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Conoscere e usare in modo corretto le congiunzioni è molto importante per poter comunicare, quindi ripassiamole con questo esercizio.

 

[post_title] => Test di ripasso: le congiunzioni coordinative [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => closed [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => test-di-ripasso-le-congiunzioni-coordinative [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2024-09-26 09:57:26 [post_modified_gmt] => 2024-09-26 07:57:26 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.zanichellibenvenuti.it/wordpress/?p=3492 [menu_order] => 0 [post_type] => benvenuti [post_mime_type] => [comment_count] => 15 [filter] => raw ) [1] => WP_Post Object ( [ID] => 3485 [post_author] => 3 [post_date] => 2012-03-01 13:55:01 [post_date_gmt] => 2012-03-01 11:55:01 [post_content] => L'uso dei pronomi è sempre particolarmente complicato, quindi è bene ripassarli di tanto in tanto.   Completa le seguenti frasi con i pronomi indiretti. [post_title] => Test di ripasso: i pronomi indiretti [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => closed [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => test-di-ripasso-i-pronomi-indiretti [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2024-09-26 09:57:26 [post_modified_gmt] => 2024-09-26 07:57:26 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.zanichellibenvenuti.it/wordpress/?p=3485 [menu_order] => 0 [post_type] => benvenuti [post_mime_type] => [comment_count] => 32 [filter] => raw ) [2] => WP_Post Object ( [ID] => 3475 [post_author] => 3 [post_date] => 2012-03-01 13:54:42 [post_date_gmt] => 2012-03-01 11:54:42 [post_content] => Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, oggi ripasseremo alcuni argomenti già trattati in questo blog; testate il vostro livello di conoscenza con i seguenti esercizi, in questo modo potrete rendervi conto di quali sono gli argomenti che ormai conoscete e quali invece necessitano di un ripasso.   Buon test! Prof. Anna Ricordiamo che alcuni aggettivi (buono, cattivo, grande, piccolo) hanno due forme di comparativo e superlativo, una regolare e una irregolare. Se non ricordate queste forme irregolari, provate a rileggere l'articolo: "Il superlativo degli aggettivi qualificativi".   Vorrei ora aggiungere altre due forme irregolari degli aggettivi alto e basso:
grado positivo comparativo di maggioranza superlativo assoluto
alto più alto superiore altissimo supremo o sommo
basso più basso inferiore bassissimo infimo
  Nel seguente esercizio dovete inserire la forma corretta di comparativo o superlativo, alla fine di ogni frase troverete tra parentesi l'aggettivo che dovrete usare e il grado richiesto. [post_title] => Test di ripasso: comparativi e superlativi irregolari [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => closed [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => test-di-ripasso-comparativi-e-superlativi-irregolari [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2024-09-26 09:57:26 [post_modified_gmt] => 2024-09-26 07:57:26 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.zanichellibenvenuti.it/wordpress/?p=3475 [menu_order] => 0 [post_type] => benvenuti [post_mime_type] => [comment_count] => 42 [filter] => raw ) [3] => WP_Post Object ( [ID] => 3442 [post_author] => 3 [post_date] => 2012-02-23 10:49:17 [post_date_gmt] => 2012-02-23 08:49:17 [post_content] => Cari lettori e lettrici di Intercultura blog, oggi completeremo lo studio dei tempi del congiuntivo analizzando la formazione e l'uso del congiuntivo trapassato. Buona lettura! Prof. Anna Il congiuntivo trapassato viene usato, in quanto modo congiuntivo, per descrivere un'azione vista come non obbiettiva, non reale, in quanto tempo trapassato, esprime anteriorità tempor ale rispetto a un momento passato.   CONIUGAZIONE DEL CONGIUNTIVO TRAPASSATO Il congiuntivo trapassato si coniuga combinando le forme del congiuntivo imperfetto degli ausiliari essere e avere con il participio passato del verbo:  
comprare vendere uscire
io avessi comprato io avessi venduto io fossi uscito-a
tu avessi comprato tu avessi venduto tu fossi uscito-a
lui-lei avesse comprato lui-lei avesse venduto lui-lei fosse uscito-a
noi avessimo comprato noi avessimo venduto noi fossimo usciti-e
voi aveste comprato voi aveste venduto voi foste usciti-e
loro avessero comprato loro avessero venduto loro fossero usciti-e
 
essere avere
io fossi stato-a io avessi avuto
tu fossi stato-a tu avessi avuto
lui-lei fosse stato-a lui-lei avesse avuto
noi fossimo stati-e noi avessimo avuto
voi foste stati-e voi aveste avuto
loro fossero stati-e loro avessero avuto
USO DEL CONGIUNTIVO TRAPASSATO Il congiuntivo trapassato di solito viene usato nelle frasi secondarie introdotte da forme verbali al passato di verbi che vogliono il congiuntivo come credere, pensare, sperare, ecc., viene usato per esprimere anteriorità rispetto al momento indicato dal verbo della principale. Il verbo della principale può essere: all'imperfetto: volevo (ieri) che tu fossi arrivato (prima di ieri) in tempo; • al passato prossimo: ho creduto (ieri) che loro fossero già partiti (prima di ieri); • al passato remoto: pensai (ieri) che lei si fosse offesa (prima di ieri); • al trapassato prossimo: non avevo pensato (ieri) che tu avessi finito (prima di ieri); • al condizionale passato: avrei voluto (ieri) che voi vi foste incontrati (prima di ieri) prima. Possiamo trovare il congiuntivo trapassato anche in una subordinata retta da un verbo al condizionale presente: • vorrei (oggi) che loro avessero letto (prima di oggi) questo libro. Il congiuntivo trapassato si usa anche nelle subordinate introdotte da congiunzioni come: senza che: Marco è venuto senza che nessuno lo avesse invitato; nonostante: avevo paura dell'esame nonostante avessi studiato molto; malgrado: malgrado tutti fossimo arrivati in orario, lo spettacolo cominciò dopo più di un'ora; a meno che: non sarei mai venuto alla festa, a meno che tu non mi avessi invitato; a condizione che: abbiamo fatto entrare tutti alla festa a condizione che fossero vestiti in maschera. Anche in questi casi la frase principale ha il verbo al passato. [post_title] => Il congiuntivo trapassato [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => closed [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => il-congiuntivo-trapassato [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2024-09-26 09:57:26 [post_modified_gmt] => 2024-09-26 07:57:26 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.zanichellibenvenuti.it/wordpress/?p=3442 [menu_order] => 0 [post_type] => benvenuti [post_mime_type] => [comment_count] => 278 [filter] => raw ) [4] => WP_Post Object ( [ID] => 3388 [post_author] => 3 [post_date] => 2012-02-16 10:11:14 [post_date_gmt] => 2012-02-16 08:11:14 [post_content] => Cari lettori e care lettrici di Intercultura Blog, oggi ripasseremo l'utilizzo dei pronomi diretti con il passato prossimo. Buona lettura! Prof. Anna I pronomi diretti di terza persona singolare o plurale (lo-la-li-le) prima di un verbo al passato prossimo seguono alcune regole precise: 1- I pronomi diretti di terza persona singolare maschili e femminili (lo-la) quando si trovano davanti all'ausiliare "avere" perdono la vocale e di conseguenza vengono apostrofati: - hai guardato il film? Sì, l'ho guardato; - avete mangiato la torta? No, non l'abbiamo mangiata. 2- I pronomi diretti di terza persona plurale maschili e femminili (li-le) non perdono la vocale davanti all'ausiliare "avere": - hai visto le ragazze? No, non le ho viste; - hai cucinato gli spaghetti? Sì, li ho cucinati.   3- Il participio passato del passato prossimo concorda nel genere e nel numero con il pronome diretto (e quindi con il nome che il pronome sostituisce): - hai parcheggiato il motorino? Sì, l'ho parcheggiato. - avete visto la nuova casa? Sì, l'abbiamo vista; - hai piegato i vestiti? Sì, li ho piegati; - hai comprato le scarpe? Sì, le ho comprate. Ricordiamo che l'accordo del participio passato con l'oggetto è: obbligatorio: quando appunto è costituito dai pronomi atoni di terza persona lo, la, li, le e con ne: devo comprare una camicia: ne ho viste alcune molto belle; facoltativo: ma abbastanza diffuso, con i pronomi atoni non di terza persona: Marco ci ha salutati (o ci ha salutato); non vi avevo visti (o non vi avevo visto). Ora vi darò qualche indicazione per poter svolgere correttamente l'esercizio che segue. Molto spesso quando una domanda comincia con "chi", nella risposta mettiamo il soggetto o il pronome personale soggetto (cioè chi ha compiuto l'azione) alla fine della frase, in questo modo l'enfasi viene messa su chi ha compiuto l'azione: - chi ha chiuso la porta? L'ho chiusa io; - chi ha lavato i piatti? Li abbiamo lavati noi;; - chi ha portato il vino? L'ha portato Marco. Nel seguente esercizio bisogna rispondere correttamente alle domande utilizzando i pronomi diretti. Tra parentesi troverete alcune indicazioni, rispondete come nei seguenti esempi: Avete visto la nuova casa? - (risposta positiva) , l'abbiamo vista. - (risposta negativa) No, non l'abbiamo vista. Per le domande che cominciano con "chi", tra parentesi è indicata la persona (o il pronome personale soggetto) che ha compiuto l'azione: - Chi ha chiuso la porta? (risposta: io) L'ho chiusa io. - Chi ha portato il dolce? (risposta: Marco e Anna) L'hanno portato Marco e Anna. Fate attenzione alla punteggiatura mentre fate l'esercizio (virgole e punti) in modo che la vostra risposta risulti corretta. 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Cari lettori e care lettrici di Intecultura blog, era da parecchi anni che in Italia non nevicava così tanto, le temperature sono scese quasi ovunque sotto lo zero, insomma siamo nel cuore nell'inverno, un inverno molto rigido a quanto pare! 

Mi sembra che possa essere utile proporvi un articolo sulla terminologia legata ai farmaci, infatti, con questo freddo, è più facile ammalarsi e di conseguenza si può aver bisogno di acquistare farmaci specifici.

Ovviamente la prevenzione è sempre la migliore medicina, quindi copritevi bene prima di uscire a godervi questo paesaggio così surreale!

Buona lettura

Prof. Anna

Leggete il seguente dialogo tra Marco e il farmacista e fate attenzione alle parole che non conoscete.

Marco: Buongiorno.

Farmacista: Buongiorno, La posso aiutare?

 

Marco: Sì, grazie. Ho una ricetta del medico.

Farmacista: Vediamo: gocce e compresse effervescenti contro la febbre. Sa come le deve prendere?

Marco: Non so, non mi ricordo.

Farmacista: Può guardare sulla ricetta o sul foglio illustrativo; comunque le deve prendere per una settimana, tre volte al giorno.

Marco: Prima o dopo i pasti?

Farmacista: Vanno prese dopo i pasti.

Marco: Questo farmaco ha effetti collaterali?

Farmacista: Può dare un po' di sonnolenza.

Marco: Grazie, quant'è?

Farmacista: Dieci euro.

Il dialogo che avete appena letto ci da alcune informazioni su quello che dobbiamo sapere quando acquistiamo un farmaco:

- come si presenta?

- a cosa serve?

- quando e come deve essere assunto?

- quali effetti collaterali può causare?

Tutte queste informazioni si possono chiedere al farmacista oppure si possono trovare nel foglietto illustrativo (detto anche "bugiardino"), ovvero quel foglio che troviamo all'interno della confezione del medicinale; il linguaggio usato è però molto specifico e spesso non è facile capire i termini che vengono usati.

Facciamo intanto una distinzione tra i farmaci da banco e i farmaci che si possono comprare solo con la ricetta medica.

I farmaci da banco sono quei farmaci che per la loro composizione e il loro obbiettivo terapeutico possono essere acquistati e utilizzati senza l'intervento di un medico, questo non significa che non si possa chiedere informazioni al medico o fare una visita quando si decide di assumere uno di questi farmaci. La confezione esterna di questa categoria di farmaci deve riportare la dicitura: "Farmaco senza obbligo di ricetta", esattamente come nell'immagine seguente:

farmaci da banco

Gli altri farmaci invece necessitano della ricetta del medico per essere acquistati.

Vediamo ora quali sono le indicazioni che ci da il foglio illustrativo di un medicinale:

• Come si presentasi riferisce alla forma con cui i medicinali si presentano, potranno essere:

compresse; compresse effervescenti (cioè che si sciolgono nell'acqua); capsule; sciroppi; gocce; pomate; supposte;

può essere anche indicato l'uso che se ne deve fare:

per uso orale: si assumono per bocca (nel caso di compresse, sciroppi, ecc.);

per uso topico: significa che il medicinale deve essere applicato direttamente sulla parte malata (nel caso di pomate, gel o spray per il naso);

Che cosa è ⇒ si riferisce alla tipologia del medicinale, vediamo quali sono le più frequenti:

analgesici-antidolorifici: farmaci che combattono il dolore (mal di testa, mal di denti ecc.);

antipiretici: farmaci che combattono la febbre e i sintomi influenzali;

decongestionanti nasali: liberano il naso e aiutano a respirare meglio in caso di raffreddore e naso chiuso (di solito sotto forma di spray);

Indicazioni terapeutiche - perché si usa ⇒ in questa parte vengono elencati i disturbi che il farmaco può combattere;

Controindicazioni - quando non deve essere usato ⇒ qui vengono elencati i casi in cui il medicinale non dovrebbe essere utilizzato, per esempio in gravidanza, in caso di allergie o malattie croniche; conoscere le controindicazioni di un farmaco ci permette di non utilizzarlo in modo improprio;

È importante sapere che ⇒ vengono elencate alcune indicazioni generali sugli effetti del farmaco, per esempio se l'assunzione del farmaco può alterare la capacità di guidare la macchina, ecc.;

Effetti indesiderati - Effetti collaterali ⇒ ogni farmaco può esercitare sul nostro organismo più azioni, quindi può capitare che un farmaco provochi delle reazioni che non ci aspettiamo e che non desideriamo (appunto "effetti indesiderati"), per esempio: sonnolenza (cioè fa venire sonno), nausea, fino ad effetti molto più gravi; è quindi molto importante sapere quali effetti indesiderati può causare il farmaco che decidiamo di assumere;

Come usare questo medicinale:

Quanto viene indicato il dosaggio, ovvero quanto medicinale si può assumere al giorno, per esempio: "adulti e ragazzi sopra i 12 anni: 1-2 compresse due-tre volte al giorno" o "30 gocce, tre volte al giorno"; oppure "non superare le 3 capsule giornaliere" cioè "non prendere più di 3 capsule al giorno";

Quando e per quanto tempo ci viene detto quando è meglio assumere il farmaco, per esempio: a stomaco pieno , dopo i pasti, a stomaco vuoto o a digiuno, cioè senza prima aver mangiato; ci viene detto anche quanto deve durare il trattamento (cioè la cura), di solito troviamo frasi come queste:

- "usare solo per brevi periodi di trattamento" cioè: "il farmaco deve essere usato solo per pochi giorni";

- "non superare le dosi consigliate" ovvero: "non assumere una quantità superiore di farmaco rispetto a quella indicata nel foglio illustrativo";

- "dopo una settimana di trattamento senza risultati apprezzabili consultare il medico" cioè: "se non si guarisce dopo una settimana bisogna andare dal medico";

Le dosi e i tempi di assunzione di un farmaco vengono anche chiamati: posologia.

Ovviamente, se usate farmaci che avete già in casa, è importantissimo controllare la data di scadenza!

Ora potete provare a leggere un foglio illustrativo e vedere se le informazioni contenute vi risultano più chiare.

Come al solito vi ricordo che, se non capite alcune parole, potete usare il dizionario on-line, cliccando sulla parola vi apparirà una finestra che ne spiega il significato.

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Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, i verbi che studieremo oggi sono usati molto frequentemente nella lingua parlata, per questo è molto importante conoscerne il significato e la coniugazione.

Buona lettura!

Prof. Anna

Questi verbi si coniugano con uno o due pronomi o particelle pronominali che fanno assumere al verbo un significato diverso da quello originale.

Vediamone insieme alcuni:

AVERCELA: è formato dal verbo "avere" + CI e LA.: è formato dal verbo "avere" + le particelle CI e NE

Significato→ questa forma verbale significa: essere arrabbiato con qualcuno, essere contro qualcuno, avere qualcosa contro qualcuno, regge la preposizione CON.  Esempi: io ce l'ho con lui perché non mi ha chiamato; con chi ce l'hai?; non avercela con me!

Coniugazione→ io ce l'ho; tu ce l'hai; lui-lei ce l'ha; noi ce l'abbiamo; voi ce l'avete; loro ce l'hanno;

passato prossimo→ io ce l'ho avuta, tu ce l'hai avuta; lui-lei ce l'ha avuta ecc.

ASPETTARSELA: è formato dal verbo "aspettare" + i pronomi SI e LA.

Significato→ prevedere che qualcosa succeda, esprime sorpresa o rammarico. Esempi: me l'aspettavo, sapevo che prima o poi sarebbe successo; sei arrivato prima del previsto, non me l'aspettavo!; questa (cosa) non me l'aspettavo!

Coniugazione → io me l'aspetto, tu te l'aspetti; lui-lei se l'aspetta; noi ce l'aspettiamo; voi ve l'aspettate; loro se l'aspettano;

passato prossimo → io me la sono aspettata; tu te la sei aspettata; lui-lei se l'è aspettata ecc.

CAVARSELA: è formato dal verbo "cavare" + i pronomi SI e LA.

Significato→ uscire da una situazione difficile; superare una situazione difficile. Esempi: pensi di cavartela all'esame?; "sai giocare a carte?" "me la cavo"; Luca ha studiato molto per l'interrogazione, credo che se la caverà; devi cavartela da solo. Se dopo "cavarsela" troviamo le espressioni "per un pelo" o "per il rotto della cuffia" significa che la situazione è stata superata, ma in modo appena sufficiente: ieri all'esame me la sono cavata per un pelo!

Coniugazione→ io me la cavo; tu te la cavi; lui-lei se la cava; noi ce la caviamo; voi ve la cavate; loro se la cavano;

passato prossimo → io me la sono cavata; tu te la sei cavata; lui-lei se l'è cavata ecc.

FARCELA: è formato dal verbo "fare" + CI e LA.

Significato→ riuscire a fare qualcosa, riuscire a raggiungere un obbiettivo. Esempi: è stata dura, ma alla fine ce l'ho fatta!; ce la fai da solo o ti serve una mano?. Molto comune è l'espressione: "non ce la faccio più!" che significa "sono stanco, non voglio più continuare così".

Coniugazione→ io ce la facco; tu ce la fai, lui-lei ce la fa; noi ce la facciamo; voi ce la fate; loro ce la fanno;

passato prossimo → io ce l'ho fatta; tu ce l'hai fatta; lui-lei ce l'ha fatta ecc.

BERSI - BERSELA: è dal verbo "bere"+ SI oppure dal verbo "bere" + SI e LA.

Significato→ credere a qualcosa di falso. Esempi: si è bevuto tutto quello che gli ho raccontato; le ho detto che non ci andavo perché ero stanco e lei se l'è bevuta!

Coniugazione→ io me la bevo; tu te la bevi; lui-lei se la beve; noi ce la beviamo; voi ve la bevete; loro se la bevono;

passato prossimo → io me la sono bevuta; tu te la sei bevuta; lui-lei se l'è bevuta ecc.

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Conoscere e usare in modo corretto le congiunzioni è molto importante per poter comunicare, quindi ripassiamole con questo esercizio.

 

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