Il mestiere dell'insegnante

Prof.Giacalone
Civiltà,   Per gli insegnanti,   Scuola

È la fine della scuola! Finalmente! Nei volti degli insegnanti, si vede la grande fatica e la grande scontentezza di chi ha lavorato tanto, senza essere riconosciuto adeguatamente.
Gli alunni sono a volte interessati più alla convenzione dei voti, che alla reale gioia di conoscere. E il ministro della pubblica istruzione è interessato più a far quadrare i conti, che al reale funzionamento della “baracca scuola”. Trovatemi un’altra delle grandi nazioni ricche dove si muore perché un muro della tua scuola crolla durante una lezione…
La scuola italiana è spesso oggetto di critiche immotivate. Le riforme introdotte con il fine di migliorarla sembrano produrre più danni che benefici: parafrasando una famosa canzone potremmo dire che lo sapremo solo vivendo. Per ora sappiamo che gli insegnanti  italiani sono tra i meno pagati in Europa. Si è diffusa l’opinione errata che alunni italiani siano tra gli ultimi per quanto riguarda la preparazione.

In realtà, i test che proverebbero ciò riguardano soprattutto la cultura scientifica e matematica, che in effetti in Italia è un po’ trascurata rispetto a quella artistico-letteraria.

Per molti italiani, i libri sono un optional e la cultura non è considerata redditizia: dunque pochissimi sono gli investimenti  statali. La cultura dell’immagine e quella televisiva soppiantano di gran lunga la cultura cartacea del sapere. Viviamo in una società che ha scelto “l’avere” e “l’apparire” a discapito “dell’essere”. 
Essere insegnante oggi è come remare controcorrente, cioè diffondere una cultura che molti disprezzano.

Chi sceglie di insegnare oggi, indipendentemente dall’ordine e grado della scuola, sceglie di fare il missionario.

La professione dell’insegnante è tra i lavori più stressanti che ci siano: non vi sono gratificazioni sociali ed economiche. Per esempio, spesso si sente dire che noi insegnanti lavoriamo troppo poco, solo 18 ore a settimana, e che per tutta l’estate siamo in vacanza. Chi afferma ciò, parla senza cognizione di causa, cioè senza conoscere ciò che sta dicendo. Chi insegna deve preparare le lezioni, preparare i compiti, che poi non si correggono da soli. Ci sono i collegi dei docenti, i consigli di classe, le programmazioni, le relazioni finali, le valutazioni eccetera .

Il lavoro di insegnante, se fatto bene, richiede più di 36 ore a settimana. Per quanto riguarda le “lunghe vacanze estive”, ci sono anche gli esami di maturità e di licenza media. Si finisce di lavorare a metà luglio o oltre e a fine agosto siamo a disposizione della scuola per i primi collegi dei docenti.  Un mese e mezzo di pausa non è "tutta l’estate". 

Noi forniamo ai nostri alunni gli strumenti per crescere, per affrontare la società, per trovare un lavoro ma anche per pensare profondamente. Li educhiamo al giusto e al bello.
Ma spesso troviamo alunni più interessati al gossip o ai reality piuttosto che alla cultura o al sapere, abituati a rimanere concentrati solo per pochi minuti, non per una lezione di un’ora.

Tutta la società sta attraversando una profonda crisi! Proprio per questo nella scuola si dovrebbe investire più di ogni altra attività o istituzione, come avviene nei paesi più evoluti. Non facciamo che una crisi economica diventi anche crisi di valori. La scuola è la speranza per il futuro, la fabbrica del mondo di domani.  Si dovrebbe investire di più in cultura e in ricerca, non di meno. Dobbiamo insegnare ai nostri giovani a pensare liberamente.

Invece che continuare a diffamare i nostri insegnanti, dovremmo cominciare a ringraziarli per il lavoro che la maggior parte di loro fa malgrado mille difficoltà!

 

Prof. Valerio Giacalone

Per la lezione

Prosegui la lettura

Commenti [13]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  1. simona scrive:

    BRAVOOOOOOOOOOOOO

  2. Grazie Simona
    cerco di fare il mio meglio
    Buona giornata
    Prof. Valerio

  3. Valentina scrive:

    Prof.Valerio sei davvero in gamba! 😉

  4. Grazie Valentina
    Se scegliamo di fare l’insegnante, un po’ dobbiamo esserlo 😉
    Buon lavoro
    Prof. Valerio

  5. Riccardo scrive:

    Il Prof. Valerio merita la stima di tutti quanti hanno ancora a cuore la scuola, ma prima ancora il bene dei propri figli.Infatti sempre più spesso si sentono fatti degradanti, dove i docenti sono abbandonati alla propria missione senza poter contare su nessuno.Si trovano contro anche i genitori di ragazzi sempre più irrequieti. Io come genitore sono sempre dalla parte dei professori,poichè sono le uniche figure in grado di salvare quei valori etici e culturali che ormai sono andati quasi del tutto persi.
    Scusatemi lo sfogo, e ancora un grazie di cuore al prof. Valerio e a quanti come Lui che ci provano ancora per amore della società.

  6. Mamma mia! Sembra la situazione in Brasile!!!!!
    Da … sempre… che sento parlare queste cose qui in Brasile, la situazione e i valori sono gli stessi, anche se siamo il Terzo Mondo. Mi dispiace sapere che anche in Italia la situazione è la stessa. Credo che gli esseri umani devono fare un cambiamento di valori. Cosa sarebbe delle persone, in questo mondo, se non avessi i professori per insegnarli? (scusate il mio italiano)
    Comunque, grazie del meraviglioso blog,e tanti auguri dal Brasile!- São Paulo-SP

  7. cvm scrive:

    Quarto Seminario Nazionale di Educazione Interculturale
    “Per un curricolo interculturale: quali matematiche, scienze, letterature ed immagini?”
    3 – 4 – 5 Settembre 2010 Senigallia – Rotonda a Mare – Lungomare Dante Alighieri
    A scuola, occorre promuovere una riflessione sulla revisione dei curricoli e dei saperi scolastici da orientare verso la costruzione di una cittadinanza mondiale che alimenti atteggiamenti di corresponsabilità nella gestione del comune spazio planetario. Tale revisione culturale esige una rigorosa e scientifica riflessione che coinvolga i rappresentanti delle Istituzioni scolastiche e delle ONG (Organizzazioni Non Governative), nonché del mondo scientifico.
    La mattinata del 3 Settembre, dopo i saluti delle autorità, il prof. Antonio Brusa, docente di Storia all’Università di Bari, introdurrà il Seminario con un breve incipit su “La ricerca scientifica per una rinascita culturale”. A seguire il prof. Edgard Morin (invitato), svolgerà una relazione dal titolo “I nuovi paradigmi culturali della società cosmopolita”. La Prof.ssa Margherita Hack (confermata) terrà una lezione su “La scienza e l’etica per una coscienza cosmica” mentre il prof. Franco Favilli, docente alla Facoltà di Matematica dell’Università di Pisa, presenterà il tema “La revisione del curricolo di matematica in chiave interculturale” a cui seguirà il Prof. Rongbao Tu (confermato), docente di matematica alla Nanjing Normal University, Cina con una relazione su “La matematica nel tempo e nello spazio: la Cina”.
    Il mattino del 4 Settembre, il Prof. Aluisi Tosolini, Pedagogista, esperto di educazione interculturale , introdurrà la sessione su “L’insegnamento umanistico-scientifico in prospettiva interculturale: esperienze a confronto”. La prof.ssa Elena Camino dell’università di Torino tratterà il tema “Le Scienze nella costruzione di dinamiche relazionali tra sistemi”mentre il Prof. Antonio Brusa, docente di Storia all’Università di Bari terrà una relazione su “L’uso delle immagini nell’insegnamento delle materie umanistico-scientifiche. Aspetti didattici interculturali”. Chiuderà la sessione, a cui seguirà il dibattito, il prof. Armando Gnisci, docente di letteratura comparata all’Università della Sapienza di Roma, con una relazione su “Un curriculum di letteratura mondiale”.
    Dalla teoria alla pratica, dalla scienza alla didattica, nei pomeriggi del 3 e del 4 settembre presso la scuola elementare Pascoli, si svolgerà la Sessione “La scuola e le reti sociali per l’Intercultura” in cui gli stimoli della Ricerca Universitaria saranno sostenuti da numerosi laboratori gestiti da Educatori delle ONG e da Associazioni Professionali scientificamente qualificati che presenteranno ai corsisti proposte operative da spendere in contesto d’aula per una scuola aperta all’innovazione curricolare.
    La mattinata conclusiva del 5 Settembre i docenti, che nell’anno scolastico 2009-10 hanno sperimentato la Ricerca–Azione per la revisione dei curricoli in chiave interculturale, illustreranno in una serie di Workshop, i percorsi didattici realizzati nelle scuole con il sostegno di CVM, ANSAS e Docenti Universitari. In quella sede saranno presentate le Unità di lavoro di scienze, matematica, italiano e geografia effettivamente realizzate e consultabili attraverso materiali allestiti in una Mostra.

    Chiuderà il Seminario Aluisi Tosolini con la questione aperta:“Quale educazione per un nuovo umanesimo?”.
    Iniziativa riconosciuta dal MIUR, direttiva n. 90 – art.5 con decreto dell’08/07/2010.
    Iniziativa realizzata nell’ambito del progetto :

    EuropeAid/127765/C/ACT/Multi COMUNIC_EAD La Comunicación para el Desarrollo: hacia un Sistema Regional de Información para el Desarollo” Contratto DCI-NSAED/2009/202-380
    scarica la scheda d’iscrizione dal link:
    http://www.cvm.an.it/images/stories/documenti/modulo_di_iscrizione2010_def.doc

    Per i dettagli dell’iniziativa: segreteria di CVM – Piazza Santa Maria n. 4 – 60121 Ancona

    tel/fax 071-202074 / 333-2549689

    email cvm@cvm.an.it

  8. elisabetta scrive:

    Avrei dovuto essere insegnante di lingue straniere ma ho preferito non tentare questa professione che ritengo molto difficile da svolgere e poco remunerata. L’insegnante è veramente un mestiere duro: dono tutto il mio supporto morale a chi lo svolge, specialmente a chi lo svolge con serietà e professionalità.

  9. Come possono due genitori difendersi dalle angherie di un’insegnante frustrata e fuori di testa? Siamo in grado di vedere com’è nostro figlio, ci siamo messi in discussione, ma non è servito a nulla, dall’altra parte solo irremovibili giudizi e letture del bambino piene solo di pregiudizi e di voglia di ferire. Come difendersi? Il giudizio superficiale è inappellabile?
    A volte, come in questo caso, è la scuola a creare disagio e a fornire le basi per danni psicologici permanenti che debbono essere risarciti.
    La causa del danno? La vendetta di un’insegnante di scuola materna con cui in precedenza ci eravamo scontrati per la sua smania di emettere diagnosi, fra l’altro totalmente errate. Cosa che si è ripetuta anche con altri bambini nel momento in cui lei entra in ansia. Se la scuola è piena di impiegati problematici la debbono pagare gli alunni? Vi pare giusto?

    • Zanichelli Avatar

      Sicuramente è una situazione complessa e difficile da affrontare, forse dovreste parlarne con il preside per valutare cosa può essere fatto.
      un saluto
      Prof. Anna

  10. Letizia scrive:

    36 ore a settimana???Io tra scuola e casa ,con 5 materie al liceo classico ne lavoro almeno 80/85!36 ore le lavora forse l’insegnante di religione….al massimo!