Ripassiamo la particella CI

Prof. Anna
grammatica,   La lingua italiana

Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, spesso l’uso di questa particella risulta un po’ complesso proprio perchè ha diverse funzioni e significati, oggi li ripasseremo insieme.

Buona lettura

Prof. Anna

Come abbiamo già detto, la particella CI può avere diverse funzioni:

COMPLEMENTO INDIRETTO⇒ in questo caso significa:

– con lui, con lei, con loroper esempio: lavori con lui? Sì, ci lavoro spesso.

su di lui, su di lei, su di loro puoi contare su di lei? No, non ci posso contare.

PRONOME DIMOSTRATIVO⇒in questo caso sostituisce nella frase:

a ciò, a questo;

in ciò, in questo;

– su ciò, su questo.

Si usa con i verbi seguiti dalle preposizioni A, SU e IN (pensare a, credere a, credere in, contare su, scomettere su).

Qualche esempio:

Credete a quello che vi ho detto? No, non ci crediamo.

Credi in Dio? Si, ci credo.

ATTENZIONE!

Esiste una differenza tra "credere a" e "credere in": in generale "credere a" significa prestare fede a qualcuno o a qualcosa, ovvero ritenere vero qualcosa che viene detto da qualcuno (credo alle tue parole); mentre "credere in" significa avere la certezza dell’esistenza di qualcosa o di qualcuno (credere in Dio, credere in un’altra vita) oppure avere fiducia in qualcuno (credo nella giustizia, credo in te).

Sei riuscito a entrare? No, non ci sono riuscito.

Chi pensa al regalo per Maria? Ci penso io.

La nostra squadra vincerà, ci scometto la testa. (su questo fatto)

 

AVVERBIO DI LUOGOsignifica qui, lì, in questo-quel luogo e li sostituisce:

Andiamo in montagna e ci rimaniamo una settimana.

Vieni in palestra con me? Si, ci vengo volentieri.

PRONOME PERSONALE DI PRIMA PERSONA PLURALE ⇒significa "noi" oppure "a noi":

Ci (noi) siamo svegliati presto stamattina.

Ci (a noi) piace molto la tua nuova macchina.

USI PARTICOLARI ⇒la particella CI, unita ad alcuni verbi, indebolisce il proprio significato originario (qui, in questo luogo) ed è usata come elemento rafforzativo. Quest’uso è più frequente nel registro colloquiale.

 

Vediamo insieme le espressioni in cui CI ha valore rafforzativo:

volerci = essere necessario: per appendere questo quadro ci vuole un chiodo;

metterci = impiegare (tempo): quanto (tempo) ci metti per arrivare a scuola?;

farcela = riuscire: non ce la faccio ad arrivare in tempo;

starci = essere d’accordo: ci stai a passare la serata con noi?; anche nel senso di "accettare un approccio amoroso": non perdere tempo con lei, tanto non ci sta;

entrarci = avere a che vedere, essere pertinente: cosa c’entra Mozart con la musica italiana?;

mettercisi = applicarsi con impegno: se ti ci metti, puoi passare l’esame facilmente.

Seleziona la risposta corretta fra quelle disponibili. Se rispondi bene, vedrai lo sfondo diventare di colore verde.

  1. Scegli la frase senza errori.
    • Non è la prima volta che vengo in Italia, sono già stata due anni fa.
    • Non è la prima volta che vengo in Italia, ci sono già stata due anni fa.
  2. Scegli la frase senza errori.
    • Chi apparecchia la tavola? Ci penso io.
    • Chi apparecchia la tavola? Lo penso io.
  3. Scegli la frase senza errori.
    • Quante volte sei uscita con loro? Ci sono uscita un paio di volte.
    • Quante volte sei uscita con loro? Li sono uscita un paio di volte..
  4. Scegli la frase senza errori.
    • Pensi che io sia grassa? No, non lo penso.
    • Pensi che io sia grassa? No, non ci penso.
  5. Scegli la frase senza errori.
    • Ho provato a risolvere il problema, ma ci non sono riuscito.
    • Ho provato a risolvere il problema, ma non ci sono riuscito.
  6. Scegli la frase senza errori.
    • Ci abbiamo messo un'ora per entrare al concerto.
    • Abbiamo messo un'ora per entrare al concerto.
  7. Scegli la frase senza errori.
    • Oggi c'è uno sciopero dei treni.
    • Oggi è uno sciopero dei treni.
  8. Scegli la frase senza errori.
    • Posso contare su di voi per ripassare matematica? Si, ci puoi contare.
    • Posso contare su di voi per ripassare matematica? Sì, ti puoi contare.
  9. Scegli la frase senza errori.
    • Sono volute molte ore di studio per imparare tutta la poesia a memoria.
    • Ci sono volute molte ore di studio per imparare tutta la poesia a memoria.
  10. Scegli la frase senza errori.
    • Andrai all'estero il prossimo anno? Non lo so, devo ci pensare.
    • Andrai all'estero il prossimo anno? Non lo so, ci devo pensare.

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Commenti [198]

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  1. elena scrive:

    cara Prof Ana
    Ogni volta che incontro il ‘mio nemico’ il verbo riuscire ho dei dubbi: al passato prossimo si dice :sono riuscito (a ) eppure ho trovato” ho riuscito a fare questo lavoro.” Quale la forma giusta? grazie per la risposta.

    • Zanichelli Avatar

      Cara Elena, il verbo “riuscire” ha come ausiliare “essere”, quindi è corretto “sono riuscito”.
      A presto
      Prof. Anna

  2. lavy scrive:

    Prof Ana
    La ringrazio tanto per il suo modo di spiegare le cose .Sono contentissima che grazie a Lei sono riuscita a imparare tante che da sola mi sembravano difficile .

  3. Jocelyn scrive:

    4. JOCELYN dice:
    Prof. Ana
    La riengrazio per questo blog, io e imparado tanto. sono contenta
    grazie.

  4. elena scrive:

    cara Prof .Anna
    sono’disperata”perché faccio confusione nelle forme grammaticali.Si dice:penso spesso a te e ho letto in un giornale “ti penso…Non so piu qual’è la forma corretta .Grazie mille per il disturbo.

    • Zanichelli Avatar

      Cara Elena, le frasi “ti penso” e “penso a te” sono entrambe corrette, è corretto usare sia “ti” (a te) sia “a te”, questo è valido anche per gl altri pronomi indretti: mi ( a me), gli (a lui), le (a lei) ecc..
      A presto
      Prof. Anna

  5. katerina scrive:

    Gentile Prof.ssa Anna,
    nel Progetto Italiano 3, abbiamo incontrato con i miei studenti il testo seguente: “Del resto ,bisogna riconoscere che Agnese non era esigente.Dopo il primo anno cesso`quasi del tutto di farsi dei vestiti.Anzi ero io a ricordarle che aveva bisigno di questo o quello indumento.Ma lei rispondeva che aveva la roba dell’anno prima e che non importava.Tanto che arrivai a pensare che, per questo aspetto,fosse diversa dalle altredonne e non ci tenesse a vestirsi bene.”. Prof.Anna, gli studenti devono individuare nel testo frasi o parole che corrispondono all’..”non le interessava molto”….
    Io all’inizio ho scelto la..”non importava” ma poi pensando che anche l’espressione ..”non ci tenesse a..” ha un significato piu concreto,cioe`,si riferisce all’indifferenza della donna per
    quando riguarda il vestirsi, ho detto che quella fosse l’espressione giusta.Ma le soluzioni indicano la prima scelta.
    Ho ancora i miei dubbi…ma agli studenti che dico??Mi faccia uscire dal dubbio. La ringrazio anticipatamente!!

    • Zanichelli Avatar

      Cara Katerina, “non le interessava molto” e “non le importava” sono praticamente sinonimi, ovvero hanno lo stesso sgnificato, forse l’esercizio aveva come scopo propro trovare nel testo la frase il cui signficato più si avvicinasse a “non le interessava”; tuttavia anche la frase “non ci tenesse” esprime lo stesso concetto, quindi secondo me puoi integrare le soluzioni proposte dal libro con le tue, cogliendo così anche l’occasione di soffermarti sull’espressione “tenerci”.
      A presto
      Prof. Anna

  6. katerina scrive:

    Prof.ssa Anna,
    ancora un dubbio…nella frase:”Ogni anno ci facciamo fare una revisione generale alla macchina che ci costa tantissimo” , per l’espressione “ci facciamo fare ” ci spieghi meglio l’uso del farsi fare.La mia interpretazione che assegniamo ad un’altra persona una cosa e` giusta??
    La ringrazio ancora !!

    • Zanichelli Avatar

      Cara Katerina, possiamo spiegare l’espressione “farsi fare” così: assegnare a qualcuno il compito di fare qualcosa per noi, per esempio: farsi fare un vestito dalla sarta; farsi fare un controllo medico ecc.
      Spero di aver chiarito i tuoi dubbi.
      Un saluto
      Prof. Anna

  7. katerina scrive:

    Carissima Prof.ssa Anna,
    La ringrazio del Suo aiuto , dei Suoi suggerimenti e della Sua disponibilita`.
    A presto

  8. katerina scrive:

    Prof.ssa Anna,
    vorrei esprimere un dubbio alla domanda di un mio studente che in tv ha visto un’intervista e sotto ai titoli la seguente :’DAL NOSTRO INVIATO DA IL CAIRO”. Noi in classe abb.imparato che davanti ai nomi di citta` non si mette l’articolo. Perche allora qui esiste l’articolo ed e` anche staccato dalla preposizione?….e` la domanda dello studente. Una mia ipotesi possibile, e che appunto ho cercato di spiegare ,sarebbe che, probabilmente IL CAIRO fosse un quotidiano locale.Insomma ,piu` che altro,ho pensato a qualche errore della redazione del canale. Lei che ne pensa?Mi faccia chiarezza!La ringrazio un’altra volta
    a presto

    • Zanichelli Avatar

      Cara Katerina, ci sono alcuni nomi di città che comprendono l’articolo come “il Cairo” , “l’Aquila”, “la Spezia”, “la Mecca”, “l’Aia” e “il Pireo”, si tratta di eccezioni, in questi casi il nome stesso delle città comprende l’articolo.
      A presto
      Prof. Anna

  9. Teo scrive:

    1.mi ci trovo bene, ti ci trovi, ci si trova (?), ci troviamo bene lì(?) , vi ci trovate bene, ci si trovano bn (?). Particella “ci” e verbi riflessivi.
    2.mi ci porta, ti ci porta, ce lo/la porta (?), ci porta lì (?), vi ci porta, ce li/le porta (?). pronome diretto /particella di luogo “ci”/verbo attivo.
    Cara Prof. è corretto quello che ho scritto sopra? non trovo una chiara spiegazione di questi fenomeni in nessun libro di grammatica disponibile in Grecia. Mi può aiutare a chiarire questo mio quesito? Grazie.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Teo, le frasi che mi proponi sono corrette, queste frasi contengono PRONOMI DOPPI ovvero due pronomi uno di seguito all’altro, credo che tu possa trovarli nei libri di grammatica e comunque, se avrai un po’ di pazienza, prossimamente dedicherò un articolo proprio a questo argomento.
      A presto
      Prof. Anna

  10. Teo scrive:

    Cara Prof., grazie della risposta. Le grammatiche che ho a mia disposizione parlano certo di pronomi doppi(combinati o accoppiati)ma non citano esempi, salvo rare eccezioni ma comunque non esaurienti, o magari qualche tabella in cui una delle due parti di pronomi doppi sia la particella avverbiale di luogo “ci”. Quindi aspetterò il Suo prezioso articolo. La ringrazio ancora della Sua gentilezza.Cordiali saluti, Teo.

  11. Valerio scrive:

    Cara Prof. Anna,
    potrebbe spiegarmi la differenza nell’uso delle particelle “vi” e “ci” con il verbo essere? Un mio amico usa sempre il “vi” in modi che mi sembrano poco eleganti; scrive, per esempio, “Le autorità festeggiano l’unità d’Italia ma ormai di unito non VI è più niente”.
    Non sarebbe più corretto scrivere “di unito non c’è più niente”?

    • Zanichelli Avatar

      Caro Valerio, la frase: “…ma ormai di unito non vi è più niente” è corretta; la particella “vi” può avere le stesse funzioni di “ci”: come pronome dimostrativo (a ciò, in ciò) per esempio: non vi trovo nessuna differenza = non ci trovo nessuna differenza; come avverbio (qui, in quel luogo): vi andrò appena possibile = ci andrò appena possibile; dopo il verbo essere: non vi è più niente = non c’è più niente. Quanto alla differenza tra CI e VI, la forma più colloquiale è CI, mentre VI lo troviamo in contesti che richiedono un certo livello di formalità.
      A presto
      Prof. Anna

  12. Catarina scrive:

    Cara Prof.ssa Anna,

    Ho un dubbio nella frase:
    Cosa vuoi farci? Al cuore non si comanda.

    la particella “ci” si riferisce a “questa cosa”?

    Per favore, mi aiuta.
    La ringrazio,
    Catarina

    • Zanichelli Avatar

      Cara Catarina, la particella “ci” si riferisce a “questa cosa”, in questo caso “farci” si potrebbe sciogliere in “fare riguardo a questa cosa”.
      A presto
      Prof. Anna

  13. Davide scrive:

    Gentile prof. Anna,
    questa pagina del suo blog mi è stata presentata da un mio amico che studia italiano. Io credo che per quanto riguarda il primo punto “CI come Complemento Indiretto”, dobbiamo distinguere tra una forma di italiano “colloquiale”, che accetta queste forme nella comunicazione orale non formale, e un italiano “standard” che in realtà dovrebbe (meglio, “deve”) evitarle.
    “Sì, CI lavoro spesso” non dovrebbe significare “Lavoro CON LUI/LEI/LORO”, ma “Lavoro IN QUESTO LUOGO” o “Lavoro IN/A/SU QUESTO”

    • Zanichelli Avatar

      Caro Davide, in realtà l’uso di “ci” come complemento indiretto non è relegata ad un italiano “standard” e non viene considerato “colloquiale” usare “ci” in questo modo; la frase “ci lavoro spesso” può avere molteplici significati (lavoro in quel luogo; con lui-lei-loro; in-a-su questo) che dipendono dal contesto, ma ognuno di questi usi è considerato corretto e adatto anche ad un registro formale, anche “lavoro con lui-con lei-con loro”, “ci” infatti può riferirsi anche a esseri animati purché corrisponda a un pronome dimostrativo o personale costruito con le preposizioni con; su; da; in. Non accettabile, invece, è l’uso di “ci” come complemento di termine: “ci dico” = “dico a lei-a lui-a loro”.
      A presto
      Prof. Anna

  14. Ah

  15. Andie scrive:

    Cara Prof. Anna,
    Non capisco queste frase:
    Vieni al cinema? – No, non ci vengo
    Vieni al cinema? – Mi dispiace ho appena visto il film, infatti ne vengo adesso.
    Perché la seconda frase va con ne?
    grazie
    Andie

    • Zanichelli Avatar

      Caro Andie, la frase “infatti ne vengo adesso” non è corretta, si potrebbe dire “sono appena uscito dal cinema” oppure “vengo da lì”.
      A presto
      Prof. Anna

  16. francesco scrive:

    cara professoressa, innanzitutto complimenti per il suo splendido sito, ricchissimo di spunti che mi sono utilissimi nel mio lavoro di insegnante.
    Le scrivo per porle una domanda: nella frase con chi ci vai? che significato ha la particella ci?
    grazie
    francesco

    • Zanichelli Avatar

      Caro Francesco, in questo caso “ci” ha la funzione di un avverbio di luogo e significa “qui, lì, in questo-quel luogo”.
      Un saluto
      Prof. Anna

  17. Giacomo scrive:

    Cara prof.ssa Anna,

    prendo l’esempio che hai fatto per spiegare l’uso della particella “ci” nel verbo volerci (in questo caso con valore rafforzativo e non più locativo):
    “Per appendere questo quadro ci vuole un chiodo”.
    Aggiungo: “Per appendere questi quadri ci vogliono questi chiodi”.
    Vorrei chiederti: il verbo “volerci” non si può considerare un verbo impersonale in quanto lo si può coniugare sia alla terza persona singolare sia alla terza plurale.
    Se non è un verbo impersonale, come lo si può catalogare?
    Grazie.
    Giacomo

    • Zanichelli Avatar

      Caro Giacomo, la denominazione di “verbo procomplementare” è largamente accettata dagli studiosi.
      Si può dire che i verbi procomplementari siano una particolare categoria di verbi pronominali, in cui gli elementi pronominali (uno, come in volerci, o due, come in sentirsela) hanno perduto il loro valore semantico originario, e propriamente non svolgono più la loro funzione, per l’appunto, pronominale (e quindi, in questo senso, potrebbero non essere considerati ,se non formalmente, “pronominali”).
      Un saluto
      Prof. Anna

  18. Giusi scrive:

    Buongiorno! Mi chiedevo se nella frase in risposta a :” ti ho mandato via mail un link interessante”
    “grazie adesso ci dò un’occhiata”
    L’uso del ci è corretto! A me non sembra ma non saprei come dirlo sinteticamente.
    Grazie per l’aiuto
    Giusi

    • Zanichelli Avatar

      Cara Giusi, la frase che mi scrivi è corretta, in questo caso il “ci” sostituisce “a questa cosa”.
      A presto
      Prof. Anna

  19. pamela scrive:

    vorrei sapere se è corretto dire ‘vengo a passare dopo? grazie

    • Zanichelli Avatar

      Cara Pamela, la frase che mi scrivi non è corretta, forse volevi dire “passo dopo”?
      A presto
      Prof. Anna

  20. Perché in italiano la particella pronominale “ci” che sostituisce un luogo si usa anche quando il luogo è indicato nella frase. Per es, 1) Che ci fai qui? oppure 2) Ci vai a scuola? Chi mi può spiegare?

    • Zanichelli Avatar

      Caro lettore, a volte, soprattutto nella lingua parlata, la particella CI può essere usata in maniera pleonastica, cioe è superflua, e in questo modo serve a rafforzare il significato stesso della frase.
      A presto
      Prof. Anna

  21. Gent.ma Prof.ssa Anna,
    vorrei sapere se nel verbo “farcela” “la” è pronome. Se sì, di che tipo? Ho controllato nei dizionari e nella grammatica di Serianni ma non ne parlano nello specifico.
    Spero che possa risolvere questo mio dubbio.
    La ringrazio in anticipo.

    • Zanichelli Avatar

      Cara Francesca, “la” è un pronome diretto di terza persona femminile singolare, il verbo “farcela” è un verbo idiomatico ed è formato dal verbo “fare” + CI e LA, ti consiglio di leggere l’ articolo pubblicato su questo blog “i verbi idiomatici 1”, potrai trovare più informazioni su questi verbi.
      A presto
      Prof. Anna

  22. In “verbi idiomatici 1” c’è scritto: “Questi verbi si coniugano con uno o due pronomi o particelle pronominali che fanno assumere al verbo un significato diverso da quello originale.” e”FARCELA: è formato dal verbo “fare” + CI e LA. Significato? (…) Coniugazione? (…)” però non viene specificato se “la” in questo caso è pronome. Lei saprebbe risolvermi questo dubbio?
    La ringrazio in ogni caso per la disponibilità.

    • Zanichelli Avatar

      Cara Francesca, come ti ho scritto nel precedente commento, LA è anche in questo caso un pronome diretto di terza persona femminile singolare, che insieme a CI e al verbo FARE formano il verbo idiomatico FARCELA, nell’articolo vengono spiegati sia la coniugazione sia il significato di questo verbo.
      Un saluto
      Prof. Anna

  23. flavia scrive:

    salve,
    è corretto scrivere: “non ci si dondola” oppure ” non si dondola”
    cordiali saluti

    • Zanichelli Avatar

      Cara Flavia, “non ci si dondola” è corretto.
      Un saluto
      Prof. Anna

  24. cara professoressa

    quanto facciamo la domanda ”credi a lui?”
    possiamo rispondere ”si gli credo ”, o ”si, ci credo”

    c’e’ l’ espressione ” vi credo ” cioe’ credo a voi ?

    grazie tante

    • Zanichelli Avatar

      Caro Ravanichris, è corretto rispondere: “sì, gli credo” (= credo a lui), esiste anche l’ espressione “vi credo” (=credo a voi), e ovviamente anche: credo a lei, a te ecc. Ti consiglio di ripassare l’uso dei pronomi indiretti. Se dico “ci credo” intendo dire “credo a questa cosa”.
      Un saluto
      Prof. Anna

  25. Piero scrive:

    @prof.Anna

    “ci sono tre cose importanti da ricordare”

    tre cose – sono – (ci = (in questo luogo))

    in questo esempio “ci” è un avverbio (complemento avverbiale di luogo figurato)?

    grazie

    • Zanichelli Avatar

      Caro Piero, la tua ipotesi è corretta.
      A presto
      Prof. Anna

  26. Antonio scrive:

    Spesso si sente dire: c’ho del pane; c’ha fame; ecc. E’ corretto?
    Grazie

  27. Francesco scrive:

    Volevo sapere anche io se è corretto dire “ci ho fame” invece di “ho fame”.
    Grazie mille e buon anno!

    • Zanichelli Avatar

      Caro Francesco, in questo caso la particella “ci” è usata come elemento rafforzativo; quest’uso è frequente nel registro colloquiale e riguarda il verbo “avere” (ci hai fame?-ci hai sonno?) e i verbi di percezione (non ci vedo); in questi casi la particella “ci” è in un certo senso superflua; quindi queste espressioni sono corrette ma sono da usare solo in contesti informali e all’interno di un registro colloquiale.
      Un saluto
      Prof. Anna

  28. Ivan scrive:

    Professoressa Anna… scusimi ma la mia domanda non ha niente che vedere con questa spiegazione; comunque vorrei sapere quale di queste due frasi va bene rispetto all’uso del verbo esserci e la parola “qua”; E anche piacerebbe sapere il perche.

    “Luigi non c’è qua” o Luigi non è qua”

    • Zanichelli Avatar

      Caro Ivan, nella frase “Luigi non è qua” abbiamo il verbo “essere”, mentre nella frase “Luigi non c’è qua” abbiamo la forma del verbo “essere”: “esserci”, sono corrette entrambe; la scelta dipende anche dalla domanda: “dov’è Luigi? – Luigi è qua?” “Luigi non è qua”; “c’è Luigi? – c’è Luigi qua?” “Luigi non c’è qua”.
      Un saluto
      Prof. Anna

  29. Emma scrive:

    Salve Prof. Anna,
    Volevo sapere qual’e’ la frase piu’ giusta:
    “ci guardo” o “lo guardo”, quando l’intento e’ di farlo adesso.
    Grazie

    • Zanichelli Avatar

      Cara Emma, se ho capito bene quello che vuoi dire, la frase coretta è “ci guardo”.
      Un saluto
      Prof. Anna

  30. valentina scrive:

    ho una domanda =) ma quando “ci” è complemento di termine? e quando invece complemento oggetto??
    grazie

    • Zanichelli Avatar

      Cara Valentina, per esempio nella frase “Marco ci chiama” “ci” è un pronome diretto e viene usato con un verbo transitivo (chiamare), quindi ha la funzione di complemento oggetto: “Marco chiama noi”; mentre nella frase “Marco ci telefona” “ci” è un complemento indiretto, infatti il verbo “telefonare” è intransitivo, la costruzione è “telefonare a qualcuno”, quindi “ci” ha la funzione di complemento di termine “Marco telefona a noi”. Spero di aver chiarito il tuo dubbio.
      Un saluto
      Prof. Anna

  31. valentina scrive:

    ad esempio: quello ci snobba.
    leggendo le risposte ho appreso che ci ha valore di complemento oggetto. ma perchè?

    • Zanichelli Avatar

      Cara Valentina, “ci” in questo caso è un pronome diretto (quindi funge da complemento oggetto) poiché “snobbare” è transitivo: quello ci snobba = quello snobba noi.
      A presto
      Prof. Anna

  32. Pawel scrive:

    Cara Professoressa Anna!
    Piu’ imparo l’italiano, piu’ dubbi sorgono.
    Mi potrebbe aiutare? Quali delle frasi sequenti sono correte?

    Anna: Penso a lei.
    Pablo:Davvero?
    1) Ci pensi?
    2) La pensi?
    3) Le pensi?

    Anna: Parlero’ a lei.
    Pablo:Davvero?
    1) Ci parlerai?
    2) La parlerai?
    3) Le parlarai?

    Molte grazie in ancipito e saluti dalla Polonia.

    • jeje scrive:

      La ringrazio per questo blog . Ho imparato tante cose . A presto.

      • Zanichelli Avatar

        Caro Jeje, grazie a te per la tua partecipazione.
        A presto
        Prof. Anna

  33. Rosa scrive:

    Buongiorno professoressa Anna
    Le chiedo cortesemente di chiarirmi come si procede nell’analisi logica e grammaticale dei verbi riflessivi.
    Si lasciano interi per cui MI LAVO è voce del verbo lavarsi o si analizzano separatamente?
    Nell’analisi logica si deve chiarire il complemento?
    La ringrazio.
    Rosa

    • Zanichelli Avatar

      Cara Rosa, in entrambi i casi vanno analizzati separatamente e nell’analisi logica si deve chiarire il complemento.
      Un saluto
      Prof. Anna

  34. Rosa scrive:

    Gentile prof. Anna,
    La ringrazio per la cortese risposta ma non mi è chiara una cosa:
    se scrivo MI: particella pronominale, mi rimane LAVO che diventa voce del verbo LAVARE, quindi perdo la forma riflessiva.
    Se analizzo, invece, MI LAVO, posso scrivere VOCE DEL VERBO LAVARSI per cui è chiaramente riflessivo.
    Mi scuso ancora e la ringrazio per la pazienza

    • Zanichelli Avatar

      Cara Rosa, nell’analisi grammaticale io analizzerei MI LAVO specificando che il verbo è riflessivo (lavarsi) e poi il tipo di pronome (mi), in questo modo c’è l’indicazione del verbo riflessivo e anche l’analisi del pronome.
      A presto
      Prof. Anna

  35. Rosa scrive:

    Grazie, professoressa Anna.
    Farei l’analisi nel seguente modo:
    MI LAVO: voce del verbo lavarsi, I coniugazione, modo indic., t. presente, I pers. sing. forma riflessiva (MI: pronome personale I pers. sing.)
    Quando è riflessivo, si deve specificare se se è transitivo?

    • Zanichelli Avatar

      Cara Rosa, sì, bisogna specificare se è transitivo.
      Un saluto
      Prof. Anna

  36. antonella scrive:

    e’ corretto dire “scrivi quello che ci hai in testa?”

    • Zanichelli Avatar

      Cara Antonella, meglio dire: “scrivi quello che hai in testa”.
      Un saluto
      Prof. Anna

  37. francesca scrive:

    è più corretto dire:

    “ama giocarvi” oppure “ama giocarvici”, e perché?

    • Zanichelli Avatar

      Cara Francesca, si dice “ama giocarci”, in questo caso la particella “ci” significa “con lui- con lei- con questa cosa”.
      Un saluto
      Prof. Anna

  38. natasa scrive:

    Gentile prof.Anna
    Io sono nuova qui.Mi dica per favore se io faccio grande errore quando formo la forma di cortesia con secondo persone plurale( come in mia lingua croata) o si deve fare con terco persone singolare.Per me e’ piu facile dire ;signora,volete un caffe? che signora, vuole un cafe? So che questo secondo dovrebbe essere giusto,ma e’primo completamente falso oppure puo passare?
    Grazie e saluti di Croatia

    • Zanichelli Avatar

      Cara Natasa, benvenuta sul nostro bolg, è necessario usare il “Lei”, la terza persona singolare, per la forma di cortesia; il “Voi” in italiano non si usa e quindi non è corretto.
      A presto
      Prof. Anna

  39. Amina scrive:

    Cara prof. Anna
    Ho un dubbio: ho letto questa frase in una grammatica e non capisco la risposta: (Esercizio: Imperativo)

    Non hai ancora visto il nuovo film di Salvatores? (tu/andare/a vederlo)
    Risposta: Vallo. È bellissimo.

    Perché la risposta è vallo? Ci sono altre possibilità di risposta? Potrei usare anche la particella ci? Grazie mille. Amina Maria

    • Zanichelli Avatar

      Cara Amina, la risposta corretta sarebbe: “vallo a vedere!”; di solito i pronomi personali complemento si trovano prima del verbo (non lo voglio, le piace molto), ma in alcuni casi, come con l’imperativo, sono posti dopo il verbo e si uniscono ad esso formando un’unica parola, in particolare le forme monosillabiche dell’imperativo (in questo caso: “vai”) raddoppiano la consonante quando sono seguite da un pronome: quindi “vai+lo” = “vallo”. Non è possibile in questo caso usare la particella CI. Ti consiglio di ripassare questo argomento: http://www.zanichellibenvenuti.it/wordpress/?p=2532
      A presto
      Prof. Anna

  40. Amina scrive:

    Cara prof. Anna
    Ho ancora un altro dubbio. Vorrei sapere il significato della particella ci in questo contesto:

    Mamma: Hai preso il passaporto? Il pettine? Le scarpe di lana?
    Figlio: Ho tutto mamma! E che ci faccio con le scarpe di lana?

    Grazie mille
    Amina Maria

    • Zanichelli Avatar

      Cara Amina, in questo caso la particella “ci” è usata in maniera pleonastica, ovvero è superflua, non necessaria, infatti CI in questo caso sostiutirebbe un complemento introdotto dalla preposizione “con” (con queste cose), questo complemento è però già presente nella frase (con le scarpe di lana); questo modo di usare CI è proprio del linguaggio colloquiale.
      A presto
      Prof. Anna

  41. Cara Prof. Anna.
    Vi ringrazio per il suo blog! sono contentissima di averlo trovato perchè ischiarissi tanti dubbi chi ho sul l’italiano.
    Grazie!

    • Zanichelli Avatar

      Cara Claudines, benvenuta su Intercultura blog!
      A presto
      Prof. Anna

  42. Amina scrive:

    Grazie mille, prof. Anna!
    Un saluto
    Amina

  43. Vorrei inscrivermi

    Grazie

  44. Muhammed scrive:

    Grazie a Lei … per il suo blog ,,,

  45. dino scrive:

    Gent.ma Prof.ssa Anna,
    Le vorrei chiedere se la particella “ci” puo’ essere utilizzata come complemento di termine riferito a cosa “tangibile”. Esempio:Cosa hai fatto al muro ? ci (o gli) ho passato della pittura. grazie

    • Zanichelli Avatar

      Caro Dino, in questo caso “ci” non ha la funzione di complemento di termine ma di un complemento introdotto dalla preposizione “su-sopra” (sul muro ho passato la vernice).
      A presto
      Prof. Anna

  46. dino scrive:

    Prof. Grazie per la Sua risposta, in effetti il mio dubbio e’ il seguente:e’ corretto usare la particella “ci” al posto dei pronomi “gli/le” riferiti a cose. ES.”HO PRESO IL PALLONE E’ GLI/CI HO DATO UN CALCIO. Nella domanda precedente sarebbe anche corretto usare il pronome “gli” in luogo della particella “ci”. In buona sostanza la particella “ci” puo avere la funzione di complemento indiretto cosi’ come per le persone (CON LUI-A LUI-SU DI LUI) anche per le cose. Lui e Lei (esso essa) con l’evoluzione della lingua possono essere usati riferite a cose. Grazie molte

    • Zanichelli Avatar

      Caro Dino, è più corretto “gli ho dato un calcio”, la particella “ci” non sostituisce “a lui”, in questo caso bisogna usare “gli” (a lui), ma sostituisce “a questa cosa”, cioè un pronome dimostrativo, come per esempio nelle frasi “gli credo” = “credo a lui” e “ci credo” = “credo a questa cosa”.
      Un saluto
      Prof. Anna

  47. Giorgio scrive:

    Buongiorno volevo gentilmente chiederle se la frase ” Ci ho fatto 10 ravioli ” ( riferita ad un pesce cucinato) e’ corretta o no. Grazie e saluti!

    • Zanichelli Avatar

      Caro Giorgio, la frase è corretta.
      Un saluto
      Prof. Anna

  48. Egr. Prof.Anna
    vorrei sapere se qualcosa è cambiato nell’uso degli ausiliari con i verbi volitivi (dovere, volere, potere) io sapevo, come mi è stato insegnato fin dalle elementari, che questi hanno l’obbligo del verbo avere, ma ultimamente sento dai giornalisti tv, dai politici, dai doppiatori di film e telefilm declinazioni con il verbo essere. Grazie

  49. andree scrive:

    Egr. Prof.Anna,
    Si legge:” Io sono il più grande, tra me e mio fratello
    ci corrono tre anni “.
    Qual è il valore o la funzione di CI nel questo verbo.
    Potrebbe darmi altri esempi ? Non viene spesso utilisato,
    vero? Grazie

    • Zanichelli Avatar

      Caro Andree, le forme “ci corre (ci corrono)” o “ce ne corre (ce ne corrono)” sono forme idiomatiche, questi verbi si coniugano con uno o due pronomi o particelle pronominali (in questo caso: ci) che fanno assumere al verbo un significato diverso da quello originale (in questo caso: correre); infatti “ci corre” significa “c’è differenza” (tra me e mio fratello c’è una differenza di tre anni), non è possibile quindi prendere questo come esempio per spiegare la funzione della particella CI e nemmeno fare altri esempi analoghi.
      Un saluto
      Prof. Anna

  50. Irina scrive:

    Cara prof.,
    sono straniera e ho dubbi sull’uso di “pensare a” e “pensare di”…

    Ad esempio, “che ne pensi DEL tempo?” e “penso a te”.

    Mi aiuterebbe?
    Grazie, Irina

    • Zanichelli Avatar

      Cara Irina, “pensare qualcosa di qulacuno o qualcuno” significa avere un parere, un’opinione rispetto a qualcosa o qualcuno; mentre “pensare a qualcuno o qualcosa” significa rivolgere il pensiero a qualcuno o qualcosa.
      Un saluto
      Prof. Anna

  51. Savio scrive:

    Salve Prof. Anna
    Vorrei chiederle di spiegarmi l´uso del verbo Riuscire, perché a Roma ho anche sentito la forma della terza persona, che veramente non sono mai riuscito a capire interamente.
    Sarebbe una forma dialettale del romanesco?
    Ecco alcuni esempi:
    Non mi riesce bene, non mi riesce a fare……
    Grazie, cordiali saluti
    Savio

    • Zanichelli Avatar

      Caro Savio, in questo caso caso “riuscire” significa “essere capace, essere in grado di fare qualcosa” + la preposizione DI seguita da infinito, quindi la frase “non mi riesce di fare” è corretta, non si tratta di una forma dialettale.
      Un saluto
      Prof. Anna

  52. Mi scusi, ho un dubbio sull’uso della particella ci. Si scrive ci è costata molta fatica oppure c’è costata molta fatica? Io, in una lettera, ho scritto “c’è costata” ma adesso sono preso dal panico. Non vorrei aver commesso un grave errore. Grazie. Alex.

  53. ciao prof.Annna

    per favore non ho capito perché questa frase é giusta:Pensi che io sia grassa? No, non lo penso.e non é questa: Pensi che io sia grassa? No, non ci penso.potresti spiegarmi di piu per favore

    • Zanichelli Avatar

      Cara Kadija, è corretto usare “lo” perché sostituisce un complemento oggetto: “io non penso questa cosa (che io sia grassa)” e non un complemento indiretto: “io non penso a questo cosa (io non ci penso)”. Spero di aver chiarito il tuo dubbio.
      A presto
      Prof. Anna

  54. salve PROF Anna

    volevo sapere se queste frase sono corrette o no:
    1 Ho preso l’appuntamento dal dentista, ma non ci posso andare, perché ho l’influenza.
    2 Com’è dolce questo caffè? Quanto zucchero ci hai messo?
    graazie

    • Zanichelli Avatar

      Cara Khadija, le frasi che mi scrivi sono corrette.
      A presto
      Prof. Anna

  55. Lauro scrive:

    Buongiorno Prof. Anna,
    mi dice qual è la forma corretta tra:
    1) a camminare a lungo ci si stanca le gambe
    2) a camminare a lungo ci si stancano le gambe
    e per quale motivo?
    Molte grazie

    • Zanichelli Avatar

      Caro Lauro, io direi: “camminando a lungo le gambe si stancano”.
      A presto
      Prof. Anna

  56. matteo scrive:

    da dove viene la particella “Ci”? Dal latino?

    grazie

    • Zanichelli Avatar

      Caro Matteo, la particella “ci” ha origine dal latino, da HICCE, forma non attestata del latino parlato per HIC (qui).
      Un saluto
      Prof. Anna

  57. Abraham scrive:

    distinta prof. Anna
    può dirmi lei quale la frase più corretta che voglio formare.?
    1. Tanti ricordi che ce n’è.
    O
    2. Tanti ricordi che ci sono
    In spagnolo dico io “tantos recuerdos que uno tiene”sono messicano e da 6 anni che imparo da solo l’italiano e studio la grammatica o tento di capire.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Abraham, la frase corretta è: “tanti ricordi che ci sono”.
      Un saluto
      Prof. Anna

  58. Abraham scrive:

    La ringrazio della sua risposta.

  59. Abraham scrive:

    Cara prof. Anna
    Ho anche dubbio con una frase che diceva così: ” far si che il sogno diventi realtà” ho letto sulla particella si però no ricordo di aver visto un esempio così. Mi può aiutare? La ringrazio della sua risposta saluti dal Messico.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Abraham, non siamo in presenza della particella -si-, ma si tratta dell’espressione “far sì che” che significa “fare in modo che -qualcosa accada-; cercare di fare accadere qualcosa” ed è seguita dal congiuntivo, quindi “cercare di fare diventare il sogno realtà; fare in modo che il sogno diventi realtà”.
      A presto
      Prof. Anna

  60. dino scrive:

    buon pomeriggio,
    nella seguente frase: ho comprato il pesce e l’ho mangiato. la particella pronominale “lo” e’ da intendersi quale pronome personale (forma atona III persona singolare) o pronome dimostrativo (questa cosa). Grazie

    • Zanichelli Avatar

      Caro Dino, si tratta della forma atona del pronome di terza persona singolare.
      A presto
      Prof. Anna

  61. Grazie per tutte le informazioni aggiuntive

  62. rico scrive:

    “Lì vado anch’io o lì ci vado anch’io?” E’un aggiunta inutile la particella “ci”, in questa frase?

    Distinti saluti

    RIco

    • Zanichelli Avatar

      Caro Rico, non è scorretto l’uso della particella “ci” nella frase che mi scrivi.
      A presto
      Prof. Anna

  63. Cristian scrive:

    Grazie Prof. Anna,
    Le auguro una magnifica giornata

    • Zanichelli Avatar

      Caro Cristian, grazie e auguro una meravigliosa giornata anche a te!
      A presto
      Prof. Anna

  64. ISABEL scrive:

    CARA PROF. ANNA da un pò che la seguo nel suo blog lo trovo molto interessante. vorrei farle una domanda quando dico: il video che ci è stato di grande aiuto oppure il video che c’è stato di grande aiuto. sono entrambi corrette. grazie mille

    • Zanichelli Avatar

      Cara Isabel, non è corretta l’elisione, ovvero l’uso dell’apostrofo, con il pronome personale atono -ci- (a noi), quindi bisogna scrivere -che ci è stato-; l’elisione si produce solo con l’avverbio di luogo -ci- solo davanti al verbo -essere- (c’è).
      Un saluto
      Prof. Anna

  65. Rico scrive:

    “In una villa anche non entrandoci, ma rimanendoci/rimanendo ai limiti…”. Secondo me, è corretto “rimanendoci”. Giusto?

    Distinti saluti

    Rico

    • Zanichelli Avatar

      Caro Rico, non è corretto “rimanendoci ai limiti”, il significato è “rimanendo ai limiti della villa” quindi al massimo potremmo dire “rimanendone ai limiti”.
      Un saluto
      Prof. Anna

  66. Rico scrive:

    In una villa anche non entrandoci, ma rimanendoci/rimanendo ai limiti…”. Secondo me, è corretto “rimanendoci”. Giusto?

    La sua risposta “Caro Rico, non è corretto “rimanendoci ai limiti”, il significato è “rimanendo ai limiti della villa” quindi al massimo potremmo dire “rimanendone ai limiti”.”

    La particella “ci” di rimanendoci, non potrebbe significare (qui, lì, in questo-quel luogo), o no? “Rimanendo in questo luogo ai limiti”.

    Distinti saluti

    Rico

    • Zanichelli Avatar

      Caro Rico, a che cosa si riferirebbe “in questo luogo”, per usare -ci- il luogo di cui parli deve essere prima menzionato.
      Un saluto
      Prof. Anna

  67. Rico scrive:

    “Sono caratteristiche, che in una coppia, non vi si ritrovano…”. Questo “vi” è un pronome dimostrativo (in questo), che in questa frase modifica il genere “in questa”, quindi significa “non si ritrovano in questa”; la particella “vi/ci” viene utilizzata per ripetere un nome, in questa frase, giusto?

    Se fosse stato “non vi si ritrova”, sarebbe stato sbagliato, perché non ci sarebbe stato l’accordo con “sono caratteristiche”? Giusto?

    Distinti saluti

    Rico

    • Zanichelli Avatar

      Caro Rico, sarebbe corretto anche “non vi si ritrova”, non è necessario nessun accordo con la particella -vi-.
      Un saluto
      Prof. Anna

  68. Rico scrive:

    In una villa anche non entrandoci, ma rimanendoci/rimanendo ai limiti…”. Secondo me, è corretto “rimanendoci”. Giusto?

    La sua risposta “Caro Rico, non è corretto “rimanendoci ai limiti”, il significato è “rimanendo ai limiti della villa” quindi al massimo potremmo dire “rimanendone ai limiti”.”
    La particella “ci” di rimanendoci, non potrebbe significare (qui, lì, in questo-quel luogo), o no? “Rimanendo in questo luogo ai limiti”.

    La sua risposta “Caro Rico, a che cosa si riferirebbe “in questo luogo”, per usare -ci- il luogo di cui parli deve essere prima menzionato.

    Professoressa, il luogo “in una villa” è menzionato “In una villa anche non entrandoci, ma rimanendoci/rimanendo ai limiti…”. O dovrebbe essere modificata così per essere corretta “in una villa anche non entrandoci,
    “in una villa” ma rimanendoci ai limiti…” ?

    “Sono andato a scuola, ma non mi è piaciuto andarci/andare”. Vale lo stesso ragionamento che ha fatto lei, per la precedente frase?

    Distinti saluti

    Rico

    • Zanichelli Avatar

      Caro Rico, il punto è che a livello di senso non puoi rimanere -nella villa- e nello stesso tempo -ai limiti della villa- quindi o dici -rimanendone ai limiti- cioè “rimendo ai limiti della villa” o semplicemente “rimanendo ai limiti” e si comprende perfettamente che si parla “dei limiti della villa”; mentre “Sono andato a scuola, ma non mi è piaciuto andarci” è corretta perché il -ci- sostituisce perfettamente -a scuola-.
      Un saluto
      Prof. Anna

  69. Ignacio scrive:

    Ciao Prof. Anna, questa spiegazione mi è piaciuta da morire, credo che sia l’informazione più completa che abbia potuto trovare sulla particella “ci”. Anche se credo di capire il senso della seguente frase non sono sicuro, me lo potresti spiegare?
    “Noi ci rinunciamo, voi riuscite a capirci qualcosa?”
    Secondo me in questo caso “ci” sarebbe un pronome dimostrativo, ma preferisco domandarti.
    Grazie mille. 🙂

    • Zanichelli Avatar

      Caro Ignacio, la tua ipotesi è corretta: “non rinunciamo a questa cosa” e “voi riuscite a capire qualcosa in questa cosa”.
      A presto
      Prof. Anna

  70. Alberto scrive:

    Estratto da un articolo: “…Solo al terzo tentativo il Papa riesce a parlarci. Come riporta l’Osservatore Romano…..”
    E’ corretto l’uso della particella ci in questo articolo di giornale?
    Grazie

    • Zanichelli Avatar

      Caro Alberto, la frase è corretta, in questo caso -ci- significa -con lui-con lei-con loro; parlarci=parlare con lui-con lei-con loro.
      Un saluto
      Prof. Anna

  71. evi scrive:

    Cosa abbiamo da guadagnarci? Perché in questa frase usiami il “ci”?

    • Zanichelli Avatar

      Cara Evi, “guadagnarci” è una forma del verbo “guadagnare” e significa “trarre un vantaggio economico da qualcosa”.
      Un saluto
      Prof. Anna

  72. Carmela scrive:

    Cara prof. Anna
    una mia amica ha pubblicato un post con commento: vi auguro a tutti una buona giornata.
    Le ho detto che sarebbe più corretto scrivere: vi auguro buona giornata, oppure, auguro a tutti una buona giornata (o ancora: auguro a tutti voi una buona giornata). La frase scritta prima è un rafforzativo, ma non riesco a spiegarglielo correttamente. Mi può aiutare?

    • Zanichelli Avatar

      Cara Carmela, la prima frase non è corretta perché ci sono due complementi di termine diversi usati contemporaneamente (“vi” e “a tutti”) senza essere separati l’uno dall’altro, se volessimo usarli entrambi distintamente dovremmo dire “auguro a voi e a tutti una buona giornata” in quanto “vi ” e “a tutti” non hanno lo stesso significato e quindi vanno distinti; mentre le frasi “auguro a tutti” o “auguro a tutti voi” sono corrette.
      Un saluto
      Prof. Anna

  73. Eman scrive:

    Professoressa Anna, per favore
    Ci vuole quanto tempo per imparare bene l’italiano, ci si puo imparare da solo? Sto studiando cosi, da tre anni!Giacche abito in Brasile e non ci sono molti insegnante d’italiano qui.Ho prestato l’esame CILS B2 a São Paulo ed ho passato in questo livello, nel luglio scosso ho fatto il CILS C1. Ma questo livello mi sembra molto avanzato per uno che studia in questo modo particolare.La mia domanda é:studiare per tre mesi in Italia puo aiutare a imparare megliore? molte grazie.

    • Zanichelli Avatar

      Cara Eman, intanto ti faccio i complimenti per il tuo impegno perché studiare da soli è più difficile ed è necessario essere molto motivati per raggiungere buoni risultati, sicuramente però studiare in Italia sarebbe per te utilissimo, essendo a contatto con madrelingua la tua pronuncia e il tuo vocabolario migliorerebbero velocemente, quindi, se puoi, ti consiglio di farlo.
      Un saluto e a presto
      Prof. Anna

  74. Laura scrive:

    Buongiorno, ho un dubbio sulla corretta grammatica di questa frase: “Io non ci credo che siete così cattivi” Mi può aiutare? Grazie!

    • Zanichelli Avatar

      Cara Laura, la frase è corretta, in questo caso la particella -ci- non sarebbe necessaria ma è utilizzata per enfatizzare quello che viene detto dopo, queste costruzioni servono appunto per sottolineare il contenuto della frase che segue.
      Un saluto
      Prof. Anna

  75. Niura scrive:

    Prof Anna
    Ho un dubbio: la particella CE e CI sono la stessa cosa? Perché ho un libro che sta spiegando le particelle, però è scritto CE e Ne.
    Grazie per l´aiuto!

  76. Ciao! Sono brasiliano e imparo l`italiano da poco tempo fa! Vorrei ringraziare per quello che hai appena mi insegnato! Non so parlare molto, nemeno scrivere tanto così, quindi impro piano piano e cerco sito web come questo!! Quando trovo sono felicissimo!! Hahaha.. Grazie per l`aiuto!! 😉

    • Zanichelli Avatar

      Caro Savio, benvenuto su Intercultura blog!
      Un saluto e a presto
      Prof. Anna

  77. Ciao Prof. Anna. Vorrei sapere come si usa la particella ci locativa insieme al verbo esserci.
    La ringrazio.

    • Zanichelli Avatar

      Cara Claudia, il verbo “essere” si può unire alla particella “ci” dando luogo alla forma verbale “esserci” che indica presenza, esistenza: “chi c’è in classe?” (=chi è presente in classe?), la particella viene collocata prima del verbo: io ci sono, tu ci sei, lui-lei c’è, ecc.
      Un saluto
      Prof. Anna

  78. martino scrive:

    Ciao prof. Anna, tante grazie!
    è la prima volta che ho imparato questa
    parte così importante della grammatica italiana,
    un saluto dalla Argentina
    Martin

    • Zanichelli Avatar

      Molto bene Martino, benvenuto su Intercultura blog.
      Un saluto e a presto
      Prof. Anna

  79. Gentile prof. Anna,
    mi è stato fatto notare che certe mie espressioni del tipo: “Mi ci andrebbe” “Ti ci andrebbe?” riferite a qualcosa da mangiare o bere, sarebbero sbagliate.
    Io ho sostenuto che in quei casi “CI” è da intendersi come pronome dimostrativo (“Ti ci andrebbe?” = ti andrebbe questa cosa?) però mi sono venuti dei dubbi…

    • Zanichelli Avatar

      Caro Gian Paolo, le frasi che mi scrivi non sono corrette, in questo caso non è corretto usare -ci-, nella frase “ti andrebbe questa cosa?” “questa cosa” è il soggetto (questa cosa andrebbe a te) e -ci- non può sostiutire un soggetto; è corretto dire “mi andrebbe (questa cosa)” e “ti andrebbe (questa cosa)?”.
      Un saluto
      Prof. Anna

  80. La ringrazio molto. Nessuno degli esempi che avevo trovato nelle mie ricerche, calzava perfettamente col mio quesito. Lei mi ha dato finalmente la risposta che cercavo.

  81. Teresa scrive:

    Questo sito è bellissimo , ed anche le frasi sono facilissime☺

    • Zanichelli Avatar

      Cara Teresa, benvenuta su Intercultura blog!
      Un saluto e a presto
      Prof. Anna

  82. Prof. anna, vorrei sapere se quella frase sta bene scritto grazie: “ho un problema con il notebook, non ci vuole accendere, duo giorni fa ha stato lavorando bene , quel giorno alla sera si scaricato la batteria e si ha spento, dopo di 10 min. ci ho presso la batteria e l’ho messo caricare, ma adesso non ci vuole accenderlo.” , quella frasse e giusta? grazie…

    • Zanichelli Avatar

      Caro Walter, nel periodo che mi scrivi ci sono alcuni errori, lo riscrivo correttamente: “ho un problema con il notebook, non si vuole accendere, due giorni fa funzionava bene, ma una sera si è scaricata la batteria e si è spento, dopo dieci minuti l’ho messo in carica, ma adesso non si accende più”.
      Un saluto
      Prof. Anna

  83. José scrive:

    Gentile prof. Anna,
    Potrebbe, per favore, spiegarmi qual è la funzione della particella “ci” nella seguente costruzione grammaticale “Sì, ce l’ho”, è un avverbio di luogo, un pronome o un altro?
    La ringrazio anticipatamente per la sua risposta.
    Cordiali saluti

    • Zanichelli Avatar

      Caro José, la particella “ci”, unita ad alcuni verbi, perde il suo significato originario (qui, in questo luogo) ed è usata come elemento rafforzativo; quest’uso è più frequente nel registro colloquiale e riguarda soprattutto il verbo “avere” (ci hai fame? Sì, ce l’ho; c’hai sonno?) e i verbi di percezione (non ci sento bene, non ci vedo più).
      Un saluto
      Prof. Anna

  84. Tulaine scrive:

    Ciao Prof.Anna!

    Nel caso dell’uso della particella “ci” con il verbo riuscire, si usa soltanto con la prima persona singolare?

    Grazie!

    Tulaine

    • Zanichelli Avatar

      Caro Tulaine, si può utilizzare con tutte le persone: io ci riesco, tu ci riesci, lui-lei ci riesce, noi ci riusciamo, voi ci riuscite, loro ci riescono.
      Un saluto
      Prof. Anna

  85. Cara Prof., il mio dubbio è: qual’é il complemento di esserci, nel senso di esistere? Oggeto diretto o è un verbo copulativo? Grazie

    • Zanichelli Avatar

      Cara Ellen, non so se ho capito bene la tua domanda, prova a scrivermi una frase con “esserci” e il complemento su cui vuoi informazioni.
      A presto
      Prof. Anna

  86. PERCHE IN UN ESERCIZIO DICE:
    Perchè non vai aNapoli con la macchina?
    E la risposta corretta è:
    A Napoli con la macchina non ci vado:
    Questo ci sarebbe rafforzativo (pleonastico?)
    Non posso trovare una risposta giusta per gli alunni per favore AIUTATEMI!!!

    • Zanichelli Avatar

      Cara Blanca, sì, si tratta di un uso rafforzativo, enfatico, in questo caso ci troviamo davanti a una dislocazione a sinistra che serve per mettere in qvidenza un complemento (a Napoli) e consiste nell’anticipazione del complemento oggetto o di un altro complemento indiretto nella parte iniziale della frase, il complemento messo all’inizio della frase di solito è seguito da un pronome atono o particella pronominale (lo, la, li, le, ci, ne, vi, gli). Per approfondire questo argomenti, ti consiglio questo articolo: http://aulalingue.scuola.zanichelli.it/benvenuti/2015/05/07/la-frase-con-enfasi/
      A presto
      Prof. Anna

  87. Izabella scrive:

    Ciao prof, vorrei farle una domanda.
    Stiamo facendo l’analisi logica, e ho la seguente frase : Una violente scossa di terremoto ci ha svegliato alle due di notte.
    Ma la particella “ci” potrebbe essere soggetto? Mentre una violente scossa è complemento oggetto, è giusto così?

    • Zanichelli Avatar

      Cara Izabella, il soggetto è “una violenta scossa” e “ci” è il complemento oggetto: “una violenta scossa ha svegliato (chi?) noi (ci)”.
      Un saluto
      Prof. Anna

  88. Dulcinea scrive:

    Cara Prof. Anna:

    È corretto dire: “quale esame ci facciamo Lunedì prossimo?” Tante grazie. A presto. Dulcinea.

    • Zanichelli Avatar

      Cara Dulcinea, non ho ben capito il significato della frase, soprattutto della forma “ci facciamo”, forse sarebbe più corretto dire semplicemente “quale esame facciamo”, sempre che il significato sia questo.
      A presto
      Prof. Anna

  89. Ana scrive:

    Lezione molto gradevole e utile. Grazie Prof. Ana

  90. Bertino scrive:

    Ottimo ripasso

  91. Mauro scrive:

    Mah… su segnalazione di amici ho letto questa vostra lezione.
    Devo dire che il caso del pronome dimostrativo mi ha un po’ frastornato
    Nella frase “Dacci un taglio!” (Smettila!) io vedevo un errore ed avrei scritto “Dagli un taglio!” (pronome personale).
    Ma se ho ben capito, la forma corretta è quella con “Dacci”.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Mauro, “dacci un taglio” significa “da’ un taglio a questa cosa”, quindi in questo caso la particella “ci” sostituisce “a questa cosa” e l’imperativo seguito da “ci” produce un raddoppiamento della consonante, formando “dacci”.
      Un saluto
      Prof. Anna

  92. Beatrice scrive:

    Gentile Prof.,
    avrei bisogno di un aiuto. Si può dire: “Questa è la prova dove siamo tutti?” (prova per uno spettacolo teatrale). Mi hanno detto che è un toscanismo e che si dovrebbe dire necessariamente “Questa è la prova dove ci siamo tutti?”. Grazie in anticipo.

    • Zanichelli Avatar

      Cara Beatrice, usata nel contesto che mi hai spiegato, la tua frase è corretta.
      A presto
      Prof. Anna

  93. Professoressa Anna!Grazie per quest’articolo lo trovo molto utile.Per capure quando sono in grado di usarli in modo giusto mentre leggevo l’articolo ho formato da solo alcune frasi con la particella ci.Lei professoressa che sarebbe stato possibilee mi dica,se sono corrette oppure no.

    1marco e andrea sono andati al mare oggi.Vorrei andarci anch’io.
    2Elena è stata ieri qua.Oggi ci sono io.
    3Ragazzi potrei contare su di voi?
    No Zari non puoi contarci.
    4credete voi in miracoli.
    Si certo che ci crediamo.
    5Lorenzo dai,ti do la mia parola.
    Non maurizio io non posso crederci.
    6hai chiamato la polizia?
    No purtroppo non ce la fatto a chiamarla nel tempo giusto.
    7Ci stai oggi a venire con me?
    Io non ci sto chiedi ad un altro di venire con te al cinema.

    Grazie in anticipio cara professoressa.Ti auguro un buon inizio di quest anno.

    • Zanichelli Avatar

      Caro Zari, le frasi che mi hai scritto vanno tutte bene per quanto riguarda l’uso di “ci”, ti faccio solo poche correzioni scrivendoti la forma giusta: “credete voi nei miracoli”, “no Maurizio, io non posso crederci”, “no, purtroppo non ce l’ho fatta a chiamarla”.
      A presto
      Prof. Anna

  94. Ignacio scrive:

    Ciao, cara Prof. Anna: per favore, mi tolga un dubbio: voglio dire questa frase sostituendo l’averbbio di luogo “lì” colla particella: “Mia madre è d’Italia, e mio padre ha vissuto LÌ per due anni”. Sarebbe corretto dire “…mio padre ci ha vissuto per due anni”? Grazie!

    • Zanichelli Avatar

      Caro Ignacio, è corretto usare la particella “ci” (ci ha vissuto per due anni), mentre non è corretto dire “mia madre è d’Italia”, è necessario o usare l’aggettivo “mia madre è italiana” o usare il vebo “venire”: “mia madre viene dall’Italia”.
      A presto
      Prof. Anna

  95. Eliana scrive:

    Volevo chiedere se nella frase: “Alcune persone il rispetto dove ce ľhanno” è giusto ľ uso della particella “ce”

  96. Eliana scrive:

    Buonasera, Volevo chiederle se nella frase “Alcune persone il rispetto dove ce ľhanno?” È giusto ľuso della particella “ce” o si scrive “Alcune persone il rispetto dove ľhanno?”

    • Zanichelli Avatar

      Cara Eliana, sono corrette entrambe le frasi, in questo caso la particella “ci” è usata come elemento rafforzativo.
      Un saluto
      Prof. Anna

  97. giuseppe scrive:

    si scrive ” ci andrò ” ” ci andrà” o ” c’andrò” “c’andrà”: Anche foneticamente ci può essere una differente pronuncia?
    La richiesta nasce dalla lettura di un articolo su un giornale. I giornalisti , si sa, ritengono di essere avanguardie linguistiche in certi casi ( vedi l’inflazione di ” sindaca” , brutta fonetica ed inutile differenziazione, che di questi tempi stanno producendo). Grazie dell’attenzione e dell’eventuale risposta. Oggi 23 febbraio 2017. Giuseppe

    • Zanichelli Avatar

      Caro Giuseppe, è corretto scrivere “ci andrò” e “ci andrà”, le altre due forme non sono corrette.
      Un saluto
      Prof. Anna

  98. Danilo scrive:

    Vorrei sapere c’era che cos’è in grammatica

    • Zanichelli Avatar

      Caro Danilo, “c’era” è l’indicativo imperfetto alla terza persona singolare dell’infinito “esserci”.
      Un saluto
      Prof. Anna

  99. Gabriela scrive:

    Gentilissima Professoressa,
    vorrei sapere se è corretto dire “Ci chiamo/telefono” usando quindi la particella ci come avverbio di luogo.
    Esempio: “hai chiamato il ristorante?” “No, ci chiamerò più tardi.”
    “chi telefona al ristorante?” “Ci telefono io.”
    Ringrazio e saluto distintamente.
    Gabriela

    • Zanichelli Avatar

      Cara Gabriela, non è corretto in questo caso usare la particela “ci”, si può semplicemente rispondere: “chiamerò più tardi”, “telefono io”.
      Un saluto
      Prof. Anna

  100. Prof. Anna, quale funzione ha la particella «Ci» in frasi tali come:«Cosa ci fai qui?»

    • Zanichelli Avatar

      Caro Gabriel, in questo caso la particella “ci” è usata solo come elemento rafforzativo, possiamo dire che è in un certo senso superflua, infatti sarebbe corretto anche dire “cosa fai qui?”.

  101. Francisco scrive:

    Ciao Prof. Anna. È corretto dire “abbiamo deciso d’entrarci” invece di “abbiamo deciso d’entrare nel ristorante”?

    • Zanichelli Avatar

      Caro Francisco, la frase che mi scrivi è corretta.
      A presto
      Prof. Anna

  102. Cara prof Anna si la particella Ci va de solito prima del verbo perche in questo esempio va dopo il verbo TORNARE?
    La frase dice: ho visitato Madrid molti anni fa ma mi piacerebbe tornarCI?
    Grazie.Cristina.

    • Zanichelli Avatar

      Cara Maria Cristina, quando c’è un infinito la particella “ci” si “attacca” all’infinito che perde la vocale finale: tornare+ci = tornarci.
      A presto
      Prof. Anna

  103. Scusate ho un dubbio, mi piacerebbe sapere se si può dire “ci partiamo”. Grazie in anticipo

    • Zanichelli Avatar

      Cara Maria Elena, non è corretto “ci partiamo”.
      Un saluto
      Prof. Anna

  104. Andrea scrive:

    Buongiorno. c’è il verso di una recente canzone che mi ha fatto un po’ “grattare” le orecchie:
    “.. Lo spazio perfetto in cui CI tornerei”.
    A me, il costrutto sembra errato; mi sembra corretto “il luogo in cui tornerei”, oppure “lì ci tornerei”, ma non “il luogo in cui ci..”.
    Mi sapete dare una risposta???
    Grazie mille.
    Andrea

    • Zanichelli Avatar

      Caro Andrea, la tua ipotesi è corretta e anche le soluzioni che proponi.
      Un saluto
      Prof. Anna

  105. giorgio scrive:

    in questa proposta dobbiamo usare la particella ci? (domani andro al cinema,volete venire/rci anche voi??No grazie!dopo che il film finira ci andremo a prenderti)e giusta la frase o l uso delle particelle è sbagliata?grazie in anticipo!

    • Zanichelli Avatar

      Caro Giorgio, nel primo caso è corretto usare la particella “ci”: “domani andrò al cinema, volete venirci anche voi?”, nel secondo caso invece no: “dopo che il film finirà (sarà finito) verremo a prenderti”.
      A presto
      Prof. Anna

      • giorgio scrive:

        nel secondo caso non posso capire perche non dobbiamo usare il ci!non diciamo verremo a prenderti (da quel posto??)

        • Zanichelli Avatar

          Caro Giogio, la particella “ci” non significa “da quel posto”, è sufficiente dire “verremo a prenderti”.
          A presto
          Prof. Anna