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[post_content] => Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, oggi studieremo le funzioni e la formazione degli avverbi.
Buona lettura!
Prof. Anna
L'avverbio serve a modificare o precisare il significato di altri componenti del discorso.
Gli avverbi sono invariabili e possono essere classificati secondo la loro funzione.
FUNZIONI DELL'AVVERBIO
L'avverbio può modificare il significato di:
• un verbo: Lucia corre velocemente;
• un aggettivo: sono molto arrabbiato;
• un nome: a cena ho bevuto solo vino;
• un altro avverbio: oggi mi sono svegliato abbastanza presto;
• una frase: francamente, non so cosa dirti.
Secondo il loro significato, gli avverbi si distinguono in:
• avverbi di modo: ci siamo pentiti amaramente;
• avverbi di luogo: loro vivono laggiù;
• avverbi di tempo: adesso non posso venire con te;
• avverbi di giudizo: forse sei un po' stanco;
• avverbi di quantità: oggi ho mangiato troppo;
• avverbi interrogativi: dove vai stasera?
LA FORMAZIONE DEGLI AVVERBI
Esistono due suffissi per la formazione degli avverbi derivati:
-mente: sinceramente;
-oni: carponi.
• Avverbi in -mente
La maggior parte degli avverbi si ottiene aggiungendo il suffisso -mente a un aggetttivo:
- aggettivi in -o: formano l'avverbio con il femminile in -a + il suffisso -mente: certo ⇒cert-a-mente;
- aggettivi in -e: forma unica + suffisso - mente: veloce ⇒veloce-mente.
- gli aggettivi che hanno come ultima sillaba: -le, -lo, -re, -ro, perdono la vocale finale:
uguale + mente = ugualmente;
benevolo + mente = benevolmente;
singolare + mente = singolarmente
leggero + mente = leggermente.
Alcuni avverbi non seguono queste regole: altro⇒altrimenti; pari⇒parimenti; ; violento⇒violentemente.
• Avverbi in -oni
Il suffisso -oni unito a un nome o a un verbo si usa in un numero limitato di casi, per indicare un modo di stare o di procedere, alcuni esempi:
- bocca ⇒bocc-oni = a faccia in giù: dormire a bocconi;
- carpare ⇒carp-oni = nella posizione di chi procede con le ginocchia e le mani a terra: camminare a carponi.
- tentare ⇒tent-oni = avanzare aiutandosi con il tocco delle mani perchè la vista è impedita: avanzare nella stanza buia a tentoni.
LA POSIZIONE DELL'AVVERBIO
Gli avverbi di modo possono essere collocati in qualunque posizione senza alterare il significato della frase:
assieme abbiamo fatto la spesa al supermercato;
abbiamo fatto assieme la spesa al supermercato;
abbiamo fatto la spesa assieme al supermercato;
abbiamo fatto la spesa al supermercato assieme.
In altri casi la posizione dell'avverbio segue alcune regole che dipendono dal tipo di elemento a cui si riferisce:
• se l'avverbio si riferisce a un verbo, si colloca dopo di esso: Luca cammina molto.
Se il verbo è accompagnato da complementi l'avverbio può collocarsi subito dopo il verbo: Maria parla fluentemente l'italiano, oppure in fondo alla frase: Maria parla l'italiano fluentemente.
Quando il verbo è coniugato in un tempo composto l'avverbio si colloca dopo il verbo: Nadia ha lavorato duramente. Alcuni avverbi di tempo (ancora, appena, finalmente, già, mai, sempre, spesso, subito, talvolta) e di giudizio (certamente, forse, neanche, nemmeno, neppure, probabilmente, proprio, sicuramente) possono essere collocati tra l'ausiliare e il participio passato: non sono mai andato a Roma; non hai nemmeno lavato i piatti.
• Se l'avverbio si riferisce a un nome o un aggettivo, si colloca prima di esso: leggo prevalentemente romanzi; sono abbastanza stanco.
• Infine con alcuni avverbi il cambiamento di posizione ha effetto sul significato della frase:
Solo Marco ha giocato a calcio con Luca (e non Paolo);
Marco ha solo giocato a calcio con Luca (e non ha fatto altro);
Marco ha giocato solo a calcio con Luca (e non a tennis);
Marco ha giocato a calcio solo con Luca (e non con Paolo).
ATTENZIONE!
L'avverbio di negazione "non" precede sempre il verbo a cui si riferisce. Agli avverbi di negazione (non, neppure, nemmeno, neanche) occorre aggiungere "mica", questo avverbio si usa per rafforzare la negazione "non": non ho mica detto che è tardi!; o può sostituirla: mica ho detto che è tardi! In frasi esclamative o interrogative può inoltre significare "per caso": non ti sarai mica offeso?.
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[post_content] => Ripassiamo il significato di alcune espressioni idiomatiche introdotte da preposizioni.
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[post_content] => Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, anche questo mese è arrivato il momento di valutare le vostre conoscenze sugli argomenti trattati negli ultimi articoli pubblicati, quindi, se vi sentite insicuri, andate a rileggere i relativi articoli e poi affrontate il test.
Buon test! 
Prof. Anna
Ecco un esercizio per ripassare l'uso della particella CI.
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[post_content] => Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, quanto siete alti?
Di che colore sono i vostri occhi?
Di che colore sono i vostri capelli?
Oggi vederemo come descrivere fisicamente una persona esaminando una per una le possibili caratteristiche delle varie parti del corpo.
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Prof. Anna
Per descrivere fisicamente una persona partiamo dalla statura, ovvero l'altezza del corpo, in base a quest'ultima una persona può essere:
• bassa, alta o di media statura.
In base al peso del corpo una persona può essere:
• grassa, magra o normale.
Esempio: Maria è alta e magra.
I capelli possono essere:
• lunghi o corti;
Esempio: Tania ha i capelli corti.
• ricci, lisci o mossi (= a metà tra lisci e ricci);
Esempi: Laura ha i capelli ricci oppure Laura è riccia;
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A seconda del colore, i capelli possono essere:
• neri, castani (=marroni), castani chiari, castani scuri, biondi (=gialli), rossi, bianchi, grigi, brizzolati (cioè un po' neri e un po' bianchi);
Esempi: Luca ha i capelli castani; Maria ha i capelli bianchi;
oppure si può dire che una persona è:
• bionda, castana (chiara o scura), brizzolata o mora (=con i capelli neri).
Esempi: Natalia è bionda; Alex è brizzolato;
• una persona può essere calva cioè senza capelli.
Gli occhi possono essere:
• grandi o piccoli;
• rotondi;
• a mandorla (cioè con una forma allungata).
A seconda del colore possono essere:
• neri, castani (chiari o scuri), verdi o azzurri.
Esempio: Alice ha gli occhi grandi e neri.
La bocca può essere:
• grande o piccola.
Le labbra possono essere:
• carnose (=grosse) o sottili.
Esempio: Fatima ha le labbra carnose.
Il naso può essere:
• grande o piccolo;
• a patata (grosso e un po' schiacciato);
• all'insù (con la punta rivolta verso l'alto);
• aquilino (come il becco di un'aquila, cioè con una gobba e la punta rivolta verso il basso).
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Esempio: io ho il naso piccolo e all'insù.
La carnagione, cioè il colore della pelle del viso, può essere:
• chiara, scura, olivastra (= di colore bruno verdognolo).
Esempio: Manuel ha la carnagione chiara.
Altre caratteristiche possono essere:
• avere le sopracciglia grosse o sottili;
• la barba (avere-portare la barba);
• i baffi (avere-portare i baffi);
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• avere le spalle larghe o strette;
• avere le orecchie a sventola, cioè che sporgono molto in fuori;
• portare gli occhiali da vista o gli occhiali da sole.
Prendete uno specchio, osservatevi attentamente e provate a descrivervi in maniera dettagliata (statura, capelli, occhi, naso, bocca ecc...), provate poi a descrivere anche un'altra persona.
Se non siete sicuri che le vostre descrizioni siano scritte correttamente, potete inviarmele come commento a questo articolo.
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[post_content] => Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, come sapete l'uso delle preposizioni è uno dei settori in cui le lingue sembrano comportarsi in modo più capriccioso; questo aspetto risulta soprattutto dalle frasi idiomatiche.
Buona lettura
Prof. Anna
Vediamo di seguito alcune espressioni idiomatiche introdotte da preposizione e il loro significato:
• di buon'ora = presto ⇒domani devo alzarmi di buon'ora per andare al lavoro;
• di gran lunga = molto; moltissimo ⇒preferisco di gran lunga l'estate;
• di punto in bianco = improvvisamente ⇒è andata via di punto in bianco;
• rimanere di sasso o di stucco = sbalordito; supefatto ⇒siamo rimasti di sasso quando abbiamo saputo cos'era successo:
• a bruciapelo = da molto vicino; all'improvviso ⇒sparò un colpo di pistola a bruciapelo; mi ha fatto una domanda a bruciapelo e non sono ruscito a rispondere;
• a malapena = con difficoltà; a fatica ⇒Laura ha la febbre alta, riesce a malapena a mangiare;
• a quattr'occhi = a tu per tu; privatamente ⇒vorrei parlare con te a quattr'occhi;
• alla buona = semplice; senza pretese ⇒siamo andati a cena in un ristorante alla buona e abbiamo mangiato molto bene;
• essere in alto mare = molto distante dalla fine o dalla soluzione di quacosa ⇒i lavori di ristrutturazione del mio appartamento sono ancora in alto mare;
• essere, trovarsi, navigare in cattive acque = attraversare un periodo difficile ⇒Luca ha perso il lavoro e ora si trova in cattiva acque;
• in gamba = bravo, di valore, pieno di qualità ⇒quel ragazzo è veramente in gamba;
• in punto = puntuale ⇒ lo spettacolo comincia alle otto in punto;
• in stato interessante = incinta ⇒ho saputo che la moglie di Marco è in stato interessante;
• per filo e per segno = dettagliatamente, nei minimi particolari ⇒raccontami per filo e per segno com'è andato il tuo appuntamento;
• andare, procedere con i piedi di piombo = con molta prudenza ⇒ in situazioni così delicate è meglio procedere con i piedi di piombo;
• stare con le mani in mano = senza fare nulla ⇒nonostante abbia l'esame tra pochi giorni, se ne sta tutto il giorno con le mani in mano;
• su due piedi = immediatamente ⇒ hanno licenziato Natalia su due piedi;
• su per giù = all'incirca ⇒ieri sera alla festa c'erano su per giù trenta persone;
• stare sulle spine = in uno stato di preoccupazione ⇒non farmi stare sulle spine, dimmi com'è andato il colloquio di lavoro;
• essere, stare tra due fuochi = tra due pericoli opposti ⇒sono tra due fuochi: qualunque cosa faccia mi causerà dei problemi.
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[post_content] => Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, oggi studieremo le varie funzioni e gli usi della particella "ne".
Buona lettura
Prof. Anna
Vediamo ora insieme quali funzioni può avere la particella "ne":
• COMPLEMENTO INDIRETTO⇒ in questo caso signfica:
- di lui, di lei, di loro→ per esempio: non conosco il dottor Bianchi, ma ne (di lui) ho sentito parlare; ho conosciuto Anna solo una settimana fa e ne (di lei) sono subito diventato molto amico;
- da lui, da lei, da loro → ho conosciuto Natalia e ne (da lei) sono rimasto molto colpito;
• PRONOME DIMOSTRATIVO ⇒in questo caso sostituisce:
- di questo, di questa, di questi, di queste → ho comprato queste scarpe nuove, cosa ne (di queste) pensi?;
- da questo, da questa, da questi, da queste → vado in palestra solo da un mese, ma ne (da questa) ho tratto un gran giovamento;
- "ne" può riferirsi e sostituire una frase precedentemente espressa → l'esame sarà molto diffcile, ne (del fatto che l'esame sarà molto difficile) sono ben consapevole;
• VALORE PARTITIVO → ne indica una parte di una quantità e sostituisce i nomi, per esempio: quanti errori hai fatto? Ne (di errori) ho fatti pochi; hai mangiato tutti i biscotti
Ne indica una quantità zero: hai dello zucchero? No, non ne (di zucchero) ho più.
Il ne partitivo quindi si usa:
- quando indica una parte del tutto
- quando indica una quantità corrispondente a zero, cioè niente o nessuno.
Non si usa ne, ma si usano i pronomi lo-la-li-le quando si parla del tutto, per esempio: hai portato i panini
? Sì. li ho portati tutti.
ATTENZIONE!
⇒Nei tempi composti il participio concorda con il nome sostituito da ne in base alla quantità espressa: quante matite hai comprato? Ne ho comprate dieci; quanti amici hai invitato? Ne ho invitati molti; quanti amici hai invitato? Non ne ho invitato nessuno.
⇒Se la quantità indicata è zero (niente o nessuno) il participio concorda nel genere (maschile-femminile) ma non nel numero (singolare-plurale): hai visto le tue amiche? No, non ne ho vista nessuna.
• AVVERBIO DI LUOGO ⇒ significa:
- di qui, di qua, di lì, di là, da qui, da qua, da lì, da là → esempio: è andato a casa a cambiarsi e ne (di lì) è uscito dopo un'ora;
• la particella "ne" spesso si usa in forma pleonastica, cioè non sostituisce un pronome e una preposizione, ma li ripete →per esempio: di film, quest'anno, ne ho visti molti; di multe, questo mese, ne ho prese troppe.
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Prof. Anna
Come abbiamo già detto, la particella CI può avere diverse funzioni:
• COMPLEMENTO INDIRETTO⇒ in questo caso significa:
- con lui, con lei, con loro→ per esempio: lavori con lui? Sì, ci lavoro spesso.
- su di lui, su di lei, su di loro → puoi contare su di lei? No, non ci posso contare.
• PRONOME DIMOSTRATIVO⇒in questo caso sostituisce nella frase:
- a ciò, a questo;
- in ciò, in questo;
- su ciò, su questo.
Si usa con i verbi seguiti dalle preposizioni A, SU e IN (pensare a, credere a, credere in, contare su, scomettere su).
Qualche esempio:
Credete a quello che vi ho detto? No, non ci crediamo.
Credi in Dio? Si, ci credo.
ATTENZIONE!
Esiste una differenza tra "credere a" e "credere in": in generale "credere a" significa prestare fede a qualcuno o a qualcosa, ovvero ritenere vero qualcosa che viene detto da qualcuno (credo alle tue parole); mentre "credere in" significa avere la certezza dell'esistenza di qualcosa o di qualcuno (credere in Dio, credere in un'altra vita) oppure avere fiducia in qualcuno (credo nella giustizia, credo in te).
Sei riuscito a entrare? No, non ci sono riuscito.
Chi pensa al regalo per Maria? Ci penso io.
La nostra squadra vincerà, ci scometto la testa. (su questo fatto)
• AVVERBIO DI LUOGO⇒significa qui, lì, in questo-quel luogo e li sostituisce:
Andiamo in montagna e ci rimaniamo una settimana.
Vieni in palestra con me? Si, ci vengo volentieri.
• PRONOME PERSONALE DI PRIMA PERSONA PLURALE ⇒significa "noi" oppure "a noi":
Ci (noi) siamo svegliati presto stamattina.
Ci (a noi) piace molto la tua nuova macchina.
• USI PARTICOLARI ⇒la particella CI, unita ad alcuni verbi, indebolisce il proprio significato originario (qui, in questo luogo) ed è usata come elemento rafforzativo. Quest'uso è più frequente nel registro colloquiale.
Vediamo insieme le espressioni in cui CI ha valore rafforzativo:
volerci = essere necessario: per appendere questo quadro ci vuole un chiodo;
metterci = impiegare (tempo): quanto (tempo) ci metti per arrivare a scuola?;
farcela = riuscire: non ce la faccio ad arrivare in tempo;
starci = essere d'accordo: ci stai a passare la serata con noi?; anche nel senso di "accettare un approccio amoroso": non perdere tempo con lei, tanto non ci sta;
entrarci = avere a che vedere, essere pertinente: cosa c'entra Mozart con la musica italiana?;
mettercisi = applicarsi con impegno: se ti ci metti, puoi passare l'esame facilmente.
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[post_content] => Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, oggi studieremo le funzioni e la formazione degli avverbi.
Buona lettura!
Prof. Anna
L'avverbio serve a modificare o precisare il significato di altri componenti del discorso.
Gli avverbi sono invariabili e possono essere classificati secondo la loro funzione.
FUNZIONI DELL'AVVERBIO
L'avverbio può modificare il significato di:
• un verbo: Lucia corre velocemente;
• un aggettivo: sono molto arrabbiato;
• un nome: a cena ho bevuto solo vino;
• un altro avverbio: oggi mi sono svegliato abbastanza presto;
• una frase: francamente, non so cosa dirti.
Secondo il loro significato, gli avverbi si distinguono in:
• avverbi di modo: ci siamo pentiti amaramente;
• avverbi di luogo: loro vivono laggiù;
• avverbi di tempo: adesso non posso venire con te;
• avverbi di giudizo: forse sei un po' stanco;
• avverbi di quantità: oggi ho mangiato troppo;
• avverbi interrogativi: dove vai stasera?
LA FORMAZIONE DEGLI AVVERBI
Esistono due suffissi per la formazione degli avverbi derivati:
-mente: sinceramente;
-oni: carponi.
• Avverbi in -mente
La maggior parte degli avverbi si ottiene aggiungendo il suffisso -mente a un aggetttivo:
- aggettivi in -o: formano l'avverbio con il femminile in -a + il suffisso -mente: certo ⇒cert-a-mente;
- aggettivi in -e: forma unica + suffisso - mente: veloce ⇒veloce-mente.
- gli aggettivi che hanno come ultima sillaba: -le, -lo, -re, -ro, perdono la vocale finale:
uguale + mente = ugualmente;
benevolo + mente = benevolmente;
singolare + mente = singolarmente
leggero + mente = leggermente.
Alcuni avverbi non seguono queste regole: altro⇒altrimenti; pari⇒parimenti; ; violento⇒violentemente.
• Avverbi in -oni
Il suffisso -oni unito a un nome o a un verbo si usa in un numero limitato di casi, per indicare un modo di stare o di procedere, alcuni esempi:
- bocca ⇒bocc-oni = a faccia in giù: dormire a bocconi;
- carpare ⇒carp-oni = nella posizione di chi procede con le ginocchia e le mani a terra: camminare a carponi.
- tentare ⇒tent-oni = avanzare aiutandosi con il tocco delle mani perchè la vista è impedita: avanzare nella stanza buia a tentoni.
LA POSIZIONE DELL'AVVERBIO
Gli avverbi di modo possono essere collocati in qualunque posizione senza alterare il significato della frase:
assieme abbiamo fatto la spesa al supermercato;
abbiamo fatto assieme la spesa al supermercato;
abbiamo fatto la spesa assieme al supermercato;
abbiamo fatto la spesa al supermercato assieme.
In altri casi la posizione dell'avverbio segue alcune regole che dipendono dal tipo di elemento a cui si riferisce:
• se l'avverbio si riferisce a un verbo, si colloca dopo di esso: Luca cammina molto.
Se il verbo è accompagnato da complementi l'avverbio può collocarsi subito dopo il verbo: Maria parla fluentemente l'italiano, oppure in fondo alla frase: Maria parla l'italiano fluentemente.
Quando il verbo è coniugato in un tempo composto l'avverbio si colloca dopo il verbo: Nadia ha lavorato duramente. Alcuni avverbi di tempo (ancora, appena, finalmente, già, mai, sempre, spesso, subito, talvolta) e di giudizio (certamente, forse, neanche, nemmeno, neppure, probabilmente, proprio, sicuramente) possono essere collocati tra l'ausiliare e il participio passato: non sono mai andato a Roma; non hai nemmeno lavato i piatti.
• Se l'avverbio si riferisce a un nome o un aggettivo, si colloca prima di esso: leggo prevalentemente romanzi; sono abbastanza stanco.
• Infine con alcuni avverbi il cambiamento di posizione ha effetto sul significato della frase:
Solo Marco ha giocato a calcio con Luca (e non Paolo);
Marco ha solo giocato a calcio con Luca (e non ha fatto altro);
Marco ha giocato solo a calcio con Luca (e non a tennis);
Marco ha giocato a calcio solo con Luca (e non con Paolo).
ATTENZIONE!
L'avverbio di negazione "non" precede sempre il verbo a cui si riferisce. Agli avverbi di negazione (non, neppure, nemmeno, neanche) occorre aggiungere "mica", questo avverbio si usa per rafforzare la negazione "non": non ho mica detto che è tardi!; o può sostituirla: mica ho detto che è tardi! In frasi esclamative o interrogative può inoltre significare "per caso": non ti sarai mica offeso?.
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