Test 15 – La concordanza dei tempi con l’indicativo

Prof. Anna
grammatica,   La lingua italiana,   test,   Verbi

Nel seguente esercizio provate a coniugare il verbo tra parentesi in modo che venga rispettato il rapporto temporale indicato sempre fra parentesi, se avete difficoltà potete riguardare lo schema sulla concordanza dei tempi con l’indicativo che si trova nel relativo articolo del blog.

 

Completa il testo inserendo le parole mancanti negli spazi vuoti. Al termine premi il pulsante "Correggi esercizio" per controllare se hai risposto correttamente.

1- So che Carlo (comportarsi-anteriorità) male. 2- Capimmo subito che lui (essere-contemporaneità) un bravo ragazzo. 3- Sono certo che Laura (vincere-posteriorità) la gara di nuoto. 4- Luca ha telefonato ieri e ha detto che (lui-richiamare-posteriorità) domani. 5- Ho bevuto il vino che tu mi (regalare-anteriorità) per il mio compleanno. 6- So che Lucia (cucinare-contemporaneità) molto bene. 7- Le ho assicurato che (tu-andare-posteriorità) a fare la spesa con lei. 8- Sabato scorso ho visto il film che mi (tu-consigliare-anteriorità) . 9- Ci siamo accorti che (noi-dimenticare-contemporaneità) le chiavi. 10- Non ero sicuro che (tu-venire-posteriorità) a teatro con noi.

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Commenti [26]

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  1. Marta scrive:

    Cara Anna:
    Mi piacce fare gli esercizi in questo modo perché mi fa pensare. Nonostante ho fatto errori. Se potessi fare più esercizi come questi potrei imparare meglio. Altrimenti dimenticherò al più presto.

  2. WIEM scrive:

    GRAZIEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE

  3. Marta scrive:

    Cara Anna:
    Ho un dubbio con questa frase.
    Si dice “Due settimane fa loro sono venuti in montagna con noi, spero che la settimana prossima verranno di nuovo oppure saranno venuti?

    • Zanichelli Avatar

      Cara Marta, la frase corretta è: “spero che la settimana prossima verranno di nuovo”.
      Un saluto
      Prof. Anna

  4. TIPO97 scrive:

    grazie zanichellibenvenuti.it
    mi serviva proprio un esercizio così

    =P
    ciaoooooooooo

  5. TIPO97 scrive:

    MAMMA VOSTRA 10 SU 10.
    CHE BESTIAAAAAAAAAAAAAAAAAA………….

  6. anarres scrive:

    dubbio: il sottoscritto è costretto ad uscire dall’aula in cui era in corso la lezione…..
    secondo te è corretta come frase?

    • Zanichelli Avatar

      Caro Annares, la frase che mi scrivi è corretta.
      Un saluto
      Prof. Anna

  7. Elisa scrive:

    faccio fatica a capire la 9 (o forse non mi è chiaro la contemporaneità …se dico “abbiamo dimenticato” penso al prima dell’accorgersi quindi ad un’azione anteriore non contemporanea)

    “ci siamo accorti che” è passato, giusto? l’azione contemporanea dovrebbe avvenire nel passato quindi:
    “ci siamo accorti che dimenticavamo/stavamo dimenticando le chiavi” Può essere giusto?

    GRAZIE

    • Zanichelli Avatar

      Cara Elisa, la contemporaneità in questo caso è nel passato, per cui usiamo due passati prossimi: ci siamo accorti che abbiamo dimenticato le chiavi; se usiamo “stavamo dimenticando” cambia il significato della frase, significa che loro si sono accorti del fatto che stavano dimenticando (azione in svolgimento e non conclusa) le chiavi e che quindi alla fine (poichè se ne sono accorti prima che l’azione del dimenticarsi fose conclusa) non le hanno dimenticate.
      Un saluto
      Prof. Anna

  8. Elisa scrive:

    Mi scusi
    ma la mia testa è dura 🙂
    è vero che cambia il significato ma così l’azione del dimenticare è contemporanea al passato prossimo perchè si svolge o svolgeva intanto che mi accorgo che….
    Se il passato prossimo indica un’azione conclusa anche l’altro passato prossimo indica un’azione conclusa, vorrebbe dire che uno viene dopo l’altro,quindi come fanno ad essere in contemporanea?
    GRAZIE

    • Zanichelli Avatar

      Car Elisa, non so se ho capito bene il tuo ragionamento, ma, da un punto di vista temporale, se entrambe le azioni si sono svolte nel passato (nella forma di passato prossimo) e quindi sono concluse, hanno un rapporto di contemporaneità, per esempio: Maria ha saputo che sei stato in vacanza.
      Un saluto
      Prof. Anna

  9. Elisa scrive:

    volevo dire che
    non sono due azioni solo passate: una esprime un’azione passata anteriore (dimenticare) ad un’azione pure passata (accorgersi) quindi userei il trapassato prossimo. Lo stesso per “Maria ha saputo che sei stato in vacanza” per me sono due azioni non contemporanee e va usato il trapassato prossimo… o no?
    “Maria ha saputo che eri stato in vacanza”

    • Zanichelli Avatar

      Cara Elisa, se usi il trapassato prossimo, l’azione espressa dal trapassato prossimo sarà anteriore a quella espressa al passato prossimo.
      Un saluto
      Prof. Anna

  10. Cara prof. Anna,
    sono sempre la maestra Pamela…dunque, testo di un’alunna svolto fino a questo punto al presente, poi scrive: “Dopo che ha guardato il negozio, si mette ad osservare i palloni da calcio.” Corretto??
    Proseguendo scrive: “Mentre stava guardando, nota che c’è un pallone…ecc”. Va bene? Con queste concordanze di verbi perdo un po’ la testa!!
    Un saluto
    Pamela

    • Zanichelli Avatar

      Cara Pamela, se c’è un indicatore di tempo al passato (ieri, la settimana scorsa) l’uso del presente non è corretto, di norma è meglio usare lo stesso tempo verbale a meno che non ci siano degli indicatori temporali che giustifichino l’uso di tempi diversi, quindi “mentre stava guardando, ha notato che c’era un pallone”.
      Un saluto
      Prof. Anna

  11. MariLee scrive:

    Salve prof.Anna,
    Per favore, mi è apparso un dubbio che non riesco a chiarire da sola.
    è con l’aggettivo >Bello<, cioè, quando devo utilizzare (nel plurale) Belli oppure Begli.

    La ringrazio a priori. Forte abbraccio.

    • Zanichelli Avatar

      Cara MariLee, l’aggettivo “bello” segue le stesse regole dell’articolo determinativo: al singolare maschile rimane immutato (bello) quando viene a trovarsi davanti a una s impura (s seguita da consonante) oppure davanti a gn, pn, ps, x e z: “bello studente”, “bello gnomo”, “bello pneumatico”, “bello psichiatra”, “bello xilofono”, “bello zio”; usiamo “bel” davanti a ogni altra consonante o gruppo di consonanti: “bel ragazzo”, “bel libro”, “bel pranzo”; davanti a parola che cominci con vocale, elide la desinenza “o” del maschile, richiedendo il relativo apostrofo: “bell’uomo”, “bell’esempio”, “bell’aspetto”, “bell’anima”, “bell’isola” ; al plurale: usiamo “belli” quando l’aggettivo è collocato dopo il nome: “uomini belli”, “libri belli”; usiamo “begli” quando è collocato prima di un nome che comincia con vocale, con s impura, o con gn, pn, ps, x, z: “begli esempi”, “begli uomini”, “begli ingegni” (anche “begl’ingegni”), “begli studenti”, “begli zii”; usiamo “bei” davanti a ogni altra consonante o gruppo consonantico: “bei ragazzi”, “bei tramonti”; il plurale femminile è sempre “belle” in ogni caso: “donne belle”, “belle donne”, “belle anime”, “belle zie”.
      Un saluto
      Prof. Anna

  12. Terry scrive:

    Salve ho un dubbio: ringraziò tutti gli invitati,dopo che aveva scartato tutti i regali. È corretta?

    • Zanichelli Avatar

      Cara Terry, la frase che mi scrivi è corretta.
      Un saluto
      Prof. Anna

  13. kibito scrive:

    dubbio:
    Quando si dice “assicurare” è per dire che siamo sicuri. Per questo la frase 7 sarebbe “Le ho assicurato che tu sei andato a fare le spese con lei”

    Mi sbaglio??

    • Zanichelli Avatar

      Caro Kibito, per esprimere posteriorità il verbo della dipendente in questo caso deve essere coniugato al condizionale passato: “…che saresti andato a fare la spesa con lei”. Il verbo “assicurare” in questa frase significa “affermare con sicurezza”.
      A presto
      Prof. Anna

  14. Gaetan scrive:

    Cara Prof. Anna,
    Sarebbe corretto dire: 2- Capimmo subito che lui fu un bravo ragazzo. ? (contemporaneità)
    Grazie.
    Gaetan

    • Zanichelli Avatar

      Caro Gaetan, per esprimere contemporaneità è necessario usare l’indicativo presente o imperfetto, non è corretto usare il passato remoto.
      Un saluto
      Prof. Anna

  15. In un fumoso caffè fiorentino si radunavano ogni giorno uomini di penna e pennello ,giornalisti, pittori, piccoli editore.In mezzo agli avventori c’era un genio, que non (sapere)————— di esserlo, ,come non lo (sapere) ————–de esserlo, come non lo (sapere)————— i suoi amici.Questo uomo ( scrivere )——————già numerosi romanzi per bambini de succeso , (colaborare)————————a diversi giornaletti locali e aveva appena pubblicato su “il giornale per ragazzi” la prima puntata de una bambinata`( cosí la chiamare)————————lui) che ( raccontare ) le avventure di un burattino di legno. Il nome di questo genio (essere)—————-Carlo Lorenzini, in arte Collodi, que nei mesi successivi (dare) —————–seguito alle peripezie del suo personaggio,. (nascere)—————–Pinocchio e nessuno ( accorgersi)——————- di questo avvenimento. Solo dopo trent’anni un critico francese (notare)———————-ed ( elogiare)———————– la grandezza di questo racconto, Pinocchio venne tradotto in tutte le lingue del mondo e la sua popoplarita’ (crescere) esponenzialmente e oggi( fare) ——————–definitivamente parte del nostro universo mentale

    • Zanichelli Avatar

      Cara Elba Beatriz, prova tu a coniugare i verbi tra parentesi e, se lo desideri, sarò lieta di correggerli.
      A presto
      Prof. Anna