Espressioni idiomatiche introdotte da preposizioni 2

Prof. Anna
espressioni idiomatiche,   La lingua italiana,   Lessico

Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, spero che abbiate passato delle buone feste e auguro nuovamente a tutti voi un buon 2012. È sempre un po’ difficile ricominciare a lavorare o a studiare dopo le vacanze, per questo oggi vi propongo un argomento “leggero” ma non per questo meno importante; come tutti sapete ogni lingua possiede delle espressioni idiomatiche, conoscerle è molto importante perché vengono usate molto frequentemente nella lingua parlata di tutti i giorni.

 

 

Vediamo ora insieme alcune di queste espressioni e il loro significato:

di palo in frasca: si usa con il verbo “saltare”, quindi “saltare di palo in frasca“, viene definito in questo modo il comportamento di chi, parlando, passa da un argomento all’altro senza un nesso logico: è difficile seguirlo quando parla, salta continuamente di palo in frasca;

a terra: “essere a terra” o “sentirsi a terra” significa non essere in forma dal punto di vista fisico o emotivo, sentirsi un po’ depressi: ho discusso tutta la notte con il mio ragazzo e oggi mi sento a terra“;

di ferro: “avere un volontà di ferro” significa “avere una volontà molto forte”: quei ragazzi hanno una volontà di ferro, si allenano tutti i giorni, “avere una salute di ferro” significa “avere un’ottima salute”: Paolo non si ammala mai, ha proprio una salute di ferro;

alla carlona: “fare le cose alla carlona” significa “fare le cose senza cura, in maniera trascurata”: quella ragazza fa le cose alla carlona: non si impegna ed è sciatta e disordinata;

a dirotto: si riferisce alla pioggia o al pianto, che cade in maniera molto abbondante e in modo continuo e irrefrenabile, per cui “piovere a dirotto“: “è da questa mattina che piove a dirotto“, o “piangere a dirotto: Maria ha cominciato a piangere a dirotto quando ha saputo dell’incidente“;

al volo: significa “subito, all’istante, velocemente”, per esempio “capire al volo”: “Laura è una ragazza sveglia, ha capito al volo che cosa doveva fare”;

a vanvera: “parlare a vanvera” o “fare le cose a vanvera” significa sostenere un discorso o fare qualcosa senza senso, senza fondamento, a caso: non devi parlare a vanvera, prova a riflettere prima di aprire bocca!

 

a menadito: “conoscere, sapere qualcosa a menadito” significa “conoscere qualcosa benissimo, perfettamente”: “per domani devo sapere questa poesia a menadito;

in voga: “qualcosa o qualcuno è in voga” significa che ha successo, è popolare, è di moda: “questo è l’attore più in voga del momento“;

in un baleno: significa “in un attimo”: “finisco di prepararmi in un baleno“.

Seleziona la risposta corretta fra le opzioni disponibili. Al termine premi il pulsante "Correggi esercizio": vedrai le risposte giuste evidenziate in verde e quelle sbagliate in rosso.

1- Ero in ritardo, fortunatamente sono riuscita a prendere il treno . 2- Quest'anno abbiamo preso tutti l'influenza, tranne Marco che ha sempre avuto una salute . 3- Se salti continuamente non riesco a capire il succo del discorso. 4- Quell'avvocato conosce le leggi , è davvero in gamba! 5- In questi giorni ha piovuto e oggi l'aria è più fresca. 6- Non so perché, ma oggi mi sento : sono depresso e non ho voglia di fare niente. 7- Questa canzone è molto , la cantano tutti. 8- Esco subito di casa e sono da te . 9- A Luca non piace fare le cose , è un ragazzo preciso e volenteroso. 10- Quando parli mi fai proprio arrabbiare!

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Commenti [15]

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  1. Buongiorno a tutti,
    vorrei inserire un mio dubbio:
    Perché nella frase 5 si usa il verbo piovere(verbo riferito a un fenomeno atmosferico) con l’ausiliare AVERE?

    • Zanichelli Avatar

      Cara Anna Maria, con i verbi che indicano un fenomeno atmosferico è possibile usare come ausiliare sia essere che avere, se invece il verbo è usato in senso figurato è obbligatorio usare essere, per esempio: gli è piovuto addosso un boato di fischi.
      A presto
      Prof. Anna

  2. Judite scrive:

    Vorrei proprio ringraziare per questo aiuto così premuroso. Ho imparato tante cose con voi. Sento che adesso parlo e compreendo meglio vostra lingua. Grazie!

    • Zanichelli Avatar

      Cara Judite, sono molto contenta che il blog ti sia stato utile, grazie per il tuo commento.
      A presto
      Prof. Anna

  3. Marta scrive:

    Un buon 2012 anche a Lei!!

  4. Ho fatto questo test,mi piace molto, grazie,
    Saluti.

  5. Maria scrive:

    Primo le auguro un felice anno 2012 e secondo le informo che alla mia grande sorpresa non ho fatto nessuno sbaglio e che non conoscevo nessuna espressione. Sono molto contenta! Grazie Prof. Anna

    • Zanichelli Avatar

      Molto bene Maria!
      Un saluto
      Prof. Anna

  6. dora scrive:

    buon anno a tutti.mi ha piaciuto questo test.grazie

    • Zanichelli Avatar

      Cara Dora, grazie per il tuo commento, ma attenta perché si scrive: “mi è piaciuto”.
      A presto
      Prof. Anna

  7. Ivan scrive:

    Buongiorno,sperando di poterlo chiedere in questa pagina,vorrei mi venisse chiarito definitivamente(perché mi vengono date versioni contrastanti, e dall’Accademia della Crusca non ho nemmeno ricevuto risposta) questo quesito: a una domanda negativa,si può rispondere in modo secco, solo si o solo no? E se si può rispondere così,il si e il no, confermano o negano la domanda negativa? Es.:”Non mi ami più?” “Si”=non ti amo o “Si=ti amo”? oppure “No”=non ti amo o “No”=ti amo ancora? E inerente a questo,esiste una regola che è effettiva, o è una regola “di comodo” quella che si deve usare per rispondere e venire compresi? Distinti saluti. Grazie.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Ivan, non mi sembra che ci sia una regola precisa, di solito ad una domanda negativa si risponde con un “no” per confermare quello che viene detto nella domanda stessa: “non hai ancora finito?” “no (= non ho ancora finito)”, ma se vuoi essere sicuro di non essere frainteso è sempre meglio specificare (no, non ho ancora finito).
      A presto
      rof. Anna

  8. Arnoldas scrive:

    Buongiorno. Cara Professoressa, ho dei dubbi a proposito di pronuncia della consoante “n” in parole, p.es., “invece”, “inverno” ecc. Si pronuncia “iNvece”, “iNverno” o “iMvece”, “iMverno”? Grazie.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Arnoldas, la pronuncia è: “iNverno” e “iNvece”.
      Un saluto
      Prof. Anna

  9. Arnoldas scrive:

    Cara Prof. Anna, grazie infinite!