Giornata ProGrammatica 2016

Prof. Anna
La lingua italiana,   Lettura

Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, il nostro post viene pubblicato oggi in via eccezionale perché proprio oggi si svolge la quarta edizione della Giornata ProGrammatica. La Giornata ProGrammatica è un progetto rivolto a tutti gli studenti di lingua italiana (in Italia e all’estero) e agli Istituti di cultura italiana nel mondo per valorizzare la conoscenza della nostra lingua. L’evento è realizzato da Radio3 – La Lingua Batte,  il programma tutto dedicato alla lingua italiana in onda la domenica alle 10.45 su Radio3, insieme al Ministero dell’Istruzione (MIUR) in collaborazione con il Ministero degli Esteri (MAECI), l’Accademia della Crusca, l’Associazione per la Storia della Lingua Italiana (ASLI).

La data della Giornata ProGrammatica anche quest’anno è stata scelta all’interno della “Settimana della lingua italiana nel mondo” promossa dal Maeci e dall’Accademia della Crusca che si terrà dal 17 al 23 ottobre 2016: il tema è “L’italiano e la creatività: marchi e costumi, moda e design”.

Potete ascoltare il programma su Radio3: http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/Page-a92d14c3-2fa3-4df6-8b7d-f1c15eefdc0d.html#slider-1-1

Ai partner istituzionali si aggiunge quest’anno il portale skuola.net che darà ampio spazio all’iniziativa stilando, tra l’altro, la classifica aggiornata degli errori di grammatica più diffusi tra gli  studenti italiani.

Vediamo allora insieme l’elenco degli “orrori” grammaticali commentato da Valeria Della Valle, docente di linguistica italiana all’università La Sapienza di Roma, in questo articolo tratto da Avvenire.it.

Se ci sono parole che non conoscete, vi consiglio di usare il dizionario online: cliccando due volte sulla parola sconosciuta si aprirà una piccola finestra, cliccando una volta su questa finestra apparirà il significato.

Buona lettura e buona Giornata ProGrammatica!

Prof. Anna

“Per carità, non chiamatele parole fashion. Al massimo parole alla moda. Troppo alla moda.
Cool, feedback, know how o appunto fashion appartengono a quella serie di vocaboli
che piacciono. Anche in maniera eccessiva. Tutti li usano e vengono considerati trendy
(tanto per ricorrere a un aggettivo molto popolare). «Eppure affidarci a questi anglicismi
di cui la nostra lingua non sente l’esigenza è un po’ come vestirsi tutti allo stesso modo: si
rischia l’omologazione e l’effetto è un livellamento verso il basso», sostiene Valeria Della
Valle, già docente di linguistica italiana all’università La Sapienza di Roma.

La studiosa sarà una delle ospiti della Giornata Pro Grammatica che mercoledì 19 ottobre va in onda su Rai Radio 3 (con l’hashtag #giornataprogrammatica). Al centro della maratona radiofonica a sostegno del bell’italiano – realizzata dal programma La lingua batte assieme al ministero dell’Istruzione e in collaborazione con la Farnesina, l’Accademia della Crusca e l’Associazione per la storia della lingua italiana – il tema della Settimana della lingua italiana nel mondo (17-23 ottobre): “l’italiano e la creatività” fra marchi, costumi, moda e design.
Ecco allora che è possibile stilare una sorta di classifica delle parole (e degli errori) alla moda ma anche di quelle fuori moda. Partiamo dagli strafalcioni più di “tendenza” fra gli studenti della Penisola. Secondo il portale skuola.net che ha interrogato 6mila ragazzi delle medie, delle superiori e delle università, il primo “orrore grammaticale” – come viene definito dal sito – è aereoporto: il 57% non sa che si scrive aeroporto. Poi c’è qualcun’altro con l’apostrofo (che invece non ci vuole) in cui scivola il 41% dei giovani e, sempre a proposito di apostrofi sbagliati, qual’è che inganna il 25% degli intervistati. Altrettanto diffusi sufficente senza la “i” (23%), un pò con l’accento (21%), sono stato studiato (21%), dasse per indicare il congiuntivo del verbo “dare” (20%). «Grazie al cielo – osserva il direttore del sito, Daniele Grassucci, che anticipa i risultati dell’indagine promossa per la Giornata Pro Grammatica – ci sono anche questioni su cui quasi tutti non hanno dubbi: il 98% dei ragazzi sa benissimo che non si dice a me mi piace. Inoltre a molti sta a cuore che qualche neologismo entri nei vocabolari: al primo posto c’è spoilerare, dall’inglese “spoil” che vuol dire rovinare nel senso di anticipare il finale di un film o un libro. Quindi piacciono petaloso, apericena, whatsappare e ciaone».
Occhio, però, a non esagerare con i termini di stampo anglosassone. «La loro forza di suggestione non accenna a diminuire – sottolinea Della Valle –. Ma parlerei di abuso quando una parola inglese ha il corrispettivo italiano: penso a look o manager. Abbiamo la possibilità di usare “aspetto” o “dirigente”». Poi la docente cita un altro caso. «Un vocabolo molto in voga ma utilizzato a sproposito è problematica al posto di “problema”. Anche un intoppo nel traffico diventa una problematica. Il ricorso a parole altolocate nasconde la volontà di apparire più colti. Invece la semplicità è una grande virtù». E impazza anche il piuttosto che impiegato alla stregua della congiunzione disgiuntiva “o”. «È di gran moda, ma è un errore – avverte la linguista –. Come se questo svarione rendesse il discorso più elegante e raffinato».

Fanno da contraltare le parole fuori moda (saranno presentate anche su Radio 3 con l’hashtag #parolefuorimoda). Lapalissiano (che sta per evidente), pleonastico (ridondante), bislacco (chi si comporta in modo strano) compongono quel dizionario che rischia di essere dimenticato. «Quando ai miei studenti dicevo di aver fatto loro un fervorino – racconta Della Valle – mi guardavano con circospezione perché non sapevano che cosa fosse. Non si tratta di essere nostalgici. Serve piuttosto un guizzo di maggiore originalità che passa anche dalle parole con cui conversiamo e scriviamo».”

Articolo tratto da: http://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/I-dieci-orrori-grammaticali-piu-diffusi-fra-gli-studenti-italiani.aspx

Dopo aver letto questo articolo credo possa essere interessante confrontarci sui contenuti di quest’ultimo, per esempio: cosa pensate degli errori più comuni commessi dagli studenti? Sono errori che fate spesso anche voi? Quali sono gli errori che commettete più di frequente? Nella vostra lingua di origine sono state accolte molte parole straniere?

 

 

 

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Commenti [27]

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  1. Cara professoressa Anna, mi sembra molto interessante questa giornata. Spero sia molto utile per gli studenti italiani. Riguardo agli errori piu’ comuni degli italiani, posso dirte che gli strafalcioni non sono precisamente quelli che noi stranieri comettiamo. Particolarmente io ho qualche problema con delle doppie (a volte dimentico quando una parola si scrive con doppia e quando no), e questo solo si puo’ migliorare con la pratica. Ti ringrazio di cuore le tue spiegazioni su questa pagina di Zanichelli, sono veramente eccellenti. Bacione!
    P.S.: Non posso mettere l’accento grave, percio’ uso l’apostrofo nel suo posto.

    • Zanichelli Avatar

      Cara Susana, grazie per il tuo interessante contributo.
      Un saluto e a presto
      Prof. Anna

  2. Willemijn scrive:

    Cara prof Anna,
    Come già ha scritto Susana, le doppie sono difficili e poi è difficile sempre ricordarci maschile – femminile (per esempio: alcune frasi … che tanti cambiano in ‘alcuni frasi’).
    Purtroppo, chi vive in Italia impara l’Italiano da quello che sente intorno e perciò non conosco tante parole, perché in generale si usa sempre le stesse parole semplici e più comuni. Non saprei come poter imparare dei sinonimi, se non vengono applicati mai.
    Grazie per questo servizio!

    • Zanichelli Avatar

      Caro Willeijn, grazie per il tuo contributo. Per imparare parole nuove è utile leggere libri, ascoltare la radio e canzoni in italiano, piano piano parole nuove entrano a far parte del nostro vocabolario, arrichendolo sempre di più.
      Un saluto e a presto
      Prof. Anna

  3. kdela scrive:

    Cara Professoressa Anna,
    per caso sono entrata nel sito e ho visto e letto il blog. Che bello ! La Giornata ProGrammatica.
    Riguardo le sue questioni, penso che per me, la cosa piu’ difficile e’ sapere a parlare correttamente “come gli italiani”.C’e’ una grande differenza tra la sapienza delle regole della lingua e il parlato in modo flusso.
    Arrivederci ( : kdela

    • Zanichelli Avatar

      Cara Kdela, parlare come un madrelingua è un obbiettivo molto difficile, ma è sicuramente stimolante cercar edi raggiungerlo, ci vuole tempo, esercizio e pazienza; ogni passo avanti è una vittoria!
      Un saluto
      Prof. Anna

  4. veljko scrive:

    Cara Professoressa Anna,

    mi è davvero piaciuto l’articolo sulla Giornata ProGrammatica 2016.
    Visto che studio l’inglese da più di quindici anni e l’italiano solo da tre anni, ho sempre problemi con l’ortografia di certe parole che sono simili in italiano e inglese, ad esempio

    cotone (it), cotton (ing);
    immaginare (it), imagine (ing);
    comunicare (it), communicate (ing);
    accomodare (it), accommodate (ing); etc.

    Poi, nonostante io sappia le regole generali, spesso faccio degli sbagli scrivendo il plurale dei sostantivi in -cia e -gia. Mi capita frequentemente di scrivere conoscienza invece di conoscenza e coscenza invece di coscienza. Però, essendo uno scienziato, scrivo sempre correttamente scienza 🙂 L’uso degli articoli (quando vanno usati e quando non) e le preposizioni sono le mie note dolenti.

    Un caro saluto!

    • Zanichelli Avatar

      Caro Veljko, grazie per aver condiviso con noi i tuoi errori più frequenti, ma non ti preoccupare, sono errori molto comuni per gli stranieri perché a volte, come per l’uso delle preposizioni, non ci sono regole sempre valide, con il tempo e l’esercizio però si migliora e gli errori diminuiscono.
      Un saluto e a presto
      Prof. Anna

  5. Cara Prof.ssa Anna,
    Nella lingua olandese sono usate molte parole strane dalle varie lingue. Dalle francese, tedesco, italiano e recentemente dall’inglese ed altre lingue delle rifugiti. I bambini e ragazzi giovani usano queste parole degli amici e quando sento loro parlare, non capisco niente ancora di più che dicono. Negli scorsi 35 anni circa, trovano varie olandesi moderne per aggiungere le parole inglese come, cool, in, best shop in town etcettera. In tv viene gli uomini lisci chi trovano nessecario parlare più veloce anche. Fortunamente non sento queste “parolacce” ancora così spesso; stavo scherzando, ma ne non trovo suonare ed abbiamo in tutte le lingue abbastanza parole con cui sappiamo esprimere che cosa vogliamo dire, quindi non bisogniamo assolutamente queste parole e trovo anche che tutte le lingue viene rovinato sopratutto la bella lingua italiana. Perciò direi stiamo attenti per non fare parti a questo nonsence e parliamo la lingua della paese invio vivono ed ance le madrelingua, perche questa non mai possiamo dimentire. Anch’io ho i miei parenti in un’altra paese, dunque sono felice che n’avessi studiata.
    Anche sono felice che so parlare e scrivere l’italiano come faccio ora.
    Baci a tutti e i miei saluti cordiali dalla Olanda, dove le temperature invernale sono in arrivo
    Anita

    • Zanichelli Avatar

      Cara Anita, ti ringrazio molto per aver condiviso con noi queste interessanti considerazioni.
      A presto
      Prof. Anna

      • Cara Prof.ssa Anna,
        Per caso ho cercato alle differenze fra le parole “molto” e “tanto” nel vocabolario “Treccani” e “Woxicon” e l’ho trovato. Il vocabolario “Woxicon” da le chiarite in varie sente e significe ed ora mi è chiara che la parola “molto” ha la significa di una quantità indefinita come per essempio: molt’acqua” “sabbia” etcettera, mentre “tanto” dobbiamo usare se la quantità e definitivo come:”Ho ricevuto tanti cartellini postale quando era male” etcettera. Credo che se usai queste parole in questo modo, ne farei correttamente.
        Anche ho fatto vedere la mia aiuta caso lingua le lezione incui ho scritto alcuni commenti e lei mi ha detto anche che dev’essere fiera, come anche scrivo l’italiano.
        Mentre lavoriamo suoniamo le bocce in’italiano ed è veramente divertente. Per scherzare lei mi ha detto: “Questo hai detto “poco bello””. È un espressione ollandese dal’italiano che significai:” hai detto ottimo”. Per scherzare ho risposto, che sul nessun posto non vedo un pico bello, perché non sono trovare le montagne in tutta questa paesa. Dunque, dov’è il pico bello? Non ho la pallida idea! 🙂
        Con cari saluti dal’Olanda
        Anita

        • Zanichelli Avatar

          Cara Anita, “tanto” e “molto” hanno entrambi la funzione, vicino ai sostantivi, di indicarne
          una grande quantita`, sia come estensione che come numero; hanno quindi lo stesso significato e sono grosso modo intercambiabili, infatti è possibile dire “tanta acqua” e “molta acqua”.
          A presto
          Prof. Anna

          • Cara Prof.ssa Anna,
            Il suo risposto ho messo veramente bene nella memoria mia in modo che usaró giusto. Lo so che parlare bene l’italiano e meglio di parlarla velocemente, ma si sono gia escapate alcune frase dalla bocca mia veramente fluentamente e veloce. Credo che il punto sia in arrivo che parleró la bella lingue meglio e meglio. Nenemo in ollandese parlo velocemente, ma secondo me non é importante parlare una lingue in stilo di discjockey, ma credibile e chiara e cosi mi piace parlare le mie lingue.
            Con saluti dal mio cuore dalla Olanda, dove le temperature raggiungerono valore di sotto zero nella notte
            Anita

  6. Sono la nonna di Samuele, scolaro di solito molto attento e scrupoloso di terza classe elementare. I suoi compiti di oggi prevedevano la versione al femminile di alcune parole. Arrivato alla parola “calciatore” ha pensato fosse un’ottima idea chiedere all’altra nonna (un’esperta, poiché sportiva e frequentatrice di stadio) che era nella stanza accanto insieme a sua sorella (seconda media). All’unisono gli hanno risposto “calciatrice”! A nulla è valso il mio intervento, spiegandogli che ci sono eccezioni alle regole. Sul quaderno è rimasta cocciutamente scritta un’errata forma femminile. Sarò anche una nonna permalosa, ma mi dispiace molto quando i miei nipoti mi fanno sentire … una nonna inutile! Gli farò leggere la vostra risposta, anche se, forse, arriverà prima quella della sua maestra! Cordiali e gentili saluti.

  7. Trissino scrive:

    Gentile prof. Anna,

    e’ possibile intervenire sui plurali del nomi in -cia e -gia, questione sollevata da Veliko? Dalle mie conoscenze gramamticali so che la regola c’e’ ed e’ fissa. Pero’ una sua conferma e’ graditissima.
    La regola dei plurali sarebbe: -cia, -gia, -chia (con la i accentata), il plurale e’ -cie, -gie, chie.
    -cia, -gia, (con la i non accentata) bisogna distinguere due casi: se il gruppo e’ preceduto da vocale: il plurale e’ -cie, -gie. Esempio: (“Ciliegia-Ciliegie”). Se il gruppo e’ preceduto da consonante il plurale e’ in -ce, -ge. (Esempio Faccia, facce).
    Poi se agli italiani piace eliminare la “i” in alcuni plurali per facilita’ di pronuncia, (Esempio. ciliege, valige), cio’ non toglie che anche i plurali con la “i” sono “perfettamente validi”.
    Oltretutto questa eliminazione della “i” in alcuni casi puo’ creare ambiguita’. Esempio: camicia, al plurale, senza “i” si confonde con camice (quello del medico). Inoltre i sostantivi audacia, efficacia, e ferocia, se scritti senza “i” al plurale, possono essere confusi con gli aggettivi audace, efficace e feroce.

    Saluti.

  8. Boi scrive:

    Buongiorno,
    Cara Professoressa Anna grazie per la lezione, forse : commetete con due t – commettete;

    Buona domenica da un lettore francese, Patrick

    • Zanichelli Avatar

      Caro Boi, ti ringrazio per la segnalazione.
      Un saluto e a presto
      Prof. Anna

  9. Cara Prof.ssa Anna,
    Scorso Venerdì 28º Ottobro, ho ricevuto un lesione in latino, invece in italiano come sempre e non capisco niente da. Se clicko sul indirizzo per andare al lezione, il messaggio “pagina non trovato” viene nel immagino. Dunque questa volta non ho un lezione da Lei. Questo è venuto tre volte in mio inbox del mio emailindirizzo.
    Mi sembra un sbaglio di qualunque del blog e spero receivere il giusto.
    Con cari saluti dal Olanda
    Anita

    • Zanichelli Avatar

      Cara Anita, spero che il problema si sia risolto.
      A presto
      Prof. Anna

      • Cara Prof.ssa Anna,
        Grazie mille per la sua risposto. Non vedo l’ora, ma so che la pazienza sia un bel caso. Appena ho visto in tv che una scossa nuova sia successo e ho da fare con tutte le gente che abbiano perso le loro tutte le propriarite in alcuni secondi perciò hanno lavorate la loro vita totale, che causa un impatto enorme. Spero il migliore per loro. Spero anche che voi siate risparmiate per queste orrore.
        Carissimi saluti a tutti dal Olanda, dove succederono queste cose raramente
        Anita

        • Zanichelli Avatar

          Cara Anita, grazie per il tuo appoggio.
          A presto
          Prof. Anna

  10. Tutti i contenuti che ricevemmo sono molti importante per acrescere e conoscere megliore la lingua, e anche per restare atualuzati sulle nuove ricerche.
    Grazie e buon pomeriggio.

    • Zanichelli Avatar

      Cara Zilba Valentina, grazie per il tuo contributo.
      Ti faccio qualche correzione: “tutti i contenuti che riceviamo sono molto importanti per conoscere meglio la lingua e anche per restare aggiornati sulle nuove ricerche”.
      Un saluto e a presto
      Prof. Anna

  11. Sono sostenitore, anzi zelatore del bellissimo idioma italico oggi tanto abusato da parole quasi sempre anglofone. Purtroppo
    siamo esterofili e non va bene, riappropriamoci dell’italiano, evviva la lingua italiana.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Antonio, benvenuto su Intercultura blog!
      Un saluto e a presto
      Prof. Anna