espressione “ma come!” si usa per esprimere meraviglia per qualcosa, “come no!” significa “davvero, ceramente” a volte usato in modo ironico; nelle espressioni che scrivi dopo invece si sta dando del Lei, quindi ci si rivolge a qualcuno in maniera formale: “lo dice a me (=Lei dice quasta cosa a me)” di solito si usa per esprimere che quella tal cosa è già successa alla persona che sta parlando, per esempio “oggi è davvero caldo” “lo dice a me, è da ore che sono sotto il sole a lavorare” quindi chi risponde esprime il fatto che ha già vissuto in prima persona l’esperienza del caldo, “ma (Lei) sa” dopo questa espressione di solito segue una frase che chiarisce qualcosa detto precedentemente: “”oggi è davvero caldo” “lo dice a me, è da ore che sono sotto il sole a lavorare, ma sa, mia moglie mi ha chiesto di tagliare l’erba di tutto il giardino”.
      Spero di aver chiarito i tuoi dubbi.
      A presto
      Prof. Anna

  21. Stimata Prof. Anna,
    ho letto con interesse l`analisi da lei fatta delle interiezioni nelle loro varie sfumature.Mi è venuto spontaneo fare una associazione con la lingua che ho iniziato a studiare, l`ebraico biblico. Le interiezioni in questa lingua sono del tipo: un grido di gioia “he´ach”, grida di dolore “´ahah”, “hah”, “´ach”, grida di minaccia “hoi”, “´oi”.

    La mia domanda, forse un po` accademica, è la seguente : è possibile che l`umanità divisa da un groviglio di lingue possa avere trovato almeno nelle interiezioni un denominatore comune?
    L`ebraico sembra suggerirmelo.

    La ringrazio per un suo gradito riscontro.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Giovanni, la tua teoria è molto interessante, ma non ho le competenze necessarie per poterti rispondere in modo scientifico. Ma se dovessi darti solo un parere personale mi sembra un’ipotesi plausibile, in quanto le interiezioni sono frutto della nostra parte più emotiva e istintiva, che molto probabilmente tutti condividiamo.
      Un saluto e a presto
      Prof. Anna

  22. Grazie infinite prof. Anna. Ho letto l’articolo per caso, (pur credendo che nulla è un caso astratto!); ho imparato e ripassato. Pur non conoscendola La ritengo una ” grande persona”. Pochi fanno uso della generosità del condividere e divulgare il “sapere” appreso. Grazie di cuore; ora che l’ho trovata la seguo!

    • Zanichelli Avatar

      Cara Rosa, grazie di cuore per il tuo gentile commento.
      Se hai dei dubbi o delle domande non esitare a scrivermi.
      A presto
      Prof. Anna

  23. Cosa esprimere queste espressione:non vedo l ora,ma sa ,come no,io dice a me, è inutile,ma come

    • Zanichelli Avatar

      Cara Signorina, “non vedo l’ora” significa “sono impaziente, sono desideroso di fare qualcosa”, “ma sa” significa “ma deve sapere che”, “come no” significa “senza dubbio, certamente” usato spesso in senso ironico, “lo dice a me” significa “anch’io conosco per esperienza ciò di cui mi stai parlando, la situazione che mi stai descrivendo”, “è inutile” in frasi assolute esprime rassegnazione di fronte a cosa che appare inevitabile o a una situazione che non può esser mutata, “ma come!” si usa per esprimere meravigia “ma come! Non hai ancora finito i compiti”.
      Un saluto
      Prof. Anna

  24. È un articolo molto interessante, però non ci sono esercizi per ripassare “Le Interiezioni”.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Joao, hai ragione! Verrà pubblicato al più presto un test sulle interiezioni. Grazie per la segnalazione. Intanto ti consiglio questo articolo sulle interiezioni improprie seguito da un esercizio: https://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2017/05/11/le-interiezioni-improprie/.
      Un saluto
      Prof. Anna

      • Grazie, Professoressa Anna. Sono brasiliano e sto imparando l’italiano da sei mesi, però ho ancora molta difficoltà con la lingua italiana. Ma non si preoccupi, piano piano ce la farò. Ah, voglio sapere una cosa: c’è una differenza tra “solo/sola” e “da solo/da sola”? Aspetto con ansia una risposta!

        • Zanichelli Avatar

          Caro Joao, le espressioni “solo” e “da solo” hanno un significato leggermente diverso: “da solo” indica senza la presenza, la partecipazione, l’aiuto di altri e quindi con l’espressione “stare da solo” si esprime l’assenza di compagnia in un determinato momento, mentre “solo” indica l’esclusione dalla compagnia di altri, l’essere solitario, quindi con l’espressione “stare solo” si esprime una solitudine più profonda, più intensa.
          Un saluto e a presto
          Prof. Anna

  25. Ricardo scrive:

    PERCHÉ con la ”É”

    • Zanichelli Avatar

      Caro Ricardo, si scrive “perché”.
      A presto
      Prof. Anna

  26. Un esclamazione napoletana ué per dire to’ ho notato in questo istante oppure un saluto nel tuo arrivo in una presenza

    • Zanichelli Avatar

      Caro Roberto, “ué” è generalmente un’espressione di meraviglia o di richiamo.
      A presto
      Prof. Anna