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Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, oggi vedremo altri nomi collettivi, ne scopriremo il significato e l'uso; se non l'avete ancora fatto, vi consiglio di leggere anche l'articolo "I nomi collettivi 1" per avere una visione il più possibile completa dell'argomento.

Buona lettura!

Prof. Anna

 Vi ricordo che i nomi collettivi indicano un insieme di persone, cose o animali, riuniti in un gruppo in un’unica parola al singolare, quindi attenzione: se il nome collettivo è il soggetto della frase ed è singolare, il verbo sarà coniugato al singolare, anche se il nome indica un insieme di elementi.

1- gente: è uno dei nomi collettivi più comuni e usati, indica un insieme di persone→ alla festa c'era molta gente; può anche indicare una popolazione→ le genti italiche (=gli uomini che popolano l'Italia) ; tutte le genti (= tutti gli uomini);

Ci sono poi una serie di nomi collettivi che indicano una quantità di persone riunite, vediamoli insieme facendo attenzione alle diverse sfumature di significato:

2- folla: indica una grande quantità di gente riunita insieme → una folla immensa si riversò nelle strade del centro; un bagno di folla: significa il contatto di un personaggio famoso con una moltitudine di persone, possiamo trovare questa espressione nei titoli dei giornali o comunque nel linguaggio dei giornalisti → "Roma: bagno di folla per il Presidente della Repubblica all'uscita del Quirinale";

3- calca: indica un assembramento di persone particolarmente fitto, dove le persone sono strette le une alle altre → siamo riusciti a raggiungere il Presidente facendoci largo tra la calca;

4- ressa: con questa parola si definisce una folla che si muove in maniera disordinata, spingendo e urtando → i tifosi fanno ressa per entrare allo stadio;

5- schiera: indica una moltitudine ordinata di animali o di persone oppure un gruppo di persone che hanno qualcosa in comune → una schiera di giornalisti entrò nella sala conferenze;

6- comitiva: indica un gruppo di persone che si riuniscono per una festa, una gita, un viaggio ecc.→ una comitiva di turisti è appena entrata al museo;

7- manipolo di: piccolo gruppo di persone che lottano unite per una stessa idea → un manipolo di uomini riuscì a sconfiggere il nemico;

8- personale: indica un gruppo di persone occupate in un servizio, un'azienda, un ufficio ecc.→ il personale di un albergo; sciopero del personale.

Vediamone altri:

9- marea di: in senso figurato indica un vasto insieme di persone o cose che si muovono quasi ondeggiando, come le onde del mare→ dal balcone si vedeva una marea di gente;

10- roba: indica un isieme di beni, proprietà, un insieme di oggetti → chi ha portato questa roba?;

11- arcipelago: è un gruppo di isole vicine le une alle altre situate nello stesso mare → l'arcipelago delle Maldive; l'arcipelago giapponese.

12- mandria: indica un gruppo numeroso di animali di grosse dimensioni → una mandria di buoi.

 

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Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, oggi ripasseremo alcuni argomenti affrontati di recente, siete pronti a testare le vostre conoscenze?

 

Buon test

Prof. Anna

 

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Prof. Anna I nomi collettivi indicano un insieme di persone, cose o animali riuniti in un gruppo in un'unica parola al singolare; questi nomi hanno anche il plurale che serve a designare più raggruppamenti. A volte ci possono essere difficoltà nel concordare verbi o aggettivi con i nomi collettivi rispetto al numero (singolare-plurale), proprio per la loro caratteristica di essere singolari ma di indicare una molteplicità di persone, cose o animali; come si è detto prima possiamo trovare questi nomi anche al plurale, in questo caso indicheranno più di un gruppo. Perciò se il nome collettivo è il soggetto della frase ed è singolare, il verbo sarà coniugato al singolare, per esempio: - il gruppo è arrivato in ritardo. Può succedere però di scrivere il verbo al plurale soprattutto se dopo il nome collettivo al singolare c'è un complemento di specificazione, per esempio: - il gruppo di studenti sono arrivati in ritardo → questa frase non è corretta, perché il verbo deve essere al singolare, in quanto il soggetto della frase è "gruppo", quindi sarà coretta la frase: - il gruppo di studenti è arrivato in ritardo. Vediamo insieme qualche esempio di nome collettivo: 1- un mazzo: indica un insieme di più cose omogenee e tenute unite → ho regalato un mazzo di fiori alla mia ragazza per il nostro anniversario; 2- un branco: indica un raggruppamento di animali della stessa specie → un branco di lupi si stava avvicinando alla nostra casa; 3- un mucchio: indica un insieme di cose riunite in maniera disordinata → ho un mucchio di camicie da stirare; può anche indicare un gruppo di persone → al concerto c'era un mucchio di gente; 4- una frotta: significa un gruppo numeroso di persone o animali → una frotta di tifosi ha cercato di entrare allo stadio senza pagare il biglietto; 5- un gregge: indica un gruppo di pecore o di capre sotto la custodia di un pastore → il pastore conduce al pascolo un gregge di pecore; 6- una flotta: è un insieme di mezzi nautici (navi) o di aerei appartentente a uno Stato o a una società→ la flotta Alitalia è composta da 144 aeromobili; 7- uno stormo: indica un gruppo di uccelli in volo → ho visto uno stormo di rondini passare sopra di noi; 8- uno sciame: indica un gruppo di api o, in senso figurato, una moltitudine di persone, animali o cose in movimento → uno sciame di api sta uscendo dall'alveare; per le strade della città ci sono sciami di motorini; 9- una moltitudine: sta a indicare una grande quantità di persone, cose o animali → una moltitudine di giovani si è riversata nella piazza principale della città; ATTENZIONE! I termini "branco" e "gregge" vengono a volte usati con riferimento a gruppi di persone in cui gli individui perdono la propria automomia per uniformarsi al gruppo; "gregge" viene riferito a comportamenti conformisti e passivi, mentre "branco" implica l'idea di un gruppo agressivo e violento.   [post_title] => I nomi collettivi 1 [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => closed [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => i-nomi-collettivi-1 [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2024-09-26 09:57:26 [post_modified_gmt] => 2024-09-26 07:57:26 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.zanichellibenvenuti.it/wordpress/?p=3763 [menu_order] => 0 [post_type] => benvenuti [post_mime_type] => [comment_count] => 381 [filter] => raw ) [5] => WP_Post Object ( [ID] => 3669 [post_author] => 3 [post_date] => 2012-04-05 10:32:09 [post_date_gmt] => 2012-04-05 08:32:09 [post_content] => Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, abbiamo già visto che nelle lettere formali viene usato un linguaggio un po' complicato e lontano dalla lingua che usiamo tutti i giorni, quindi, poiché alcuni di voi mi hanno chiesto di pubblicare degli esempi di lettera formale, credo possa essere utile a tutti leggere alcune lettere formali per poterne capire meglio la struttura e le finalità e soprattutto per poter essere in grado di scriverne una correttamente, scegliendo le espressioni più adatte. Buona lettura e buona scrittura! Prof. Anna Il primo esempio che vi propongo è una lettera di risposta ad un inserzione di lavoro. Leggete le seguenti lettere, facendo attenzione alle espressioni evidenziate.   ........................................................Spett.le Edilservice ........................................................Via A.Costa, 3 ........................................................20100 Milano   Oggetto: risposta a Vostra inserzione. In riferimento all'inserzione comparsa su Trovalavoro il 5 febbraio 2012, vorrei sottoporre alla Vostra attenzione la mia candidatura. Ho conseguito il diploma di ragioniere nel dicembre 2009 e ho una breve ma significativa esperienza come impiegato contabile. Sono una persona dinamica e precisa e ritengo di avere buone qualità relazionali. Sono particolarmente interessato al profilo professionale da Voi richiesto. Sono disponibile a trasferte di lavoro e a frequentare eventuali corsi di formazione. 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Le mie prime esperienze di lavoro presso Viaggia con Noi e Italia Viaggi e i miei studi mi hanno permesso di acquisire le competenze adatte a questa posizione all'interno della vostra Azienda. Credo che un'esperienza di lavoro presso la vostra Azienda mi permetterebbe sicuramente di approfondire le conoscenze acquisite e intraprendere un percorso professionale stimolante. Resto a disposizione per ogni chiarimento e La invito a contattarmi per un riscontro all'indirizzo mail: marcorossi@email.it RingraziandoLa per l'attenzione, Le porgo Distinti saluti ...............................................................................Marco Rossi   L'ultimo esempio che vi propongo è una lettera di disdetta di servizi telefonici, ovvero una lettera in cui si comunica di voler disdire il contratto con la compagnia telefonica, non preoccupatevi se non capite tutte le parole, infatti si tratta di termini specifici, ma vi ricordo che potete utilizzare il dizionario on-line, basta cliccare sulla parola e apparirà una finestra con il significato.   ....................................................................Spett.le Telefon ....................................................................via Dante, 78 ....................................................................20100 Milano   Oggetto: disdetta contratto fornitura del servizio telefonico.   Il sottoscritto Marco Rossi nato a Milano il 3-11-1875, residente a Milano in via Mazzini 12, codice fiscale:..........., intestatario del contratto n.............., relativo alla linea telefonica corrispondente al numero........................., codice cliente..................... 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Provate anche voi a scrivere una breve lettera formale e inviatemela in modo che la possa correggere.   [post_title] => Esempi di lettere formali [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => closed [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => esempi-di-lettera-formale [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2024-09-26 09:57:26 [post_modified_gmt] => 2024-09-26 07:57:26 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.zanichellibenvenuti.it/wordpress/?p=3669 [menu_order] => 0 [post_type] => benvenuti [post_mime_type] => [comment_count] => 396 [filter] => raw ) [6] => WP_Post Object ( [ID] => 3634 [post_author] => 3 [post_date] => 2012-03-29 14:28:34 [post_date_gmt] => 2012-03-29 12:28:34 [post_content] => Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, nelle lezioni precedenti abbiamo visto il periodo ipotetico di primo e di secondo tipo; oggi affronteremo lo studio del periodo ipotetico di terzo tipo: dell'irrealtà. Buona lettura! Prof. Anna Ripassiamo velocemente: - nel periodo ipotetico di primo tipo l'ipotesi è presentata come un fatto reale; - nel periodo ipotetico di secondo tipo l'ipotesi è presentata come possibile; - mentre nel periodo ipotetico di terzo tipo l'ipotesi è presentata come irreale. Ci sono due forme di periodo ipotetico dell'irrealtà, vediamole insieme:  
SE + CONGIUNTIVO TRAPASSATO CONDIZIONALE SEMPLICE
Se avessi studiato la lezione ora saprei fare questo esercizio
Ipotesi non realizzata nel passato Conseguenza non realizzata nel presente
  In questo caso: - la PROTASI esprime un'ipotesi non realizzata nel passato, cioè qualcosa che sarebbe potuto succedere, ma non è successo; - l'APODOSI esprime una conseguenza non realizzata nel momento presente; se + congiuntivo trapassato + condizionale semplice: - se fossi andato dal dottore (protasi), oggi non sarei malato (apodosi); - se non avessi perso tempo (ipotesi non realizzata nel passato), ora non sarei in ritardo (conseguenza non realizzata nel presente).  
SE + CONGIUNTIVO TRAPASSATO CONDIZIONALE PASSATO
Se avessi avuto tempo ti avrei chiamato
Ipotesi non realizzata nel passato Conseguenza non realizzata nel passato
  In questo caso: - la PROTASI esprime sempre un'ipotesi non realizzata nel passato, - l'APODOSI esprime una conseguenza non realizzata nel passato; se + congiuntivo trapassato + condizionale passato: - se mi fossi svegliata prima (protasi), non avrei perso il treno (apodosi); - se ci avessero avvertito in tempo (ipotesi non realizzata nel passato), saremmo venuti anche noi (conseguenza non realizzata nel passato). Rivediamo dunque i tre periodi ipotetici: PERIODO IPOTETICO DI PRIMO TIPO (realtà) se + indicativo (protasi) + indicativo o imperativo (apodosi): - se non ti senti bene, stai in casa; PERIODO IPOTETICO DI SECONDO TIPO (possibilità): se + congiuntivo imperfetto (protasi) + condizionale semplice (apodosi): - se potessi, ti aiuterei; PERIODO IPOTETICO DI TERZO TIPO (irrealtà): se + congiuntivo trapassato (protasi) + condizionale semplice (apodosi): - se avessi seguito una dieta, ora sarei più magra; se + congiuntivo trapassato (protasi) + condizionale passato (apodosi): - se avessi avuto più fortuna, avrei vinto il primo premio.   ATTENZIONE! Nell'italiano parlato a volte la forma SE + CONGIUNTIVO TRAPASSATO + CONDIZIONALE è sostituita con SE + INDICATIVO IMPERFETTO + IMPERFETTO. Per esempio: se avevo fortuna, arrivavo in tempo. [post_title] => Il periodo ipotetico dell'irrealtà [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => closed [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => il-periodo-ipotetico-dellirrealta [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2024-09-26 09:57:26 [post_modified_gmt] => 2024-09-26 07:57:26 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.zanichellibenvenuti.it/wordpress/?p=3634 [menu_order] => 0 [post_type] => benvenuti [post_mime_type] => [comment_count] => 177 [filter] => raw ) [7] => WP_Post Object ( [ID] => 3596 [post_author] => 3 [post_date] => 2012-03-22 15:47:51 [post_date_gmt] => 2012-03-22 13:47:51 [post_content] =>

Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, oggi vedremo come si scrive una lettera formale, vi sarà capitato di dover scrivere una lettera ad Enti o Uffici pubblici o privati, a professionisti di vario genere, oppure una mail di lavoro, in questi casi è necessario usare un registro formale e seguire alcune regole di scrittura. Vediamole insieme.

Buona lettura!

Prof. Anna

1- L'intestazione: in alto a destra del foglio inseriamo l'intestazione, ovvero i dati del destinatario della lettera-mail.

Se ci rivolgiamo a un'Azienda o a un Ente, useremo la seguente formula:

"Spett. le + il nome dell'Azienda o Ente" → è l'abbreviazione dell'aggettivo "spettabile" che significa "rispettabile".

2- Nella riga successiva scriviamo il nome della persona fisica a cui è indirizzata la lettera usando la formula:

"Alla cortese attenzione di ..." che può anche essere abbreviato in "Alla C.A. di... o Alla C. Att.ne di...".

Prima del nome della persona scriviamo anche il suo titolo, per esempio: Avv. (avvocato); Ing. (ingegnere); Dott. (dottore). Se non conosciamo il titolo, possiamo utilizzare un generico Sig. - Sig.ra - Sig.na (signore - signora - signorina).

Se la lettera è indirizzata direttamente a una persona fisica, nella prima riga scriveremo: "Alla cortese attenzione dello Spett.le + titolo e nominativo della persona".

3- L'oggetto: lasciamo in bianco qualche riga dopo l'intestazione e scriviamo l'oggetto, ovvero in poche parole qual è il motivo della nostra lettera:

"Oggetto:..."

4- Corpo della lettera: comincia il corpo della lettera vero e proprio, lasciamo una riga dopo l'oggetto e iniziamo a scrivere la lettera. Ci rivolgeremo direttamente alla persona che la leggerà, usando queste formule:

"Egr. (egregio) - Gent.le (gentile) - Gent. mo (gentilissimo) - Gent. ma (gentilissima) + il titolo della persona o un generico Sig. - Sig.ra - Sig - na".

Proseguiamo con una frase introduttiva che contestualizzi la nostra comunicazione, possono essercene varie, a seconda della situazione:

→ "In risposta alla Sua / Vostra lettera - mail" : se si tratta di una risposta a una precedente comunicazione;

→ "Come da accordi", "Come anticipato via telefono / mail / fax":

se ci si era accordati in precedenza sull'invio di una lettera - mail;

"In riferimento alla Sua / Vostra richiesta": se si tratta di rispondere a una richiesta fatta in precedenza;

→ "Con la presente si comunica quanto segue";

→ "In allegato invio": se insieme alla lettera dobbiamo spedire un documento in allegato.

Redigiamo ora il testo della lettera, cercando di usare frasi semplici e brevi; rivolgiamoci al destinatario sempre con il pronome Lei o Voi.

 

5- Inseriamo i nostri contatti:

→ "Per eventuali comunicazioni, contattare il sottoscritto (nome e cognome) al numero di telefono / indirizzo mail".

6- Conclusione: concludiamo la lettera con formule di saluto come:

→ "In attesa di un Vostro riscontro / di una Vostra risposta, resto a disposizione per eventuali chiarimenti, porgo

Distinti / Cordiali saluti";

→ "Ringraziando per la cortese attenzione, colgo l'occasione per porgere i miei

Distinti / Cordiali saluti";

→ "Ringraziando anticipatamente per la disponibilità / collaborazione, porgo

Distinti / Cordiali saluti".

Saltiamo un paio di righe e scriviamo la località e la data in cui la lettera è stata scritta: "Roma, 21-03-2012";

infine saltiamo ancora un paio di righe e sulla destra scriviamo la nostra firma

.

 

Ora rispondi alle seguenti domande:

1- Quando è meglio scrivere una lettera informale e quando una formale?

2- Dove dobbiamo scrivere l'intestazione?

3- Quale formula dobbiamo usare per rivolgerci a un'Azienda o un Ente?

4- Come ci rivolgiamo alla persona a cui scriviamo la lettera?

5- Quali frasi possiamo usare per introdurre il corpo della lettera?

6- Quali formule di saluto possiamo usare?

7- I nostri contatti vanno inseriti all'inizio o alla fine della lettera?

8- Dove scriviamo la nostra firma?

 Come al solito potete inviarmi le vostre risposte.

[post_title] => Scrivere una lettera formale [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => closed [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => scrivere-una-lettera-formale [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2024-09-26 09:57:26 [post_modified_gmt] => 2024-09-26 07:57:26 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.zanichellibenvenuti.it/wordpress/?p=3596 [menu_order] => 0 [post_type] => benvenuti [post_mime_type] => [comment_count] => 369 [filter] => raw ) [8] => WP_Post Object ( [ID] => 3565 [post_author] => 3 [post_date] => 2012-03-15 18:19:08 [post_date_gmt] => 2012-03-15 16:19:08 [post_content] => Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, oggi studieremo il periodo ipotetico, vedremo come si forma e quando si usa. Buona lettura! Prof. Anna Il periodo ipotetico è un'unità sintattica formata da due proposizioni (frasi): - la subordinata condizionale (anche detta protasi) esprime la premessa, cioè la condizione da cui dipende quello che si dice nella principale ed è introdotta da se; - la principale (anche detta apodosi) indica la conseguenza che deriva o deriverebbe dal realizzarsi della condizione espressa dalla subordinata.   L'ordine più diffuso delle due frasi del periodo ipotetico è PROTASI + APODOSI: se nevicherà, staremo in casa; ma si può avere anche l'ordine inverso: staremo in casa, se nevicherà. In italiano, a seconda del grado di probabilità dei fatti indicati nella subordinata, il periodo ipotetico viene suddiviso in tre tipi: - periodo ipotetico della realtà (1°tipo); - periodo ipotetico della possibilità (2° tipo); - periodo ipotetico dell'irrealtà (3° tipo). Oggi studieremo il periodo ipotetico di 1° tipo e il periodo ipotetico di 2° tipo. PERIODO IPOTETICO DELLA REALTÀ (1° tipo) Nel periodo ipotetico della realtà l'ipotesi è presentata come un fatto reale o comunque plausibile, per esempio: - se mangi molti molti dolci (protasi), ingrassi sicuramente (apodosi); - se perderai il treno (protasi), arriverai in ritardo (apodosi). Vediamo come si forma:  
SE + INDICATIVO (presente, passato, futuro)  + INDICATIVO (presente, passato, futuro) + IMPERATIVO
  Qualche esempio: - se + indicativo presente + indicativo presentese mi aspetti, vengo con te; - se + indicativo presente + indicativo futuro se stasera mi sento meglio, domani partirò; - se + indicativo futuro + indicativo futuro se potrò aiutarti, lo farò volentieri. - se + indicativo passato + indicativo futurose hai fatto un errore, lo correggerò. - se + indicativo presente + imperativo se hai fame, mangia!   PERIODO IPOTETICO DELLA POSSIBILITÀ (2° tipo) Nel periodo ipotetico della possibilità, l'ipotesi è presentata come possibile, perché il fatto potrebbe o non potrebbe accadere: - se venissi con me (protasi), ti divertiresti un sacco (apodosi); Vediamo come si forma:  
SE + CONGIUNTIVO IMPERFETTO  + CONDIZIONALE SEMPLICE
  Qualche esempio: - se avessi i soldi, ti comprerei un bel regalo; - mangerei una pizza, se avessi fame; - se venissi da me stasera, potremmo guardare un film. ATTENZIONE! Non sono corretti in nessun caso né l'uso del condizionale nella subordinata (protasi): se potrei, lo farei;   né l'uso del congiuntivo nella principale (apodosi): se potessi, lo facessi. La frase corretta è: se potessi, lo farei. [post_title] => Il periodo ipotetico della realtà e il periodo ipotetico della possibilità [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => closed [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => il-periodo-ipotetico-della-realta-e-il-periodo-ipotetico-della-possibilita [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2024-09-26 09:57:26 [post_modified_gmt] => 2024-09-26 07:57:26 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.zanichellibenvenuti.it/wordpress/?p=3565 [menu_order] => 0 [post_type] => benvenuti [post_mime_type] => [comment_count] => 596 [filter] => raw ) [9] => WP_Post Object ( [ID] => 3510 [post_author] => 3 [post_date] => 2012-03-08 11:23:36 [post_date_gmt] => 2012-03-08 09:23:36 [post_content] => Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, saper scrivere una lettera, o una mail, è molto importante, credo che sia capitato a tutti voi di doverne scrivere una a un amico o a un familiare (informale) oppure a uffici o enti pubblici e privati o professionisti di vario genere ai quali è sempre opportuno rivolgersi con uno stile formale. Oggi vedremo come deve essere strutturata una lettera informale e quali sono le formule che vengono usate, in seguito vedremo anche come scrivere una lettera formale. Buona lettura e buona scrittura! Prof. Anna La lettera è un testo in cui chi scrive (mittente) contatta qualcuno (destinatario) per comunicargli qualcosa (oggetto). LA LETTERA INFORMALE Questo tipo di lettera viene utilizzata nella comunicazione quotidiana, l'argomento di solito è personale e il destinatario può essere un amico o un familiare. Il linguaggio sarà quindi informale, vicino alla lingua parlata. Anche se il linguaggio è informale, la lettera è strutturata in varie parti, vediamole insieme leggendo la seguente lettera.   ............................................Bologna, 7 marzo 2012  luogo e data Cara Giulia,  formula di apertura e destinatario come stai? È da tanto tempo che non ci sentiamo e quindi ho deciso di scriverti per aggiornarti su quello mi succede in questo ultimo periodo.  introduzione Gli studi procedono bene, vado all'università quasi tutti le mattine perché la frequenza è obbligatoria e il pomeriggio di solito studio, proprio in questi giorni sto preparando un esame molto difficile e capita che debba studiare anche di sera. Da un mese mi sono iscritta in palestra e ci vado due o tre volte alla settimana, tra poco arriverà l'estate e voglio essere in forma! Nel fine settimana finalmente mi riposo, esco con le solite amiche, quelle che hai conosciuto quando mi sei venuta a trovare; di solito andiamo a bere qualcosa al pub e poi a volte andiamo in discoteca, ci divertiamo un sacco e almeno scarichiamo un po' la tensione!    corpo della lettera Come vanno le cose a Parigi? Spero di poterti venire presto a trovare, forse riuscirò a prendermi una piccola vacanza dopo aver sostenuto il prossimo esame, non vedo l'ora!  conclusione   Ti abbraccio forte → saluti Sara → firma P.S. Salutami tanto Luca! → post scriptum Ora osserva la seguente tabella:  
Luogo e data  • Bologna, 7 marzo 2010
Formule di apertura  • Cara Giulia • Cari Paolo e Lucia  • Caro amore mio
Introduzione  • È da tanto tempo che non ci sentiamo... • È molto tempo che non ho tue notizie... • Ho appena ricevuto la tua lettera...  • Sono riuscito a scriverti solo ora perché...
 Corpo della lettera  Nella parte centrale della lettera c'è scritto il messaggio.
 Saluti   • Ti abbraccio forte  • Tua Sara • Un caro saluto • Con affetto • A presto • Un abbraccio • Un bacio
 Firma   • Sara
 Post scriptum   È una forma latina che indica quello che si scrive dopo i saluti e la firma.
La data e il luogo di provenienza della lettera sono collocati in alto a destra. La formula di apertura con cui ci si rivolge al destinatario va in alto a sinistra, dopo questa formula si mette sempre una virgola e si va a capo, iniziando con la lettera minuscola. Nell'introduzione di solito vengono illustrate le motivazione della lettera. Nel corpo della lettera viene sviluppatto il tema centrale della lettera, si danno notizie e informazioni.   La formula di chiusura può contenere i saluti, un invito o dei ringraziamenti. • La sigla P.S., post scriptum (dopo lo scritto), in basso a sinistra, può contenere qualcosa che si è dimenticato di scrivere nella lettera o ulteriori saluti a qualcuno di diverso dal destinatario, oppure si usa per evidenziare al destinatario un argomento che ci sta a cuore e che, segnalato come ultima informazione, non può venire ignorato. COME COMPILARE UNA BUSTA Oggi le lettere cartacee hanno lasciato spazio alle mail, ma è comunque importante sapere come si compila una busta: - nella parte posteriore della busta bisogna applicare il francobollo in alto a destra e sotto scrivere il nome della persona che riceve la lettera (destinatario) e il suo indirizzo (nome e cognome, via, CAP e città); - nell'altro lato è sempre bene scrivere il nome e l'indirizzo di chi spedisce la lettera (mittente) perché qualche volta le lettere non arrivano al destinatario e tornano indietro. COME SPEDIRE LA POSTA Per scrivere una lettera serve la carta, una busta e il francobollo che si compra in tabaccheria o negli uffici postali e ha un costo diverso a seconda di dove deve essere inviata una lettera. Dopo aver compilato la busta, bisogna spedirla, cioè portarla nella cassetta della posta o all'ufficio postale. La cassetta ha due fessure dove inserire la busta: "Per la città" se chi riceve la lettera abita nella stessa città del mittente oppure "Per tutte le altre destinazioni", cioè per le altre città italiane o per i paesi stranieri. [post_title] => Scrivere una lettera informale [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => closed [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => scrivere-una-lettera-informale [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2024-09-26 09:57:26 [post_modified_gmt] => 2024-09-26 07:57:26 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.zanichellibenvenuti.it/wordpress/?p=3510 [menu_order] => 0 [post_type] => benvenuti [post_mime_type] => [comment_count] => 148 [filter] => raw ) ) [post_count] => 10 [current_post] => -1 [in_the_loop] => [post] => WP_Post Object ( [ID] => 3865 [post_author] => 3 [post_date] => 2012-04-26 16:15:48 [post_date_gmt] => 2012-04-26 14:15:48 [post_content] =>

Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, oggi vedremo altri nomi collettivi, ne scopriremo il significato e l'uso; se non l'avete ancora fatto, vi consiglio di leggere anche l'articolo "I nomi collettivi 1" per avere una visione il più possibile completa dell'argomento.

Buona lettura!

Prof. Anna

 Vi ricordo che i nomi collettivi indicano un insieme di persone, cose o animali, riuniti in un gruppo in un’unica parola al singolare, quindi attenzione: se il nome collettivo è il soggetto della frase ed è singolare, il verbo sarà coniugato al singolare, anche se il nome indica un insieme di elementi.

1- gente: è uno dei nomi collettivi più comuni e usati, indica un insieme di persone→ alla festa c'era molta gente; può anche indicare una popolazione→ le genti italiche (=gli uomini che popolano l'Italia) ; tutte le genti (= tutti gli uomini);

Ci sono poi una serie di nomi collettivi che indicano una quantità di persone riunite, vediamoli insieme facendo attenzione alle diverse sfumature di significato:

2- folla: indica una grande quantità di gente riunita insieme → una folla immensa si riversò nelle strade del centro; un bagno di folla: significa il contatto di un personaggio famoso con una moltitudine di persone, possiamo trovare questa espressione nei titoli dei giornali o comunque nel linguaggio dei giornalisti → "Roma: bagno di folla per il Presidente della Repubblica all'uscita del Quirinale";

3- calca: indica un assembramento di persone particolarmente fitto, dove le persone sono strette le une alle altre → siamo riusciti a raggiungere il Presidente facendoci largo tra la calca;

4- ressa: con questa parola si definisce una folla che si muove in maniera disordinata, spingendo e urtando → i tifosi fanno ressa per entrare allo stadio;

5- schiera: indica una moltitudine ordinata di animali o di persone oppure un gruppo di persone che hanno qualcosa in comune → una schiera di giornalisti entrò nella sala conferenze;

6- comitiva: indica un gruppo di persone che si riuniscono per una festa, una gita, un viaggio ecc.→ una comitiva di turisti è appena entrata al museo;

7- manipolo di: piccolo gruppo di persone che lottano unite per una stessa idea → un manipolo di uomini riuscì a sconfiggere il nemico;

8- personale: indica un gruppo di persone occupate in un servizio, un'azienda, un ufficio ecc.→ il personale di un albergo; sciopero del personale.

Vediamone altri:

9- marea di: in senso figurato indica un vasto insieme di persone o cose che si muovono quasi ondeggiando, come le onde del mare→ dal balcone si vedeva una marea di gente;

10- roba: indica un isieme di beni, proprietà, un insieme di oggetti → chi ha portato questa roba?;

11- arcipelago: è un gruppo di isole vicine le une alle altre situate nello stesso mare → l'arcipelago delle Maldive; l'arcipelago giapponese.

12- mandria: indica un gruppo numeroso di animali di grosse dimensioni → una mandria di buoi.

 

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