Le cicale di Giosuè Carducci

Prof. Anna
La lingua italiana,   Lettura

Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, le cicale cominciano agli ultimi di giugno, nelle splendide mattinate. Con queste parole inizia la poesia di Carducci con cui salutiamo l’arrivo dell’estate.

Buona lettura e buona estate!

Prof. Anna

Nessun suono è più caratteristico dell’estate del frinire delle cicale. In questo testo l’autore paragona il canto delle cicale a un coro che man mano si accorda e si intensifica, facendo da sottofondo alle lunghe giornate estive.

Questo articolo è l’ultimo prima della pausa estiva, ma torneremo a settembre con nuovi contenuti e approfondimenti.
Vi ricordo che potete continuare a scrivermi anche durante l’estate e sottopormi i vostri dubbi.

Ringrazio tutti per la partecipazione e buona estate!

Giosuè Carducci (Valdicastello, 27 luglio 1835 – Bologna, 16 febbraio 1907) è stato un poeta, scrittore, critico letterario e accademico italiano. Fu il primo italiano a vincere il premio Nobel per la letteratura nel 1906.

Le Cicale

Cominciano agli ultimi di giugno, nelle splendide
mattinate; cominciano ad accordare in lirica
monotonia le voci argute e squillanti.
Prima una, due, tre, quattro, da altrettanti alberi;
poi dieci, venti, cento, mille, non si sa di dove,
pazze di sole; poi tutto un gran coro che aumenta
d’intonazione e di intensità col calore e col luglio, e
canta, canta, canta, sui capi, d’attorno, ai piedi
dei mietitori.
Finisce la mietitura, ma non il coro. Nelle fiere
solitudini sul solleone, pare che tutta la pianura
canti, e tutti i monti cantino, e tutti i boschi cantino…
pare che essa la terra dalla perenne gioventù del suo seno espanda
in un inno immenso il giubilo de’ suoi sempre nuovi amori co’l sole.

Analizziamo nello specifico alcune parole ed espressioni presenti nel testo:

  • agli ultimi di giugno → con l’espressione gli ultimi si intende gli ultimi giorni, quindi in questo caso l’ultima parte del mese di giugno; parallelamente l’espressione i primi del mese significa i primi giorni del mese;
  • voci argute → l’aggettivo arguto quando si riferisce a un suono significa squillante, argentino (che ha un suono chiaro e limpido, simile al timbro dell’argento percosso);
  • pazze di → la locuzione (essere) pazzo di seguita da un sostantivo ha valore di iperbole, intensifica un’espressione: pazzo di gioia, pazzo d’amore. Altre espressioni con questo aggettivo: andare pazzo per qualcosa = esserne particolarmente attratto (vado pazzo per la musica); darsi alla pazza gioia = abbandonarsi ai divertimenti più sfrenati. Quale differenza c’è tra pazzo, matto e follePazzo è chi mostra alterazione delle proprie facoltà mentali; in accezione più leggera è chi ha comportamenti insensati, fa cose assurde, irragionevoli, oppure stravaganti ed eccentriche. Matto è in tutti i suoi usi intercambiabile con pazzo, anche se la parola è scarsamente usata nell’italiano parlato nelle aree centro-meridionali. Folle definisce nell’uso chi agisce senza senno e raziocinio o ciò che è fatto o concepito sconsideratamente, meno frequentemente chi è realmente privo di ragione. In senso figurato tutti e tre i termini, se posposti al nome al quale si riferiscono, indicano qualcosa di grande, enorme, fuori dal comune per intensità o dimensioni;
  • aumenta […] col luglio → aumenta durante il mese di luglio;
  • solleone → questo sostantivo indica il periodo compreso tra la seconda metà di luglio e la prima decade di agosto, quando il Sole si trova nel segno zodiacale del Leone e il caldo è maggiore; per estensione significa anche estate torrida, grande caldo estivo, canicola. Per indicare il grande caldo estivo esistono vari termini che hanno sfumature di significato diverse: propriamente si definisce canicola il periodo più caldo dell’estate; in senso esteso, il termine si usa in riferimento al forte riscaldamento di alcune ore del giorno. Con afa ci si riferisce a un’aria calda particolarmente pesante, stagnante, carica di umidità. Per descrivere un caldo opprimente e afoso si usa calura che indica il calore molto intenso, soffocante dell’estate. Un caldo eccessivo, ardente è anche descritto dal termine bollore;
  • giubilo → sentimento di gioia intensa manifestato con parole, atti festosi.

Se ci sono altre parole o espressioni che vi mettono in difficoltà, non esitate a scrivermi.

Per la lezione

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Commenti [3]

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  1. Rino scrive:

    Meravigliose creature della natura, ti scorrono dentro le vene come sangue.
    Bellissime!

  2. Clara scrive:

    Buona estate a Lei, allo staff di zanichelli e a tutti i lettori e le letrice.
    Un caro saluto dalla Spagna
    A prestissimo!
    Clara