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Aula di Lingue

Il congiuntivo in una canzone

Prof. Anna
Canzoni,   Congiuntivo,   Grammatica,   La lingua italiana,   Verbi

Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, vi piacerebbe imparare il congiuntivo cantando?  C’è una canzone che fa al caso vostro, è stata scritta da un giovane professore che, con ironia, spiega come si usa questo modo verbale. Ascoltiamola insieme.

Buona lettura e buon ascolto!
Prof. Anna

Il congiuntivo, si sa, è un modo verbale molto importante, ci permette di esprimere le nostre opinioni, i nostri dubbi, le nostre incertezze. Da alcuni anni però sembra che stia attraversando un momento di crisi:  si usa sempre meno e si usa scorrettamente, non solo dai parlanti comuni, ma anche da giornalisti e politici.

Un giovane professore di matematica ha deciso di lanciare una provocazione e scrivere una canzone che, in modo ironico e originale, spiega l’uso del congiuntivo.

Lorenzo Baglioni ha 31 anni ed è toscano. Da due anni pubblica video di canzoni comiche su YouTube e da circa un anno si è specializzato in canzoni didattiche, quasi tutte su argomenti scientifici. Quest’anno è stato uno dei cantanti in gara a Sanremo per la categoria “Nuove proposte”.

Leggiamo insieme il testo della sua canzone “Il congiuntivo”.

Vi ricordo che, se ci sono parole che non conoscete, potete consultare il dizionario online basta cliccare due volte sulla parola e si aprirà una piccola finestra, cliccando una volta su questa finestra apparirà il significato.

Il congiuntivo di Lorenzo Baglioni

Che io sia

che io fossi

che io sia stato

oh-oh-oh

Oggigiorno chi corteggia

incontra sempre più difficoltà

coi verbi al congiuntivo

Quindi è tempo di riaprire

il manuale di grammatica

che è molto educativo

Gerundio imperativo

e infinito indicativo

molti tempi e molte coniugazioni ma

Il congiuntivo ha un ruolo distintivo

e si usa per eventi

che non sono reali

È relativo a ciò che è soggettivo

a differenza di altri modi verbali

E adesso che lo sai anche tu

non lo sbagli più

Nel caso che il periodo sia della tipologia dell’irrealtà (si sa)

ci vuole il congiuntivo

Tipo se tu avessi usato

il congiuntivo trapassato

con lei non sarebbe andata poi male

condizionale

segui la consecutio temporum

Il congiuntivo ha un ruolo distintivo

e si usa per eventi

che non sono reali

È relativo a ciò che è soggettivo

a differenza di altri modi verbali

E adesso ripassiamo un po’ di verbi al congiuntivo

che io sia (presente)

che io fossi (imperfetto)

che io sia stato (passato)

che io fossi stato (trapassato)

che io abbia (presente)

che io avessi (imperfetto)

che io abbia avuto (passato)

che io avessi avuto (trapassato)

che io…vorrei

Il congiuntivo

come ti dicevo

si usa in questo tipo di costrutto sintattico

Il tentativo è quasi riflessivo

descritto dal seguente esempio didattico

E adesso che lo sai anche tu

non lo sbagli più

Ed ora ascoltiamo la canzone!

https://www.youtube.com/watch?v=8bfYQZPLCEA

Non poteva mancare un esercizio sul congiuntivo. Coniugate il verbo tra parentesi al tempo verbale del congiuntivo che vi viene suggerito.

Completa il testo inserendo le parole mancanti negli spazi vuoti. Al termine premi il pulsante "Correggi esercizio" per controllare se hai risposto correttamente.

1- Nonostante (trascorrere-passato) molto tempo, me la ricordo benissimo. 2- Desidero che tu (sapere-presente) che potrai sempre contare su di me. 3- Si dice che Paolo (trasferirsi-passato) a Roma. 4- Speriamo che domani (esserci-presente) il sole. 5- Sono contenta che Marco (trovarsi-passato) bene con noi. 6- Speravo che tu (stare-imperfetto) un po' meglio. 7- Temevo che tu (offendersi-trapassato) . 8- Non ci aspettavamo che lui (comportarsi-imperfetto) così generosamente. 9- Pensavo che tuo padre (arrivare-trapassato) sabato scorso. 10- Volevo che voi (venire-imperfetto) con me stasera.

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Commenti [44]

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  1. Rino scrive:

    6/10, sono peggio del Prof. di matematica:-)
    1,2,3,4.

  2. Rino scrive:

    Ho recuperato immediatamente.
    10/10.

    • Zanichelli Avatar

      Molto bene Rino!
      A presto
      Prof. Anna

    • Anita scrive:

      Caro Rino,
      Secondo me noi siamo bravi studenti che porta un gran piace a noi. Continuami cosi. Saluti dal mio cuore Anita dalla Olanda, dove il tempo non è stabile.
      Anita.

      • Rino scrive:

        Ciao Anita, scusami per il ritardo.
        Grazie dei tuoi gentili saluti.
        Ciao!

  3. Ana scrive:

    Buon pomeriggio Prof. Anna
    Grazie per l’esercizi
    Per me un può dificile:)
    Ho amato la canzione
    Ana

  4. Anita scrive:

    Cara Prof.ssa Anna,
    Nel primo instanto ho avuto 3 errori, ma li ho corretti immediamente dalla memoria mia e ho dovuto pensare intensamente, ma poi ne avevo avuto tutte le frase corrette, che mi piace e non l’ho aspetto questo risultato. Che sorpresa 🙂 La canzone mi piace anche moltissimo. Che intelligente e bella! Con saluti dal mio cuore
    Anita dalla Olanda

    • Zanichelli Avatar

      Cara Anita, ottimo risultato!
      A presto
      Prof. Anna

  5. kdela scrive:

    Ciao *_*
    Grazie per il congiuntivo.
    Una cosa per Ana che scrive qui:non stare triste! penso che quest’esercizio non sia facile ( :
    ma cosi’ si puo’ imparare
    e per La Professoressa Anna: Grazie ancora. (“Desidero che tu sappia che potrai sempre contare su di me”)
    kdela

  6. Il congiuntivo ! Devo studiarlo meglio (sul serio)
    Grazie Prof. Anna

  7. Rino scrive:

    Odio l’italiano grammaticalmente scorretto.
    Non riesco ad accettarlo.
    Eppure bravo in italiano non lo sono:-)

  8. Susy scrive:

    Cara prof. Anna mi alleno molto inventando frasi con il congiuntivo. Ho fatto qualche errore? ( in alcune ho messo due tempi perché ho dei dubbi):
    .Bevvi tanto così che le due pillole mi potessero scivolare giù nell’esofago.
    .Sembra che la corsa finisca qui.
    .Se sarebbe servito/fosse servito.
    .Mi domandavo se il sogno dal quale ero uscita fosse/era una premonizione.
    .Speravo tanto che sarei riuscita /fossi riuscita a mantenerla quella promessa.
    .Prima che chiudessi la porta lei fece cenno di sì.
    .Se avesse voluto farmi del male non avrebbe aspettato un attimo.
    .Era soltanto una partita da giocare a tavolino là dove fossero /sarebbero uscite le carte giuste avrei finito di giocare.
    .lasciai che le sue parole mi scivolassero di dosso.
    .la consapevolezza che stavo/stessi dormendo mi riempiva di coraggio.
    .forse non stava così bene come credessi.
    .che non ti ami non vuol dire che non mi preoccupo per te.
    .credevo che in questa casa eravamo abituati/ fossimo abituati a questo.
    .avevo paura che Luca avrebbe/avesse soggiornato in cucina prima di me.
    .penso che non sia obbligata a risponderti.
    .forse non avrebbe agito così se non fosse spaventato/forse non agiva così se non era spaventato.
    .e prima che potessi capire cosa stesse realmente accadendo scappai a gambe elevate.
    .Dovevo allontanarmi da te prima che questo accadesse.
    Grazie in anticipo.

    • Zanichelli Avatar

      Cara Susy, ecco le tue frasi corrette (quelle che non compaiono sono già corrette): 1- se fosse servito (dipende però dal contesto in cui la frase è inserita), mi domandavo se il sogno dal quale ero uscita fosse/era una premonizione (sono corrette entrambe, le interrogative indirette possono avere sia l’indicativo sia il congiuntivo), speravo tanto che sarei riuscita a mantenerla quella promessa, era soltanto una partita da giocare a tavolino là dove fossero le carte giuste avrei finito di giocare, la consapevolezza che stavo dormendo mi riempiva di coraggio, forse non stava così bene come credevo, se non ti amo non vuol dire che non mi preoccupo per te, credevo che in questa casa eravamo fossimo abituati a questo, avevo paura che Luca avrebbe (corretto per esprimere posteriorità rispetto alla reggente)/avesse soggiornato (corretto per esprimere anteriorità rispetto alla reggente)in cucina prima di me, forse non avrebbe agito così se non fosse stato spaventato.
      Un saluto
      Prof. Anna

      • Susy scrive:

        Prof Anna la frase è:
        Mi sarei messa anche ad urlare se fosse servito.
        Oppure lo avrei raggiunto anche a nuoto se fosse servito.
        Il congiuntivo ci sta bene?
        Grazie per la sua disponibilità.

        • Zanichelli Avatar

          Cara Susy, i periodi che i scrivi sono corretti.
          A presto
          Prof. Anna

  9. Susy scrive:

    Cara prof.Anna ancora una volta ho bisogno del suo aiuto.

    Stirai e là vai i piatti, cose che mia sorella non avrebbe mai fatto/ non si sarebbe mai offerta di fare.

    Un tu per tu con marco sarebbe stato inevitabile/ un affronto con marco….

    Mi stavo chiedendo se fossi/ se ero davvero pronta per affrontarli.

    Mi preparai a cogliere il suo volto, così pallido da poter dar testa allo schermo del televisore.

    La cosa assurda è che non feci niente per azzittirlo.

    Sembrava che anche le mie corde vocali erano/ fossero andate in frantumi.

    Gli impediva di usare il suo bagno padronale.

    L’ultima cosa che avrei/ avessi dovuto pensare.

    Era notte, e se avessi/ avrei tardato a lavoro sarebbero stati guai seri.

    Sembrava misurasse ogni mio passo.

    Spero in una sua risposta.
    Molte grazie.

    • Zanichelli Avatar

      Cara Susy, ecco le tue frasi corrette: stirai e lavai i piatti, cose che mia sorella non avrebbe mai fatto/ non si sarebbe mai offerta di fare (sono corrette entrambe le possibilità); un faccia a faccia con Marco sarebbe stato inevitabile; mi stavo chiedendo se fossi/ se ero davvero pronta per affrontarli (sono corrette entrambe le possibilità); mi preparai a cogliere (in che senso “cogliere”?) il suo volto, così pallido da poter dar testa allo schermo del televisore (non ho capito questa espressione “dar testa allo schermo”); la cosa assurda è che non feci niente per azzittirlo; sembrava che anche le mie corde vocali fossero andate in frantumi; gli impediva di usare il suo bagno padronale, l’ultima cosa che avrei dovuto pensare, era notte, e se avessi tardato al lavoro sarebbero stati guai seri; sembrava misurasse ogni mio passo.
      A presto
      Prof. Anna

      • Susy scrive:

        Ripeto la frase non espressa bene.

        Era dietro di me. Prima di girarmi mi preparai a cogliere il suo volto pallido, così bianco che poteva tener testa alla luce del televisore accanto a me.

        Spero di essere stata più chiara .
        Grazie per la pazienza.

        • Susy scrive:

          Mi preparai per “accogliere” il suo viso

        • Zanichelli Avatar

          Cara Susy, ora il periodo è più chiaro.
          A presto
          Prof. Anna

  10. Nancy scrive:

    Gentile prof.Anna ci sto mettendo tutta me stessa per imparare a parlare (scrivere) bene… tanto che sto sempre con penna e foglio a segnarmi tutte le parole nuove che sento.
    Questo blog mi sta aiutando molto..ma mi sono resa conto che quando devo raccontare un cosa che mi è successa in passato trovo difficoltà. Come se le parole mi suonassero errate:
    .Mi misi sul suo petto che riuscivo a sentirlo anche da sotto la camicia.
    .Sicura che vada tutto bene a casa?
    .Mi sforzavo a /di capire cosa era quella cosa oppure cosa fosse quella cosa.
    .Ebbi l’improvvisa paura di perdermi.
    .Sarò cascato dalle scale (o per le scale) oppure urtato in qualche spigolo della casa.
    .Non vedevo più la finestra della casa nella quale vivevo oppure in cui vivevo.
    .Non doveva ancora arrendersi all’impresa di farmi innamorare di lui.
    .Dormire con lui non mi aveva mai imbarazzata malgrado mi avesse guardata sempre da innamorato.
    .Mi sentivo vomitare. Non so se era perché mi sentivo disgustata per il mio comportamento o per altro.
    .Prima di andarsene gli era d’abitudine o di abitudine darmi in bacio
    .Li misi a soqquadro uno per volta.
    .Grazie, risposi a mia volta.
    .Salutò, mentre ritornavo a mantenere i parametri di sicurezza.
    .Entrambi sapevamo a cosa andavamo incontro se ci saremmo prolungati.
    .Quel momento succedeva sempre molto velocemente; succedeva nella stessa maniera urgente con cui il suo profumo invadeva le mie narici.

    • Zanichelli Avatar

      Cara Nancy, ecco le tue frasi corrette: mi misi sul suo petto, che riuscivo a sentire anche da sotto la camicia; sicura che vada tutto bene a casa?; mi sforzavo di capire cosa era quella cosa oppure cosa fosse quella cosa (entrambe corrette); ebbi un’improvvisa paura di perdermi; sarò cascato dalle scale oppure avrà urtato contro qualche spigolo della casa; non vedevo più la finestra della casa nella quale vivevo oppure in cui vivevo (corrette entrambe le soluzioni); non doveva ancora arrendersi nell’impresa di farmi innamorare di lui; dormire con lui non mi aveva mai imbarazzata malgrado mi avesse guardata sempre da innamorato; mi sentivo da vomitare; non so se era perché mi sentivo disgustata per il mio comportamento o per altro; prima di andarsene aveva l’abitudine di darmi un bacio; li misi a soqquadro uno per volta; “grazie” risposi a mia volta; salutò (chi salutò?), mentre ritornavo a mantenere i parametri di sicurezza; entrambi sapevamo a cosa saremmo andati incontro se ci fossimo prolungati (cosa significa “prolungati”? Forse “dilungati”?), quel momento succedeva sempre molto velocemente; succedeva nella stessa maniera urgente con cui il suo profumo invadeva le mie narici (quest’ultimo periodo non è corretto dal punto di vista del significato, perché un momento non “succede”, prova a riformularlo usando altre parole).
      Un saluto
      Prof. Anna

      • Nancy scrive:

        Cara prof. Anna.
        Marco salutò, mentre ritornavo a mantenere i parametri di sicurezza.

        “Quel momento succedeva” potrei eliminare quel momento e dire direttamente: Succedeva sempre molto velocemente…

        Sì,mi sa che volevo dire “dilungati”.

        Grazie di cuore per la sua disponibilità.

        • Zanichelli Avatar

          Cara Nancy, è corretto dire: “succedeva sempre molto velocemente”.
          A presto
          Prof. Anna

          • Nancy scrive:

            Cara prof. Anna…c’è un altro dilemma!!!
            Posso scrivere: quel posto mi era sempre appartenuto; altresì, Sole che era stato sempre parte di me.

            È corretto dire così?
            La punteggiatura va bene?

          • Zanichelli Avatar

            Cara Nancy, quale significato attribuisci all’avverbio “altresì”?
            A presto
            Prof. Anna

          • Nancy scrive:

            Quel posto mi era sempre appartenuto, altresì Sole: (anche o soprattutto)Sole che era stato sempre parte di me.
            Spero di essere stata più chiara.
            Saluti da Nancy.

          • Zanichelli Avatar

            Cara Nancy, ora è più chiaro.
            A presto
            Prof. Anna

  11. Imam scrive:

    Dove inizio a studiare l’italiano per parlare bene con i miei amici , perche mi prendono in giro

    • Zanichelli Avatar

      Caro Imam, benvenuto su Intercultura blog! Puoi cominciare dagli argomenti che ti creano più problemi, ad esempio i verbi o i pronomi o le preposizioni. Puoi trovare tutti gli articoli che ti interessano per categoria (verbi, pronomi ecc.) consultando il menu a tendina sotto la scritta “Argomenti” alla tua sinistra della pagina. Se hai dubbi o domande, non esitare a scrivermi.
      A presto
      Prof. Anna

  12. Susy scrive:

    Augurandovi buon ferragosto vi mando i miei assillanti dubbi direttamente dal’ombrellone…

    Il viaggio fu come avevo previsto nonostante sulle prime sembrava di avere un buon inizio quando incontrai di nuovo quell’uomo.

    Se lui fosse stato presente mia madre non avrebbe scelto di mettersi con una squilibrata.

    E chi vuole che ci sia?

    Penso che si chiami Marco.

    Molto prima che mi voltassi a guardare un brivido mi raggelò dalla punta dei piedi ai capelli.

    Qualcuno se ne sarà accorto prima che il treno ripartisse o ripartiva.

    Era l’unica persona che poteva aiutarmi e dirmi chi veramente fossi.

    A me importa solo che stai bene.

    Tu non vuoi che (io) perda di nuovo la calma, vero?

    Mi sa che tu ne abbia assunto metà boccetta.

    Era stato il momento più brutto che la vita mi potesse regalare o poteva regalare.

    Non lasciava che succedesse.

    Chissà se avrei o avessi potuto sostituire la sua piccola padrona.

    Credevo che ti avesse fatto piacere fare due chiacchiere con me.

    È inutile che mi segua

    Nonostante la piccola taglia mi stava a pennello.

    Nonostante faccia finta che non sia mio amico.

    Mi chiedevo quale fosse o era la tragedia.

    Non capivo come avessi fatto a dimenticare.

    Non riuscivo a capacitarmi che fosso o ero io.

    Se non fosse stata per lei non avrei mai creduto che stessi sognando.

    Me lo deve, come lo dovrebbe a suo figlio se fosse stato qui, seduto al mio posto.

    Non ero certa del perché mi avesse nascosto quella cosa e perché mi avesse nascosto sua figlia.

    E io che pensavo che stesse o era a marcire in prigione.

    Ero sollevata che non centrasse con quella brutta storia.

    La rassegnazione che fosse o era innocente mi faceva stare male.

    Volevi che me la portassero via?

    Ci misi tutta me stessa per distruggere ogni cosa che si trovasse o trovava sul mio cammino.

    Il clacson suonò prima che indossassi il cappotto.

    E dove credi che sia cresciuta.

    • Zanichelli Avatar

      Cara Susy, ecco le tue frasi corrette. Il viaggio fu come avevo previsto nonostante sulle prime sembrasse iniziare bene quando incontrai di nuovo quell’uomo. Se lui fosse stato presente mia madre non avrebbe scelto di mettersi con una squilibrata. E chi vuole che ci sia? Penso che si chiami Marco. Molto prima che mi voltassi a guardare un brivido mi raggelò dalla punta dei piedi ai capelli. Qualcuno se ne sarà accorto prima che il treno ripartisse. Era l’unica persona che poteva aiutarmi e dirmi chi veramente fossi. A me importa solo che tu stia bene. Tu non vuoi che (io) perda di nuovo la calma, vero? Mi sa che tu ne hai assunta metà boccetta. Era stato il momento più brutto che la vita mi potesse regalare. Non lasciava che succedesse. Chissà se avrei potuto sostituire la sua piccola padrona. Credevo che ti avesse fatto piacere fare due chiacchiere con me. È inutile che mi segua. Nonostante la piccola taglia mi stava a pennello. Nonostante faccia finta che non sia mio amico. Mi chiedevo quale fosse o era (corretti entrambi i verbi) la tragedia. Non capivo come avessi fatto a dimenticare. Non riuscivo a capacitarmi che fossi io. Se non fosse stato per lei non avrei mai creduto che stessi sognando. Me lo deve, come lo dovrebbe a suo figlio se fosse stato qui, seduto al mio posto. Non ero certa del perché mi avesse nascosto quella cosa e del perché mi avesse nascosto sua figlia. E io che pensavo che stesse marcendo in prigione. Ero sollevata dal fatto che non c’entrasse con quella brutta storia. La rassegnazione che fosse o era innocente (questa frase non è corretta e non capisco bene cosa vuoi dire; prova a riformularla) mi faceva stare male. Volevi che me la portassero via? Ci misi tutta me stessa per distruggere ogni cosa che si trovava sul mio cammino. Il clacson suonò prima che indossassi il cappotto. E dove credi che sia cresciuta?
      Un saluto
      Prof. Anna

      • Susy scrive:

        La consapevolezza che fosse innocente adesso mi faceva stare male.
        Spero di aver riformulato correttamente la frase.
        Grazie per l’aiuto.

        • Zanichelli Avatar

          Cara Susy, in questo caso puoi usare l’indicativo “la consapevolezza che era innocente”.
          Un saluto
          Prof. Anna

  13. Nunzia scrive:

    Cara prof.Anna ecco che torno a scriverla!

    Aveva un giornale sul grembo che all’inizio non avevo dato importanza / cui all’inizio

    Una parte di me già sapeva a cosa andava/ andasse incontro.

    Sei sicuro che appartenesse a lui? /Apparteneva a lui?

    Grazie in anticipo.

    • Zanichelli Avatar

      Cara Nunzia, ecco le tue frasi corrette (attenta, è giusto scrivere: “scriverle”). “Aveva un giornale sul grembo cui all’inizio non avevo dato importanza”.
      “Una parte di me già sapeva a cosa andava incontro”. “Sei sicuro che appartenesse a lui? /Apparteneva a lui?” (corrette entrambe le frasi).
      A presto
      Prof. Anna

      • Nunzia scrive:

        Grazie prof.Anna. per la pazienza… sempre pronta ad aiutarmi.
        Solo queste ultime 2 poi prometto che non la disturbo più:
        1Ebbi la sensazione che per tutti quegli anni mi avesse o aveva perseguitato qualcosa che era già accaduto.
        2Sentivo i suoi muscoli indurirmisi sul petto.

        • Zanichelli Avatar

          Cara Nunzia, non ti preoccupare, puoi scrivermi quando vuoi!
          Ecco le tue frasi corrette: “ebbi la sensazione che per tutti quegli anni mi avesse perseguitato qualcosa che era già accaduto”; “sentivo i suoi muscoli che si indurivano sul mio petto”.
          Un saluto
          Prof. Anna

  14. Nunzia scrive:

    Cara prof.Anna
    Dopo “semmai” ci vuole per forza il congiuntivo?
    Se dicessi: “semmai dovevo andare via avrei scelto il modo più facile ” è un errore?

    • Zanichelli Avatar

      Cara Nunzia, il periodo che mi scrivi è un periodo ipotetico dell’irrealtà e quindi è necessario usare il congiuntivo trapassato: “semmai fossi dovuta andare via avrei scelto il modo più facile”.
      Un saluto

      Prof. Anna

  15. Thomas scrive:

    Salve, prof Anna ho un dubbio:
    Se proprio dovevo credere a quella verità: questa frase si può scrivere anche senza usare il congiuntivo?
    Grazie infinite in anticipo

    • Zanichelli Avatar

      Caro Thomas, è corretta con l’indicativo.
      Un saluto
      Prof. Anna

  16. Nunzia scrive:

    Cara, prof. Anna, mi chiamo Nunzia e amo scrivere, ma devo imparare ancora molto e questo blog mi sta aiutando tanto.
    Ho iniziato a scrivere qualcosa e volevo chiederle se poteva dare un’occhiata qui sotto.
    Ci sono errori? È corretta la struttura delle frasi? Spero in un suo aiuto.

    A dirla tutta, la mia casa era favolosa: i vetri, i davanzali e le pendenti tegole di terracotta.
    Non mi ero mai fermata a guardarla e adesso che lo stavo facendo sembrava più il viso di una persona: il tetto decadeva sulle mura come capelli fluenti e le finestre le facevano da occhi. Grandi occhioni gialli. E la porta era un’enorme bocca quadrata.

    • Zanichelli Avatar

      Cara Nunzia, il testo che mi scrivi è corretto, ti do solo un consiglio sulla punteggiatura e su un verbo: “Non mi ero mai fermata a guardarla e, adesso che lo stavo facendo, sembrava più il viso di una persona: il tetto poggiava sulle mura come capelli fluenti…”.
      A presto

      Prof. Anna