Commenti [6]

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  1. Ciao a tutti
    Come state?
    Ancora in vacanza? 🙂 o siete rientrati a lavoro… 🙁
    Tra breve riniziamo il grande viaggio nella lingua e cultura italiana… tante curiosità e tanti articoli vi aspettano
    a presto
    Prof. Valerio

  2. Giulia scrive:

    Buongiorno Sig. GIacolone
    Noto che negli ultimi mesi non ha piú inserito nuovi argomenti, spero che non ci lascerà in questa valle di lacrime…
    IO ieri sera ho iniziato un nuovo corso per principianti ( adulti), ed è stata un’esperienza traumatica. Era la prima volta che avevo una classe con 12 allievi, con una grande differenze generazionale. I giovani capivano subito ma gli anziani avevano grandi difficoltà. Mi sono dovuta soffermare 30 minuti solo per far comprendere che in italiano il verbo chiamarsi è riflessivo e non è come in tedesco. Non riuscivano ad avere nessuna elasticità e bastava che aggiungessi un lei o un tu e subito cadevano nella confusione piú totale. Lei deve pensare che io faró lezione a questo gruppo solo per 1.30 alla settimana e che entro dicembre devo finire 3 lezioni didattiche. Le sarei molto grata se lei mi desse qualche suo consiglio su come facilitare la loro vita e soprattutto la mia.
    grazie
    Giulia

  3. Giulia scrive:

    differenza generazionale….errore di tastatura.
    sorry
    giulia

  4. Cara Giulia
    tra brevissimo ci sarà un interessante articolo sull’utilizzo dell’apostrofo nella lingua italiana e poi un articolo ogni settimana.:)
    Il problema della tua nuova classe è molto diffuso in classi miste di L2/LS, dove spesso ci sono due o tre generazioni di alunni con bagaglio culturale e processi di apprendimento differenti! Insegnare è un lavoro veramente difficile e affascinante anche per queste difficoltà. Ti consiglierei di accettare queste differenze e con serenità procedere nella spiegazione e nella didattica. In classi del genere non puoi cambiare i processi di apprendimento di alcuni alunni, puoi con passione e pazienza spiegare differenze e analogie, soprattutto con esempi pratici. Chi conosce una sola lingua ed è adulto, “crede” che tutte le lingue debbano essere in un modo o nell’altro simili alla propria. A volte trovo molta difficoltà a far capire a un adulto italiano che “ragazza” in tedesco è “das Maedchen”, cioè di genere neutro!!! “Ma come prof, sono bionde bellissime e sono neutre?” Se poi c’è l’interferenza di un’altra lingua straniera come l’inglese dove il neutro “it” si usa per cose e animali … allora le ragazze tedesche corrono il rischio di diventare animali o cose! E’ la bellezza del nostro lavoro: fare incontrare mondi diversi.
    A presto Giulia tienimi informato
    buon lavoro…
    Prof. Valerio

  5. Giulia scrive:

    Grazie
    Leggere la sua risposta è stato un grande sollievo per me. Mi ha rassicurato.
    Vede, io ho fatto il possibile e ho cercato di non mostrarmi a disagio, ma vedere tutti quegli occhi che mi guardavano come se stessi spiegando la formula di Einstein, ha abbattuto un pó della mia sicurezza. Insomma, come se fossi io la colpevole se loro non riuscivano a capire quella frase. È la mia prima esperienza in una classe cosi disparata per quanto riguarda l’età. Il mio problema è quello di non capire se sono io che non sono all’altezza o loro che hanno difficoltà nell’apprendere. È stata la prima lezione spero che in futuro andrà meglio, la terrò informato. La ringrazio, tantissimo, del suo sostegno. Purtroppo i miei colleghi italiani non sono cosi generosi nel darmi consigli, forse perché hanno paura che qualcuno possa diventare più bravo di loro o che possa prendere il loro posto.

  6. Cara Giulia
    Sono contento che la mia risposta ti sia stata utile. Ricordati però che apparire insicura in classe durante la lezione non è positivo. Perchè quello che spieghi, anche se corretto e giusto, se veicolato da un atteggiamento insicuro, rende il messaggio meno chiaro e forte e gli alunni se ne accorgono. La sicurezza dell’insegnante è uno dei cardini della didattica in classe.
    Buon lavoro Giulia
    Bis bald (A presto)
    Prof. Valerio
    p.s. ricorda che tra colleghi è meglio darsi del tu 😉