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Questo articolo è l'ultimo prima della pausa estiva, ma torneremo a settembre con nuovi articoli e nuovi approfondimenti.

Vi ricordo che potete continuare a scrivermi anche durante l'estate e sottopormi i vostri dubbi.

Ringrazio tutti per la grande partecipazione, sono le vostre domande e i vostri interventi che rendono questo blog uno spazio di condivisione e di approfondimento.

Buona estate a tutti!

Prof. Anna

Oggi vorreti salutarvi con una poesia di Salvatore Quasimodo intitolata Estate.

Salvatore Quasimodo (Modica, 20 agosto 1901 - Napoli, 14 giugno 1968) è stato un poeta italiano, esponente dell'ermetismo.

Nel 1959 ricevette il premio Nobel per la letteratura.

Questa poesia, breve ed essenziale, evoca, attraverso il riferimento alle cicale, l'atmosfera tipica dell'estate.

D'altra parte, che estate sarebbe senza cicale?

 

Cicale, sorelle, nel sole

con voi mi nascondo

nel folto dei pioppi 

e aspetto le stelle.

 
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                    [post_content] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, ci sono sempre molti dubbi su quale genere attribuire ai nomi stranieri: un e-mail o una e-mail? Esistono alcune regole generali ma non mancano le eccezioni. Vediamo insieme come è meglio comportarsi in questi casi.

Buona lettura!

Prof. Anna

L'attribuzione del genere, nel passaggio da una lingua all'altra, è complicata dal fatto che alcune lingue, come l'inglese, non hanno distinzione tra nomi maschili e nomi femminili, altre, come il tedesco, possiedono tre generi grammaticali (maschile, femminile, neutro). La regola generale ci dice che solitamente i nomi stranieri che finiscono in consonante sono di genere maschile: il film, il bar, il computer, lo sport, il jazz, il rock, ma anche questa regola conosce molte eccezioni, vediamole insieme.

PRESTITI DALL'INGLESE

Per attribuire il genere a parole provenienti dalla lingua inglese esistono prevalentemente due modalità che si basano sul significato della parola:

• assegnare il genere per analogia a quello del termine dal significato più ampio già esistente nella lingua che riceve il prestito, come avviene, ad esempio, per i nomi di automobili (il nome automobile è femminile), per cui sono tutti femminili come la spider, la station wagon, ma il Suv  (che è la sigla inglese di Sport Utility Vehicle e quindi per analogia a veicolo è maschile);attribuire il genere in base al genere del nome italiano che viene individuato come quello più vicino semanticamente a quello inglese, per esempio: la band (gruppo musicale) è femminile perché è stato accostato all'italiano banda; oppure perché si suppone sottinteso un nome italiano femminile, per esempio la cover (=riedizione di una canzone di successo non eseguita dall'interprete originale) sottintende canzone e per questo è femminile.

Ecco alcuni termini più comuni: la gang, la holding, la clip (nel significato di fermaglio), la connection, la convention, la corporation, la deregulation, l'escalation, la leadership, le news (solo al plurale nel significato di ultime notizie), la reception, la reflex (tipo di macchina fotografica), la starlet, la fiction, la gag, la vamp, la yard.

È frequente che ci siano oscillazioni nell'attribuzione del genere soprattutto quando una parola è entrata da poco nella lingua, per esempio e-mail ha avuto varie oscillazioni tra maschile e femminile a causa dell'associazione con messaggio o posta e ora nel vocabolario (lo Zingarelli 2017) la parola è segnalata come femminile nel significato di posta elettronica e femminile e raramente maschile nel significato di messaggio inviato con la posta elettronica, anche la parola Internet ha avuto inizialmente oscillazioni e ora sembra stabilizzata al femminile, per analogia al genere della parola italiana rete (net). La parola showroom non è ancora definitivamente stabilizzata ma sembra essere ormai essere prevalentemente usata al maschile (lo showroom), rientra nei composti con la parola room, queste parole nel vocabolario sono registrate come maschili (living room=soggiorno) forse perché alla parola room viene assegnato un significato diverso a seconda dei casi, nel caso di showroom ha prevalso il significato di spazio espositivo, salone;i nomi composti prendono di solito il genere del secondo elemento: il top ma la top model (la modella), lo slot ma la slot machine (macchina), il check-up ma la check list (lista), la beauty farm, la business class, la candid camera, la chat line, la disco music, la work station, ma sono maschili il week end e il chewing-gum.

PRESTITI DA ALTRE LINGUE

Per i nomi provenienti da altre lingue i casi di nomi terminanti in consonante sono meno numerosi: la liason, la Ostpolitik, la Gestalt, la Weltanschauung.

In caso di dubbi la cosa migliore è consultare il vocabolario.

Nell'esercizio che segue dovrete inserire l'articolo determinativo corretto (tutto minuscolo).
                    [post_title] => Il genere dei nomi stranieri
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                    [post_content] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, spesso ricevo domande sulla corretta concordanza dei tempi tra proposizione reggente e proposizione subordinata. Alcune indicazioni principali erano già state date sul blog, esistono però altre possibili combinazioni di tempi verbali, oltre a quelle che abbiamo già visto, e sono proprio queste che creano la maggior parte delle perplessità. Questa settimana cercheremo di chiarire ogni dubbio su questo argomento.

Buona lettura!

Prof. Anna

Il tempo verbale della reggente condiziona il tempo della subordinata a seconda che si voglia esprimere un rapporto di contemporaneità, anteriorità o posteriorità.

La tabella che segue prende in considerazione tutte le possibili combinazioni di tempi verbali che servono a esprimere i tre rapporti temporali tra reggente e subordinata, quando il verbo della reggente non richiede il congiuntivo.

Quando nella proprosizione reggente il verbo è:

⇒per esprimere contemporaneità useremo:

⇒per esprimere anteriorità possiamo usare:

⇒per esprimere posteriorità useremo:

Quando il verbo della reggente è:

⇒per esprimere contemporaneità possiamo usare:

⇒per esprimere anteriorità possiamo usare:

⇒per esprimere posteriorità possiamo usare:

Quando il tempo della reggente è:


⇒per esprimere contemporaneità possiamo usare:

⇒per esprimere anteriorità possiamo usare:

⇒per esprimere posteriorità usiamo:

Non tutte le relazioni presentate hanno la stessa frequenza d'uso e, d'altra parte, ce ne possono essere delle altre:

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                    [post_excerpt] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, spesso ricevo domande sulla corretta concordanza dei tempi tra reggente e subordinata.  Oggi  vedremo tutte le possibili combinazioni di tempi verbali che servono a esprimere i rapporti temporali tra reggente e subordinata. 
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                    [post_content] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, ci sono alcuni verbi che assumono significati diversi a seconda del complemento diretto che li segue, preceduto o no dall'articolo. Il verbo prendere, grazie all'ampiezza del suo significato, si presta bene a questo fenomeno e le espressioni che lo contengono sono di uso frequente. Vediamole insieme.

Buona lettura!

Prof. Anna

Nelle espressioni che seguono il significato è determinato dal nome che ha la funzione di complemento oggetto. Vediamo quali sono le espressioni più comuni relative al verbo prendere.

• prendere casa → abitare, stabilirsi: ho preso casa a Milano e mi trovo molto bene;prendere fiato → fermarsi un po' per riposare, specialmente dopo uno sforzo prolungato: quando si è troppo stanchi per continuare a lavorare, bisogna prendere fiato per poi ricominciare;prendere forma → formarsi, assumere concretezza, concretizzarsi: finalmente il nostro progetto comincia a prendere forma;

• prendere piede → affermarsi, diffondersi in modo consistente, attecchire: la moda degli anni Settanta ha di nuovo preso piede tra i più giovani;

• prendere posizione → esprimere il proprio parere in un contrasto di opinioni, decidere in un senso piuttosto che in un altro: è importante che il governo abbia preso posizione contro l'estremismo radicale;

• prendere posto → mettersi a sedere, specialmente in un locale pubblico: lo spettacolo sta per cominciare, prendete posto; mentre prendere il posto significa sostiuire: un collega prenderà il mio posto in ufficio durante la mia assenza;prendere sonno → addormentarsi: oggi sono molto stanco, stanotte non riuscivo a prendere sonno e mi sono addormentato molto tardi;

• prendere tempo → temporeggiare, indugiare: quando sono in difficoltà preferisco prendere tempo piuttosto che agire d'impulso;

• prendere nota (di qualcosa) → annotare, memorizzare, prendere in considerazione: ho preso nota del tuo consiglio;

• prendere parte (a qualcosa) → partecipare a qualcosa: mi dispiace non aver preso parte alla vostra riunione, ma ero troppo occupato;

• prendere atto (di qualcosa)→ constatare che qualcosa è avvenuto, rendersi conto di qualcosa, accettarlo: la vostra storia è finita, devi prenderne atto;

• prendere servizio → cominciare a lavorare in un luogo, cominciare un turno di lavoro: ho trovato lavoro! Prendo servizio domani mattina;

• prendere quota → inalzarsi, alzarsi in volo, in senso figurato aumentare, progredire, migliorare la propria posizione: dopo un decollo difficoltoso, l'aereo ha cominciato a prendere quota; durante le ultime partite la squadra ha finalmente preso quota.

 

 
                    [post_title] => I molti significati del verbo "prendere"
                    [post_excerpt] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, ci sono alcuni verbi che assumono significati diversi a seconda del complemento diretto che li segue. Il verbo "prendere", grazie all'ampiezza del suo significato, si presta bene a questo fenomeno e le espressioni che lo contengono sono di uso frequente.
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                    [post_content] => Anche nel prossimo esercizio dovrete completare le frasi con le forme appropriate dei verbi indicati tra parentesi.
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                    [post_content] => L'esercizio che segue è un po' più complicato: bisogna coniugare nelle forme appropriate i verbi all'infinito tra parentesi.
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                    [post_content] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, molte delle domande che mi sottoponete riguardano i verbi, quindi questa settimana sarà interamente dedicata a  un ripasso generale su modi e tempi verbali. Vi proporrò tre esercizi nei quali scegliere la forma verbale corretta, una buona occasione per testare il vostro livello di conoscenza su questo argomento.


Nel prossimo esercizio dovrete scegliere la forma verbale corretta tra quelle proposte.

Buon test!

Prof. Anna
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                    [post_excerpt] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, molte delle domande che mi sottoponete riguardano i verbi, quindi questa settimana sarà interamente dedicata a un ripasso generale su modi e tempi verbali.
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                    [post_content] => Care lettrici e  cari lettori di Intercultura blog, nella lingua parlata spesso si usano parole o espressioni che servono a esprimere un'emozione, un saluto, un richiamo. Queste parole prendono il nome di interiezioni e si distinguono in interiezioni proprie -che abbiamo gia visto: http://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2011/09/22/linteriezione/-, interiezioni improprie e locuzioni interiettive. Questa settimana vedremo quali sono le principali interiezioni improprie e alcune locuzioni interiettive.

Buona lettura!
Prof. Anna

LE INTERIEZIONI IMPROPRIE

Le interiezioni servono a manifestare stati d'animo improvvisi e spontanei  (gioia, dolore, sdegno, sorpresa, paura), non hanno legami sintattici con le parole che le precedono o che le seguono.

Le interiezioni improprie sono chiamate così perché perché in origine hanno altre funzioni (sostantivi, aggettivi, avverbi, verbi) e sono secondariamente usate con valore di interiezione. Il numero delle interiezioni improprie è illimitato: quasi ogni parola può essere usata, in un determinato contesto, come interiezione.

Le parole usate come interiezioni improprie possono essere:

• nomi, avverbi, aggettivi o verbi usati per espriemere:incoraggiamento: coraggio!; forza!; su!; suvvia!; andiamo!; avanti!; dai!; via!: Su ragazzi, facciamo in fretta!;

→ apprezzamento: bene!; bravo!; complimenti!; giusto!; esatto!; viva!: Bravo! Hai superato l'esame!;

→ rimprovero: vergogna!; basta!: Basta! Stai veramente esagerando!;

→ rammarico: accidenti!; peccato!: Accidenti! Non trovo le chiavi!;

→ preghiera o attenzione (per aprire una comunicazione): perdono!; pietà!; scusa/scusi!; senti/senta!: Scusa! Non lo farò mai più!;

→ sorpresa: caspita!; perbacco!: Caspita! Che bella macchina che hai!;nomi di animali usati per esprimere giudizi: coniglio! (= persona paurosa, vile); asino!, somaro! (=persona maleducata, ignorante, grossolana); pollo! (=persona ingenua, sciocca);

• parole di varia natura grammaticale usate come saluti: addio, arrivederci, ciao, buondì, buongiorno, buonanotte, ci vediamo, di nuovo (=arrivederci), salve ecc.

LOCUZIONI INTERIETTIVE

Sono così dette perché sono formate da gruppi di parole o da vere e proprie proposizioni, utilizzate sempre con uno specifico significato d'insieme: Dio mio!; per l'amor di Dio!; santo cielo!; per carità!; poveri noi!; mi faccia il piacere!; neanche per sogno!; in bocca al lupo!; che sfortuna!; ora basta! ecc.

INTERIEZIONI E PUNTEGGIATURA

Le interiezioni sono particolarmente usate nella lingua parlata, dove assumono significati variabili a seconda del tono della voce e del contesto in cui vengono pronunciate. Per riprodurre nello scritto l'intonazione delle interiezioni si usa il punto esclamativo (per esprimere disapprovazione, sorpresa, dolore) oppure il punto interrogativo. Se l'interiezione è inserita in una frase, può essere seguita da una virgola e il punto esclamativo si posizionerà alla fine della frase stessa, oppure si può mettere il punto esclamativo sia dopo l'interiezione sia al termine della frase. Se il tono della frase è insieme di meraviglia e di domanda, al punto esclamativo si può unire quello interrogativo (davvero?!).
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                    [post_excerpt] => Care lettrici e  cari lettori di Intercultura blog, nella lingua parlata spesso si usano parole o espressioni che servono a esprimere un'emozione: le interiezioni. Questa settimana vedremo quali sono le principali interiezioni improprie e alcune locuzioni interiettive.
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                    [post_content] => Nel seguente esercizio provate a inserire la parola italiana che corrisponde al termine inglese tra parentesi.

Per ripassare questo argomento: http://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2017/04/27/le-parole-straniere-che-potremmo-dire-in-italiano/

 
                    [post_title] => Test 49 - Le parole straniere che potremmo dire in italiano
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                    [post_content] => Il prossimo esercizio è sulle proposizioni finali.

Attenzione: in una delle frasi dell'esercizio la congiunzione perché non introduce una finale ma una causale, provate a capire qual è e quindi a scegliere il modo verbale corretto.

Per ripassare qesto argomento prima di affrontareil test: http://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2017/04/20/la-frase-complessa-le-proposizioni-finali/

 
                    [post_title] => Test 49 - Le proposizioni finali
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            [post_content] => Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, l'estate è alle porte e anche quest'anno il blog va in vacanza.

Questo articolo è l'ultimo prima della pausa estiva, ma torneremo a settembre con nuovi articoli e nuovi approfondimenti.

Vi ricordo che potete continuare a scrivermi anche durante l'estate e sottopormi i vostri dubbi.

Ringrazio tutti per la grande partecipazione, sono le vostre domande e i vostri interventi che rendono questo blog uno spazio di condivisione e di approfondimento.

Buona estate a tutti!

Prof. Anna

Oggi vorreti salutarvi con una poesia di Salvatore Quasimodo intitolata Estate.

Salvatore Quasimodo (Modica, 20 agosto 1901 - Napoli, 14 giugno 1968) è stato un poeta italiano, esponente dell'ermetismo.

Nel 1959 ricevette il premio Nobel per la letteratura.

Questa poesia, breve ed essenziale, evoca, attraverso il riferimento alle cicale, l'atmosfera tipica dell'estate.

D'altra parte, che estate sarebbe senza cicale?

 

Cicale, sorelle, nel sole

con voi mi nascondo

nel folto dei pioppi 

e aspetto le stelle.

 
            [post_title] => "Estate" di Salvatore Quasimodo
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