Insegnare… sperimentare

Prof.Giacalone
Per gli insegnanti

 

Dal 20 al 26 ottobre ci saranno eventi in tutto il mondo per onorare la lingua italiana. Anche Intercultura Blog cerca umilmente di onorarla … tutto l’anno.   E chi meglio dell’insegnante può onorare la lingua e la cultura italiana? L’insegnante è il ponte tra il sapere e la classe, perno essenziale di ogni scuola.

 

Cari colleghi e colleghe, insegnare (dal latino “lasciare il segno”) è una delle attività più difficili e al contempo più affascinanti che ci possano essere. Si ha la possibilità di formare, di educare, di esporre il fascino della cultura. Maggiori conoscenze gli studenti apprendono oggi a scuola, maggiori strumenti avranno domani per affrontare la vita adulta e il lavoro.

Insegnare è una professione molto difficile. Forse è l’unico lavoro con persone (gli alunni) che vorrebbero essere altrove. Insegnare diventa allora un’impresa. L’insegnante “bravo” fa dimenticare agli alunni che avrebbero potuto fare altro al posto della lezione, in modo che siano invece contenti di seguirla.

Insegnare significa anche sperimentare, mettersi in discussione, essere pronti al confronto, trovare il materiale e le soluzioni più adatte. Il decreto del presidente della repubblica 419 del 1974, autorizza l’insegnante alla sperimentazione didattica. L’articolo 1  afferma: “l’autonomia didattica dei docenti può applicarsi come ricerca e realizzazione di innovazione sul piano metodologico- didattico.” 
Anche il gioco a volte può migliorare l’efficienza della didattica in classe.

Da tempo sperimento lezioni “dal vivo”, cioè lezioni calate in un contesto reale. Per farlo, è necessario lavorare con una classe composta da meno di 15 studenti a un livello elementare di conoscenza della seconda lingua (livelli A1/A2).
Si deve aver bene in mente cosa fare con la propria classe e lasciare il meno possibile all’improvvisazione. La lezione si può svolgere in un contesto naturale: una piazza, un mercato, un museo, un parco.

 

La classe non è l’unico luogo dove si impara una lingua. Per esempio, l’apprendimento della lingua madre avviene in famiglia, dove è fondamentale la funzione strumentale, cioè chiedere per ottenere. Quando possibile, ricreare una situazione naturale può sortire effetti positivi sia sull’apprendimento che sulla motivazione.

Si simula un "gioco di ruolo", il più possibile vicino alla realtà.

 

Per esempio, possiamo portare la classe in un mercato e spiegare agli alunni ciò che si vede: i vari tipi di frutta, la bilancia, il bancone, i commessi, i clienti. Si spiegano loro le frasi utili nella situazione, come per esempio “un chilo di mele, per favore”, “quanto costa?”, “posso pagare con la carta di credito?”. Oppure aggettivi come "acerbo", “maturo”, "caro”, “conveniente".

La mia esperienza a riguardo è molto positiva. Gli alunni imparano prima e meglio poiché  il contesto è reale e ciò che è visibile è più facile da memorizzare e sortisce una grande spinta motivazionale. La motivazione è una componente fondamentale e può sostenere gli studenti per tutta la durata del corso.

Un caro saluto e buon lavoro
Prof. Valerio Giacalone

Per la lezione

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Commenti [6]

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  1. Carolina scrive:

    Grazie per il materiale ricco e accattivante per i ragazzi e per le utili riflessioni per noi insegnanti che ci viene proposto in questo blog: sono entrata qui per caso, ma ho utilizzato due “lezioni” attive con un’allieva straniera, con la quale sto realizzando un progetto “full immersion” nella lingua italiana come lingua dello studio. Posso continuare a fruire delle iniziative e, magari, linkare l’URL in un nostro eventuale blog?
    Buon lavoro
    Carolina Carpenito

  2. Cara Carolina
    in nostro Blog è a disposizione di tutti coloro, studenti o insegnanti, che vogliano migliorare le loro consoscenze.
    Sono molto contento che tu abbia trovato dei punti di riflessione e di stimolo per le tue lezioni. Non ci saranno problemi se vorrai creare un link su un tuo Blog!
    Buon Lavoro
    Prof. Valerio

  3. pina scrive:

    gentile prof.
    tra una settimana incomincerò ad insegnare a dei ragazzi di scuola media e a dei bambini di scuola elementare, appena arrivati nel nostro paese, la lingua italiana potrebbe consigliarmi dei testi da consultare?
    Grazie per l’attenzione

  4. Cara Pina
    Ci sono diversi testi che puoi adottare, ma due, in particolare sono, a parer mio, molto graditi sia dagli insegnanti che dagli alunni. Uno è il “Primissimo Zanichelli dell’accoglienza”, l’altro è “Noi” ,corso di lingua italiana per stranieri, edito dalla Zanichelli. Sono due testi indispensabili per chi insegna a studenti stranieri in Italia o all’estero. Provare per credere 😉
    Fammi sapere
    Prof. Valerio

  5. Caro Prof. Valerio,
    sono un giovane italiano di 22 anni e svolgo l’attività di assistente di lingua italiana in Francia in un liceo e in una Scuola di Specializzazione per l’Insegnamento e da qualche tempo mi servo del materiale che trovo sul tuo blog per la mia didattica, che definisco a dir poco fantastico.
    I miei studenti(purtroppo non tutti, ma io ce la metto tutta) sono contenti di studiare l’italiano in quanto trovano nelle mie lezioni (e quindi nelle tue schede) argomenti interessanti ma soprattutto ricchi di quella che definisco “italianicità”… Quando stampo i dialoghi, le canzoni, le schede dico sempre “Mai dannu tengada custu Professori” …e ora che ho letto sulla tua pagina dove ti sei laureato, bhe, non avrai problemi a capire la mia frase e a ricevere tutti i miei complimenti! Sesi troppu togu!
    A presto qui sul tuo blog

    Monsieur Paolò le prof.

  6. Grazie Prof. Paolo
    per le tue parole, quando sarò un po giù di morale, le rileggierò. 🙂 Per ora ti ringrazio per rendere il mio lavoro vivo anche in Francia. In questo dobbiamo ringraziare la casa Editrice Zanichelli, che ancora una volta dimostra la sua lungimiranza e la sua attualità.
    “Mai Dannu tengada su professori Paolo puru” (Nessun malanno, disgrazia accada anche al prof. Paolo) 🙂 … in sardo
    Buon lavoro e a presto
    Prof. valerio