Il 25 Aprile: Festa della Liberazione

Prof. Anna
Civiltà,   Storia

Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, oggi è il 25 Aprile e in Italia si festeggia l’anniversario della liberazione dal nazifascismo e per questo rappresenta un evento di fondamentale importanza per la storia d’Italia. Oggi quindi mi sembra opportuno ricordare alcuni avvenimenti di quel periodo storico.

Se incontrate parole che non conoscete, potete utilizzare il dizionario on-line: cliccando due volte sulla parola si aprirà una piccola finestra, cliccando una volta su questa finestra apparirà il significato della parola.

Buona lettura e buona Festa della Liberazione!

Prof. Anna

liberazione

 

Il 25 Aprile è festa nazionale, si festeggia la  Festa della Liberazione, anche detta Anniversario della Resistenza; convenzionalmente fu scelta questa data perché il 25 Aprile 1945 fu il giorno della liberazione di Milano e Torino, in realtà la liberazione delle città del nord Italia erano cominciate già da alcuni giorni. La Liberazione mette così fine a venti anni di dittatura fascista ed a cinque anni di guerra; simbolicamente rappresenta l’inizio di un percorso storico che porterà al referendum del 2 giugno 1946 per la scelta fra monarchia e repubblica, quindi alla nascita della Repubblica Italiana, fino alla stesura definitiva della Costituzione.

Ma cosa si intende esattamente con la parola "Resistenza"?

La Resistenza italiana, comunemente chiamata Resistenza, anche detta Resistenza partigiana, fu l’insieme di movimenti politici e militari che si opposero al nazifascismo.

In Italia importanti azioni di resistenza si svolsero a partire dal 1943. Vediamo il contesto storico in cui nacque la Resistenza.

Nel Luglio del 1943 gli angloamericani sbarcarono in Sicilia, determinando il crollo del regime fascista (25 Luglio); Mussolini fu arrestato per ordine del re e il governo venne affidato al generale Badoglio; nell’Italia settentrionale, occupata dai tedeschi, Mussolini, da essi liberato, diede vita il 23 settembre a un regime neofascista repubblicano (Repubblica Sociale Italiana) con sede a Salò, mentre nell’Italia occupata dagli alleati fu formato il "regno del sud" che dichiarò guerra alla Germania. 

Nell’Italia dominata dai nazifascisti, che misero in atto sanguinose repressioni, venne formato il Comitato di Liberazione Nazionale, un organismo clandestino formato a Roma il 9 settembre 1943, che riuniva i partiti antifascisti.

Forte dell’alleanza tra il governo Badoglio e gli angloamericani e di un crescente consenso popolare alla lotta contro i tedeschi e le forze fasciste repubblicane, la Resistenza nell’Italia settentrionale e in parte nell’italia centrale reclutò i suoi membri in tutte le forze politiche e in tutti gli strati sociali, configurandosi sempre più nettamente come un movimento di ribellione popolare interclassista diffuso sia nelle campagne (dove era più numeroso) sia nelle città.

L’unità militare di base era la brigata, composta da 100-300 uomini e di solito connotata in base all’affiliazione politica.

Anche le donne rappresentarono una componente fondamentale per la Resistenza, esse lasciarono i loro ruoli di mogli e di madri e lottarono per riconquistare la libertà e la giustizia del proprio paese ricoprendo funzioni di primaria importanza.

Nella primavera del 1945 l’offensiva partigiana si affiancò al’ultima offensiva alleata, contribuendo notevolmente alla sconfitta dei nazifascisti e liberando la maggioranza delle grandi città del nord prima dell’arrivo degli Alleati.

 La Resistenza fu comunque un fenomeno europeo che offrì ovunque agli eserciti Alleati un appoggio essenziale dietro le linee del nemico. In Francia, in Grecia, in Iugoslavia, in Italia e, in misura minore, in diversi altri paesi europei, la Resistenza contribuì quindi militarmente alla sconfitta degli eserciti di occupazione nazifascisti.

La Resistenza  dimostrò che i popoli europei non sopportavano l’occupazione tedesca e fascista, che lo spirito di libertà e indipendenza era ancora vivo. In particolare in Italia, dopo il ventennio fascista, essa rappresentò un importante segnale di riscatto al fine di ricostruire una credibilità democratica del nostro paese nel contesto internazionale. La Resistenza costituì una importante esperienza di lotta e partecipazione politica dal basso.

 

 


 

 

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Commenti [19]

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  1. maria scrive:

    Super interessante Prof. Anna grazie mille. L’ho letto con grande attenzione. Anche da noi La Resistenza ha fatto buon lavoro (in misura minore) e credo che fosse cosi in tutti i paese occupati.
    un caro saluto e buon fine settimana
    Maria

  2. Grazie mille, per l’articolo, prof. Anna! la lotta de l’Ialia ieri e oggi è al cuore de tutti l’uomini liberi del mondo. Non ci siamo liberati del fascismo… ancora!

  3. AntonyM scrive:

    Grazie per questo…. importante non dimenticare.

  4. Anita scrive:

    Cara prof.ssa Anna,
    4 Maggio abbiamo in tutti Paissi Bassi memorialday per tutti personi chi sono morti nella seconda guerra mondiale. Al questo giorno ricordiamo i morti per mantenere 2 minuti silenzio dove se trova, alle 8 di sera, se non ci troviamo sui punti officiali. Prima la Regina Juliana= la sua nome officiale in italiano Giulliana. I notabili locale ne fanno nelle cittá proprie Dopo ebbi fatto la Regina Beatrix( in italiani Beatrice). Questo giorno alle 8 di sera, depone una corona di fiore alla statue memoriale per le persone nella seconda guerra mondiale morte persone. Questo anno farne ora ancora il principio Willemstad Alexander, ciò sarò dedicato al Re dei Paesi Bassi, perché la Regina Beatrix si ritirerà dal Trono al 30 aprile= un giorno festeggiare nazionale giorno della Regina, in l’olandese si chiama Koninginnedag, ricordiamo il compleanno della regina Juliana, poi siamo liberi e festigiamo tutti, con molto medie divertimento. Il 5* maggio è in tutti Paessi Bassi un giorno della liberà che festigiamo anche come il 30* aprile. Cioè anche un giorno fesstigiare nazionale in Paessi Bassi. Io sono nata due anni dopo questa guerra terribile e Lei è anche nata dopo questa guerra e ho sentito le storie terribile dalle persone che l’hanno superata, perchiò è più importante che ricordiamo tutti questi giorni, perché non mai possiamo dimenticarli. Ch’è successo è troppo di grave, mentre ora succedono ancora cose gravemente e il falchiamo esiste ancora in tutti paessi e non possiamo permettere che diventerdà una grande marea. Non siamo solo ollandesi, spagnoli, francesi e italiani ecc e non siamo solo europeani, ma abituanti mondiali e così siamo infatti un popolo, sopratutti se penso a Adamo e Eva, dove l’umanità si è iniziato, siamo tutti infarto sorelle e frattelli, se più umani ne capiscono, avremo un mondo più meglio e bello.
    Cara prof.ssa Anna, ho dovuto scribberne, perché dappertutto succedono purtroppo cose brutte e spero che queste parole ne fermano un po’ e perciò trovo il suo lavoro più importante di davanti e anche questo articolo che Lei ha scritto. Grazie mille dal mio cuore.
    Con saluti cordiali dal Ollanda
    Anita

    • Zanichelli Avatar

      Cara Anita, ti ringrazio per il tuo contributo e per le tue belle parole, è necessario ricordare il passato per migliorare il futuro.
      Un saluto e a presto
      Prof. Anna

  5. Cara prof.ssa. Anna,

    Le vorrei porne due domande: è proprio in questo periodo che hanno creato la canzoncina “Bella ciao”? E non si sa l’esistenza del compositore, vero ?

    E ancora: chi è il personaggio che parla nella canzone come nella strofa “O partigiano, portami via”. La ringrazio in anticipo le risposte. Buon venerdì.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Marcos, “Bella ciao” è una canzone popolare cantata dai simpatizzanti del movimento partigiano italiano (Resistenza) durante la Seconda Guerra Mondiale, che combattevano contro le truppe fasciste e naziste. La circolazione di “Bella ciao” durante la Resistenza è documentata e sembra circoscritta soprattutto in Emilia, fra l’appennino bolognese e le zone della Repubblica partigiana di Montefiorino (sull’appennino modenese, dove si dice che fu composta da un anonimo medico partigiano). La musica, di un autore sconosciuto, viene fatta risalire alla melodia di un canto ottocentesco e pare che fosse cantata dalle mondine, cioè le donne che lavoravano nelle risaie, ovviamente con un testo diverso.
      In ogni modo questa è sicuramente una delle canzoni simbolo della resistenza italiana. Il personaggio della canzone è “un partigiano”, non una persona in particolare.
      Un saluto e a presto
      Prof. Anna

  6. Grazie, profa. Anna. Vorrei ancora dire che forse non mi sono fatto spiegare bene: in realtà intendevo dire chi è il personaggio che dice “portami via”. Grazie ancora.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Marcos, infatti non avevo capito, ma comunque i personaggi della canzone sono sconosciuti.
      A presto
      Prof. Anna

  7. Luis scrive:

    Complimenti per la Festa della Liberazione.
    Per parlare una lingua bisogna conoscere la sua storia, i suoi costumi, la sua cultura. Cioè, tutto quello che fa diversa la società italiana.La lingua è il riflesso, la espressione della cultura.

    Queste tipi di articolo sono molto utile.
    grazie mille e buona festa.

  8. Elena scrive:

    Complimenti Anna per il suo bellissimo blog! Sono insegnante d’italiano all’estero e devo dire che mi servo moltissimo delle sue precise e chiare spiegazioni. Devo però farle i miei complimenti anche per i suoi momenti culturali così utili e così ben fatti. Grazie!

    • Zanichelli Avatar

      Cara Elena, benvenuta su Intercultura blog e grazie per il tuo gentile commento.
      A presto
      Prof. Anna

  9. Sono una insegnante d’italiano qui in Brasile e mi è piaciuto molto questo articolo. Proprio questa sera faremmo una picola mostra della cultura italiana e la publiccheremo. Scusi i miei errori della lingua. Mio padre ha fatto la guerra e dopo, negli anni 1950 è venuto in Brasile. grazie Prof. Anna.

    • Zanichelli Avatar

      Cara Vivola, benvenuta su Intercultura blog!
      Un saluto e a presto
      Prof. Anna

  10. vincenzo scrive:

    perché poi ci siamo comportati peggio dei fascisti,coinvolgendo innocenti.non capirò mai (l’umano)

  11. Egregi,mi farebbe piacere ricevere una risposta riguardo gli eventi della seconda guerra mondiale,
    Io a quei tempi vivevo nel ferrarese ed essendo nato ne 1938 mi ricordo tante cose degli ultimi
    2 o 3 anni della guerra,ma in certe date mi sento un po’ confuso leggendo anche ultimamente riguardo il 25
    Aprile festa nazionale per ricordare la liberazione dell’Italia,ma questa data e’ stata scelta se non mi sbaglio e portata al governo dal Senatore Alcide Degasperi dopo la guerrama io mi ricordo assai bene che la guerra continuo’ con attacchi aerei su Bologna fino verso la fine del mese di Agostoe il principio del mese di settembre 1945 , molto facilmente essendo passato tanti tanti anniuo’ darsi che la mia memoria mi tradisca .
    Ma ne sarei tanto grato se lo vostra gentilezza potesse darmi un chiarificazione al riguardo via E-mail ne sarei tanto grato e mi permetto di inoptrare i mie ringraziamenti e nello stesso tempo se poteste indicare il titolo assai completo e onesto riguardo la vera storia io vivi in Florida e sono di una certa eta’ e mi ver gogno di avere lasciato passare tanto tempo prima interessarmi della storia del mio paese.
    Cordiali saluti
    Paolo Campanini
    paulcampanini2@yahoo.co.uk.
    ,

  12. Trissino scrive:

    Buongiorno,
    potrebbe gentilmente correggermi il seguente esercizio?
    Distingui quando uno/una e’ articolo indeterminativo,(A.I.) aggettivo numerale (A.N.) o pronome indefinito (P).
    1) Il lavoro e’ uno dei diritti fondamentali. (P.)
    2) L’articolo uno della Costituzione definisce l’Italia quale Repubblica democratica. (A.N.)
    3) La mafia e’ una malattia dell’animo umano.(A.I.)
    4) Sei uno troppo permaloso.(P.)
    5) Mi passi, per favore, uno dei tuoi pennarelli? (P.)
    6) Il loro giardino sembra uno zoo. (A.I.)
    7) Una sola porzione di dolce, grazie. (A.N.)
    8) Uno zaino e’ rotto, l’altro e’ bagnato. (A.N.)
    9) C’e’ una per te al telefono,di cui non ho capito il nome. (P.)
    10) Farei volentieri una nuotata. (A.I.)

    Grazie mille
    Cordiali saluti

  13. Liberazione d’Italia; non dimenticare la contribuzione dei alliante. Piu di SEI MILLE (6,000) soldati CANADESE, si soldati di CANADA morte e in cimitero del Italia. Basta e basta il teatro di stati-uniti in Roma, mille e mille di soldati della allianza a pocco kilometri sud di Roma, soldati completamenti essausto, malati, ferriti ma non ”presentabile” per intrare a Roma.